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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2314, data: domenica 4 gennaio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2314, data: domenica 4 gennaio 2026

1. Tre palestinesi, tra cui un bambino e una donna, uccisi in attacchi aerei e bombardamenti di artiglieria a est di Gaza

Tre palestinesi, tra cui un bambino e una donna, sono stati uccisi dalle forze di occupazione israeliane, che continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Le forze di occupazione hanno anche lanciato diversi attacchi aerei, insieme a bombardamenti di artiglieria e spari, prendendo di mira le aree a est della Striscia.

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2. Coloni attaccano case di cittadini e pastori a Masafer Yatta e nella Valle del Giordano

I coloni hanno attaccato le case di cittadini e pastori in diverse aree della Cisgiordania in attacchi simultanei, tra cui Masafer Yatta, a sud di Hebron, e nella Valle del Giordano settentrionale. Questi attacchi hanno provocato aggressioni fisiche, tentativi di furto di bestiame e intimidazioni ai danni dei residenti. A Masafer Yatta, l’attivista Osama Makhameh ha riferito che un gruppo di coloni armati ha attaccato la casa di Khaled al-Na’ameen a Khirbet Qawabis, ha fatto irruzione nel suo recinto e ha tentato di rubare le pecore prima che i residenti affrontassero gli aggressori e impedissero loro di sequestrare il bestiame.

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3. Direttore Generale degli Ospedali di Gaza: la decisione dell’occupazione di vietare l’accesso alle organizzazioni internazionali è una “restrizione deliberata” e minaccia la vita dei pazienti

Il Dott. Muhammad Zaqout, Direttore Generale degli Ospedali della Striscia di Gaza, ha messo in guardia dalle gravi ripercussioni della decisione dell’occupazione israeliana di imporre nuove condizioni e di non rinnovare le licenze operative delle organizzazioni internazionali che operano nella Striscia, descrivendo la decisione come una “restrizione deliberata” per i pazienti e i feriti.

Il Dott. Zaqout ha sottolineato che questa misura si inserisce nel contesto delle restrizioni in corso imposte ai residenti della Striscia di Gaza. Ha sottolineato che queste istituzioni sono state un “pilastro fondamentale” di sostegno all’assistenza sanitaria e al Ministero della Salute palestinese, soprattutto durante il periodo dell’aggressione, e che alcune di esse svolgono un ruolo positivo e vitale a Gaza da decenni.

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4. Salute: 418 martiri a Gaza dal cessate il fuoco

Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha annunciato che il numero totale di martiri giunti negli ospedali della Striscia nelle ultime 48 ore ha raggiunto quota 3, inclusi 2 nuovi martiri e 1 martire il cui corpo è stato recuperato, oltre a 18 feriti. Il Ministero ha spiegato nella sua dichiarazione che diverse vittime sono ancora sotto le macerie e per le strade, poiché le ambulanze e le squadre della protezione civile non sono state finora in grado di raggiungerle. Le statistiche cumulative dall’inizio dell’aggressione, il 7 ottobre 2023, hanno registrato 71.384 martiri e 171.251 feriti.

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5. Le forze israeliane arrestano un’intera famiglia del villaggio di Kisan, a est di Betlemme

Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato un’intera famiglia del villaggio di Kisan, a est di Betlemme, nella Cisgiordania meridionale occupata. Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno arrestato Mahmoud Awda Ghazal (55 anni), sua moglie Laila Khalil Abu Diya (50 anni), i loro due figli, Abdul Rahman (20 anni) e Muhammad (27 anni), e la moglie di Muhammad, Hiba Taqatqa (25 anni), dopo aver fatto irruzione e perquisito la loro casa.

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*Europeo*

6. Assalto a una fabbrica che rifornisce di armi l’occupazione in Scozia

Attivisti scozzesi hanno assaltato una fabbrica di equipaggiamento militare vicino a Edimburgo e hanno vandalizzato alcuni macchinari per protestare contro il suo coinvolgimento nella fornitura di armi all’occupazione israeliana e la sua complicità nel genocidio a Gaza.

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7. Hind Rajab: presenta denuncia penale contro un soldato israeliano nella Repubblica Ceca

La Fondazione Hind Rajab ha annunciato di aver presentato una denuncia penale presso la Procura della Repubblica di Praga contro il soldato israeliano Hagai Monsonego.

In una dichiarazione pubblicata sul suo sito web ufficiale, la fondazione ha spiegato che la denuncia è stata presentata dopo aver confermato la presenza del sospettato sul territorio ceco. La fondazione ha affermato che ciò attiva il principio di giurisdizione universale, sancito dalla legge ceca, che consente di perseguire gli accusati di reati gravi indipendentemente dalla loro nazionalità o dal luogo in cui il reato è stato commesso. La dichiarazione ha aggiunto che la denuncia si basa su un fascicolo documentale preparato dalla fondazione, che include filmati e informazioni open source che collegano il soldato al servizio militare a Gaza e ad azioni che includevano attacchi a siti protetti, violazioni dei diritti dei civili e maltrattamenti di detenuti.

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8. Appello al boicottaggio dell’occupazione israeliana a Derry, Irlanda

Gli attivisti di Derryipsc hanno organizzato la loro prima veglia di solidarietà del 2026, con un’ampia partecipazione di cittadini irlandesi. L’evento ha dimostrato la loro determinazione a proseguire l’attivismo nonostante il freddo pungente e la pioggia.

Gli organizzatori hanno sottolineato che la loro capacità di tornare al caldo dopo la veglia impallidisce di fronte alle continue sofferenze degli abitanti di Gaza, dove la situazione umanitaria sta peggiorando a causa dei bombardamenti, del blocco e della mancanza di beni di prima necessità. Hanno inoltre espresso la loro gratitudine a tutti coloro che hanno partecipato e assistito, considerando questo evento l’inizio di una serie di attività di solidarietà per tutto il nuovo anno, riaffermando la continua pressione popolare e la richiesta di libertà e giustizia.

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9. Una donna palestinese recita una poesia a sostegno degli attivisti di “Fleetoon24” in Irlanda

A Belfast si è tenuta una manifestazione di solidarietà a sostegno degli scioperanti della fame e per protestare contro la complicità della Gran Bretagna nella guerra a Gaza. La manifestazione è stata organizzata dalla Belfast Public Service Association. L’attivista Rita Abu Rahma, ex residente di Gaza ora residente a Belfast, ha partecipato all’evento e ha recitato una poesia da lei scritta sulla sofferenza di due anni di annientamento, sull’importanza di aggrapparsi alla speranza e sul coraggio degli scioperanti della fame che continuano la loro protesta a sostegno della Palestina. Gli attivisti detenuti del “Movimento Palestina” sono in sciopero della fame per protestare contro la loro continua detenzione e le condizioni di detenzione, e per chiedere la chiusura delle fabbriche di armi israeliane Elbit Systems.

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10. Una campagna britannica sta esortando il governo a imporre sanzioni a Israele dopo che ha vietato l’operatività delle organizzazioni umanitarie.

Questa settimana, Israele ha annunciato la decisione di vietare a 37 organizzazioni umanitarie di operare nei territori palestinesi occupati, tra cui Medici Senza Frontiere. Questa mossa minaccia di aggravare le sofferenze dei civili nella Striscia di Gaza e di privarli di aiuti umanitari essenziali.

In risposta a questa decisione, la Palestine Solidarity Campaign UK ha invitato il governo britannico a scrivere al Ministro degli Esteri, facendo pressioni affinché vengano adottate misure immediate, quali sanzioni contro Israele e un embargo totale sulle armi, in conformità con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale.

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11. Protesta a Tameside, Regno Unito, a sostegno della causa palestinese

Il gruppo “Tameside for Palestine” ha organizzato una veglia di solidarietà nell’area di Tameside, nella Greater Manchester, Regno Unito, segnando la sua prima attività del 2026.

La veglia ha visto l’innalzamento di bandiere e striscioni palestinesi che condannavano la guerra e gli attacchi contro i civili, e chiedevano il rispetto della giustizia e dei diritti umani.

In una dichiarazione pubblicata sui social media, il gruppo ha affermato che la veglia mirava a sottolineare che la solidarietà popolare con il popolo palestinese è in corso e non sarà ignorata, sottolineando la partecipazione di numerosi palestinesi residenti nella zona.

Gli organizzatori hanno confermato che questo evento fa parte di una serie di azioni settimanali organizzate dal gruppo in diverse aree del Regno Unito, per chiedere il proseguimento delle attività a sostegno della causa palestinese.

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12. Appello al boicottaggio di Costa Coffee a sostegno di Gaza per la sua complicità con l’occupazione

Il gruppo Tameside for Palestine ha chiesto il boicottaggio della catena globale di caffè Costa Coffee a causa della sua proprietà da parte di Coca-Cola, che gestisce uno stabilimento nell’insediamento di Atarot, nella Cisgiordania occupata. Gli attivisti considerano questo sostegno diretto all’impresa dell’insediamento un’approvazione dei crimini dell’occupazione e una normalizzazione dell’ingiustizia perpetrata contro il popolo palestinese.

In una dichiarazione ufficiale pubblicata sulle sue piattaforme, il gruppo ha spiegato che il boicottaggio è un rifiuto delle continue violazioni israeliane, tra cui la repressione e gli sfollamenti, e un tentativo di fare pressione sulle aziende le cui pratiche commerciali contribuiscono ad alimentare regimi oppressivi.

Vale la pena notare che Coca-Cola ha distribuito gratuitamente i suoi prodotti all’esercito israeliano durante la guerra di annientamento a Gaza. Diversi gruppi britannici stanno organizzando campagne contro Coca-Cola. La Palestine Solidarity Campaign ha recentemente lanciato una petizione impegnandosi a boicottare l’azienda, oltre a una manifestazione di solidarietà condotta durante il periodo natalizio contro i chioschi dell’azienda.

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13. Campagna di comunicazione prevista in difesa degli scioperanti della fame di “Filton24”

Il gruppo Prisoners for Palestine ha chiesto un’ampia campagna di solidarietà con Tuta Hoxha, in sciopero della fame nel carcere di Peterborough, che sta entrando nella sua nona settimana di protesta. Il gruppo ha chiesto un incontro urgente tra gli scioperanti e la guardia carceraria per revocare gli ordini che impediscono l’interazione sociale e il divieto di svolgere attività e lavorare, e per garantire che il carcere possa comunicare con i propri avvocati per perseguire le richieste individuali e proteggere la salute degli scioperanti.

La campagna ha spiegato che lo sciopero è entrato in una fase critica e che il continuo rifiuto dell’amministrazione penitenziaria di comunicare con gli scioperanti sta mettendo a repentaglio la loro vita e la loro salute. Ha invitato tutti a partecipare al blocco telefonico continuo del numero dell’amministrazione penitenziaria per garantire che le richieste vengano soddisfatte.

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*Internazionale*

14. Angelina Jolie visita il valico di Rafah e incontra i bambini di Gaza

Una bambina palestinese che ha perso la famiglia era tra i bambini che ha incontrato al valico di Rafah, in Egitto, al confine con Gaza. L’attrice Angelina Jolie ha visitato il valico per verificare le condizioni dei palestinesi feriti che ricevevano cure in Egitto e per osservare il flusso di aiuti umanitari nella Striscia di Gaza.

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15. Starbucks chiude quasi 400 negozi nelle principali città degli Stati Uniti

Starbucks ha chiuso quasi 400 negozi in diverse importanti città degli Stati Uniti, tra cui New York, Los Angeles e Chicago, a seguito di una ristrutturazione da 1 miliardo di dollari. Questa ha fatto seguito alla revisione di oltre 18.000 negozi negli Stati Uniti e in Canada e alla soppressione di circa 900 posizioni dirigenziali non legate al commercio al dettaglio. Le chiusure, avvenute a settembre, si sono concentrate nelle principali aree metropolitane dove l’azienda sta affrontando un calo di visitatori. Altre città colpite sono state San Francisco, Minneapolis e Baltimora.

Tra le chiusure rientra anche quella di una ragazza palestinese che aveva perso la famiglia. Un portavoce di Starbucks ha affermato che l’azienda ha deciso di chiudere le filiali che “non fornivano i risultati richiesti o non erano più in grado di soddisfare gli standard del marchio”. Questa decisione arriva in un contesto di proteste e boicottaggi in corso contro Starbucks, in particolare in Gran Bretagna e in diversi altri paesi, per protestare contro i legami e gli investimenti dell’azienda nei mercati israeliani. Gli attivisti affermano che ciò rappresenta un declino della reputazione del marchio e una crescente pressione pubblica su di esso.

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16. Medici Senza Frontiere: Potremmo cessare le nostre attività a Gaza il prossimo marzo

La direttrice di Medici Senza Frontiere, Isabelle Dufourny, ha avvertito che l’organizzazione potrebbe cessare le sue attività nella Striscia di Gaza il prossimo marzo se Israele non ritratta la sua decisione di vietare le sue attività e quelle di altre 36 organizzazioni. Il divieto è stato imposto con il pretesto che le autorità non hanno fornito i nomi dei membri del personale palestinese, come richiesto dalla nuova legislazione. Medici Senza Frontiere ha descritto la decisione come un “flagrante eccesso di potere”, mentre Israele l’ha giustificata come volta a “impedire l’infiltrazione di elementi terroristici nelle istituzioni umanitarie”.

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17. L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani mette in guardia dai pericoli del piano israelo-americano per la “Città Verde” a Rafah

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha ribadito il suo allarme sui pericoli dell’accordo israelo-americano per la creazione della cosiddetta “Città Verde” a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale. L’Osservatorio lo considera un tentativo di offrire una falsa soluzione per l’alloggio dei residenti palestinesi sfollati da oltre due anni e che vivono in tende fatiscenti.

L’Osservatorio ha indicato che il piano comporta gravi rischi, tra cui l’imposizione di accordi che potrebbero di fatto portare allo sfollamento dei residenti dalle loro case originarie e alla trasformazione di ampie zone della Striscia di Gaza in zone militari chiuse sotto il diretto controllo dell’esercito israeliano.

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