
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2319, data: venerdì 9 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2319, data: venerdì 9 gennaio 2026
1. 9 martiri nei bombardamenti e nel fuoco israeliano sulla Striscia di Gaza**
Nove cittadini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza in una serie di violazioni israeliane del fragile accordo di cessate il fuoco, che hanno incluso bombardamenti aerei e di artiglieria e colpi d’arma da fuoco provenienti da veicoli militari in diverse aree dell’enclave assediata.
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**2. Due anziani feriti e veicoli incendiati in un attacco dei coloni contro la fabbrica Al-Juneidi**
Due anziani palestinesi sono rimasti feriti a seguito di un attacco condotto da coloni contro la fabbrica Al-Juneidi e l’area circostante, nei pressi del villaggio di Deir Sharaf, a nord-ovest della città di Nablus. L’attacco ha incluso l’incendio di veicoli palestinesi e aggressioni contro proprietà della zona.
Fonti locali hanno riferito che i coloni hanno attaccato l’area sotto la protezione delle forze dell’esercito di occupazione, aggredendo due anziani che si trovavano nei pressi della fabbrica, causando il loro ferimento, e dando fuoco a diversi veicoli palestinesi, diffondendo paura tra i residenti.
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**3. Il numero delle detenute nelle carceri dell’occupazione sale a 52 nel mese di gennaio**
Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha riferito che il numero delle detenute palestinesi nelle carceri dell’occupazione è salito a 52 nel mese di gennaio, dopo l’arresto di cinque donne nei primi otto giorni dell’anno.
Il Club ha precisato che il numero totale degli arresti di donne dall’inizio della guerra genocida israeliana contro Gaza, il 7 ottobre 2023, ha superato i 650 casi, in un contesto di crescente presa di mira delle donne palestinesi.
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**4. UNRWA: la grave carenza di aiuti essenziali minaccia la vita di centinaia di migliaia di persone a Gaza**
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA) ha avvertito che le dure condizioni meteorologiche nella Striscia di Gaza stanno aggravando una crisi umanitaria già in forte deterioramento, spingendola verso una fase che minaccia la vita di centinaia di migliaia di persone, a causa di una grave carenza di aiuti essenziali, in particolare materiali per l’alloggio e medicinali.
L’agenzia ha affermato che le forti piogge e le inondazioni, unite alla fragilità delle infrastrutture e al crollo dei centri di accoglienza, espongono migliaia di famiglie sfollate a rischi crescenti.
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**5. Grave escalation: la famiglia di un colono chiede l’esecuzione del prigioniero Ahmad Dawabsha**
La Commissione per gli Affari dei Detenuti ed Ex Detenuti e il Club dei Prigionieri Palestinesi hanno dichiarato che la famiglia del colono ucciso nel “caso” del prigioniero Ahmad Samer Dawabsha, originario del villaggio di Duma, a sud di Nablus, ha presentato una richiesta al tribunale militare dell’occupazione israeliana per l’esecuzione della pena di morte contro il prigioniero Dawabsha.
Le due istituzioni hanno spiegato che la richiesta includeva anche la domanda di cambiare il collegio giudicante, sostituendolo con giudici di grado superiore per decidere sul caso, in base agli ordini militari secondo i quali i tribunali militari dell’occupazione operano da decenni. Di conseguenza, il tribunale ha concesso all’accusa e alla difesa tempo fino al 12 gennaio per rispondere alla richiesta.
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**6. Gli attacchi dei coloni costringono 20 famiglie a fuggire a nord di Gerico**
Circa 20 famiglie sono state costrette a fuggire dalla parte settentrionale dell’accampamento beduino di Shalal al-Auja, a nord della città di Gerico, a causa dell’escalation di ripetuti attacchi dei coloni, accompagnati da aggressioni e minacce dirette.
Hassan Malihat, supervisore generale dell’organizzazione per i diritti umani Al-Baidar, ha spiegato in un comunicato stampa che le famiglie sfollate appartengono alle famiglie Al-Amreen (“Al-Kaabneh”) e sono state costrette ad abbandonare le proprie abitazioni e fonti di sostentamento per timore della propria sicurezza, in assenza di qualsiasi protezione e a fronte del continuo ricorso a politiche di pressione e intimidazione volte a svuotare l’area dai suoi abitanti originari.
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**7. Il Sindacato dei Giornalisti condanna il continuo divieto all’ingresso dei media stranieri a Gaza**
Il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi ha condannato il continuo divieto imposto dalle forze di occupazione israeliane all’ingresso dei giornalisti stranieri nella Striscia di Gaza per il terzo anno consecutivo.
Il sindacato ha dichiarato che ciò avviene su decisione del governo di occupazione israeliano, con l’approvazione della sua massima corte, che nell’ultima sessione dello scorso anno ha fatto marcia indietro rispetto a una precedente decisione di presentare un piano chiaro per consentire l’ingresso della stampa straniera a Gaza entro il 4 gennaio, approvando invece la richiesta del governo di mantenere il divieto.
Ha ritenuto che questa decisione rientri in una politica sistematica volta a isolare la Striscia dal mondo e a occultare la verità sulla guerra di genocidio e pulizia etnica perpetrata dall’occupazione a Gaza, uno dei più gravi crimini contemporanei contro la libertà di stampa.
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**8. L’occupazione maltratta 20 lavoratori palestinesi in Cisgiordania**
Le forze di occupazione arrestano 20 lavoratori palestinesi e li maltrattano la scorsa notte nei pressi del posto di blocco di Tarqumiya, a ovest di Hebron, nella Cisgiordania occupata.
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**Europeo**
**9. Un tribunale canadese archivia le accuse contro nove detenuti solidali con la Palestina**
Le accuse penali sono state archiviate contro nove attivisti solidali arrestati durante una manifestazione a favore della Palestina a Toronto lo scorso autunno, guidata da residenti indigeni, dopo che centinaia di persone si erano radunate nei pressi dell’ufficio di Global Affairs Canada per protestare contro il rapimento, da parte dell’occupazione, di attivisti della Flottiglia della Libertà che cercavano di rompere l’assedio di Gaza.
Gli arresti sono avvenuti l’8 ottobre 2025, sei ore dopo la manifestazione. Gli organizzatori hanno confermato che la polizia ha tentato di porre fine alla protesta in modo violento, incluso l’atto di un agente di nome Bernardo che ha fatto irruzione tra la folla con un veicolo civile e l’aggressione di diversi manifestanti da parte della polizia, come mostrato in video pubblicati su Instagram.
Nove capi d’accusa distinti erano stati contestati ai manifestanti, tra cui assembramento illegale, intralcio all’operato di un agente di polizia e disturbo dell’ordine pubblico, prima di essere ritirati sei settimane dopo la loro comparizione in tribunale.
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**10. I membri delle cooperative in Canada si preparano a un referendum per il boicottaggio dei prodotti israeliani**
Durante l’assemblea annuale della cooperativa “East End Food”, tenutasi nel novembre 2025, i membri della campagna “Cooperative contro il genocidio” hanno presentato ufficialmente al consiglio di amministrazione una petizione firmata che chiedeva l’organizzazione di un referendum tra i soci-proprietari sul boicottaggio dei prodotti israeliani.
L’incontro ha registrato la più alta partecipazione nella storia della cooperativa, con la sala gremita di soci a sostegno dell’iniziativa, ribadendo il loro diritto al voto democratico e a contribuire all’orientamento delle politiche della cooperativa in linea con i valori etici che sostengono.
In un passo avanzato, il consiglio di amministrazione ha annunciato la convocazione di una riunione speciale per offrire ai membri l’opportunità di discutere la petizione in un forum aperto e votare sulla decisione di boicottaggio.
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**11. Una campagna chiede al Consiglio di Ealing di porre fine agli investimenti nel genocidio**
Attivisti della campagna “Ealing: tagliate i legami con il genocidio” hanno invitato il Consiglio comunale britannico di Ealing a rivedere i propri investimenti, dopo che è emerso che il fondo pensione del consiglio investe oltre 112 milioni di sterline in aziende complici dell’occupazione, tra cui società come Elbit Systems, Palantir e Maersk.
Gli attivisti hanno sottolineato che questi investimenti rappresentano un sostegno diretto a imprese che armano l’occupazione e contribuiscono alla prosecuzione delle violazioni e del genocidio nella Striscia di Gaza, in contraddizione con i principi umanitari e i diritti umani.
La campagna ha affermato che il Consiglio di Ealing dovrebbe servire i residenti locali e rispondere alle loro esigenze, ma in realtà sceglie di investire milioni in aziende di armamenti, tecnologia e logistica che perpetuano la repressione e l’aggressione contro i palestinesi.
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**12. Proteste contro l’ospitalità a “Maccabi Tel Aviv” in una partita in Spagna**
Sostenitori della Palestina hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al Palau Blaugrana del FC Barcellona, nella città spagnola di Barcellona, in concomitanza con una partita di basket tra il FC Barcellona e la squadra israeliana Maccabi Tel Aviv nell’ambito dell’Eurolega.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e innalzato striscioni che denunciavano la partecipazione delle squadre israeliane alle competizioni internazionali, chiedendo la fine della normalizzazione dello sport con l’occupazione.
È prevista oggi anche un’altra protesta per fermare la partita di basket in programma tra il Real Madrid e la squadra israeliana Maccabi Tel Aviv, al Movistar Arena nella capitale spagnola Madrid.
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**Internazionale**
**13. Università di Cambridge: i bambini di Gaza perderanno l’equivalente di cinque anni di istruzione a causa della guerra**
Un rapporto internazionale pubblicato dall’Università britannica di Cambridge ha avvertito di una grave minaccia al futuro dei bambini palestinesi nella Striscia di Gaza, mettendo in guardia dall’emergere di quella che ha definito una “generazione perduta”, a causa dell’accumulo catastrofico di effetti educativi, fisici e psicologici dopo oltre due anni di guerra genocida israeliana in corso.
Il rapporto, preparato in collaborazione con l’UNRWA, ha spiegato che i bambini di Gaza perderanno l’equivalente di cinque anni completi di istruzione a causa delle ripetute chiusure delle istituzioni educative dal 2020, a partire dalla pandemia di Covid-19 fino alle ondate di bombardamenti israeliani che hanno portato a una paralisi quasi totale del processo educativo.
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**14. Appelli a sostenere gli “Stanford 11” durante il loro processo negli Stati Uniti in solidarietà con la Palestina**
Il gruppo “Students for Justice in Palestine” (USFCastudents4Palestine) ha invitato attivisti e sostenitori della Palestina a partecipare alle udienze pubbliche del processo degli studenti noti come “Stanford 11” negli Stati Uniti, previste per venerdì 9 gennaio 2026, presso la Hall of Justice di Santa Clara, aula 53, 190–200 W. Hedding Street, San Jose, California.
Il gruppo ha indicato che la selezione della giuria è stata completata e che le arringhe introduttive inizieranno venerdì mattina alle 8:30. Ha confermato che l’Università di Stanford e l’accusa hanno tentato di mettere a tacere questi studenti a ogni passo, incluso il tentativo di vietare l’uso della parola “genocidio” all’interno dell’aula di tribunale. Gli “Stanford 11” sono processati per la loro posizione solidale con la Palestina.
I sostenitori sono stati invitati ad arrivare presto per ascoltare gli annunci del comitato di difesa degli studenti, con una ripetizione degli annunci durante la pausa pranzo alle 12:00. Il gruppo ha sottolineato che una forte presenza in tribunale invia un messaggio chiaro: l’area della Baia è al fianco degli “Stanford 11”, indipendentemente dai tentativi dello Stato di isolarli, intimidirli o criminalizzare la resistenza studentesca.
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**15. I coreani continuano una protesta individuale a rotazione davanti all’ambasciata dell’occupazione**
I sostenitori della Palestina a Seul continuano a organizzare una protesta individuale a rotazione in solidarietà con la Palestina davanti all’ambasciata israeliana, in un’azione pacifica che ha raggiunto 550 giorni consecutivi ed è considerata una delle più lunghe forme di protesta individuale continua legate a Gaza in Corea del Sud.
La protesta si basa su un sistema di rotazione: un volontario resta ogni giorno per diverse ore prima di cedere il turno a un altro volontario il giorno successivo, in conformità con le leggi coreane che consentono le proteste individuali senza autorizzazione preventiva. I partecipanti portano cartelli che chiedono la fine degli attacchi israeliani e la responsabilità per massacri e violazioni a Gaza; alcuni sventolano anche la bandiera palestinese o indossano la kefiah.
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**16. La Flottiglia globale della Resilienza (Sumud) chiede pressioni sull’occupazione per la restituzione delle sue imbarcazioni sequestrate**
La Flottiglia globale della Resilienza (Sumud) ha condannato l’intercettazione delle proprie imbarcazioni e il rapimento dei membri degli equipaggi nel luglio 2025, mentre erano in viaggio per consegnare aiuti umanitari, tra cui generi alimentari, medicinali e latte per bambini. Ha descritto l’incidente come una violazione diretta del diritto marittimo internazionale e una sfida palese alle norme globali che proteggono le navi, i marinai e gli sforzi umanitari in mare.
La flottiglia ha sottolineato che ogni nave naviga sotto la bandiera di uno Stato, che ne determina la nazionalità giuridica e obbliga tale Stato a proteggere le proprie navi nelle acque internazionali. In base al diritto marittimo internazionale, una nave è soggetta alla giurisdizione esclusiva dello Stato di bandiera, rendendo qualsiasi tentativo di ostacolare o attaccare la nave una violazione dei diritti sovrani di quello Stato.
