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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2322, data: lunedì 12 gennaio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2322, data: lunedì 12 gennaio 2026

1. Quattro uccisi dal fuoco dell’occupazione a est di Gaza

Quattro civili sono stati uccisi dai colpi delle forze di occupazione israeliane a est della Striscia di Gaza, mentre le violazioni del cessate il fuoco proseguono per il 92° giorno consecutivo. Fonti mediche hanno riferito che Mohammad Iyad Shaker Abu Assi e Anas Fouad Shaker Abu Assi sono stati uccisi dal fuoco delle forze di occupazione nella località di Bani Suheila, a est di Khan Younis. Un altro civile è stato ucciso dai colpi dell’occupazione nel quartiere di Al-Zeitoun, a sud-est della città di Gaza. Inoltre, un civile è morto per le ferite riportate in seguito a un bombardamento israeliano che ha colpito un gruppo di civili nel campo profughi di Al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza.

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**2. Dodici detenuti di Gaza arrivano all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa dopo il rilascio**

Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato 12 detenuti provenienti dalla Striscia di Gaza.
L’Ufficio Media dei Prigionieri ha confermato che i rilasciati sono arrivati all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah, nel centro della Striscia.

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**3. Piani per un quartiere coloniale ad “Atarot” e demolizione e ricostruzione a Sheikh Jarrah**

La Commissione israeliana per la pianificazione e l’edilizia sta esaminando due progetti edilizi in fase avanzata, che rafforzano l’espansione della presenza coloniale ebraica a nord e a est della Gerusalemme occupata. Si tratta di un progetto su larga scala nell’area dell’aeroporto internazionale di Gerusalemme abbandonato (“Atarot”) e di un piano di demolizione e ricostruzione nel quartiere di Sheikh Jarrah.
Secondo quanto riportato dal quotidiano *Maariv*, le discussioni rientrano nella cosiddetta “fase di deposito” del percorso di pianificazione, che consente di proseguire le procedure ufficiali e di aprire la porta a obiezioni e verifiche professionali, senza costituire un’approvazione finale dei due progetti.

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**4. Confisca di terre e attacchi alle comunità: i coloni continuano le loro scorrerie in Cisgiordania**

I coloni hanno continuato i loro attacchi contro le proprietà e le terre dei cittadini nelle città e nei villaggi della Cisgiordania occupata. Coloni hanno fatto pascolare le loro greggi sulle terre dei cittadini nella località di Deir Dibwan, a est di Ramallah. Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha fatto pascolare le pecore nell’area di “Sheikh Ammar”, vicino alle abitazioni. Coloni appartenenti al gruppo noto come i “Giovani delle colline” hanno preparato statue della stella di David da distribuire nelle strade della Cisgiordania e agli ingressi dei villaggi palestinesi.

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**5. L’occupazione uccide un palestinese davanti a sua figlia e ai suoi figli a Hebron**

Le forze di occupazione israeliane hanno aperto il fuoco contro il palestinese Shaker Falah al-Jaabari mentre era alla guida della sua auto con la figlia e i suoi bambini nella città di Hebron, in Cisgiordania, causandone la morte. I soldati dell’occupazione hanno impedito alle ambulanze di raggiungere il luogo per trasportare il martire.

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**6. Documento di ricerca avverte sulle conseguenze di una decisione israeliana che limita il lavoro di 37 organizzazioni umanitarie a Gaza**

Il Centro Palestinese per gli Studi Politici ha annunciato la pubblicazione di un documento di ricerca analitico intitolato “La restrizione dell’azione umanitaria a Gaza: una lettura giuridica e politica del divieto imposto a 37 organizzazioni internazionali”. Il documento conclude che la decisione rappresenta una palese violazione del diritto internazionale umanitario e dei diritti umani, e minaccia di compromettere l’accesso agli aiuti essenziali da cui dipendono i civili nel contesto della guerra e del deterioramento delle condizioni umanitarie.
Il centro ha spiegato che la decisione non può essere considerata una semplice misura amministrativa tecnica, ma riflette un pericoloso cambiamento nell’approccio all’azione umanitaria internazionale, in cui il principio di garantire l’accesso dei civili agli aiuti viene sostituito da condizioni di sicurezza e politiche che minano le basi umanitarie riconosciute a livello internazionale.

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**Europeo**

**7. Manifestazione di sostegno al popolo palestinese in Belgio**

Nonostante una tempesta di neve, centinaia di persone hanno partecipato nella città belga di Gand a una manifestazione di sostegno al popolo palestinese, portando bare simboliche per i martiri del genocidio, oltre a striscioni di solidarietà e bandiere palestinesi.

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**8. Richieste al club “Celtic” di annullare un trasferimento con una squadra israeliana**

La Campagna Palestinese per il Boicottaggio Accademico e Culturale di Israele (PACBI) ha invitato il club scozzese Celtic a ritirarsi immediatamente dal completamento di un trasferimento di un giocatore dal club israeliano Maccabi Netanya, stimato in circa due milioni di sterline. La campagna ha affermato che i club israeliani non sono entità sportive neutrali, ma fanno parte di un sistema che copre i crimini commessi contro il popolo palestinese.
La campagna ha inoltre sottolineato che la società proprietaria del Maccabi Netanya, Aliyah Capital Partners, ha investito milioni di dollari in aziende israeliane produttrici di droni dall’inizio della guerra in corso, conferendo all’operazione una dimensione che va oltre l’ambito sportivo.

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**9. Attivisti manifestano a Lione, in Francia, a sostegno di Gaza**

Decine di persone si sono radunate nella città francese di Lione sotto lo slogan “Fermate il genocidio a Gaza”, con la partecipazione di attivisti francesi e delle comunità palestinesi, in un presidio che ha ribadito che la voce delle vittime non sarà dimenticata. I partecipanti hanno scandito slogan che condannano l’aggressione in corso e chiedono l’immediata cessazione delle uccisioni e dell’assedio, sottolineando che la solidarietà popolare continua e non arretrerà. I manifestanti hanno ribadito che la mobilitazione proseguirà fino al raggiungimento della giustizia.

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**10. Marcia a Milano dopo l’arresto di attivisti palestinesi per le loro attività di solidarietà**

La città italiana di Milano ha assistito a una grande marcia di solidarietà con i prigionieri politici palestinesi arrestati dalle autorità italiane in una campagna descritta dalle organizzazioni per i diritti umani come parte della cosiddetta “Operazione Domino”.
Fonti per i diritti umani hanno riferito che le autorità italiane hanno arrestato sette attivisti palestinesi e leader della società civile nel Paese, tra cui Mohammad Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia (API), nell’ambito di indagini relative a presunte accuse di sostegno o finanziamento di gruppi inseriti nelle “liste del terrorismo”, unicamente per la loro solidarietà con la causa palestinese.
La marcia, alla quale hanno partecipato centinaia di manifestanti, ha espresso empatia e sostegno incondizionato ai detenuti e alle loro famiglie. I partecipanti hanno scandito all’unisono: “Viva la Palestina! Viva la resistenza palestinese!”, ribadendo il diritto alla libertà di espressione e di riunione pacifica.
La marcia si è fermata davanti alla sede dell’Associazione caritativa di solidarietà con il popolo palestinese, recentemente posta sotto sequestro, dove i manifestanti hanno espresso il massimo livello di solidarietà con i detenuti alla presenza delle loro famiglie. I partecipanti hanno affermato che la città di Milano si schiera chiaramente al fianco del popolo palestinese e della sua giusta causa, chiedendo il rilascio immediato degli attivisti detenuti e la fine di quelle che hanno definito “persecuzioni politiche contro la solidarietà con il popolo palestinese”.

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**11. Le unioni studentesche del Regno Unito condannano il raid dell’occupazione all’Università di Birzeit**

Le unioni studentesche nel Regno Unito hanno annunciato la loro solidarietà con l’Università di Birzeit, dopo l’irruzione delle forze di occupazione israeliane nel campus universitario durante l’orario di lezione, il 6 gennaio 2026. Sono stati sparati proiettili veri e gas lacrimogeni contro studenti e docenti, ferendo almeno 40 palestinesi, la maggior parte dei quali studenti, con ferite e casi di soffocamento.
La solidarietà è stata espressa in una dichiarazione firmata da 73 rappresentanti eletti di unioni studentesche e università in tutto il Regno Unito, che hanno affermato una “solidarietà inequivocabile” con studenti e insegnanti palestinesi, considerando l’attacco un’aggressione diretta al diritto all’istruzione e al principio della libertà accademica.
La dichiarazione ha sottolineato che l’incursione militare diurna all’Università di Birzeit rientra in una politica sistematica portata avanti dal regime coloniale israeliano per intimidire gli studenti e minare il loro diritto all’istruzione, con l’obiettivo di reprimere la coscienza palestinese e colpire le istituzioni nazionali.

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**12. Protesta a sostegno della Palestina a Göteborg, in Svezia**

Organizzata dal gruppo “Manifestazione per la Palestina a Göteborg”, decine di persone hanno partecipato a una protesta a sostegno della causa palestinese, scandendo “Libertà, libertà per la Palestina”.
Il gruppo ha affermato che la Palestina è presente “in ogni tempo e in ogni luogo”. In Svezia si tengono regolarmente proteste di solidarietà davanti alle sedi di McDonald’s, Starbucks e di altre aziende che sostengono l’occupazione, per denunciare la fornitura di pasti ai soldati dell’occupazione da parte di McDonald’s, mentre Starbucks investe in aziende israeliane.

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**13. Proteste circondano la Corte Reale in Gran Bretagna a sostegno dei detenuti di Filton 24**

Il gruppo “Prigionieri per la Palestina”, insieme al “Campo comunitario per la Palestina”, ha protestato davanti alla Corte Reale di Woolwich a Londra in solidarietà con i detenuti di “Filton 24”, in concomitanza con la conclusione della prima udienza del loro processo.
Sebbene la giuria debba iniziare le deliberazioni, i ritardi del tribunale potrebbero prolungare il procedimento, mentre gli imputati restano detenuti nelle celle sotto l’edificio del tribunale in attesa della decisione. Il presidio ha registrato una partecipazione significativa, con manifestanti che hanno esposto slogan chiedendo la liberazione dei detenuti e la fine della repressione contro gli attivisti solidali con la Palestina.

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**14. Appelli che chiedono a Malta di ritirarsi dall’Eurovision**

La campagna, intitolata “Malta: niente musica per il genocidio”, coinvolge diverse organizzazioni, tra cui l’Associazione maltese dell’industria dell’intrattenimento e delle arti (MEIA), il Movimento dei graffiti, Giustizia per la Palestina, Avvocati libanesi e i “Guerrieri dell’anguria”.
I gruppi hanno affermato che eventi culturali come l’Eurovision sono per loro natura politici, ricordando l’esclusione della Russia dal concorso dopo l’invasione dell’Ucraina, mentre consentire all’occupazione di partecipare nonostante la guerra genocida in corso a Gaza rafforza l’impunità e ripulisce la violenza di massa contro i civili.
La campagna ha invitato Malta a seguire l’esempio di altri Paesi e a ritirarsi, come Spagna, Irlanda, Slovenia, Paesi Bassi e Islanda, ritenendo che la continuazione della partecipazione di Malta contraddica il suo riconoscimento ufficiale dello Stato di Palestina e il suo impegno per i diritti umani e il diritto internazionale.

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**Internazionale**

**15. Un gruppo di insegnanti pianifica un seminario educativo sulla Palestina a New York**

Un gruppo di insegnanti della città di New York sta pianificando l’organizzazione di un seminario educativo sulla Palestina in concomitanza con la Giornata di Martin Luther King Jr. L’evento rappresenterà la prima tappa di una serie di sei seminari che il gruppo, noto come “New York City Teachers for Palestine”, intende organizzare per studenti di età compresa tra i 6 e i 18 anni.
Secondo l’annuncio, il seminario includerà pasti e “lezioni adatte alle diverse fasce d’età”, supervisionate da insegnanti specializzati insieme a professionisti della salute mentale. Tuttavia, la scelta di tenerlo il 19 gennaio, giorno che coincide con la Giornata di Martin Luther King Jr., ha suscitato critiche da parte di alcuni, che hanno considerato la decisione provocatoria, sostenendo che King avesse espresso in passato il suo sostegno al diritto di “Israele” a esistere.
Al contrario, gli organizzatori sottolineano che il loro obiettivo è puramente educativo, incentrato sui diritti umani e sulla giustizia sociale da una prospettiva pedagogica. I critici, invece, ritengono che l’introduzione di questioni politiche sensibili in programmi educativi destinati a bambini piccoli apra un ampio dibattito sui limiti dell’educazione politica nelle scuole e sul ruolo degli insegnanti nell’affrontare temi internazionali complessi in contesti educativi precoci.

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