
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, numero 2323, data: martedì 13 gennaio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, numero 2323, data: martedì 13 gennaio 2026
1. Tre martiri con la ripresa dei bombardamenti e dei colpi d’arma da fuoco israeliani a est della Striscia**
Tre cittadini sono stati uccisi mentre le forze di occupazione israeliane continuavano a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 93° giorno consecutivo, attraverso bombardamenti aerei e di artiglieria e colpi d’arma da fuoco, in particolare nelle zone orientali della Striscia.
Una fonte locale ha riferito dell’arrivo dei martiri Atef Samir Al-Bayouk e Mahmoud Breika all’ospedale Nasser, dopo che un drone quadricottero ha colpito un gruppo di civili nei pressi della moschea Al-Noor, a sud di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza.
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**2. 127.000 tende non abitabili affrontano una grave ondata di freddo**
Gli abitanti di circa 127.000 tende non idonee all’abitazione nei campi della Striscia di Gaza stanno affrontando una perturbazione atmosferica estremamente fredda, la più intensa di questo inverno, accompagnata da freddo pungente e da una grave carenza di mezzi di riscaldamento e coperte che supera il 70%.
Il direttore dell’Ufficio governativo per l’informazione a Gaza, Ismail Al-Thawabteh, ha confermato che 127.000 tende su 135.000 sono diventate inabitabili e sono attualmente esposte a una depressione polare caratterizzata da freddo intenso. Ha sottolineato che gli sfollati soffrono una grave carenza di coperte, materassi e materiali di base per il riparo, soprattutto le famiglie che vivono in tende fatiscenti e in aree remote e isolate, aggravando ulteriormente le loro sofferenze in condizioni meteorologiche estreme.
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**3. I satelliti documentano: l’occupazione ha distrutto oltre 2.500 edifici e strutture a Gaza nonostante il cessate il fuoco**
Un’analisi condotta dal quotidiano statunitense *The New York Times*, basata su immagini satellitari, ha rivelato che l’esercito di occupazione israeliano ha continuato le operazioni di demolizione e distruzione nella Striscia di Gaza nonostante l’entrata in vigore del cessate il fuoco, distruggendo oltre 2.500 strutture dall’inizio della tregua, in chiara violazione dei termini dell’accordo.
Le immagini riprese nella notte del 30 ottobre, durante il periodo di cessate il fuoco, mostrano quella che sembra essere una demolizione controllata su larga scala in alcune parti del quartiere Shuja’iyya, a est della città di Gaza, un’area sotto controllo militare dell’occupazione.
Secondo l’accordo raggiunto all’inizio dello stesso mese, l’esercito di occupazione avrebbe dovuto ritirare le proprie forze oltre una linea concordata all’interno della Striscia, definita su mappe pubblicate dall’occupazione con una linea gialla.
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**4. Il Programma Alimentare Mondiale avverte di un aggravarsi della crisi globale della fame**
La direttrice esecutiva del Programma Alimentare Mondiale, Cindy McCain, ha messo in guardia da un aggravamento della crisi globale della fame nel 2026, affermando che oltre 318 milioni di persone affrontano livelli acuti di insicurezza alimentare.
McCain ha dichiarato che il PAM non può porre fine alla fame da solo, sottolineando che le crisi attuali richiedono azioni rapide, strategiche e decisive. Ha invitato i leader mondiali ad agire con urgenza per porre fine alle carestie provocate dall’uomo, rafforzare i finanziamenti umanitari e affrontare i conflitti che sono alla base dell’aggravarsi della fame nel mondo.
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**5. Organizzazione Mondiale della Sanità: oltre 18.000 pazienti di Gaza necessitano urgentemente di evacuazione medica**
Il direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha rivelato che oltre 18.500 persone della Striscia di Gaza, tra cui circa 4.000 bambini, hanno ancora un urgente bisogno di evacuazione medica.
In questo contesto, Ghebreyesus ha invitato i Paesi del mondo ad aprire le proprie porte ai pazienti provenienti da Gaza e a riprendere le operazioni di evacuazione medica verso la Cisgiordania, inclusa Gerusalemme Est, per ricevere le cure necessarie.
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**6. I coloni attaccano città e villaggi in Cisgiordania mentre l’esercito di occupazione garantisce le incursioni**
I coloni hanno attaccato comunità e terreni in città e villaggi della Cisgiordania occupata, in una continua escalation delle loro aggressioni quotidiane sotto la protezione dell’esercito di occupazione.
Sotto la protezione dell’esercito, gruppi di coloni hanno attaccato oggi pastori nella zona di Wadi Abu Shaban a Masafer Yatta, a sud di Hebron, arrestando il giovane Alyan Ibrahim Alyan della zona.
I coloni hanno inoltre fatto irruzione nel villaggio di Al-Mughayyir, a nord-est di Ramallah, aggredendo gli abitanti, che subiscono incursioni quotidiane dei coloni nelle loro terre.
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**7. Un colono tenta di investire pastori palestinesi in Cisgiordania**
Tentativo di investirli: un colono israeliano attacca pastori palestinesi nella zona di Huwara, a Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania.
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**8. Un anziano palestinese affronta un colono entrato nella sua terra**
«Per Dio, anche se mi uccidi qui, non entrerai nella fattoria»: un anziano palestinese si oppone al tentativo di un colono armato di impadronirsi della sua terra a Masafer Yatta, a sud di Hebron.
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**Europeo**
**9. Ampio boicottaggio di un festival australiano dopo l’esclusione di una scrittrice palestinese**
Decine di scrittori e intellettuali hanno boicottato il Festival di Adelaide in Australia in protesta contro l’esclusione dell’accademica e scrittrice palestinese-australiana Randa Abdel-Fattah dal programma della Settimana degli Scrittori di Adelaide, prevista per il prossimo mese.
Il festival ha escluso Abdel-Fattah dall’elenco dei partecipanti, nonostante la sua partecipazione all’edizione del 2023, durante la quale aveva moderato e preso parte a diverse sessioni e dibattiti. Il Festival di Adelaide comprende varie attività culturali, tra cui arti, musica, teatro e incontri pubblici, e la Settimana degli Scrittori è uno dei suoi programmi annuali più importanti.
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**10. Proteste davanti a Tesco in Irlanda e Gran Bretagna per il licenziamento di un dipendente che ha rifiutato di vendere prodotti dell’occupazione**
Il gruppo “Friends of Palestine in Lucan” ha organizzato un presidio di solidarietà davanti alla filiale Tesco di Adamstown nella Repubblica d’Irlanda, in sostegno a un dipendente Tesco di Newcastle, nel Regno Unito, che affronta provvedimenti disciplinari arbitrari dopo aver rifiutato di trattare prodotti israeliani.
Le iniziative di solidarietà si sono estese includendo altri presidi davanti a filiali Tesco in Gran Bretagna.
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**11. Grande marcia di solidarietà in Svezia a sostegno di Gaza**
Decine di attivisti del gruppo *Palestina Demonstration Stockholm* hanno partecipato a una grande marcia nella capitale svedese Stoccolma, in solidarietà con il popolo palestinese della Striscia di Gaza e in protesta contro il protrarsi delle violazioni e dei crimini dell’occupazione contro civili disarmati.
I partecipanti hanno affermato che le violazioni non si sono fermate nonostante l’entrata in vigore del cessate il fuoco a Gaza il 10 ottobre scorso, sottolineando che le forze di occupazione continuano a commettere violazioni, tra cui il bombardamento di aree abitate e la caduta di nuovi martiri e feriti tra i civili, in particolare bambini e donne.
Gli attivisti hanno ribadito che la marcia mira a far arrivare la voce del popolo palestinese al mondo e a fare pressione sulla comunità internazionale affinché agisca per fermare gli attacchi e proteggere i civili a Gaza.
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**12. Manifestazione in Francia a sostegno di Gaza e per chiedere la fine dei crimini dell’occupazione**
Attivisti hanno manifestato nella capitale francese Parigi per chiedere il processo e la responsabilità dell’occupazione israeliana, la fine del genocidio in corso nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, e a sostegno del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.
La manifestazione è partita da Place de la République verso Place de la Bastille su invito di associazioni civili, con la partecipazione di attivisti per i diritti umani e organizzazioni a sostegno della Palestina, insieme a politici del partito *La France Insoumise* e dell’*Unione Ebraica Francese per la Pace*.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e striscioni che chiedevano la protezione dei civili, il rilascio dei detenuti e il boicottaggio delle aziende che sostengono l’occupazione. Hanno inoltre invitato il governo francese a rispettare i propri impegni internazionali e ad applicare il mandato di arresto contro il primo ministro dell’occupazione, Benjamin Netanyahu.
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**13. Attivisti a Dublino chiedono il boicottaggio dei negozi Zara per il loro sostegno al genocidio**
Attivisti a sostegno della causa palestinese hanno invitato i consumatori a Dublino a boicottare i negozi Zara, protestando contro il coinvolgimento dell’azienda nel sostegno all’occupazione israeliana e al genocidio a Gaza.
I manifestanti hanno affermato che la continua presenza di Zara in Israele e i legami della società madre con entità che sostengono l’occupazione la rendono parte del sistema economico che rafforza le violazioni in corso contro i palestinesi.
Zara contribuisce economicamente al consolidamento dell’occupazione attraverso il proseguimento delle sue attività, sostenendo istituzioni coinvolte nella repressione e nell’occupazione. La società madre mantiene inoltre rapporti commerciali con entità filo-occupazione, rendendo gli acquisti dei clienti una forma di finanziamento di attività che incidono direttamente sulla vita dei palestinesi, inclusi gli insediamenti, gli arresti e gli attacchi contro i civili, soprattutto a Gaza.
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**14. Appello a fornire alla Fondazione “Hind Rajab” informazioni su un soldato israeliano**
La Fondazione Hind Rajab, specializzata nel perseguire i criminali di guerra coinvolti nel genocidio a Gaza, ha invitato il pubblico a fornire qualsiasi informazione che possa aiutare a identificare un membro della squadra israeliana di sci che ha prestato servizio come riservista per un anno a Gaza.
Ciò avviene dopo la diffusione di un video su TikTok datato 1° gennaio 2026 che indica la partecipazione di questo soldato alle forze israeliane durante l’aggressione a Gaza.
La fondazione ha sottolineato l’importanza della collaborazione del pubblico, spiegando che chiunque possieda informazioni pertinenti può contattarli via e-mail in ebraico, inglese o arabo.
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**Internazionale**
**15. Una figura mediatica americana denuncia il sostegno degli Stati Uniti all’occupazione**
Ana Kasparian ha espresso il suo totale rifiuto del sostegno all’occupazione, ritenendo che il finanziamento di tale sistema rappresenti un sostegno a un genocidio contro i palestinesi.
Ha dichiarato chiaramente di non poter lavorare e pagare le tasse per un sistema che considera «genocida e ripugnante», affermando di non temere di esprimere pubblicamente questa posizione.
Ana Kasparian è una giornalista e personalità dei media statunitense, co-conduttrice principale del programma *The Young Turks (TYT)*, un programma politico progressista online che si concentra su notizie, giustizia sociale e diritti umani, seguito da milioni di persone su piattaforme come YouTube.
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**16. Appelli al boicottaggio del nuovo film Disney per il sostegno del protagonista a Israele**
Il nuovo film della Walt Disney, *Tangled*, ha suscitato un’ampia polemica sui social media dopo che la compagnia ha scelto l’attore americano Milo Manheim, noto per il suo sostegno a Israele, per interpretare il personaggio di “Flynn Rider”.
Attivisti hanno invitato al boicottaggio del film, rilanciando un post di Manheim su Instagram in cui esprimeva il suo sostegno all’esercito di occupazione dopo gli eventi del 7 ottobre 2023, oltre alle sue interazioni con il musicista Matisyahu, noto per le sue posizioni filosioniste.
La compagnia americana aveva affrontato una situazione simile nel 2024, quando attivisti in tutto il mondo avevano invitato al boicottaggio del film *Biancaneve*, interpretato dall’attrice israeliana Gal Gadot nel ruolo della “Regina Cattiva”.
