
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2324, data: mercoledì 14 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2324, data: mercoledì 14 gennaio 2026
1. Ben-Gvir e decine di coloni fanno irruzione nella Moschea di Al-Aqsa
Il ministro israeliano di estrema destra per la Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha fatto irruzione nella Moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme occupata, secondo quanto riferito dal Ministero palestinese degli Affari di Gerusalemme.
Anche il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che il cosiddetto ministro israeliano della Sicurezza nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha fatto ingresso nel complesso di Al-Aqsa durante le incursioni dei coloni.
Fonti locali hanno affermato che decine di coloni hanno fatto irruzione nella benedetta Moschea di Al-Aqsa sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, compiendo rituali talmudici e provocatori nei suoi cortili.
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**2. UNICEF: oltre 100 bambini uccisi a Gaza dal cessate il fuoco**
Il Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia (UNICEF) ha riferito che oltre 100 bambini sono stati uccisi nella Striscia di Gaza dal cessate il fuoco di ottobre, compresi bambini uccisi in attacchi condotti da droni israeliani, inclusi droni quadricotteri.
Il portavoce dell’UNICEF, James Elder, ha dichiarato ai giornalisti durante un briefing video dell’ONU da Gaza che “più di 100 bambini sono stati uccisi a Gaza dal cessate il fuoco, il che significa che quasi un bambino o una bambina viene ucciso ogni giorno durante il periodo di tregua”.
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**3. Campi interi sommersi a Khan Younis: una perturbazione aggrava la sofferenza di circa 900.000 sfollati**
Yamen Abu Suleiman, direttore della Protezione civile nel governatorato di Khan Younis, ha dichiarato che la zona ha vissuto una notte molto difficile a causa di una perturbazione accompagnata da forti venti, piogge intense e dall’innalzamento del livello del mare, che ha portato all’allagamento di campi interi lungo la costa e al danneggiamento di migliaia di tende che ospitano migliaia di famiglie.
Abu Suleiman ha spiegato che la forza dei venti e la vicinanza dei campi alla riva hanno causato l’infiltrazione dell’acqua nelle aree di accoglienza, sommergendo le tende degli sfollati nella zona occidentale, nel campo occidentale e in alcuni quartieri circostanti. Ha sottolineato che centinaia di abitazioni distrutte o a rischio di crollo rappresentano un pericolo reale per i residenti, in assenza di macchinari pesanti necessari per rimuoverle o fornire soluzioni abitative alternative.
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**4. Medicina legale a Gaza: la mancanza di test del DNA ostacola l’identificazione di centinaia di martiri**
Il portavoce della medicina legale di Gaza, Mahmoud Ashour, ha confermato che la mancanza di attrezzature specializzate, in particolare dei dispositivi per l’analisi del DNA, costituisce un grave ostacolo all’identificazione dei martiri, lasciando centinaia di famiglie in una dolorosa attesa e in uno stato di costante ansia.
Ashour ha spiegato che le squadre di medicina legale continuano il loro lavoro umanitario senza sosta, in coordinamento con le autorità competenti, recuperando i corpi dei martiri da sotto le macerie e dalle fosse comuni improvvisate in tutta la Striscia di Gaza, documentandoli, trasferendoli e seppellendoli nel rispetto della loro dignità.
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**5. Avvisi di sgombero per 29 abitazioni a Batn al-Hawa, a Silwan, e timori di uno sfollamento di massa dei gerosolimitani**
Ventinue abitazioni affrontano l’incubo dello sgombero forzato nel quartiere di Batn al-Hawa, a Silwan, a sud della benedetta Moschea di Al-Aqsa, entro 21 giorni, a favore di associazioni di coloni.
La cosiddetta “Autorità israeliana per l’esecuzione e l’applicazione”, accompagnata dalla polizia dell’occupazione, ha consegnato avvisi di sgombero a 29 appartamenti residenziali nel quartiere di Batn al-Hawa, sostenendo che il terreno appartenga a ebrei di origine yemenita.
Gli avvisi hanno colpito le famiglie Rajabi, Basbous e Yassin, informate dell’obbligo di lasciare gli appartamenti entro 12 giorni a favore dell’organizzazione coloniale “Ateret Cohanim”.
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**6. Protezione civile a Gaza: 7 morti dall’inizio della perturbazione**
Il portavoce della Protezione civile nella Striscia di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato che le squadre hanno registrato sette decessi dall’inizio dell’attuale perturbazione, a causa di crolli parziali di edifici pericolanti. Tra le vittime figura un bambino morto per il freddo intenso, portando a 31 il numero totale delle vittime delle ondate di maltempo e del freddo dall’inizio dell’inverno.
Bassal ha sottolineato che la situazione umanitaria è estremamente pericolosa, poiché gli edifici danneggiati dai bombardamenti e dalla distruzione non costituiscono più rifugi sicuri, in un contesto di piogge abbondanti, forti venti e deterioramento delle condizioni di alloggio temporaneo.
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**7. L’UNRWA avverte dell’aggravarsi della catastrofe umanitaria a Gaza e della diffusione di malattie**
Il consulente mediatico dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei profughi palestinesi (UNRWA) ha messo in guardia dal ritorno di una catastrofe umanitaria a tutti gli effetti nella Striscia di Gaza.
Ha spiegato che la mescolanza tra acque piovane e acque reflue sta causando una diffusione massiccia di malattie nel territorio e ha indicato che 6.000 camion si trovano nei magazzini dell’UNRWA in Egitto, in attesa dell’autorizzazione a entrare nella Striscia per soddisfare i bisogni della popolazione.
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**8. Un soldato israeliano danza durante la demolizione di una casa palestinese**
Filmati mostrano un soldato dell’esercito di occupazione israeliano che danza in modo provocatorio durante la demolizione di una casa palestinese nella città di Beit Ummar, a nord di Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata.
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**Europa**
**9. Annullato uno dei principali festival letterari in Australia dopo il boicottaggio di 180 autori**
Gli organizzatori del festival “Adelaide Writers’ Week” in Australia hanno annunciato martedì l’annullamento dell’evento previsto per il prossimo febbraio, a seguito del boicottaggio di circa 180 scrittori e delle dimissioni della direttrice Louise Adler, in protesta contro la decisione di revocare l’invito alla scrittrice australiana di origine palestinese Randa Abdel-Fattah.
Adler, figlia di genitori ebrei sopravvissuti all’Olocausto, ha dichiarato che non sarà complice del silenziamento di alcuno scrittore, avvertendo che le misure volte a limitare le proteste e la libertà di espressione dopo la sparatoria di massa a Bondi Beach, a Sydney, rappresentano una minaccia alla libertà di espressione nel Paese.
Da parte sua, Randa Abdel-Fattah ha definito la sua esclusione dal festival “un atto razzista palese e una censura vergognosa contro i palestinesi”, mentre il consiglio di amministrazione del festival ha giustificato la decisione sostenendo che la sua partecipazione “non teneva conto delle sensibilità culturali” dopo l’attacco che ha causato 15 morti, per poi riconoscere che la decisione ha provocato ulteriori divisioni e presentare delle scuse.
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**10. Iniziative di insegnanti e genitori fanno fallire la visita di un deputato britannico per il suo sostegno all’occupazione**
Una scuola della città britannica di Bristol ha deciso di annullare la visita prevista del deputato laburista ebreo Damian Egan, dopo le obiezioni espresse da insegnanti, genitori e attivisti solidali con la Palestina, contrari a ospitare una figura politica nota per il suo sostegno a “Israele” durante la guerra contro Gaza.
Egan avrebbe dovuto parlare agli studenti della Bristol Brunel Academy, prima che la visita venisse annullata all’ultimo momento.
I gruppi di solidarietà con la Palestina hanno considerato la decisione un passo positivo che riflette una chiara posizione morale, sottolineando che le scuole devono rimanere spazi educativi sicuri, lontani dal tentativo di ripulire l’immagine delle politiche di occupazione o di promuoverne la narrativa. Gli attivisti hanno inoltre evidenziato i legami di Egan con l’organizzazione “Labour Friends of Israel” e la sua visita in Israele durante la guerra genocida contro Gaza.
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**11. Manifestazione a Berlino in solidarietà con la Palestina**
Decine di manifestanti hanno organizzato una protesta a Berlino, sollevando slogan che chiedono giustizia per il popolo palestinese.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e scandito slogan di sostegno alla Palestina come “Libertà per la Palestina”, nell’ambito di mobilitazioni popolari continue contro le violazioni e a favore del rispetto dei diritti umani.
Da mesi Berlino assiste a proteste pro-Palestina quasi quotidiane, organizzate da attivisti e movimenti di solidarietà, in espressione del rifiuto dell’aggressione e del sostegno ai diritti del popolo palestinese.
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**12. Oltre 45 organizzazioni si oppongono a una nuova legge che limita le proteste pro-Palestina nel Regno Unito**
Più di 45 organizzazioni della società civile, tra cui @The_TUC, @libertyhq e @GreenpeaceUK, si sono unite alla Palestine Solidarity Campaign per opporsi a una proposta governativa che conferisce alla polizia nuovi poteri per vietare le proteste ripetute.
Gli attivisti criticano la nuova legge, presentata come emendamento al disegno di legge su criminalità e polizia che sarà discusso questa settimana alla Camera dei Lord, perché obbliga la polizia a considerare l’“impatto cumulativo” delle proteste nell’imposizione delle condizioni, limitando così il diritto di riunione pacifica.
Questa iniziativa si inserisce in una serie di leggi e misure che restringono il diritto di protesta, tra cui l’uso della legislazione antiterrorismo contro le azioni dirette, il perseguimento di artisti e la criminalizzazione dei manifestanti pacifici, mentre il governo continua a sostenere “Israele” sul piano militare, politico ed economico, secondo gli attivisti.
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**13. Marcia di solidarietà con Gaza in Belgio e condanna del proseguimento dei crimini sionisti**
Attivisti del gruppo “Free Palestine” hanno organizzato una marcia di solidarietà nella città belga di Anversa sotto lo slogan “Non resteremo in silenzio”, in solidarietà con la Striscia di Gaza e per denunciare il proseguimento dei crimini sionisti contro il popolo palestinese.
Nonostante l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco a Gaza il 10 ottobre scorso, le forze di occupazione continuano a compiere violazioni nel territorio, inclusi bombardamenti di aree abitate e nuove vittime e feriti tra i civili disarmati, in particolare bambini e donne.
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**14. La Fondazione Hind Rajab presenta una denuncia penale in Austria contro un soldato israeliano per crimini di genocidio**
La Fondazione Hind Rajab (HRF) ha presentato una denuncia penale in Austria contro Yonatan Akreef, un soldato israeliano accusato di aver commesso crimini di guerra di carattere genocida e crimini contro l’umanità durante l’aggressione alla Striscia di Gaza. Ciò avviene dopo la conferma della presenza di Akreef sul territorio austriaco, il che obbliga legalmente l’Austria a indagare su chiunque sia sospettato di aver commesso i crimini più gravi rientranti nella sua giurisdizione.
La denuncia si basa sulle indagini della HRF, che hanno documentato il servizio di Akreef nella brigata 8717 “Alon”, un’unità collegata alla distruzione di infrastrutture civili a Gaza. Le indagini descrivono il suo ruolo nella demolizione deliberata di un edificio civile nel nord di Gaza dopo che l’esercito israeliano aveva assunto il pieno controllo dell’area, confermato da immagini satellitari e analisi di geolocalizzazione. Akreef ha inoltre pubblicato un video della distruzione, inserendosi in un quadro più ampio di devastazione sistematica.
La denuncia chiede alle autorità austriache di indagare sulle azioni di Akreef nell’ambito di un procedimento complessivo che includa crimini di guerra, crimini contro l’umanità e genocidio mediante l’imposizione di condizioni che minacciano l’esistenza della popolazione civile di Gaza, confermando quanto documentato dalle Nazioni Unite sulla distruzione sistematica della vita civile nella Striscia.
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**Internazionale**
**15. Appello al boicottaggio di una piattaforma di programmazione che collabora con l’agenzia statunitense per l’immigrazione**
Il gruppo “No Azure for Apartheid” ha invitato al boicottaggio dei servizi GitHub, di proprietà di Microsoft, a causa della loro collaborazione con l’Agenzia statunitense per l’immigrazione e le dogane (ICE), coinvolta in atti di violenza e arresti contro i sostenitori della Palestina, gli studenti manifestanti e le comunità migranti.
Il gruppo ha affermato che l’uso di GitHub per sostenere progetti open source implica implicitamente una complicità nella cooperazione dell’azienda con violazioni dei diritti umani, invitando gli sviluppatori a cercare alternative sicure e gratuite.
Ha citato diverse alternative, come Codeberg, OXCAP, Gitea e SourceForge, che offrono un hosting sicuro per progetti software open source, senza alcun sostegno all’ICE o alle politiche imperialiste delle grandi aziende.
Si ricorda che l’ICE ha condotto una campagna di repressione e arresti contro diversi studenti sostenitori della Palestina, tra cui lo studente palestinese Mahmoud Khalil, per aver guidato le proteste pro-Palestina all’Università Columbia.
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**16. Nazioni Unite: l’inverno a Gaza è diventato un fattore letale in un contesto di infrastrutture distrutte**
Ajith Sunghay, direttore dell’ufficio dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi occupati, ha dichiarato che le condizioni vissute dagli abitanti della Striscia di Gaza durante le attuali ondate di freddo rappresentano “una situazione estremamente pericolosa”, avvertendo che l’inverno è diventato un fattore letale che si aggiunge ai bombardamenti e agli sfollamenti continui da oltre due anni.
In un intervento ad Al Jazeera, Sunghay ha spiegato che i gazawi hanno già affrontato condizioni difficili negli inverni precedenti, ma che la situazione attuale è molto più pericolosa, con tende strappate dal vento, aree allagate dalle piogge e infrastrutture distrutte che trasformano qualsiasi perturbazione in una minaccia diretta alla vita.
