
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2341, data: sabato 31 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2341, data: sabato 31 gennaio 2026
1. Due martiri e diversi feriti in un raid israeliano sul campo profughi di Al-Maghazi dopo il rinnovo delle violazioni
Due cittadini sono stati uccisi e altri feriti in un raid israeliano che ha colpito il campo profughi di Al-Maghazi, nel centro della Striscia di Gaza, mentre le violazioni israeliane del cessate il fuoco continuano per il 112° giorno consecutivo.
Fonti locali hanno riferito che i due martiri sono Walid Hassan Darwish e Yasser Mohammed Abu Shahada, uccisi quando aerei dell’occupazione hanno bombardato un raduno di civili nel campo.
Altre sei persone sono rimaste ferite, tra cui una donna incinta, dopo che aerei israeliani hanno colpito una tenda che ospitava sfollati nella zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, secondo fonti locali.
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**2. Coloni aggrediscono due giovani e vandalizzano il loro veicolo a nord-est di Ramallah**
Coloni israeliani hanno attaccato due giovani mentre si trovavano in escursione nel villaggio di Yabrud, a nord-est della città di Ramallah, in Cisgiordania occupata.
Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha inseguito i due giovani, originari del campo profughi di Qalandiya a nord di Gerusalemme, dopo il loro arrivo nella zona di Al-Ain del villaggio di Yabrud per svago. I coloni li hanno aggrediti fisicamente, picchiati, spruzzati con spray al peperoncino e successivamente hanno distrutto il veicolo su cui viaggiavano.
Le fonti hanno aggiunto che i coloni hanno poi fatto irruzione nel villaggio di Yabrud sotto la protezione di una forza dell’esercito di occupazione israeliano.
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**3. Al-Barsh solleva interrogativi sui numeri israeliani delle donazioni di reni e chiede un’indagine internazionale indipendente**
Munir Al-Barsh, direttore generale del Ministero della Sanità palestinese a Gaza, ha sollevato dubbi sui numeri record annunciati dall’occupazione israeliana nel campo della donazione di organi, affermando che i numeri da soli non rispondono alla domanda fondamentale: da dove proviene questo enorme numero di reni?
In una dichiarazione, Al-Barsh ha affermato che la stessa occupazione che trattiene per anni i corpi dei martiri palestinesi oggi si vanta di cifre di “donazioni” senza precedenti e si presenta come un modello umanitario avanzato in questo settore.
Ha aggiunto che esistono “corpi trattenuti a lungo e poi restituiti alle famiglie incompleti — senza reni, senza referti autoptici e senza il diritto di fare domande”, sottolineando che questi fatti si basano su testimonianze di medici e su casi di corpi restituiti mutilati.
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**4. Coloni aggrediscono attivisti solidali nella Valle del Giordano settentrionale**
Coloni israeliani hanno aggredito attivisti solidali con i residenti nella Valle del Giordano settentrionale.
Mu’taz Bisharat, responsabile del dossier sugli insediamenti nel governatorato di Tubas, ha riferito che coloni hanno attaccato attivisti mentre erano presenti per sostenere e supportare i residenti nella zona di Ein Ghazal Al-Farisiya, nella Valle del Giordano settentrionale.
La regione sta assistendo a un’escalation degli attacchi dei coloni contro i residenti e le loro proprietà, con l’obiettivo di costringerli ad abbandonare le loro case e a sfollare.
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**Europeo**
**5. La polizia scozzese reprime manifestanti davanti a una fabbrica di armi per la sua cooperazione con l’occupazione**
La polizia scozzese ha represso manifestanti a Edimburgo che si erano radunati davanti alla fabbrica di armi italiana “Leonardo”, per protestare contro quella che hanno definito la sua complicità con l’occupazione israeliana nella guerra contro Gaza.
Un attivista scozzese ha dichiarato ai media che “la polizia ha agito con violenza nei nostri confronti durante la protesta davanti alla fabbrica italiana”.
Indicando il sangue sulla kefiah che indossava, ha aggiunto: “Siamo profondamente addolorati per il modo in cui la polizia ci ha trattati questa mattina. Hanno fatto degenerare la situazione mentre noi agivamo pacificamente. Colpivano le persone e le gettavano a terra. La situazione era estremamente tesa”.
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**6. Guardiola si rimprovera per i bambini di Gaza**
“Immaginateli sempre dire: dove siete? Venite ad aiutarci.”
L’allenatore del Manchester City, Pep Guardiola, ha parlato dei bambini di Gaza, rimproverando se stesso e tutti gli altri per l’incapacità di offrire aiuto, durante un evento culturale di sostegno alla Palestina nella città di Barcellona.
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**7. Un’immagine gigante di “Hind Rajab” sulle spiagge di Barcellona**
Nel secondo anniversario del suo martirio, attivisti hanno svelato un’immagine gigante della bambina palestinese Hind Rajab su una delle spiagge della città di Barcellona, in Spagna. È stata uccisa dall’esercito di occupazione israeliano durante la guerra genocida contro la Striscia di Gaza.
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**8. Copenaghen ospita la seconda conferenza della Rete palestinese europea**
La Rete palestinese europea terrà la sua seconda conferenza a Copenaghen sabato 31 gennaio 2026, sotto lo slogan “Libertà, diritti e giustizia – insieme per l’umanità”.
La conferenza sarà una giornata intensiva dedicata alle voci palestinesi, al giornalismo, alla storia, alle narrazioni e ai racconti, al diritto internazionale, oltre che all’arte, alla cultura, all’identità e alla comunità. L’obiettivo è aprire uno spazio di dialogo serio che rompa la marginalizzazione della narrazione palestinese e rafforzi una solidarietà basata sulla conoscenza, la documentazione e la responsabilità.
L’evento riunirà giornalisti, difensori dei diritti umani, accademici e decisori politici provenienti dalla Palestina e dall’Europa. La rete ha annunciato il completamento del programma e la presentazione di altri ospiti partecipanti. A causa del numero limitato di posti, è stato invitato il pubblico ad acquistare i biglietti tramite il link presente nel profilo.
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**9. Attivisti in Spagna, Canada e Germania commemorano “Hind Rajab” nell’anniversario del suo martirio**
Nel secondo anniversario del martirio della bambina palestinese Hind Rajab, diverse città nel mondo hanno ospitato iniziative di solidarietà per ricordarne la memoria e denunciare i crimini commessi contro i bambini a Gaza.
Nella città tedesca di Darmstadt, attivisti hanno organizzato una veglia commemorativa che ha ricordato l’esecuzione brutale di Hind e della sua famiglia da parte delle forze israeliane.
A Berlino, attivisti solidali hanno allestito un memoriale in suo onore, esponendo le immagini dei martiri di Gaza in una delle principali piazze della città, riaffermando la continuità della solidarietà popolare con le vittime.
A Barcellona, sostenitori hanno esposto un cartello con l’immagine di Hind Rajab per esprimere il loro rifiuto dell’aggressione e il sostegno ai diritti del popolo palestinese.
Le iniziative si sono estese a Toronto, in Canada, dove è stata organizzata una veglia solidale per commemorare l’anniversario, inviando un messaggio globale che afferma che i crimini contro i bambini non saranno dimenticati e che le richieste di giustizia e responsabilità continueranno.
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**10. Studenti dell’Università di Glasgow occupano l’edificio “Ahmad Manasra” per fare pressione sul disinvestimento**
Studenti e attivisti filo-palestinesi dell’Università di Glasgow hanno chiuso gli ingressi della Casa Ahmad Manasra, precedentemente nota come edificio Charles Wilson, in un’azione di protesta volta a fare pressione sull’amministrazione universitaria affinché ritiri investimenti stimati in migliaia di dollari dalla società britannica dell’industria militare BAE Systems.
Questa azione rientra in una crescente mobilitazione studentesca che denuncia i legami finanziari dell’università con aziende coinvolte nella produzione di armi, in particolare BAE Systems, accusata di contribuire all’armamento dell’esercito israeliano e all’uso dei suoi prodotti negli attacchi contro la Striscia di Gaza.
Gli organizzatori hanno sottolineato che la chiusura dell’edificio invia un messaggio chiaro di rifiuto dell’uso dei fondi per l’istruzione a sostegno di industrie militari legate a violazioni dei diritti umani, chiedendo all’università piena trasparenza sui propri investimenti e il rispetto delle sue responsabilità etiche.
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**Internazionale**
**11. Interruzione del discorso del Segretario di Stato USA per il sostegno ai crimini di guerra a Gaza**
Membri del gruppo “Code Pink” hanno interrotto un’audizione del Segretario di Stato statunitense Marco Rubio davanti alla Commissione Affari Esteri del Senato.
Leo, coordinatore dell’organizzazione per l’America Latina, ha interrotto la testimonianza gridando: “Marco Rubio, tu e Trump siete dei bulli!”, in protesta diretta contro le politiche dell’amministrazione statunitense e il suo sostegno ai crimini di guerra a Gaza e in Venezuela.
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**12. Il Sudafrica espelle il chargé d’affaires israeliano concedendogli 72 ore per lasciare il Paese**
Il Sudafrica ha annunciato che il chargé d’affaires israeliano Ariel Sideman è stato dichiarato persona non grata e invitato a lasciare il Paese entro un termine non superiore alle 72 ore.
Il Dipartimento sudafricano per le Relazioni Internazionali e la Cooperazione ha chiarito, in un comunicato ufficiale, che la decisione è stata presa a seguito di quella che ha definito una serie di violazioni inaccettabili delle norme e delle pratiche diplomatiche, considerate una violazione diretta della sovranità dello Stato.
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**13. Appelli greci al boicottaggio dell’Eurovision a causa della partecipazione dell’occupazione**
Il movimento di boicottaggio in Grecia ha rivolto un appello ai partecipanti alle selezioni nazionali del concorso “Canta per la Grecia”, invitandoli a ritirarsi dalla competizione o, in caso di vittoria, a rifiutare di rappresentare la Grecia all’Eurovision 2026, sotto lo slogan “Fatelo come il Portogallo”.
In una lettera aperta indirizzata ai 28 concorrenti, il movimento ha esortato gli artisti a seguire l’esempio del Portogallo, dove 13 partecipanti su 16 hanno annunciato che avrebbero boicottato l’Eurovision in caso di vittoria. Ha inoltre criticato la posizione dell’emittente pubblica greca (ERT), sostenendo che la continua partecipazione di “Israele” contribuisce a “ripulire l’immagine del genocidio”.
