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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2354, data: venerdì 13 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2354, data: venerdì 13 febbraio 2026

1. Due martiri e feriti dal fuoco dell’esercito israeliano a Gaza

Due cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti dal fuoco dell’esercito israeliano nella Striscia di Gaza.

Nella città di Gaza, un cittadino è stato ucciso dal fuoco dell’esercito israeliano a nord-est della città. Fonti locali hanno riferito dell’uccisione del giovane Mohammed Salim Dababsh, colpito dalle forze israeliane nella zona di Al-Zarqa, nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza.

È stata inoltre segnalata una donna ferita dal fuoco delle forze israeliane a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.

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**2. Morte di un detenuto di Gaza nelle carceri israeliane**

Fonti familiari e per i diritti umani hanno riferito della morte del detenuto Hatem Rayan, originario del nord della Striscia di Gaza, all’interno delle carceri israeliane.

Fino a questo momento, l’amministrazione penitenziaria israeliana non ha rilasciato alcuna dichiarazione ufficiale che chiarisca le circostanze della morte, ma la famiglia del detenuto ha confermato di aver ricevuto la notizia del suo decesso.

La morte di Hatem Rayan avviene in un contesto di condizioni tragiche affrontate dai detenuti, in particolare da coloro che sono stati arrestati nel nord della Striscia di Gaza durante le operazioni terrestri.

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**3. L’occupazione ha arrestato 22.000 palestinesi in Cisgiordania dall’inizio della guerra di genocidio**

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha riferito che le autorità israeliane hanno arrestato circa 22.000 palestinesi nella Cisgiordania occupata, inclusa Gerusalemme, dall’inizio della guerra di genocidio contro Gaza il 7 ottobre 2023, tra cui donne e bambini, in un contesto di crescenti violazioni.

Più di 9.300 detenuti si trovano attualmente nelle carceri, tra segnalazioni di torture e fame, mentre le aggressioni hanno causato 1.112 martiri.

Il Club ha dichiarato che “il numero dei casi di arresto in Cisgiordania e a Gerusalemme è salito a circa 22.000 dall’inizio del crimine della guerra di genocidio”.

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**4. UNRWA: il 90% delle scuole della Striscia di Gaza danneggiato o distrutto**

L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha dichiarato che circa il 90% delle scuole nella Striscia di Gaza è stato danneggiato o distrutto dalle forze israeliane durante l’ultima guerra.

L’UNRWA ha aggiunto che le sue scuole ancora in piedi nella Striscia di Gaza sono state trasformate in centri di accoglienza.

Ha spiegato che i bambini stanno ora ricevendo istruzione da parte dei team dell’UNRWA in spazi di apprendimento temporanei o attraverso l’apprendimento digitale.

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**5. Escalation coloniale contro le comunità beduine a est di Gerusalemme**

Le comunità beduine nei pressi della Gerusalemme occupata stanno affrontando un’escalation sistematica nell’ambito di politiche volte a sfollare i residenti autoctoni e minare la loro stabilità sulle proprie terre, tra avvertimenti su un piano mirato a ridisegnare la mappa demografica dell’area.

Le autorità israeliane hanno intensificato le misure restrittive contro queste comunità, confiscando ampie porzioni di terra, imponendo severe restrizioni edilizie, emettendo ordini e demolendo case e strutture abitative, aggravando la sofferenza delle famiglie beduine e aumentando la loro vulnerabilità umanitaria e sociale.

Secondo osservatori, tali politiche fanno parte di un piano più ampio volto a ridurre la presenza beduina intorno a Gerusalemme e a imporre una nuova realtà coloniale attraverso l’espansione degli insediamenti e il loro collegamento tramite strade di bypass, rafforzando il controllo israeliano sull’area e separando tra loro le comunità palestinesi.

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**6. L’occupazione costringe due fratelli ad autodistruggere la propria casa ad Al-Shaghour**

Le autorità israeliane hanno costretto un giovane a demolire la propria casa e quella di suo fratello nel villaggio di Al-Ba’na, nella zona di Al-Shaghour, nei territori del 1948.

La demolizione forzata è avvenuta dopo l’emissione di un ordine di demolizione con il pretesto di “costruzione senza permesso” e per evitare pesanti multe finanziarie.

Si tratta della terza demolizione ad Al-Ba’na in meno di un mese, dopo due precedenti autodistruzioni da parte dei proprietari, nel contesto delle politiche sistematiche di demolizione attuate dalle autorità israeliane all’interno dei territori del 1948 e del rifiuto di trovare soluzioni alternative.

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**7. Pestaggi durante le operazioni di demolizione a Silwan**

Utilizzando il calcio delle armi, le forze israeliane hanno picchiato duramente giovani palestinesi durante operazioni di demolizione di abitazioni in Cisgiordania e di strutture nella località di Silwan, nella Gerusalemme occupata, con il pretesto della “mancanza di permessi”.

Ciò è avvenuto due giorni dopo l’approvazione, da parte del gabinetto di sicurezza israeliano, di decisioni che consentono l’acquisto di terreni in Cisgiordania e l’abrogazione di leggi risalenti all’epoca giordana che regolavano la proprietà fondiaria dal 1967.

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## *Europeo*

**8. La Corte Costituzionale tedesca respinge il ricorso di un palestinese di Gaza per fermare le esportazioni di armi verso Israele**

La Corte Costituzionale Federale tedesca ha respinto il ricorso presentato da un cittadino palestinese della Striscia di Gaza che chiedeva di ritenere il governo tedesco responsabile per l’esportazione di pezzi di ricambio militari verso Israele.

Il ricorrente, sostenuto dal Centro Europeo per i Diritti Costituzionali e i Diritti Umani, chiedeva la sospensione delle licenze di esportazione di componenti tedeschi utilizzati nei carri armati dell’esercito israeliano operanti a Gaza, sostenendo che tali esportazioni possano contribuire a violazioni del diritto internazionale umanitario.

Il caso è giunto alla più alta corte tedesca dopo che tribunali inferiori avevano respinto il ricorso nel 2024 e nel 2025.

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**9. Attivista australiana protesta contro la visita del presidente israeliano**

“Da Gadigal a Gaza, rendete globale l’intifada”.

Grace Tame, nominata Australiana dell’Anno 2021, ha partecipato a una manifestazione nel centro di Sydney contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog in Australia, pronunciando un discorso con posizioni fortemente critiche verso Tel Aviv e le politiche dei governi occidentali che la sostengono.

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**10. Veglie di solidarietà in città britanniche a sostegno di Gaza**

Attivisti del gruppo Didsbury 4 Palestine hanno organizzato una protesta a Manchester, invitando i sostenitori della Palestina a continuare il boicottaggio dei prodotti israeliani e a rifiutare la complicità nelle violazioni e nei crimini in corso a Gaza.

A Tameside, attivisti del Movimento di Solidarietà con la Palestina hanno organizzato una protesta simile, sottolineando che “il sangue palestinese non è solo simbolo di sofferenza, ma un appello all’azione per la giustizia e la dignità”.

I movimenti di protesta hanno ribadito l’importanza di continuare la solidarietà popolare internazionale con Gaza.

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**11. Protesta di solidarietà con la Palestina davanti all’ambasciata USA a Dublino**

La protesta settimanale di solidarietà con la Palestina davanti all’ambasciata degli Stati Uniti a Dublino è proseguita, raggiungendo la 103ª settimana dall’inizio delle manifestazioni.

Ampia la partecipazione dei manifestanti, con canti e messaggi di solidarietà a sostegno del popolo palestinese.

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**12. Annie Lennox: ciò che accade a Gaza è genocidio**

L’artista britannica Annie Lennox ha definito quanto accade nella Striscia di Gaza “genocidio”, affermando che gli eventi non sono finiti e che si tratta di “un piano a lungo termine volto a eliminare i palestinesi e mantenerli intrappolati in una realtà tragica”.

Ha aggiunto che la portata della distruzione e della sofferenza umanitaria impone una chiara posizione morale da parte della comunità internazionale.

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**13. Eurodeputata: i doppi standard dell’UE su Gaza e Cisgiordania sono inaccettabili**

L’eurodeputata Cecilia Strada ha dichiarato che “ciò che Israele sta facendo in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza costituisce una flagrante violazione del diritto internazionale”.

Ha sottolineato che l’Unione Europea deve intensificare gli sforzi per esercitare pressione su Israele affinché rispetti i diritti dei palestinesi, definendo inaccettabili i doppi standard adottati dall’UE sulla situazione in Cisgiordania e a Gaza.

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## *Internazionale*

**14. Attivista interrompe un’anchor di CNN a Washington accusandola di complicità**

La conduttrice di CNN Dana Bash è stata interrotta durante un evento promozionale del suo libro a Washington, dove attivisti l’hanno accusata, insieme ai media, di complicità nella copertura della guerra in corso.

I manifestanti hanno criticato la sua copertura della guerra a Gaza e del conflitto israelo-palestinese, definendola “di parte” e “complice di chi sostiene il genocidio”.

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**15. Protesta davanti alla Casa Bianca contro la visita di Netanyahu**

Sostenitori della Palestina hanno manifestato davanti alla Casa Bianca chiedendo la fine del sostegno statunitense a Israele, in occasione della visita del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu a Washington.

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**16. Lazzarini: affrontiamo una grave crisi di finanziamenti e pressioni politiche**

Il Commissario Generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, ha dichiarato che l’agenzia continua a operare nella Striscia di Gaza nonostante crescenti “restrizioni e pressioni”, evidenziando una grave crisi di finanziamenti, campagne diffamatorie e pressioni politiche e legislative.

Ha inoltre rivelato che oltre 380 dipendenti dell’agenzia sono stati uccisi dall’inizio della guerra.

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**17. Società di sicurezza statunitense controversa cerca di tornare a Gaza tramite un “Consiglio per la Pace”**

Una società di sicurezza statunitense che aveva schierato veterani per proteggere siti di distribuzione degli aiuti a Gaza ha rivelato di essere in colloqui con un “Consiglio per la Pace” istituito sotto la sponsorizzazione dell’ex presidente USA Donald Trump, per valutare un possibile nuovo ruolo nella Striscia.

La società, con sede in North Carolina, ha dichiarato di aver presentato “informazioni e proposte” al consiglio guidato dagli Stati Uniti per sostenere un piano volto a porre fine alla guerra a Gaza.

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