
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2355, data: sabato 14 febbraio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2355, data: sabato 14 febbraio 2026
1. 25 feriti in un attacco dei coloni a Talfit, a sud di Nablus
Venticinque palestinesi sono rimasti feriti in seguito a un attacco condotto da coloni contro la cittadina di Talfit, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania, secondo fonti locali e mediche.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha dichiarato in un comunicato che una persona è stata ferita da proiettili veri e altre due sono rimaste ferite a causa di percosse durante l’attacco. Il ferito da arma da fuoco è stato trasferito in ospedale, mentre gli altri due sono stati curati sul posto.
Mahmoud Abu Aisha, presidente del consiglio del villaggio di Talfit, ha affermato che il totale dei feriti a seguito delle aggressioni compiute dai coloni e dalle forze di occupazione israeliane nel paese è salito a 25.
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**2. Ben-Gvir fa irruzione nel carcere di Ofer e minaccia di eseguire detenuti**
Il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale, Itamar Ben-Gvir, ha fatto irruzione nelle celle dei detenuti nel carcere di Ofer, vicino a Ramallah, minacciando di procedere con esecuzioni.
Secondo quanto riportato dal Canale 7 israeliano, la visita è avvenuta prima dell’inizio del mese sacro di Ramadan e ha incluso un giro nelle celle dei prigionieri.
Un video pubblicato dall’emittente mostra scene di aggressioni e repressioni contro i detenuti durante l’irruzione del ministro nel carcere.
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**3. Ufficio Media dei Prigionieri: le detenute a Damon affrontano condizioni difficili**
L’Ufficio Media dei Prigionieri ha confermato che le detenute nel carcere di Damon continuano a subire condizioni di detenzione difficili che ledono la loro dignità e i loro diritti fondamentali.
L’ufficio ha segnalato continue violazioni della loro privacy, in particolare durante le ore notturne, quando guardie maschili pattugliano all’interno delle sezioni.
Lo stato di ansia costante costringe le detenute ad adottare ulteriori precauzioni, come dormire con abiti religiosi completi in previsione di possibili irruzioni, in un contesto di assenza di privacy e condizioni di detenzione precarie che aumentano il senso di insicurezza.
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**4. La Protezione Civile valuta i danni al cimitero di Al-Batsh, a est di Gaza, dopo un’incursione israeliana**
Le squadre della Protezione Civile nel governatorato di Gaza hanno annunciato di essersi recate al cimitero di Al-Batsh, a est della città di Gaza, per valutare la situazione sul campo e stimare l’entità dei danni a seguito di un’incursione israeliana avvenuta nei giorni precedenti.
È stato chiarito che l’accesso al sito è avvenuto dopo un coordinamento preliminare con il Comitato Internazionale della Croce Rossa.
La valutazione mira a documentare i danni causati dall’incursione e a determinare le necessità logistiche e tecniche per iniziare i lavori all’interno del cimitero e affrontarne le conseguenze.
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**5. Coloni incendiano tende nella Valle del Giordano mentre si intensificano gli attacchi in Cisgiordania**
Coloni hanno incendiato diverse tende disabitate nell’area di “Al-Mita”, nella Valle del Giordano settentrionale, appartenenti a famiglie palestinesi costrette ad abbandonare le proprie abitazioni a causa di crescenti aggressioni e minacce.
Questo attacco si inserisce in un contesto di escalation continua. La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha registrato 1.872 attacchi compiuti dalle forze israeliane e dai coloni nel solo mese di gennaio, di cui 468 perpetrati dai coloni.
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**6. Coloni tagliano circa 300 ulivi nella piana di Turmus Ayya, a nord di Ramallah**
Coloni ebrei hanno distrutto centinaia di ulivi nei terreni appartenenti alla cittadina di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah.
Awad Abu Samra ha dichiarato che coloni provenienti dall’insediamento “Adi Ad”, costruito su terreni della città, hanno tagliato circa 300 ulivi nella piana del paese.
La scorsa settimana, coloni avevano già sradicato circa 300 ulivi nei pressi della casa di Awad nella stessa zona, che è oggetto di attacchi ripetuti.
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**7. Video: le forze di occupazione maltrattano giovani durante un arresto a Ramallah**
Guarda: li hanno picchiati e gettati a terra — un video documenta soldati dell’esercito israeliano che maltrattano giovani palestinesi durante il loro arresto nel villaggio di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
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### *Europeo*
**8. La Corte Suprema britannica dichiara illegale il divieto contro Palestine Action**
La Corte Suprema del Regno Unito ha stabilito che la decisione di vietare l’organizzazione “Palestine Action” e classificarla come gruppo terroristico è illegale, a seguito di un ricorso presentato da uno dei suoi fondatori.
La giudice Victoria Sharp ha affermato che il divieto ha comportato una significativa interferenza con la libertà di espressione e di assemblea. La decisione resterà temporaneamente in vigore per consentire agli avvocati di presentare ulteriori argomentazioni sui prossimi passi.
La sentenza è arrivata pochi giorni dopo l’assoluzione di sei attivisti accusati di furto aggravato per aver fatto irruzione in un sito di una società di difesa israeliana nel Regno Unito, secondo quanto riportato dal quotidiano The Guardian.
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**9. La Germania chiede le dimissioni di Albanese dopo le sue critiche all’armamento di Israele**
La Germania si è unita alla Francia nel chiedere le dimissioni della Relatrice Speciale delle Nazioni Unite per i Territori Palestinesi, Francesca Albanese, in seguito a recenti dichiarazioni su Israele.
Il ministro degli Esteri tedesco ha dichiarato di rispettare il sistema dei relatori indipendenti dell’ONU, ma ha condannato le sue recenti affermazioni, sostenendo che non può continuare nel suo incarico.
Una richiesta analoga è stata avanzata anche dal ministro degli Esteri francese.
Albanese, in un’intervista a France 24, ha respinto le accuse definendole totalmente false e una distorsione delle sue parole, parlando di “genocidio a Gaza” e criticando gran parte del mondo e dei media occidentali.
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**10. Protesta a Copenaghen contro gli investimenti dei fondi pensione nelle aziende di armi**
Attivisti solidali con la Palestina hanno organizzato una protesta davanti alla sede del più grande sindacato danese, 3F, a Copenaghen, contro l’investimento dei fondi pensione pubblici in aziende danesi produttrici di armi che forniscono supporto all’esercito israeliano.
Gli attivisti hanno affermato che la legge danese obbliga i lavoratori a contribuire al fondo pensione pubblico ATP, parte del quale è investito nell’industria bellica, configurando un sostegno diretto ai crimini, tra cui apartheid e genocidio in Palestina.
Hanno sottolineato che l’uso di denaro pubblico per finanziare sistemi di sorveglianza, armi e infrastrutture militari avviene mentre i palestinesi subiscono bombardamenti, sfollamenti, fame e uccisioni, affermando che tali investimenti non sono né neutrali né etici.
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**11. Indagine su presunta cattiva condotta della polizia dopo la protesta contro la visita del presidente israeliano nel Nuovo Galles del Sud**
La Commissione per la Condotta delle Forze dell’Ordine del Nuovo Galles del Sud, in Australia, ha annunciato l’apertura di un’indagine formale su presunti comportamenti scorretti da parte della polizia durante la gestione di una manifestazione organizzata all’inizio della settimana contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog nel Paese.
La commissione ha spiegato che la decisione di avviare l’indagine è stata presa nell’“interesse pubblico”, dopo aver ricevuto numerose denunce riguardanti il modo in cui la polizia ha gestito la protesta di lunedì. Ha inoltre confermato che esaminerà tutto il materiale disponibile, compresi i video diffusi sui social media, e terrà audizioni prima di presentare un rapporto pubblico al Parlamento statale.
Dopo la manifestazione sono circolati video che mostrerebbero, secondo attivisti, agenti di polizia mentre colpiscono manifestanti e trascinano un gruppo di uomini musulmani mentre stavano pregando nel luogo della protesta. Anche una deputata è rimasta ferita durante gli scontri.
Migliaia di persone hanno partecipato alla protesta contro la visita del presidente israeliano, accusato da una commissione delle Nazioni Unite di incitamento al genocidio contro i palestinesi a Gaza. Il governo australiano aveva invitato Herzog dopo un attacco avvenuto a Bondi Beach lo scorso dicembre, ritenendo che la visita potesse contribuire a ridurre le tensioni all’interno della comunità ebraica.
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**12. L’attivista britannico Robson: continuerò la mia attività finché continuerà l’occupazione della Palestina**
Lo ha dichiarato dopo aver ottenuto una vittoria legale con l’annullamento di una condanna per danneggiamento che gli era stata inflitta a causa della sua partecipazione a proteste contro aziende di armi israeliane.
In un’intervista, Robson ha affermato che le sue azioni sul campo derivano dalla convinzione che la società britannica sia complice del genocidio attraverso la presenza di fabbriche di armi israeliane nel Paese. Ha ricordato la sua partecipazione nel 2023 a una protesta a Manchester davanti alla società “Fisher German”, che gestiva “UAV Engines”, filiale dell’azienda israeliana di armamenti “Elbit”.
Robson ha aggiunto che, nonostante l’annullamento delle accuse, continua a subire procedimenti legali e controlli giudiziari. Ha precisato che la sua partecipazione si era limitata ad affiggere adesivi di protesta, ma l’accusa aveva sostenuto che ciò avesse causato danni.
Dopo un ricorso deciso nei giorni scorsi, le accuse sono state completamente annullate, segnando una vittoria legale per l’attivista e un sostegno al suo diritto di protesta pacifica contro il coinvolgimento britannico nei crimini dell’occupazione israeliana.
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**13. Hind Rajab: presentata una causa in Australia contro il presidente israeliano**
È stata presentata in Australia una causa privata contro il presidente israeliano Isaac Herzog, in un’iniziativa descritta da esperti come storica e senza precedenti a livello locale.
La Fondazione Hind Rajab, in collaborazione con partner australiani, ha depositato una denuncia ufficiale chiedendo alle autorità di indagare sulle azioni del presidente Herzog, comprese accuse di crimini contro l’umanità e genocidio.
La fondazione ha annunciato che cercherà di intervenire nel procedimento in qualità di *amicus curiae* (amico della corte) per sostenere l’azione legale e chiedere che i responsabili di crimini internazionali siano chiamati a risponderne, sottolineando che l’immunità di un capo di Stato non impedisce la responsabilità per le violazioni più gravi.
La causa riguarda dichiarazioni e azioni attribuite a Herzog durante la guerra a Gaza, che avrebbero contribuito o incitato a gravi danni contro civili e infrastrutture.
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**14. Dopo la decisione del tribunale, la polizia di Londra si astiene dall’arrestare i sostenitori di “Palestine Action”**
La polizia di Londra ha annunciato che non effettuerà arresti durante le manifestazioni a sostegno del gruppo “Palestine Action”, dopo che la Corte Suprema britannica ha dichiarato illegale il divieto nei confronti dell’organizzazione.
In un comunicato, la polizia ha spiegato che continuerà a identificare eventuali espressioni di sostegno al movimento, ma si concentrerà sulla raccolta di prove relative alle presunte violazioni e ai soggetti coinvolti, al fine di consentire eventuali azioni legali in un secondo momento, invece di procedere con arresti immediati.
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### *Internazionale*
**15. Guterres avverte Netanyahu di possibili conseguenze legali dopo la demolizione della sede UNRWA a Gerusalemme**
Circa tre settimane dopo che bulldozer israeliani hanno demolito la sede dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) a Gerusalemme, il Segretario Generale delle Nazioni Unite António Guterres ha inviato una lettera dai toni severi al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, criticando la decisione di demolire il complesso.
Guterres ha affermato nella sua lettera che le autorità israeliane hanno preso possesso del complesso senza il consenso delle Nazioni Unite, definendo l’azione una violazione del diritto internazionale.
Il Segretario Generale ha inoltre lasciato intendere la possibilità di una controversia legale che potrebbe essere portata davanti alla Corte Internazionale di Giustizia dell’Aia qualora Israele non adempia ai propri obblighi.
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**16. Intervento interrotto dell’ambasciatrice tedesca in Pakistan per il suo sostegno all’armamento di Israele**
Guarda: un attivista a sostegno della Palestina ha interrotto una conferenza sui diritti umani, rivolgendo domande all’ambasciatrice tedesca in merito a presunti doppi standard.
L’attivista ha affermato che parlare di diritti delle persone con disabilità dovrebbe andare di pari passo con la responsabilità governativa nei confronti dei bambini, sostenendo che il finanziamento tedesco a Israele contribuisce alla disabilità dei bambini a Gaza.
