
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2389, Data: giovedì 19 marzo 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2389, Data: giovedì 19 marzo 2026
1. Un morto e diversi feriti in un attacco israeliano a Mawasi, Khan Younis.
Un civile è stato ucciso e altri sono rimasti feriti a seguito di un attacco delle forze di occupazione israeliane nella zona di Mawasi, a sud della Striscia di Gaza. Una fonte locale ha riferito che aerei dell’occupazione hanno bombardato un gruppo di civili nei pressi dell’Università Al-Aqsa, a ovest di Khan Younis, causando la morte di Mohammed Abdelmalek Abu Shahla e il ferimento di altre persone.
—
2.
Crollo diffuso delle infrastrutture idriche a Gaza e le donne sopportano il peso maggiore.
Nel contesto di una crisi idrica sempre più grave, che supera la semplice scarsità naturale, le donne palestinesi affrontano carichi sempre più pesanti nella gestione delle risorse limitate, mentre aumentano gli avvertimenti su un quasi totale collasso del sistema idrico nella Striscia di Gaza. L’Autorità Palestinese per l’Acqua ha pubblicato un rapporto intitolato “Donne e acqua in Palestina: tra scarsità di risorse e rafforzamento della resilienza”, in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua (22 marzo), con il tema “Acqua e genere”. Il rapporto evidenzia l’interconnessione tra la crisi idrica e le sue dimensioni sociali e umanitarie. Sottolinea inoltre che la crisi è legata alla questione della giustizia e della sovranità sulle risorse, in un contesto in cui l’occupazione controlla oltre l’85% delle acque sotterranee in Cisgiordania e domina le fonti di superficie, limitando l’accesso dei palestinesi ai loro diritti fondamentali all’acqua.
—
3.
L’occupazione intende proseguire la chiusura della moschea di Al-Aqsa oltre l’Eid.
Le autorità di occupazione continuano a mantenere chiusa la moschea di Al-Aqsa a Gerusalemme Est per il diciannovesimo giorno consecutivo, citando motivi di sicurezza legati agli sviluppi regionali. Fonti vicine al Waqf islamico hanno dichiarato che la chiusura continuerà fino alla fine dell’Eid al-Fitr. Le forze israeliane hanno inoltre aggredito i fedeli che cercavano di pregare agli ingressi della moschea, in particolare nei pressi di Bab al-Sahira, durante le preghiere serali e del Tarawih.
—
4.
Coloni attaccano una donna a sud di Nablus mentre aumenta la violenza dei coloni.
Una donna palestinese è rimasta ferita in un attacco compiuto da un gruppo di coloni estremisti nei pressi della località di Aqraba, a sud di Nablus, in un nuovo episodio di aggressioni sistematiche contro civili palestinesi. L’attacco avviene in un clima di forte tensione nei villaggi del nord della Cisgiordania, segnato dall’aumento delle violenze dei coloni sotto la protezione dell’esercito di occupazione.
—
5.
L’occupazione arresta 17 donne, per lo più mogli di detenuti, in Cisgiordania.
Le forze di occupazione israeliane hanno lanciato una vasta campagna di arresti in diverse aree della Cisgiordania occupata, concentrata principalmente a Qalqilya, dove oltre 17 donne sono state arrestate, la maggior parte delle quali mogli di detenuti, ex prigionieri o familiari di martiri, durante ampie incursioni nelle abitazioni. Questa campagna rientra in un’escalation che prende di mira le famiglie dei detenuti attraverso arresti e perquisizioni su larga scala.
—
6.
Al-Thawabta: la chiusura dei valichi e la riduzione degli aiuti aggravano la fame e la crisi sanitaria a Gaza.
Il direttore generale dell’Ufficio Media Governativo a Gaza, dott. Ismail Al-Thawabta, ha avvertito delle gravi conseguenze derivanti dal mancato rispetto da parte di Israele degli impegni relativi all’ingresso degli aiuti e all’apertura dei valichi. Ha affermato che queste politiche stanno spingendo Gaza verso una catastrofe umanitaria in rapido peggioramento, incidendo direttamente sulla vita dei residenti e sui loro bisogni essenziali. Ha inoltre sottolineato che la riduzione degli aiuti umanitari e la chiusura dei valichi rappresentano una chiara violazione degli accordi internazionali e riflettono un approccio sistematico volto ad aggravare la crisi umanitaria.
—
7.
Feriti e attacchi contro veicoli e proprietà da parte dei coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme.
Le governatorati della Cisgiordania e la città di Gerusalemme Est hanno assistito a una serie di attacchi compiuti da gruppi di coloni sotto la protezione delle forze di occupazione. I coloni hanno attaccato veicoli palestinesi nei pressi dell’ingresso della località di Anata, a nord-est di Gerusalemme, causando danni a diverse auto tramite il lancio di pietre. Testimoni hanno inoltre riferito che coloni hanno provocato i fedeli e ostacolato il loro accesso all’area di Bab al-Amoud, mentre la polizia imponeva severe misure di sicurezza.
—
**Europeo**
8.
Escalation francese contro un’associazione pro-Palestina e arresto di un suo dirigente.
Le autorità francesi hanno arrestato Nicolas Shahshahani, vicepresidente dell’associazione EuroPalestine, dopo aver perquisito la sua abitazione con l’accusa di “propaganda terroristica”, secondo quanto dichiarato dalla presidente dell’associazione e sua moglie, Olivia Zemor. Ha riferito che la polizia ha fatto irruzione all’alba con otto agenti mascherati, lo ha arrestato impedendole di avvicinarsi, e ha perquisito la casa. Ha aggiunto che sono state confiscate due kefiah palestinesi e che al marito, malato, non è stato permesso di prendere i suoi farmaci.
—
9.
Appelli al boicottaggio e all’esclusione di Israele dalla Nations League europea.
I tifosi del Wexford Football Club e attivisti della campagna irlandese di solidarietà con la Palestina hanno invitato la federazione calcistica irlandese a boicottare le prossime partite contro Israele e a “mostrare il cartellino rosso a Israele”. Durante una partita contro il Kerry FC, i tifosi hanno esposto cartellini rossi, unendosi ad attivisti che mostravano striscioni a sostegno del popolo palestinese.
—
10.
Protesta davanti al Parlamento a Londra contro le restrizioni alla solidarietà.
Decine di manifestanti si sono radunati martedì 17 marzo davanti al Parlamento a Londra per chiedere ai parlamentari di votare contro misure che limitano le proteste a sostegno dei diritti palestinesi. Alla manifestazione hanno partecipato rappresentanti di Amnesty International UK, Greenpeace, Liberty, dei Quaccheri britannici e di diversi sindacati. Londra è spesso teatro di manifestazioni pro-Palestina, anche in occasione della Giornata internazionale di Al-Quds, nonostante i tentativi del governo di limitarle.
—
11.
Protesta in un supermercato Sainsbury’s a Belfast per boicottare prodotti israeliani.
Attivisti del movimento di boicottaggio sono entrati in un supermercato Sainsbury’s a Belfast per rimuovere prodotti israeliani dagli scaffali e hanno invitato i dipendenti a non rifornirli. Hanno dichiarato che il negozio è uno dei pochi a continuare a vendere questi prodotti, permettendo ai consumatori di finanziare inconsapevolmente il genocidio.
—
12.
Processo a leader pro-Palestina nel Regno Unito.
Un giudice britannico ha fissato al 1° aprile la data della sentenza nel processo contro due leader di una coalizione pro-Palestina, accusati di aver violato le leggi sull’ordine pubblico durante una manifestazione a Londra. Il giudice Daniel Steinberg ha preso la decisione dopo le arringhe finali della difesa, che ha definito le accuse “ridicole”.
—
**Internazionale**
13.
Il videogioco “All Will Rise” rescinde il contratto con Microsoft per presunto sostegno al genocidio.
La società Speculative Agency ha annunciato la rescissione del contratto con Microsoft e la restituzione dei finanziamenti ricevuti per il gioco “All Will Rise”, nell’ambito di una campagna di boicottaggio. Il gioco, descritto come un’esperienza narrativa giudiziaria, ruota attorno al processo a un miliardario corrotto.
—
14.
Sindacati portuali greci bloccano una spedizione militare destinata a Israele.
I sindacati del porto del Pireo, in Grecia, hanno rifiutato di scaricare container contenenti acciaio militare destinato a Israele. L’azione si inserisce in un movimento volto a impedire l’utilizzo dei porti europei come snodi logistici per supporto militare.
—
15.
“Flottiglia della resilienza” in Tunisia: arresti definiti una decisione politica.
L’organizzazione della Flottiglia della resilienza in Tunisia ha definito la detenzione di alcuni suoi membri una “decisione politica evidente”, ritenendola parte di una repressione contro le attività di sostegno alla Palestina, e ha chiesto il rilascio immediato di tutti i detenuti.
