
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2391, Data: sabato 21 marzo 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2391, Data: sabato 21 marzo 2026
1. Nel primo giorno di Eid al-Fitr… l’occupazione intensifica gli attacchi in Cisgiordania
Le forze di occupazione israeliane hanno intensificato le loro aggressioni in diverse aree della Cisgiordania, nel primo giorno della festività di Eid al-Fitr.
Hanno impedito ai cittadini di raggiungere il cimitero dei martiri alla periferia del campo di Jenin, dispiegando soldati nei dintorni.
Le forze di occupazione hanno inoltre ostacolato i cittadini dal visitare le tombe dei loro figli martiri, costringendoli con la forza ad abbandonare il luogo.
—
**2. I prigionieri… assenza forzata dalla festa tra politiche sistematiche di annientamento**
Migliaia di prigionieri palestinesi e arabi nelle carceri israeliane accolgono Eid al-Fitr privati dei più elementari diritti umani, in un contesto di escalation senza precedenti di politiche punitive e di isolamento che hanno trasformato le carceri in “campi di annientamento”, secondo le organizzazioni per i diritti umani.
All’inizio di marzo 2026, il numero dei detenuti ha superato i 9.500, tra cui 79 donne e 350 bambini detenuti nelle prigioni di Megiddo e Ofer.
Le statistiche indicano anche un aumento delle detenzioni senza accuse chiare: i detenuti amministrativi sono 3.442, circa il 36% del totale.
—
**3. Coloni assaltano una scuola a Nablus e rimuovono la bandiera palestinese**
Coloni hanno fatto irruzione nella scuola femminile secondaria di al-Lubban al-Sharqiya, a sud di Nablus, nel primo giorno di Eid.
Secondo fonti locali, hanno rimosso la bandiera palestinese dal cortile, vandalizzando e distruggendo beni e strutture, causando danni materiali.
L’attacco rientra in una serie di violazioni contro le istituzioni educative, volte a intimidire studenti e cittadini.
—
**4. L’occupazione impedisce la preghiera di Eid ad al-Aqsa e reprime i fedeli**
Le forze israeliane hanno impedito ai fedeli di celebrare la preghiera di Eid nella zona di Bab al-Amud a Gerusalemme, con un massiccio dispiegamento di polizia e severe restrizioni.
Sono stati lanciati gas lacrimogeni contro palestinesi nei pressi di Bab al-Sahira mentre cercavano di raggiungere la moschea al-Aqsa.
In una scena dolorosa, i takbir dell’Eid risuonavano all’interno della moschea senza che si svolgesse la preghiera, a causa della chiusura continuata per il 21° giorno consecutivo, un fatto senza precedenti dal 1967.
—
**5. La preghiera nella moschea Ibrahimi limitata a 80 fedeli**
Le autorità israeliane hanno imposto restrizioni alla preghiera di Eid nella moschea Ibrahimi a Hebron, limitando la partecipazione a circa 80 persone.
Il direttore della moschea ha dichiarato che gli accessi sono stati chiusi quasi completamente, consentendo l’ingresso solo da un punto e con controlli rigorosi.
—
**6. I social diventano un nuovo spazio di lutto… Eid tra gioia perduta e ferita aperta**
Durante le festività, i social media si trasformano in spazi dominati dalla tristezza anziché dalla gioia.
L’Eid diventa un momento per ricordare i martiri e i propri cari scomparsi, uno spazio di lutto collettivo.
Donne colpite dalla perdita di mariti e figli, bambini segnati dall’assenza dei genitori, adulti alle prese con un vuoto profondo.
Ogni post e immagine riflette la guerra, ricordando che la vita a Gaza è una lotta quotidiana tra sopravvivenza e perdita.
—
### *Europeo*
**7. La Germania ritira il suo sostegno a Israele nel caso di genocidio a Gaza**
Un portavoce del ministero degli Esteri tedesco ha dichiarato che la Germania non interverrà a favore di Israele presso la Corte Internazionale di Giustizia.
Ciò rappresenta un cambiamento rispetto alla posizione del 2024, quando Berlino sosteneva apertamente Israele respingendo le accuse di genocidio.
—
**8. Evento artistico solidale a Roma per Gaza**
Sabato 21 marzo si terrà a Roma un evento artistico e solidale con la presentazione del progetto “Potenziali Bersagli 2026”.
L’iniziativa include attività culturali e umanitarie per sostenere Gaza e raccogliere fondi per un memoriale delle vittime.
Il progetto esplora l’arte come strumento di resistenza e consapevolezza.
—
**9. Human Rights Watch chiede all’Ungheria di arrestare Netanyahu**
L’organizzazione ha invitato l’Ungheria ad arrestare il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu se visiterà il paese, in base a un mandato della Corte Penale Internazionale.
Secondo fonti, Netanyahu potrebbe recarsi in Ungheria il 21 marzo per partecipare a una conferenza politica.
—
**10. Protesta in Irlanda contro l’esportazione di bestiame verso Israele**
Attivisti hanno organizzato una protesta nel porto di Greenore contro una nave carica di bestiame diretta verso Israele.
I manifestanti hanno denunciato sia le violazioni dei diritti umani sia le condizioni di trasporto degli animali.
Hanno inoltre chiesto al governo irlandese di rivedere le sue politiche commerciali.
—
**11. Proteste contro il premier australiano per il suo sostegno a Israele**
Durante una visita a una grande moschea, il primo ministro australiano Anthony Albanese è stato contestato da manifestanti.
Gli slogan criticavano il suo sostegno alla guerra a Gaza e alle politiche israeliane.
—
**12. Protesta contro Teledyne Technologies nel Regno Unito**
A Bradford, attivisti hanno manifestato contro la società americana accusata di contribuire alle operazioni militari israeliane.
I partecipanti hanno chiesto la cessazione delle sue attività.
—
**13. Protesta all’Università di Bruxelles contro investimenti in Elbit Systems**
Attivisti hanno chiesto la fine della collaborazione con l’azienda militare israeliana Elbit Systems.
Hanno denunciato il coinvolgimento dell’università nella ricerca collegata all’industria bellica.
—
**14. Amnesty chiede al servizio sanitario britannico di rescindere un contratto**
Amnesty International ha invitato il NHS inglese a interrompere un contratto con Palantir Technologies.
Secondo l’organizzazione, la società contribuirebbe a violazioni dei diritti umani a Gaza.
—
### *Internazionale*
**15. Senatore USA cerca di bloccare una vendita di armi a Israele**
Il senatore Bernie Sanders ha annunciato il tentativo di bloccare una vendita di armi da 658,8 milioni di dollari a Israele.
Ha definito il conflitto una guerra illegale e incostituzionale.
—
**16. La FIFA impone “sanzioni leggere” a Israele**
La FIFA ha imposto una multa di 165.000 euro alla federazione israeliana e un avvertimento ufficiale.
Non sono state però accolte le richieste di esclusione totale dalle competizioni.
—
**17. L’India vieta la proiezione di un film per “rispetto verso Israele”**
L’India ha vietato la proiezione del documentario “Il suono di Hind Rajab”, che racconta la storia di una bambina uccisa a Gaza.
La decisione sarebbe legata alla volontà di mantenere buone relazioni diplomatiche con Israele.
