
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2394, Data: mercoledì 25 marzo 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2394, Data: mercoledì 25 marzo 2026
1. Bambino ucciso dal fuoco dell’occupazione a Mawasi Khan Younis
Un bambino è stato ucciso dal fuoco delle forze di occupazione israeliane a Mawasi Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre continuano le violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco.
Fonti mediche hanno riferito della morte del bambino Khaled Saif al-Din Suleiman Arada (13 anni), colpito da un proiettile nella sua tenda dalle forze di occupazione a Mawasi Khan Younis.
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**2. L’occupazione chiude Al-Aqsa per il 25° giorno e incitamento dei coloni a far esplodere la Cupola della Roccia**
Le autorità di occupazione israeliane continuano a chiudere la moschea di Al-Aqsa per il 25° giorno consecutivo, impedendo la preghiera al suo interno con il pretesto della situazione di sicurezza legata alla guerra con l’Iran. Nel frattempo, la città di Gerusalemme è sottoposta a misure severe e la Città Vecchia è isolata dal resto dell’area.
La chiusura è accompagnata da una massiccia presenza militare e posti di blocco, che impediscono ai palestinesi di raggiungere la Città Vecchia, fatta eccezione per i residenti. Ciò ha costretto molti a pregare nelle strade, in un contesto di paralisi economica e blocco della vita quotidiana e dell’istruzione.
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**3. Un’associazione di coloni prende il controllo di due appartamenti a Silwan, Gerusalemme**
L’associazione colonica Ateret Cohanim ha preso il controllo di due appartamenti nel quartiere Batn al-Hawa, a Silwan, a sud della moschea di Al-Aqsa, appartenenti ai fratelli Raed e Mohammed Basbous, sostenendo che il terreno appartiene a ebrei di origine yemenita.
Fonti locali hanno riferito che l’operazione ha portato allo sfollamento di 10 membri della famiglia, costretti a lasciare le loro case. Coloni, accompagnati dalle forze di occupazione, hanno fatto irruzione negli appartamenti, cambiato le serrature e installato fili alle finestre per imporre il controllo totale.
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**4. L’occupazione ri-arresta 100 prigionieri liberati dopo gli ultimi accordi di scambio**
Le autorità di occupazione continuano ad intensificare le azioni contro i prigionieri liberati negli accordi di scambio, attraverso arresti ripetuti e interrogatori continui.
Il Club dei Prigionieri ha dichiarato che tra gli ultimi arrestati vi sono diversi ex detenuti della provincia di Qalqilya, tra cui Sameh Shubaki, Ammar Shubaki, Saeed Dhiab, Saed al-Fayed e Hadi Jadoua, sottolineando che questi arresti fanno parte di una politica sistematica.
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**5. Ordini di evacuazione e demolizione per 7 case a Qalandiya, a nord di Gerusalemme**
Le autorità di occupazione hanno notificato l’evacuazione e la demolizione di sette case abitate nel quartiere orientale del villaggio di Qalandiya, entro 21 giorni.
Le notifiche sono motivate dalla costruzione senza permesso, nonostante le case esistano da decenni. Il mese scorso sono stati emessi ordini di evacuazione parziale anche per due abitazioni a Silwan, con il pretesto che il terreno appartiene a ebrei yemeniti dal 1881.
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**6. Sanità: 687 morti dalla tregua a Gaza**
Il Ministero della Salute di Gaza ha riferito che quattro feriti sono arrivati negli ospedali nelle ultime 24 ore.
Dal cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025, il numero totale dei morti è salito a 687, con 1.849 feriti e 756 corpi recuperati.
Dall’inizio dell’offensiva israeliana il 7 ottobre 2023, il bilancio complessivo è di 72.263 morti e 171.948 feriti.
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**Europa**
**7. La Germania sostiene l’UE nell’imporre sanzioni ai coloni**
Il portavoce del Ministero degli Esteri tedesco, Martin Giese, ha dichiarato a Berlino che la Germania sosterrà le sanzioni dell’Unione Europea contro i coloni israeliani violenti.
Ha sottolineato la volontà del governo tedesco di procedere in questa direzione, alla luce del continuo aumento della violenza contro i palestinesi in Cisgiordania, che secondo fonti e rapporti ONU ha raggiunto livelli “catastrofici” nel marzo 2026.
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**8. Processo simbolico contro il governo australiano per complicità nel genocidio**
Attivisti pro-Palestina hanno organizzato un processo simbolico davanti al Ministero della Difesa a Melbourne, accusando il governo australiano di fornire componenti per aerei F-35 a uno Stato accusato di genocidio.
Tra gli accusati figurano Hugh Jeffrey e Greg Moriarty, coinvolti nella firma di accordi di esportazione in violazione del diritto internazionale.
Si stima che 75 aziende australiane siano coinvolte nella produzione di componenti per gli F-35 utilizzati nelle operazioni militari.
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**9. Protesta settimanale davanti alla banca JP Morgan in Scozia**
Continuano le manifestazioni davanti alla banca JP Morgan in Scozia, accusata di investire nella società Elbit Systems, che supporta l’esercito israeliano.
Secondo l’organizzazione “Mothers Against Genocide”, la banca investe circa 33 milioni di dollari in questa azienda coinvolta nella produzione di tecnologia militare.
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**10. Vietate manifestazioni pro-Palestina in un quartiere di Toronto**
La polizia canadese continua a impedire ai manifestanti pro-Palestina di radunarsi nelle strade residenziali del centro di York a Toronto, citando motivi di sicurezza e la presenza di una comunità ebraica.
Secondo il Toronto Star, i manifestanti non possono riunirsi vicino all’incrocio tra Bathurst Street e Sheppard Avenue, luogo di proteste regolari dall’inizio della guerra.
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**11. Manifestazione simbolica a Oslo a sostegno dei prigionieri palestinesi**
Decine di attivisti hanno organizzato una protesta simbolica alla stazione centrale di Oslo, rappresentando le condizioni dei prigionieri nelle carceri israeliane.
Secondo il Club dei Prigionieri Palestinesi, il numero dei detenuti ha superato i 9.500 all’inizio di marzo, senza includere quelli arrestati a Gaza durante la guerra.
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**Internazionale**
**12. Il regista americano Paul Schrader: non posso più difendere Israele**
Il regista e sceneggiatore americano Paul Schrader ha dichiarato di non poter più difendere Israele alla luce delle sue azioni.
Ha affermato che per tutta la vita aveva sostenuto Israele, ma ora considera le sue azioni “indifendibili”.
Schrader aveva in passato criticato artisti favorevoli a un cessate il fuoco immediato senza condizioni, definendo alcune richieste “ingenue”, e ha difeso la libertà di espressione degli artisti filo-israeliani, criticando invece duramente i colleghi apertamente pro-Palestina.
