
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2280, data: sabato 29 novembre 2025
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2280, data: sabato 29 novembre 2025
1. Difesa Civile a Gaza: paralizzato metà dei nostri servizi a causa del mancato arrivo del carburante**
La Direzione Generale della Difesa Civile nella Striscia di Gaza ha annunciato l’interruzione di circa il 50% dei suoi servizi in modo effettivo, a causa della grave carenza di carburante necessario per il funzionamento dei mezzi e delle attrezzature essenziali, tra cui autopompe, veicoli di soccorso, ambulanze, oltre ai generatori a benzina utilizzati per rimuovere i pericoli e recuperare le persone intrappolate.
La direzione ha affermato che ciò che rimane delle sue attrezzature costituisce la spina dorsale delle operazioni di spegnimento, salvataggio ed evacuazione dei feriti, sottolineando che la continua mancanza di carburante minaccia di fermare completamente queste missioni umanitarie.
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### **2. Tende educative a Gaza… e forte determinazione a frequentarle**
Con la distruzione di centinaia di scuole e la trasformazione di quelle rimaste in centri di accoglienza a causa dell’aggressione israeliana contro Gaza, le tende sono diventate classi scolastiche temporanee.
È un ritorno a un’epoca in cui l’insegnante si trovava davanti a un gruppo di studenti seduti a terra, stringendo quaderni le cui pagine sono state riattaccate e spillate. Il metodo di insegnamento si basa su mezzi rudimentali, come una tavola di legno appesa a una tenda logora, fissata con corde robuste a pali di legno posti ai margini della tenda, dalla forma rettangolare e suddivisa in più stanze, ciascuna contenente fasce d’età differenti.
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### **3. Il momento del rapimento del dottor Marwan Al-Hams da Gaza**
Scene che documentano il momento del rapimento del direttore degli ospedali da campo nella Striscia di Gaza, il dottor Marwan Al-Hams, dopo essere stato “adescato con il pretesto di girare un documentario”, secondo quanto riportato da media israeliani.
Il quotidiano Yedioth Ahronoth ha spiegato che una giornalista che parlava con accento francese ha attirato Al-Hams in un’imboscata dell’esercito israeliano, sostenendo che sarebbe stata la location per le riprese del documentario.
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### **4. Organizzazione Internazionale “Hamashed”: in Cisgiordania e a Gerusalemme si registra una pericolosa escalation e un’espansione degli insediamenti**
L’Organizzazione Internazionale per il Sostegno ai Diritti dei Palestinesi (Hamashed) ha affermato che la Giornata Mondiale di Solidarietà con il Popolo Palestinese quest’anno “arriva nel contesto di una catastrofe umanitaria senza precedenti, dovuta alla guerra israeliana sulla Striscia di Gaza, che ha causato decine di migliaia di morti e feriti, e una vasta distruzione delle infrastrutture, delle abitazioni e dei settori vitali, oltre al perdurante assedio e alla fame che minaccia il completo collasso del settore”.
Il comunicato segnala che Cisgiordania e Gerusalemme stanno vivendo una grave escalation che include irruzioni quotidiane, arresti arbitrari, torture, confische di terre, espansione degli insediamenti e violenze dei coloni, oltre ai tentativi di imporre il controllo israeliano su Gerusalemme e sulla Moschea di Al-Aqsa.
L’organizzazione ha affermato che la solidarietà globale con il popolo palestinese è un dovere legale e morale, avvertendo che il continuo silenzio internazionale su questi crimini mina il sistema dei diritti umani e rivela un doppio standard.
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### **5. Il momento dell’arresto di attivisti stranieri in Cisgiordania**
Il momento dell’arresto, da parte dell’esercito israeliano e dei coloni, di attivisti stranieri solidali con la Palestina nel villaggio di Twani nella Cisgiordania occupata.
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### **6. Famiglie in Italia commemorano i nomi di 20.000 bambini martiri di Gaza**
Nella provincia italiana di Brescia si è tenuto un evento che ha coinvolto genitori, studenti e insegnanti per commemorare i bambini di Gaza.
Sono stati scritti i nomi e le età di 20.000 bambini uccisi nella guerra di sterminio a Gaza.
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### **7. Il Movimento BDS chiede l’intensificazione del boicottaggio dopo la decisione delle Nazioni Unite**
Il movimento BDS ha messo in guardia dalla pericolosità della risoluzione n. 2803 adottata dal Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite il 17 novembre 2025, ritenendo che spiani la strada alla legittimazione del piano israelo-americano che mira a ristrutturare la Striscia di Gaza sotto un’amministrazione esterna, indebolendo al contempo la responsabilità per i crimini commessi durante la guerra.
La risoluzione, secondo i dati delle Nazioni Unite, prevede la creazione di una forza internazionale temporanea per la stabilizzazione e l’istituzione di un’autorità transitoria incaricata di gestire la Striscia, controllare confini, sicurezza e ricostruzione, oltre a implementare programmi di “disarmo” e ricostruzione delle istituzioni civili e di sicurezza, senza alcun riferimento alla responsabilità di Israele per la vasta distruzione a Gaza.
Il comitato ha spiegato che questi organismi proposti offrono copertura internazionale all’occupazione per riabilitare la propria immagine dopo una guerra che ha causato circa 70.000 martiri e oltre 170.000 feriti dall’ottobre 2023.
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### **8. Movimento irlandese presenta un progetto di legge per sanzioni economiche contro Israele**
Il movimento “People Before Profit-Solidarity” ha annunciato la presentazione al parlamento irlandese (Dáil) del “Progetto di Legge sulle Sanzioni contro Israele 2025”, volto a imporre sanzioni economiche globali a Israele per costringerlo a porre fine ai crimini di genocidio e apartheid contro il popolo palestinese.
Il deputato Richard Boyd Barrett del movimento ha dichiarato:
“È finito il tempo in cui trattiamo Israele come se fosse uno Stato normale. Per decenni Israele è stato colpevole di occupazione illegale, pulizia etnica, apartheid contro il popolo palestinese, e negli ultimi due anni a Gaza ha commesso il crimine più grande di tutti: il genocidio.”
Ha aggiunto: “Netanyahu, i ministri di governo, i leader militari e mediatici in Israele non nascondono la loro intenzione genocida e annunciano apertamente la volontà di cancellare la Palestina dalla mappa e privare i palestinesi dei loro diritti umani e politici più basilari.”
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### **9. Manifestazione a sostegno della Palestina a Oxford**
Una marcia di sostegno alla Palestina nella città britannica di Oxford, in protesta contro le continue violazioni israeliane nei territori palestinesi occupati.
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### **10. 10.000 artisti aderiscono al movimento “Niente musica per il genocidio”**
Il movimento “No Music for Genocide” ha riferito che le richieste degli artisti Paul Weller e Massive Attack di bloccare geograficamente la diffusione della loro musica nel territorio occupato sono state recentemente approvate dalle loro case discografiche.
Questa iniziativa rientra negli sforzi del movimento, lanciato a settembre come campagna di boicottaggio culturale in risposta ai crimini israeliani contro i palestinesi, e incoraggia tutti gli artisti e le case di produzione a unirsi bloccando la diffusione della loro musica sulle piattaforme israeliane ed evitando spettacoli o sponsorizzazioni legate all’occupazione israeliana.
Tra gli ultimi artisti che si sono aggiunti alla lista figurano Denzel Curry, Shygirl e Saba, mentre l’elenco include già più di 10.000 artisti e case di produzione, tra cui Björk, Paramore, Lorde e Wet Leg.
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### **11. Scene di manifestazioni in diverse città italiane nel giorno dello sciopero globale**
Scene dalle manifestazioni in diverse città italiane durante la giornata di sciopero e disobbedienza civile senza precedenti, per chiedere la fine della guerra su Gaza, la fine dell’assedio, l’ingresso degli aiuti e lo stop all’esportazione di armi verso Israele.
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### **12. Sciopero generale nelle strade italiane in solidarietà con il popolo palestinese**
Le strade italiane hanno assistito a uno sciopero generale e esteso di 24 ore che ha coinvolto i settori dei trasporti, dei servizi pubblici e dell’istruzione, in protesta contro le politiche economiche interne.
Lo sciopero ha incluso anche molte iniziative in tutte le città italiane in solidarietà con il popolo palestinese.
Hanno partecipato sindacati, lavoratori e attivisti, sventolando bandiere palestinesi e slogan che chiedevano la fine dell’aggressione e dell’assedio su Gaza, sottolineando che la giustizia sociale è inseparabile dalla giustizia umana.
Questo sciopero rappresenta la seconda mobilitazione dei sindacati in Italia, riflettendo l’ampliarsi del sostegno popolare alla Palestina in Europa e il rifiuto della continuazione della guerra che costa la vita a bambini, donne e civili a Gaza e in Cisgiordania.
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### **13. Protesta silenziosa in un centro commerciale di Washington in solidarietà con Gaza**
Protesta silenziosa in un centro commerciale di Washington durante gli sconti del Black Friday, dove i partecipanti hanno sollevato cartelli che denunciano il genocidio a Gaza. Hanno boicottato Israele e chiesto la fine dello sterminio.
