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Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2313, data: sabato 3 gennaio 2026

Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2313, data: sabato 3 gennaio 2026

1. Due martiri e feriti nell’incendio dell’occupazione israeliana a Khan Younis

Due palestinesi sono rimasti martirizzati e altri sono rimasti feriti nell’incendio dell’occupazione israeliana a Khan Younis, nella Striscia di Gaza meridionale, in una continuazione delle violazioni israeliane del cessate il fuoco. La Protezione Civile ha annunciato questo pomeriggio che le sue squadre a Khan Younis, dopo essersi coordinate con l’OCHA, sono riuscite a recuperare un martire nell’area di Al-Tahliya, a est di Khan Younis, e a trasferirlo all’obitorio di Nasser.

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2. Attacchi di coloni armati prendono di mira il villaggio di Farkha, a sud di Salfit

Il villaggio di Farkha, a sud-ovest di Salfit, nella Cisgiordania occupata, è stato testimone di un attacco da parte di oltre 50 coloni che hanno preso di mira la parte settentrionale del villaggio. Mustafa Hammad, capo del Consiglio del villaggio di Farkha, ha riferito che gruppi di coloni hanno preso d’assalto le aree circostanti le case dei residenti e hanno sparato proiettili veri contro i giovani del villaggio, causando tensione e paura tra gli abitanti.

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3. Tende degli sfollati allagate a Gaza a causa delle forti piogge

Centinaia di tende degli sfollati nella Striscia di Gaza sono state allagate a causa dell’intensificarsi della tempesta durante la notte. Fonti locali hanno riferito che strade e tende nelle aree di Khan Younis e Rafah, nel sud di Gaza, sono state inondate dalle piogge torrenziali.

Hanno anche riferito che alcune tende sono state spazzate via dalla tempesta. Le piogge hanno anche inzuppato le coperte degli sfollati, che non avevano un riparo alternativo o altri posti dove stare.

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4. Le inondazioni trasformano le strade di Gaza in fiumi

Strade e tende sono state sommerse. Le acque alluvionali hanno invaso le strade di Gaza, costringendo i residenti a utilizzare mezzi di trasporto rudimentali, in un contesto di grave collasso delle infrastrutture causato dalla guerra genocida condotta dall’occupazione.

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5. ONG: vietare l’attività di importanti organizzazioni internazionali a Gaza è uno sviluppo pericoloso

La Rete delle ONG palestinesi nella Striscia di Gaza ha descritto la decisione di sospendere l’attività di venti organizzazioni internazionali nella Striscia come una “pericolosa esacerbazione della crisi umanitaria”, sottolineando che non esiste alternativa al lavoro vitale di queste organizzazioni nella Striscia. Il responsabile della Rete delle ONG, Amjad al-Shawa, ha affermato che la decisione di vietare l’attività delle organizzazioni non governative internazionali è pericolosa e giunge in un momento molto difficile per i cittadini palestinesi nella Striscia di Gaza, nel mezzo della complessa e in corso catastrofe.

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6. L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani mette in guardia dal progetto USA-Israele di imporre un Geto ai palestinesi di Gaza

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha ribadito il suo monito sui pericoli dell’accordo israelo-americano per la creazione della cosiddetta “Città Verde” a Rafah, nella Striscia di Gaza meridionale, e sulla sua presentazione come una soluzione per dare alloggio ai residenti di Gaza sfollati da oltre due anni e che vivono in tende fatiscenti. L’Osservatorio ha indicato che il piano, di cui aveva precedentemente rivelato i dettagli, comporta gravi rischi, tra cui l’imposizione di accordi che potrebbero di fatto portare allo sfollamento dei palestinesi dalle loro case originarie e alla trasformazione di ampie zone della Striscia di Gaza in zone militari chiuse sotto il diretto controllo dell’esercito israeliano.

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*Europeo*

7. La polizia britannica reprime i manifestanti fuori dal carcere di Pentonville

Il carcere di Pentonville ha assistito a un uso eccessivo della forza da parte della polizia, con diversi attivisti arrestati mentre si riunivano a sostegno di Kamran e di altri scioperanti della fame del gruppo “Fulton 24”. Testimoni oculari hanno confermato che la protesta è stata pacifica e si è svolta in solidarietà con gli scioperanti, che continuano il loro sciopero della fame per protestare contro le pessime condizioni carcerarie e rivendicare i propri diritti.

Nel corso di questi eventi, uno degli scioperanti, Kamran, è stato trasferito in ospedale dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute a causa dello sciopero della fame, evidenziando i rischi a cui sono esposti i manifestanti all’interno del carcere. Continuano gli appelli da parte di organizzazioni per i diritti umani e attivisti affinché monitorino la situazione degli scioperanti della fame e garantiscano la loro sicurezza nelle carceri britanniche.

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8. Deputata britannica: l’attivista filo-palestinese Heba Merisi è prossima alla morte

La deputata britannica Zara Sultana ha avvertito dell’imminente pericolo per la vita dell’attivista Heba Merisi, che ha iniziato il suo 60° giorno di sciopero della fame in un carcere britannico, insieme ai suoi colleghi del gruppo Filton 24, affiliato al Movimento per la Liberazione della Palestina.

Ha confermato che le condizioni di salute della scioperante della fame stanno peggiorando rapidamente, sottolineando che la continuazione dello sciopero senza un intervento medico urgente potrebbe portare a una morte improvvisa. Ha chiesto alle autorità britanniche di trasferirla immediatamente in ospedale e di assumersi le proprie responsabilità legali e umanitarie.

Gli attivisti del Movimento per la Liberazione della Palestina detenuti sono in sciopero della fame per protestare contro la loro detenzione prolungata e le condizioni di detenzione, e per chiedere la chiusura dell’azienda produttrice di armi israeliana Elbit Systems.

Elbit Systems è una delle più grandi aziende militari israeliane, fondata nel 1966, ed è considerata un pilastro dell’industria bellica israeliana. È specializzata nello sviluppo e nella produzione di armi intelligenti, droni, sistemi di sorveglianza e spionaggio, guerra elettronica, sistemi di comando e controllo e munizioni avanzate.

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9. Un dirigente sportivo irlandese si dimette dal consiglio di amministrazione di FIBA ​​Europe per protesta contro la partecipazione israeliana

Bernard O’Byrne, ex CEO di Basketball Ireland, ha annunciato le sue dimissioni dal consiglio di amministrazione di FIBA ​​Europe a causa della continua partecipazione di Israele ai tornei, dopo che la sua proposta di sospenderne le attività a causa della guerra a Gaza è stata respinta. O’Byrne si era rivolto alla FIBA ​​Europe a luglio, chiedendo il divieto per Israele, in seguito alla richiesta della Federazione Irlandese di Pallacanestro di avviare una discussione completa e aperta sulla sua partecipazione. A novembre, la nazionale femminile irlandese ha affrontato le controparti israeliane nelle qualificazioni all’EuroBasket in campo neutro, dopo che la federazione irlandese si era rifiutata di disputare la partita in circostanze normali. Dopo il rifiuto ufficiale della proposta, O’Byrne ha confermato le sue dimissioni in un post di Capodanno, affermando che il suo passo era “piccolo ma gli ripulisce la coscienza” ed esprimendo la speranza che il 2026 porti sollievo e giustizia ai bambini di Gaza.

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10. 285 organizzazioni aderiscono alla campagna per sostenere il boicottaggio dell’occupazione in Irlanda

285 negozi, ristoranti, aziende, organizzazioni comunitarie, sindacati e consigli locali hanno aderito alla campagna “Zone Libere dall’Apartheid”, con un’iniziativa che mira a rafforzare la solidarietà con la lotta del popolo palestinese per la libertà, la giustizia e l’uguaglianza. L’iniziativa si basa sull’impegno dei partecipanti a sostenere il movimento di Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS), boicottando prodotti e istituzioni israeliane e aziende internazionali che traggono profitto dalle violazioni dei diritti umani, con una dichiarazione pubblica del loro impegno in tal senso. La campagna “Zone Libere dall’Apartheid” è un’iniziativa popolare che, in Irlanda, persegue l’obiettivo più ampio di rendere l’intero Paese una zona libera dall’apartheid. Con un numero sempre maggiore di sedi e istituzioni che aderiscono quotidianamente, tra cui consigli locali e associazioni studentesche, la campagna contribuisce a costruire una crescente cultura di solidarietà comunitaria a sostegno dei diritti fondamentali dei palestinesi.

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11. Proteste in aumento in Spagna contro le partite di basket con l’occupazione

Continuano le proteste in diverse città spagnole, condannando lo svolgimento di partite di basket con squadre israeliane, in un contesto di crescenti accuse di genocidio da parte dell’occupazione contro il popolo palestinese. I manifestanti hanno esposto striscioni chiedendo la fine della normalizzazione sportiva, sostenendo che la partecipazione a queste partite maschera gravi violazioni del diritto internazionale e dei diritti umani. Gli attivisti hanno sottolineato che la Federazione israeliana di pallacanestro include squadre che operano in insediamenti israeliani illegali costruiti su terre palestinesi rubate, in palese violazione del diritto internazionale. Hanno anche sottolineato la recente apertura di un nuovo stadio all’interno di uno di questi insediamenti, che hanno considerato una pericolosa escalation delle politiche di insediamento e un tentativo di imporre il fatto compiuto attraverso lo sport.

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*Internazionale*

12. L’ONU mette in guardia contro la legge israeliana che prevede l’esecuzione di palestinesi, descrivendola come una flagrante sfida al diritto internazionale

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha lanciato un forte monito contro una proposta di legge israeliana presentata alla Knesset che autorizzerebbe l’esecuzione di palestinesi in circostanze specifiche.

Turk ha invitato le autorità israeliane ad abbandonare i loro piani di emanare una nuova legge che imponga condanne a morte obbligatorie applicabili esclusivamente ai palestinesi, sostenendo che questa iniziativa viola il diritto internazionale a più livelli.

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13. 53 organizzazioni internazionali bandite da Israele avvertono della sospensione completa delle attività umanitarie a Gaza

Cinquantatré organizzazioni non governative (ONG) internazionali che operano nei territori palestinesi, bandite da Israele, hanno avvertito che le recenti procedure di registrazione israeliane minacciano di bloccare le attività delle ONG internazionali in generale. Le organizzazioni hanno affermato che la decisione di sospendere le attività di diverse organizzazioni arriva in un momento in cui i civili di Gaza si trovano ad affrontare gravi e diffuse necessità umanitarie, nonostante il cessate il fuoco. Secondo la dichiarazione, il 30 dicembre, 37 ONG internazionali hanno ricevuto la notifica ufficiale che la loro registrazione sarebbe scaduta il 31 dicembre 2025, innescando un periodo di 60 giorni dopo il quale queste organizzazioni sarebbero state obbligate a cessare le loro operazioni a Gaza e in Cisgiordania, compresa Gerusalemme Est.

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14. L’India chiede il rilascio del Dott. Hussam Abu Safieh

Il Movimento Indiano di Solidarietà Popolare con la Palestina (IPSP), insieme al movimento per il Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni (BDS) in India, hanno chiesto il rilascio immediato del medico palestinese Hussam Abu Safieh, direttore dell’ospedale Kamal Adwan nel nord di Gaza. È stato rapito dalle autorità di occupazione israeliane senza accusa né processo ai sensi della cosiddetta legge sui “combattenti illegali”. Il Dott. Abu Safieh, pediatra, si è rifiutato di lasciare l’ospedale durante l’offensiva israeliana nel nord di Gaza, nonostante la sua casa fosse stata bombardata e suo figlio fosse stato ucciso. Ha continuato la sua attività medica fino all’evacuazione forzata dell’ospedale.

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