
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2318, data: giovedì 8 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2318, data: giovedì 8 gennaio 2026
1. Due martiri e diversi feriti a seguito del bombardamento dell’occupazione di una casa residenziale a est della città di Gaza**
Almeno due civili sono stati uccisi e altri feriti a seguito del bombardamento da parte di aerei dell’occupazione israeliana di una casa residenziale nei pressi di via Yaffa, nel quartiere di Al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza. L’attacco ha causato gravi distruzioni e lo scoppio di un incendio sul posto.
Fonti locali hanno riferito che l’aviazione dell’occupazione ha distrutto una casa appartenente alla famiglia Alwan in via Yaffa, all’interno del quartiere di Al-Tuffah. Le squadre della protezione civile sono accorse sul luogo, sono riuscite a spegnere l’incendio e continuano le operazioni di ricerca e soccorso, temendo che vi siano altre persone disperse sotto le macerie.
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**2. L’occupazione si appropria di centinaia di dunam di terre a Qalqilya e Salfit**
Le autorità dell’occupazione israeliana hanno confiscato 694 dunam di terre appartenenti alle località di Kafr Thulth nel governatorato di Qalqilya, e Deir Istiya e Biddya nel governatorato di Salfit, nel nord della Cisgiordania.
Il presidente della Commissione per la resistenza al muro e alle colonie, il ministro Muayyad Shaaban, ha spiegato che l’occupazione ha sequestrato queste terre con il pretesto di quelle che definisce “terre dello Stato”.
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**3. Dieci detenuti di Gaza nelle carceri dell’occupazione arrivano all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa**
L’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa, nel centro della Striscia di Gaza, ha accolto dieci prigionieri palestinesi rilasciati dalle autorità dell’occupazione israeliana dopo la loro detenzione nelle sue carceri.
I detenuti liberati sono arrivati nella Striscia di Gaza accompagnati dalle squadre della Croce Rossa attraverso il valico di Kerem Abu Salem, prima di essere trasferiti direttamente all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa nel governatorato centrale.
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**4. L’occupazione continua la politica di demolizioni e spianamenti a Gerusalemme e in Cisgiordania**
Le forze dell’occupazione israeliana hanno continuato a eseguire operazioni di demolizione e spianamento in diverse aree della Cisgiordania, compresa Gerusalemme occupata, colpendo strutture agricole e industriali e abitazioni, nell’ambito di una politica volta a colpire la presenza palestinese e le fonti di sostentamento della popolazione.
Nella località di Anata, a est di Gerusalemme occupata, i bulldozer dell’occupazione hanno demolito una fattoria appartenente al cittadino gerosolimitano Iyad Dandis, dopo che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nell’area di Wadi al-Bik, con il pretesto della costruzione senza permesso. Il Governatorato di Gerusalemme ha dichiarato che la demolizione rientra in una continua escalation contro le strutture palestinesi nei dintorni della città.
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**5. Avvio di una campagna mediatica internazionale per salvare i prigionieri palestinesi dalle carceri dell’occupazione**
Organizzazioni palestinesi per i diritti umani e umanitarie hanno annunciato il lancio di una campagna mediatica internazionale della durata di sei mesi, volta a mettere in luce la sofferenza dei prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione israeliana e a denunciare le violazioni sistematiche a cui sono sottoposti, nel contesto dell’escalation dei crimini dopo due anni di guerra genocida contro la Striscia di Gaza.
Il comunicato ufficiale della campagna ha affermato che questa iniziativa arriva in risposta a un cambiamento qualitativo della consapevolezza internazionale sulla causa palestinese, risultato dell’esposizione delle politiche criminali dell’occupazione e della mobilitazione solidale globale che ha spezzato decenni di disinformazione mediatica.
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**6. L’occupazione si appropria di 694 dunam di terre a Qalqilya e Salfit in Cisgiordania**
Le autorità dell’occupazione israeliana hanno confiscato 694 dunam di terre appartenenti alle località di Kafr Thulth nel governatorato di Qalqilya, e Deir Istiya e Biddya nel governatorato di Salfit.
Il presidente della Commissione per la resistenza al muro e alle colonie, il ministro Muayyad Shaaban, ha dichiarato che l’occupazione ha sequestrato le terre come quelle che definisce “terre dello Stato”, aggiungendo che ciò rappresenta una grave e significativa escalation nella politica di appropriazione delle terre e si inserisce in un contesto sistematico volto a ridisegnare con la forza la geografia palestinese attraverso strumenti giuridici coloniali.
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**Europeo**
**7. Corridori a Stoccolma alzano bandiere palestinesi in solidarietà con la Palestina**
Le strade di Stoccolma hanno ospitato un evento sportivo e politico di grande rilievo, durante il quale i corridori hanno alzato le bandiere della Palestina e del Venezuela lungo il percorso, inviando un messaggio di solidarietà transfrontaliera contro quello che hanno definito imperialismo statunitense. È stata portata anche la bandiera di Cuba, che i partecipanti hanno considerato come possibile “prossimo obiettivo”, nel contesto dell’escalation di minacce e interventi statunitensi in diverse regioni del mondo.
Gli organizzatori hanno sottolineato che la corsa non era soltanto un’attività sportiva, ma un chiaro atto di protesta a sostegno della Palestina e di rifiuto di quello che hanno descritto come il rapimento del presidente venezuelano e il bombardamento del Venezuela da parte degli Stati Uniti. I partecipanti hanno innalzato slogan affermando di “correre per la libertà” e per costruire un fronte unito contro quelli che considerano crimini contro l’umanità commessi dagli Stati Uniti e da Israele.
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**8. Sit-in di protesta ad Anversa, in Belgio, a sostegno della Palestina**
Attivisti e solidali hanno organizzato un grande sit-in di protesta nella città belga di Anversa, a sostegno dei popoli palestinese e venezuelano e per denunciare le politiche coloniali e le interferenze straniere che li prendono di mira.
I partecipanti hanno esposto striscioni e scandito slogan che sottolineavano l’unità della lotta contro l’occupazione, le sanzioni e l’assedio, tra cui: “Giù le mani da Palestina e Venezuela” e “No all’occupazione, no alle sanzioni”.
Il sit-in ha visto un’ampia partecipazione di attivisti per i diritti umani e membri delle comunità arabe e latinoamericane, insieme a solidali belgi, che hanno espresso il loro rifiuto del sostegno politico e militare fornito dai governi occidentali all’occupazione israeliana, così come delle pressioni economiche e delle sanzioni imposte al Venezuela, che si riflettono direttamente sulla vita dei civili.
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**9. Ricorso giudiziario contro l’adozione della definizione IHRA di antisemitismo in Gran Bretagna**
Il gruppo britannico “Right to Protest” ha annunciato l’avvio di un ricorso giudiziario contro il Servizio Sanitario Nazionale britannico (NHS), a seguito delle forti pressioni esercitate dai gruppi di lobby israeliani per adottare la definizione di antisemitismo dell’Alleanza Internazionale per la Memoria dell’Olocausto (IHRA).
Questa iniziativa avviene in un contesto di crescente preoccupazione per il fatto che l’adozione di tale definizione possa essere utilizzata come strumento di pressione sulle istituzioni civili e accademiche per impedire la critica delle politiche dell’occupazione israeliana nei confronti del popolo palestinese e per limitare la libertà di espressione riguardo alle continue violazioni dei diritti dei palestinesi.
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**Internazionale**
**10. Proteste a New York contro un evento che promuove il reclutamento dei coloni**
I gruppi PAL-AWDA NY/NJ (Al-Awda) e l’Associazione Palestinese per la Liberazione hanno invitato all’organizzazione di due grandi proteste questa settimana a New York, in opposizione alla colonizzazione israeliana e alla vendita di terre palestinesi rubate, e per denunciare i tentativi di reclutamento dei coloni e la promozione di progetti coloniali illegali all’interno degli Stati Uniti.
La seconda protesta si terrà giovedì 8 gennaio alle ore 18:30 nella zona di Kew Gardens Hills, nel Queens, contro un evento immobiliare che promuove la vendita di terre palestinesi rubate. L’appello ha indicato che i luoghi esatti saranno annunciati il giorno dell’evento, invitando i partecipanti a portare bandiere palestinesi, kefiah e strumenti per fare rumore.
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**11. Avvio di un’iniziativa cilena per espellere l’occupazione dalle Nazioni Unite**
L’avvocato ed ex ambasciatore cileno Nelson Haddad ha lanciato una campagna urgente di firme che chiede alle Nazioni Unite di attivare l’articolo 6 della propria Carta e di esaminare ufficialmente l’espulsione di “Israele” dalla sua adesione.
L’iniziativa FirmaxPalestina mira a raccogliere 100.000 firme a sostegno di questo passo, ritenendo che la pressione popolare internazionale sia stata e continui a essere un fattore decisivo.
La campagna invita la comunità internazionale ad assumersi le proprie responsabilità giuridiche e morali di fronte alle ripetute violazioni della Carta delle Nazioni Unite, sottolineando che il continuo silenzio internazionale costituisce una reale complicità con tali violazioni.
L’iniziativa si basa su un lungo elenco di violazioni documentate, ribadendo che l’adesione alle Nazioni Unite è condizionata al rispetto dei principi della Carta, in primo luogo il rispetto dei diritti umani, il non ricorso alla forza e l’osservanza delle risoluzioni della legittimità internazionale. I sostenitori ritengono che ignorare le violazioni continue minacci la credibilità del sistema internazionale e indebolisca la capacità dell’ONU di proteggere la pace e la sicurezza internazionali.
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**12. L’ONU mette in guardia contro politiche di soffocamento e discriminazione razziale in Cisgiordania**
L’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha avvertito dell’aggravarsi degli “effetti soffocanti” delle politiche israeliane “discriminatorie” sulla vita dei palestinesi nella Cisgiordania occupata, ritenendo che esse siano giunte ad “assomigliare a un sistema di apartheid”.
L’Alto Commissariato ha dichiarato che la “discriminazione sistematica contro i palestinesi nel territorio palestinese occupato è peggiorata in modo significativo” negli ultimi anni.
L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha affermato: «Vi è un soffocamento sistematico dei diritti dei palestinesi in Cisgiordania; ogni aspetto della vita dei palestinesi in Cisgiordania è soggetto al controllo e alle restrizioni israeliane, derivanti da leggi, politiche e pratiche discriminatorie».
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**13. La Flottiglia della Libertà fissa la data del lancio della sua iniziativa internazionale verso Gaza**
Gli organizzatori della Flottiglia globale della Libertà hanno annunciato l’intenzione di lanciare una missione umanitaria di più ampia portata verso la Striscia di Gaza assediata nella primavera del 2026, con l’obiettivo di soddisfare i bisogni umanitari rimasti insoddisfatti a Gaza dalla firma dell’ultimo accordo di cessate il fuoco.
Hussein Durmaz, coordinatore turco della campagna, ha osservato che l’impegno a consentire l’ingresso di centinaia di camion al giorno non è stato attuato nella pratica, poiché il numero reale di camion entrati non ha superato i 40-50 al giorno, per lo più commerciali, riducendo in modo significativo la quantità di aiuti umanitari disponibili per la popolazione della Striscia.
Durmaz ha sottolineato che la nuova missione mira ad ampliare la partecipazione internazionale e a consegnare gli aiuti su scala più ampia, mettendo al contempo in evidenza la sofferenza della popolazione di Gaza di fronte alla comunità internazionale.
