
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2336, data: lunedì 26 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2336, data: lunedì 26 gennaio 2026
1. Due martiri e feriti a causa di bombardamenti e sparatorie a Gaza, continue violazioni israeliane
Continuano le violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco. L’esercito di occupazione ha condotto raid aerei, bombardamenti di artiglieria e operazioni di fuoco da veicoli militari e droni, in concomitanza con la demolizione di abitazioni di civili.
Fonti locali hanno riferito dell’arrivo del martire Manar Saeed Al-Madhoun (41 anni) all’ospedale Nasser, dopo essere stato colpito dai proiettili dell’occupazione israeliana nella zona di Al-Iqlimi, a sud di Khan Younis.
Il cittadino Mahmoud Qassem è stato ucciso dopo che i veicoli dell’occupazione hanno aperto il fuoco verso i quartieri orientali della città di Gaza.
Una fonte dell’ospedale Al-Maamadani ha dichiarato che Qassem è arrivato in ospedale insieme ad altri feriti colpiti dal fuoco dell’esercito di occupazione nel quartiere Al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza.
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### **2. La Protezione Civile recupera 50 corpi da una fossa comune a Gaza**
Le squadre della Protezione Civile hanno recuperato 50 corpi di martiri dal piazzale della moschea Salah al-Din, nel quartiere Al-Zeitoun, a sud della città di Gaza, in preparazione al loro trasferimento in cimiteri ufficiali.
Fonti locali hanno riferito che i corpi erano stati sepolti durante la guerra di sterminio contro la Striscia di Gaza.
Le squadre hanno trasferito i corpi nei cimiteri ufficiali per completare le procedure di sepoltura secondo i protocolli in vigore, confermando la prosecuzione delle operazioni di ricerca nell’area circostante la moschea.
Il 7 dicembre scorso, la Protezione Civile aveva già recuperato i resti di 48 palestinesi da fosse comuni presso l’ospedale Al-Maamadani, tra cui 25 non identificati, trasferendoli in cimiteri ufficiali.
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### **3. Gruppi estremisti del Tempio rivelano piani pubblici per una grave escalation contro Al-Aqsa**
I gruppi estremisti del Tempio hanno rivelato un piano pubblico per introdurre libri di preghiera, materiali di studio religioso e rotoli di *tefillin* nei cortili della moschea benedetta di Al-Aqsa, in una pericolosa escalation attuata durante le incursioni quotidiane dei coloni.
Questo sviluppo segue la decisione della polizia di occupazione di consentire l’ingresso di documenti denominati “preghiere” all’interno della moschea, un precedente che rappresenta una chiara violazione dello status storico e giuridico vigente e un passo verso l’imposizione di rituali religiosi di giudaizzazione in uno dei luoghi più sacri dell’Islam.
I gruppi estremisti basano la loro escalation sulle dichiarazioni e incitazioni dell’estremista Itamar Ben Gvir, utilizzate come copertura politica e di sicurezza per intensificare le violazioni contro Al-Aqsa, nell’ambito di un progetto sistematico volto alla sua completa giudaizzazione e all’imposizione di una nuova realtà con la forza.
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### **4. L’occupazione prende di mira la torre Shawa Housari con un drone esplosivo e bombardamenti di artiglieria**
L’aviazione dell’occupazione israeliana ha colpito la torre Shawa Housari, nel centro urbano della città di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che un drone israeliano carico di esplosivo è esploso ai piani superiori della torre, già gravemente danneggiata durante la guerra contro Gaza, seguito da un bombardamento di artiglieria.
Quattro cittadini sono rimasti leggermente feriti a seguito dell’attacco.
La torre ospitava uffici di media, e alcuni sfollati vivono ancora in ciò che ne resta, a causa della mancanza di alternative abitative.
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### **5. Coloni aggrediscono un bambino e tentano di investire altri a Hebron**
Un bambino è rimasto ferito con contusioni a seguito di un’aggressione da parte dei coloni a Khirbet Rajoum Al-Aali, mentre altri coloni hanno tentato di investire dei bambini a Khirbet Al-Halawa, nell’area di Masafer Yatta.
Fonti locali hanno riferito che il bambino Salah Ismail Al-Hadra è stato aggredito dai coloni e trasferito all’ospedale governativo di Yatta a causa di contusioni e ferite multiple.
A Khirbet Al-Halawa, i coloni hanno attaccato diversi bambini tentando di investirli direttamente, mentre altri hanno inseguito i bambini mentre pascolavano le loro pecore.
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### **6. Coloni incendiano un’auto a Ramallah**
Coloni hanno attaccato la località di Attara, a nord di Ramallah, e hanno dato fuoco a un’automobile.
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### **7. Gli attacchi dei coloni sfollano 100 famiglie palestinesi**
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari ha dichiarato che gli attacchi dei coloni israeliani in Cisgiordania occupata hanno causato lo sfollamento di circa 100 famiglie palestinesi nelle ultime due settimane.
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## *Europa*
### **8. La Spagna indaga su aziende israeliane per la promozione del turismo coloniale**
Il Ministero spagnolo dei Diritti Sociali, dei Consumatori e dell’Agenda 2030 ha annunciato l’apertura di un’indagine ufficiale per il sospetto che aziende presenti nel padiglione “israeliano” abbiano venduto offerte di viaggio verso i territori palestinesi occupati durante la partecipazione di “Israele” alla fiera internazionale del turismo FITUR, svoltasi a Madrid dal 21 al 25 gennaio.
Il ministero ha precisato che l’indagine mira a verificare se tali aziende abbiano organizzato o promosso viaggi turistici verso territori palestinesi occupati.
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### **9. Presidio degli operatori sanitari in Irlanda in solidarietà con i medici di Gaza**
La città irlandese di Galway ha ospitato un presidio di solidarietà organizzato dal gruppo *Irish Healthcare Workers for Palestine*, in sostegno ai medici della Striscia di Gaza e per chiedere il rilascio del direttore dell’ospedale Kamal Adwan, il dottor Hossam Abu Safiya, arrestato lo scorso dicembre.
I partecipanti hanno esposto le foto del dottor Abu Safiya e condannato il sistematico attacco al personale sanitario e agli ospedali, sottolineando che la protezione dei medici e degli operatori sanitari è un obbligo legale ed etico sancito dal diritto internazionale.
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### **10. Appelli al boicottaggio di Tesco in Irlanda per la vendita di datteri israeliani**
Attivisti del “Movimento di boicottaggio di Belfast” hanno riferito che la catena britannica Tesco ha ripreso la vendita di datteri israeliani, commercializzati come prodotti “importati” ma coltivati in territori palestinesi occupati e parte di una rete di finanziamento dell’apartheid, dell’occupazione e della colonizzazione illegale.
La campagna di boicottaggio si era intensificata in precedenza a Newcastle, dopo che la direzione di un punto vendita Tesco aveva sospeso un dipendente che si era rifiutato di trattare prodotti israeliani in segno di protesta contro il genocidio e l’occupazione, decisione poi revocata sotto la pressione popolare.
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### **11. Marcia di solidarietà in Italia a sostegno di Gaza**
La città di Milano ha ospitato una manifestazione di solidarietà alla quale hanno partecipato decine di attivisti del movimento “Liberazione della Palestina a Roma”, per esprimere il loro sostegno al popolo palestinese di fronte ai continui bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e scandito slogan a favore della Palestina, ribadendo il loro rifiuto dell’aggressione e il proseguimento della solidarietà fino alla fine dei bombardamenti e al raggiungimento della giustizia per il popolo palestinese.
Nonostante l’entrata in vigore dell’accordo di cessate il fuoco il 10 ottobre scorso, le forze di occupazione continuano a violarlo, colpendo aree abitate e causando nuove vittime e feriti tra i civili, in particolare donne e bambini.
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### **12. Grande manifestazione a Limerick contro la prosecuzione del genocidio a Gaza**
La città di Limerick, in Irlanda, ha ospitato una manifestazione in solidarietà con la Palestina. I partecipanti della “Campagna di solidarietà per la Palestina” hanno affermato che la sofferenza del popolo palestinese e i crimini sionisti continuano nonostante le ripetute richieste di cessate il fuoco.
I manifestanti hanno denunciato la continua complicità del loro governo nel sostenere l’occupazione e hanno ribadito che la loro solidarietà con la Palestina non verrà mai meno.
Pur essendo entrato in vigore il cessate il fuoco il 10 ottobre scorso, l’occupazione continua le violazioni, bombardando aree densamente popolate e causando martiri e feriti, soprattutto tra bambini e donne. I partecipanti hanno sottolineato che ciò dimostra il fallimento della tregua e la necessità di intensificare la pressione popolare.
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### **13. Sit-in davanti al padiglione israeliano alla fiera internazionale del turismo di Madrid**
Attivisti solidali con la Palestina del gruppo “Movimiento Madrid” hanno organizzato un sit-in davanti al padiglione israeliano alla fiera internazionale del turismo (FITUR) nella capitale spagnola Madrid, in protesta contro i tentativi di ripulire l’immagine dell’occupazione durante eventi internazionali, mentre continua il genocidio contro il popolo palestinese.
I manifestanti hanno alzato slogan a favore della Palestina, affermando che “la Palestina non è in vendita”, e chiedendo di fermare l’uso delle fiere internazionali come strumenti di propaganda per legittimare i crimini dell’occupazione.
Hanno inoltre sottolineato che il turismo nei territori palestinesi occupati non può essere separato dalla realtà di repressione, colonizzazione e uccisioni continue.
Gli attivisti hanno denunciato tentativi di intimidazione contro alcune partecipanti, le cui identità sarebbero state registrate con l’intento di sanzionarle.
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### **14. Manifestazione nel Regno Unito davanti a una fiera militare contro l’armamento dell’occupazione**
La città britannica di Farnborough, nella contea di Hampshire, ha visto una manifestazione di protesta organizzata da attivisti solidali con la Palestina, su invito della “Campagna di solidarietà con la Palestina”, in concomitanza con lo svolgimento della fiera internazionale dei veicoli blindati.
I manifestanti hanno sventolato bandiere palestinesi e chiesto l’imposizione immediata di un embargo sulle esportazioni di armi verso “Israele”, accusando le aziende partecipanti di fornire armi utilizzate nella guerra contro Gaza.
I manifestanti hanno invitato il governo britannico a interrompere la cooperazione militare e a ritenere responsabili le aziende coinvolte.
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### **15. Protesta davanti al negozio Home Bargains in Scozia per fermare la vendita di prodotti israeliani**
Attivisti della campagna SPSC sono tornati a protestare davanti ai negozi della catena Home Bargains ad Aberdeen, in Scozia, contro la vendita di prodotti israeliani che contribuiscono a finanziare l’economia dell’occupazione e il genocidio nella Striscia di Gaza.
Gli attivisti hanno definito vergognosa la continua esposizione di tali prodotti sugli scaffali, soprattutto alla luce del fatto che diverse grandi catene hanno smesso di vendere prodotti “Made in Israel” e della decisione del governo scozzese di boicottare “Israele” nel 2025.
Hanno annunciato l’intenzione di intensificare la pressione nei prossimi mesi fino al ritiro dell’ultimo prodotto israeliano dai negozi.
Il comunicato ha inoltre denunciato tentativi di repressione attraverso procedimenti giudiziari e rigide condizioni di libertà su cauzione, sottolineando che la campagna sta già avendo un impatto sull’economia israeliana, in particolare sulle esportazioni agricole.
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## *Internazionale*
### **16. Appelli per annullare un evento con un’editor di CBS all’Università della California**
Attivisti del gruppo “Code Pink” hanno chiesto l’annullamento di una conferenza che l’editor della rete CBS, Bari Weiss, avrebbe dovuto tenere all’Università della California a Los Angeles (UCLA) sul “futuro del giornalismo”, dopo l’uccisione di tre giornalisti palestinesi nella Striscia di Gaza durante la settimana in corso.
Gli attivisti hanno denunciato il passato di Weiss nella giustificazione dell’aggressione israeliana e in un discorso che legittima l’uccisione dei giornalisti palestinesi, affermando che la sua presenza contraddice i principi della libertà di stampa e dei diritti umani. Code Pink ha chiesto al Centro Burkle dell’UCLA di cancellare l’evento.
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### **17. Grande marcia nella capitale sudcoreana Seul a sostegno della Palestina**
Il 24 gennaio 2026, la capitale sudcoreana Seul ha ospitato una grande marcia popolare organizzata dal movimento “Azione urgente della società civile sudcoreana in solidarietà con la Palestina”, in sostegno al popolo palestinese di fronte al genocidio in corso, e in solidarietà con il popolo iraniano di fronte alle minacce statunitensi e israeliane.
I partecipanti hanno esposto slogan di condanna dei crimini contro i civili e hanno chiesto alle potenze coloniali, in particolare agli Stati Uniti, di cessare le interferenze negli affari interni dell’Iran, mettendo in guardia da una pericolosa escalation regionale.
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### **18. L’Autorità nazionale respinge l’inserimento del Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero nelle liste terroristiche statunitensi**
L’Autorità Nazionale per l’Azione Popolare Palestinese, che comprende i quattro congressi palestinesi e numerose personalità indipendenti, ha espresso un netto rifiuto della decisione del Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti di inserire il “Congresso Popolare dei Palestinesi all’Estero” nelle cosiddette liste terroristiche.
L’Autorità ha affermato che la decisione non si basa su alcun fondamento giuridico valido, non proviene da un’autorità giudiziaria competente, né da una sentenza o risoluzione internazionale vincolante, definendola una misura esecutiva unilaterale di natura politica, soggetta a rapporti di forza e pressioni, e non ai principi di giustizia o al diritto internazionale.
