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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2337, data: martedì 27 gennaio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2337, data: martedì 27 gennaio 2026

1. 3 martiri e feriti a causa del fuoco dell’occupazione a Gaza e continue violazioni

Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito le loro violazioni sul terreno nella Striscia di Gaza, attraverso uccisioni dirette, attacchi contro bambini e un’escalation di bombardamenti terrestri e aerei in diverse aree. Ciò ha causato martiri, feriti e un’ampia distruzione delle proprietà civili, nel 107° giorno dell’accordo di cessate il fuoco.
Un cittadino è stato ucciso e un altro ferito a seguito di aggressioni condotte dalle forze di occupazione israeliane in diverse zone della città di Gaza. Fonti locali hanno riferito del martirio del cittadino **Mohammad Abed**, colpito da proiettili delle forze di occupazione nel campo di Halawa, a Jabalia al-Balad, a nord della città di Gaza.

**2. Protezione civile di Gaza: la situazione umanitaria ha raggiunto una fase critica e l’occupazione ostacola l’ingresso degli aiuti**

Il portavoce della Protezione Civile nella Striscia di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato che la situazione umanitaria nel territorio ha raggiunto una fase critica e senza precedenti, in assenza dei minimi requisiti di vita. Ha chiesto alla comunità internazionale di assumersi le proprie responsabilità e di intervenire immediatamente per fermare la crescente catastrofe umanitaria.
Bassal ha affermato che l’occupazione israeliana ha usato la questione dei corpi israeliani come pretesto per bloccare l’ingresso dei beni umanitari nella Striscia di Gaza. Ha confermato che migliaia di corpi restano sotto le macerie, tra cui bambini, donne e persone con disabilità, e che non è stato consentito il loro recupero dall’inizio della guerra a causa della mancanza di mezzi pesanti.
Ha aggiunto che migliaia di civili, in particolare bambini, donne e malati, soffrono gli orrori della guerra e conseguenze che superano la capacità umana di sopportazione, avvertendo che il protrarsi di questa situazione porterà a ulteriori perdite umane e sofferenze inaccettabili.

**3. Euro-Mediterraneo: la profanazione dei cimiteri di Gaza da parte dell’esercito di occupazione è una grave violazione della sacralità dei morti**

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha avvertito della continua profanazione da parte dell’esercito di occupazione israeliano dei cimiteri a est della città di Gaza, con il pretesto di cercare il corpo di un soldato israeliano. Ha sottolineato che tali pratiche costituiscono una grave violazione della sacralità e della dignità dei morti e non possono essere giustificate con alcuna motivazione di sicurezza.
L’Osservatorio ha riferito di aver documentato la profanazione di circa 200 tombe in uno dei cimiteri del quartiere Shuja’iyya, vicino alla cosiddetta “linea gialla”, nell’ambito di vaste operazioni di ricerca del corpo del soldato israeliano **Ran Gvili**, che l’occupazione ha successivamente annunciato di aver ritrovato.

**4. Club dei Prigionieri: il rilascio dei detenuti non pone fine alle loro sofferenze e le carceri dell’occupazione sono diventate luoghi di tortura**

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha confermato che il rilascio dei detenuti dalle carceri dell’occupazione israeliana non significa la fine dei crimini e delle violazioni subite. Le loro condizioni fisiche e psicologiche deteriorate, il loro aspetto e le testimonianze dirette rappresentano prove vive della continuazione delle politiche di tortura sistematica e sterminio all’interno delle carceri israeliane, che in oltre due anni si sono trasformate in veri e propri centri di tortura.
Il Club ha spiegato che tutti i detenuti rilasciati soffrono di problemi di salute e psicologici in misura variabile; alcuni sono usciti in condizioni gravi e complesse, tali da richiedere il trasferimento in ospedale e interventi chirurgici urgenti.

**5. L’occupazione intensifica la repressione contro le detenute nel carcere di Damon con dure punizioni**

Istituzioni specializzate nelle questioni dei detenuti hanno confermato che le forze di occupazione continuano a intensificare la repressione contro le detenute nel carcere di Damon, che subiscono punizioni severe con il pretesto dell’uso di “cucchiai”.
Le istituzioni hanno riferito che l’esercito di occupazione ha effettuato una violenta irruzione nel reparto femminile del carcere di Damon il 20 gennaio, sostenendo la presenza di uno “strumento affilato”, per poi scoprire che si trattava semplicemente dell’uso di cucchiai per preparare un’insalata.
È stato spiegato che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nelle celle (1) e (2), rovesciato il cibo a terra, gettato le detenute sul pavimento e costrette a mettere le mani sopra la testa, confiscando tutti i cucchiai e considerandoli strumenti affilati, sostituendoli con cucchiai di plastica scadente.

**6. Coloni sradicano 100 piantine di ulivo e compiono attacchi estesi a Nablus**

Milizie di coloni hanno compiuto attacchi su larga scala in diverse zone della città di Nablus, nel nord della Cisgiordania, tra resistenza e scontri. I coloni hanno sradicato circa 100 piantine di ulivo dopo aver fatto irruzione nei terreni dei cittadini nel villaggio di Asira al-Qibliya, a sud di Nablus.
Dopo averle sradicate, hanno distrutto le piantine e danneggiato un muro che circonda i terreni dei cittadini. Altri coloni hanno aperto il fuoco contro le abitazioni dei civili nel villaggio di Qusra, a sud di Nablus.

**Europa**

**7. Appelli al boicottaggio dell’azienda francese “EKOÏ” per il suo sostegno alla squadra ciclistica israeliana**

Il movimento di boicottaggio in Francia ha invitato a boicottare l’azienda francese **EKOÏ**, specializzata in attrezzature ciclistiche, per il continuo sostegno alla squadra israeliana **Israel Premier Tech**, nonostante le ampie critiche rivolte al team per i suoi legami con le politiche di occupazione coloniale.
Il movimento ha affermato che questa partnership contraddice i valori etici e sportivi e contribuisce a ripulire l’immagine di un regime di apartheid accusato di genocidio contro il popolo palestinese.
Ha inoltre sottolineato che la squadra ha suscitato grande indignazione in diversi Paesi europei, soprattutto dopo la partecipazione a competizioni sportive durante il picco dell’aggressione contro Gaza, oltre ai suoi precedenti legami con l’ex proprietario Sylvan Adams, noto per la sua vicinanza al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e per il suo sostegno alle politiche coloniali. Nonostante Adams abbia lasciato la squadra alla fine del 2025, EKOÏ continua a promuovere la sponsorizzazione sul proprio sito, inclusa la vendita di prodotti con i colori del team, ignorando le ripetute richieste di interrompere questa collaborazione.

**8. Grande manifestazione a Cork, in Irlanda, in solidarietà con il popolo palestinese**

La città irlandese di Cork ha ospitato una manifestazione a cui hanno partecipato centinaia di sostenitori del popolo palestinese, scesi in strada per chiedere giustizia e la fine delle violazioni contro i palestinesi.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e cartelli di solidarietà con Gaza, ribadendo la continuità del movimento popolare nelle città irlandesi a sostegno della causa palestinese. La manifestazione è stata organizzata dalla Campagna di Solidarietà con la Palestina a Cork, che ha affermato che queste iniziative rientrano nella pressione popolare continua per spingere il governo irlandese ad assumere posizioni concrete su quanto accade nei territori palestinesi.

**9. Manifestazione a Dublino per sanzionare l’occupazione e fermare il commercio di armi**

La capitale irlandese Dublino ha visto una marcia con la partecipazione di centinaia di manifestanti a sostegno della Palestina, che hanno chiesto al governo di adottare misure concrete, tra cui l’imposizione di sanzioni contro l’entità israeliana e la cessazione di qualsiasi forma di supporto legata alla guerra israeliana contro Gaza.
La marcia è stata organizzata dalla **Ireland Palestine Solidarity Campaign (IPSC)**, e i partecipanti hanno chiesto il divieto del commercio di armi e la responsabilizzazione delle parti coinvolte nelle violazioni, ribadendo la prosecuzione delle mobilitazioni popolari per una posizione ufficiale più chiara su Gaza.

**10. La polizia del Nuovo Galles del Sud si prepara a proteste pro-Palestina**

La polizia del Nuovo Galles del Sud si prepara alla possibilità che i movimenti di solidarietà con la Palestina si uniscano alle manifestazioni del “Giorno dell’Invasione” previste per lunedì, in un contesto di crescente mobilitazione popolare a sostegno di Gaza.
Ciò avviene nonostante l’opposizione di alcuni organizzatori che chiedono di limitare le marce alle questioni indigene, mentre gli attivisti affermano che la lotta contro il colonialismo è unica e che la solidarietà con la Palestina è un’estensione naturale della battaglia dei popoli indigeni contro l’oppressione e l’occupazione.
Si prevede che l’evento includa raduni pacifici, slogan e cartelli per la giustizia e i diritti umani, oltre ad attività culturali e artistiche a sostegno delle cause dei popoli indigeni e dei palestinesi. Le autorità locali hanno sottolineato la necessità di rispettare le leggi durante le manifestazioni per garantire la sicurezza, con il dispiegamento di ulteriori unità di polizia per gestire il traffico e monitorare le aree principali.

**11. Arresti di massa di manifestanti a sostegno di “Omar Khaled”, in sciopero della fame e dell’acqua**

La polizia britannica ha annunciato l’arresto di 86 persone durante grandi proteste davanti al carcere di Wormwood Scrubs a Londra, dove è detenuto l’attivista Omar Khaled, in sciopero della fame e dell’acqua, appartenente al “Movimento Palestina”.
La polizia metropolitana ha dichiarato di essere intervenuta dopo il rifiuto dei manifestanti di lasciare l’area, sostenendo che alcuni avrebbero tentato di impedire l’ingresso al personale del carcere. Video diffusi mostrano scene di spintoni e arresti con manette, accompagnati da slogan di sostegno a Omar Khaled.
All’interno del carcere, Khaled entra oggi nel sedicesimo giorno di sciopero della fame e nel terzo giorno di astensione dall’acqua. Il giovane attivista di 22 anni soffre di una rara malattia genetica (distrofia muscolare dei cingoli), e i medici avvertono che la prosecuzione dello sciopero potrebbe portare al collasso degli organi e alla morte.
Khaled è l’unico attivista ancora in sciopero, dopo che tre suoi compagni hanno interrotto la protesta in seguito al raggiungimento di alcune richieste, tra cui il rifiuto del governo britannico di concedere un contratto a una società affiliata al produttore di armi israeliano **Elbit Systems**.

**12. I tifosi del Levante espongono bandiere palestinesi contro l’ingaggio di un giocatore israeliano**

Durante una partita del Levante allo stadio Ciutat de València, i tifosi hanno protestato dopo l’annuncio dell’ingaggio del giocatore israeliano **Tay Abed**, proveniente dal PSV Eindhoven.
I sostenitori hanno esposto bandiere palestinesi sugli spalti per esprimere il rifiuto dell’operazione, suscitando un ampio dibattito sui social media, in un contesto di forte sensibilità politica legata a qualsiasi accordo sportivo con Israele.
Il rifiuto non si è limitato ai tifosi del Levante: anche i sostenitori di un altro club irlandese hanno espresso opposizione allo stesso trasferimento, ritenendo che ignori il contesto politico e umanitario legato a Israele e chiedendo ai club di non ripulire la sua immagine attraverso lo sport.

**Internazionale**

**13. Rubio approva l’espulsione di studenti stranieri per il loro sostegno alla Palestina**

Il New York Times ha rivelato, sulla base di documenti governativi interni resi pubblici per ordine del tribunale, che il segretario di Stato statunitense **Marco Rubio** ha approvato personalmente lo scorso anno le decisioni di espulsione di cinque studenti e attivisti stranieri che avevano partecipato a proteste universitarie a favore della Palestina e criticato la guerra israeliana contro Gaza.
I documenti mostrano come l’amministrazione del presidente Donald Trump abbia gestito la libertà di espressione nelle università quando questa si intrecciava con la politica estera e il sostegno a Israele.
Secondo i documenti, il Dipartimento per la Sicurezza Interna aveva raccomandato l’espulsione dei cinque studenti, tutti residenti legalmente negli Stati Uniti, a causa delle loro attività di protesta e scritti pubblici, nonostante il riconoscimento interno che tali misure avrebbero potuto non reggere in tribunale. Un giudice federale ha inoltre stabilito che l’amministrazione li aveva presi di mira illegalmente per le loro opinioni politiche, in violazione della libertà di espressione garantita dalla Costituzione americana.

**14. Annullato lo spettacolo di un comico israeliano negli USA per le sue posizioni sulla guerra di Gaza**

Il Teatro delle Belle Arti di Beverly Hills, in California, ha annullato uno spettacolo previsto del comico israeliano **Guy Hochman**, a causa del suo rifiuto di condannare il genocidio commesso dall’occupazione israeliana contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, dopo le lamentele presentate da attivisti online.
Il teatro ha dichiarato di aver concesso a Hochman l’opportunità di rispondere alle accuse di sostenere “genocidio, stupri, fame e torture contro i civili palestinesi” e di rilasciare dichiarazioni pubbliche di smentita, ma il suo rifiuto ha portato all’annullamento dello spettacolo previsto per il 27 gennaio e al divieto futuro di affittare la sala.

**15. L’artista internazionale “Kokym” canta in onore della bambina martire Hind Rajab**

L’artista Karam Khalaf, noto come **Kokym7**, ha annunciato il suo sostegno al film *“La voce di Hind Rajab”*, preparando una canzone speciale in suo onore e in memoria di tutti i bambini palestinesi martiri, affermando: “Non dobbiamo dimenticare, anche se passano due anni”.
Il film *“La voce di Hind Rajab”* ha ricevuto ampi consensi ed è stato ufficialmente candidato al Premio Oscar nella categoria di miglior cortometraggio.
Karam Khalaf (Kokym7) è un artista poliedrico, noto per fondere modernità e tradizione nelle sue opere musicali, e ha raggiunto grande popolarità sui social media grazie al suo stile distintivo.

**16. Ben Gvir attacca gli inviati di Washington definendoli “ingenui” e Smotrich chiede un governo militare**

Fonti governative israeliane hanno riferito che, durante una riunione del gabinetto di sicurezza e politica (“cabinet”), gli inviati statunitensi **Steve Witkoff** e **Jared Kushner** sono stati definiti “ingenui”, mentre il ministro delle Finanze **Bezalel Smotrich** ha chiesto l’imposizione di un governo militare sulla Striscia di Gaza.
Secondo i media israeliani, la discussione si è svolta nel contesto dei dibattiti interni sul futuro della Striscia e sull’attuazione della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco.
Il canale israeliano Channel 12 ha citato il ministro della Sicurezza Nazionale di estrema destra **Itamar Ben Gvir**, leader del partito “Potere Ebraico”, che durante la riunione di domenica sera ha dichiarato: “Non abbiamo ancora distrutto completamente Hamas; dobbiamo smantellarla e disarmarla”.

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