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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2339, data: giovedì 29 gennaio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2339, data: giovedì 29 gennaio 2026

1. Palestinese ucciso a colpi d’arma da fuoco dall’occupazione vicino al checkpoint dei Tunnel con l’accusa di tentato accoltellamento

Un giovane palestinese è stato ucciso a colpi d’arma da fuoco dalle forze di occupazione israeliane nei pressi del checkpoint dei Tunnel, a ovest della città di Betlemme, nel sud della Cisgiordania occupata, con l’accusa di aver tentato di compiere un’azione di accoltellamento.
Fonti ebraiche hanno riferito che i soldati dell’occupazione hanno aperto un intenso fuoco con munizioni vere contro il giovane nei pressi del checkpoint situato a sud di Gerusalemme occupata, provocandone la morte sul posto.

### **2. UNRWA: 33.000 palestinesi sfollati dal nord della Cisgiordania vivono in condizioni difficili**

L’Ufficio stampa dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha dichiarato che decine di migliaia di rifugiati sfollati dai campi di Tulkarem, Jenin e Nur Shams vivono oggi uno dei periodi più difficili della loro vita dall’inizio dell’operazione “Muro di Ferro” lanciata dall’esercito di occupazione contro le città del nord della Cisgiordania il 21 gennaio 2025.
Abeer Ismail, membro dell’ufficio stampa dell’UNRWA, ha spiegato che 33.000 palestinesi registrati presso l’agenzia sono stati sfollati dai tre campi dopo essere stati espulsi con la forza dalle loro case e costretti a vivere in condizioni instabili, tra abitazioni in affitto, case di parenti o luoghi privi dei requisiti minimi per un alloggio sicuro.

### **3. Ufficio ONU: la violenza dei coloni mina la presenza palestinese in Cisgiordania**

L’Ufficio delle Nazioni Unite per i Diritti Umani ha avvertito che la violenza dei coloni sostenuti da Israele contribuisce direttamente a minare la presenza palestinese in aree strategiche della Cisgiordania.
L’ufficio ha riferito che i coloni hanno compiuto dieci gravi attacchi in diverse zone della Cisgiordania, sottolineando che il trasferimento forzato dei palestinesi all’interno della Cisgiordania costituisce un crimine di guerra e potrebbe configurarsi come crimine contro l’umanità secondo il diritto internazionale.

### **4. L’occupazione intende istituire postazioni militari all’interno di quartieri residenziali a Hebron**

L’esercito di occupazione israeliano intende istituire postazioni militari permanenti all’interno di quartieri palestinesi della città di Hebron, nel sud della Cisgiordania occupata, in una mossa che rafforzerebbe la sua presenza sul terreno nelle aree residenziali. Ciò avviene dopo una vasta operazione militare condotta la scorsa settimana, che ha portato al sequestro di un numero limitato di armi.
Secondo un rapporto pubblicato dal quotidiano israeliano *Yedioth Ahronoth*, l’esercito ha utilizzato trasporti blindati per la prima volta dalla Seconda Intifada del 2000, oltre al dispiegamento di cecchini, all’impiego di droni e alla sospensione delle licenze dei soldati, nel tentativo di rafforzare il controllo della sicurezza sulla città.

### **5. Commissione dei prigionieri: negligenza medica deliberata e gravi violazioni contro i detenuti nelle carceri dell’occupazione**

La Commissione per gli Affari dei Prigionieri ed ex Prigionieri ha rivelato un grave deterioramento delle condizioni sanitarie e umanitarie all’interno delle carceri dell’occupazione, in un contesto di crescente politica di negligenza medica deliberata e di privazione dei detenuti dei loro diritti più elementari, in violazione delle leggi internazionali e delle convenzioni sui diritti umani.
La commissione ha dichiarato che i suoi team legali hanno effettuato una serie di visite sul campo in diverse prigioni, constatando da vicino le dure condizioni di vita dei detenuti e raccogliendo testimonianze che confermano i ritardi intenzionali nella somministrazione delle cure mediche e la negazione di esami periodici e assistenza necessaria.

### **6. Allarmi a Gaza per la diffusione della meningite e una grave carenza di medicinali**

Funzionari del Ministero della Salute di Gaza hanno avvertito di un peggioramento della crisi umanitaria e sanitaria dopo la registrazione di nuovi casi di meningite, in un contesto di grave carenza di medicinali e forniture mediche.
Ahmed Al-Farra, direttore dell’Ospedale Pediatrico del Complesso Medico Nasser di Khan Younis, ha dichiarato che l’ospedale ha registrato nove casi negli ultimi due giorni, tra cui quello della bambina Eileen Asfour, deceduta dopo il peggioramento delle sue condizioni di salute.
Al-Farra ha messo in guardia dal rischio di diffusione della malattia nelle tende degli sfollati a causa dell’eccessivo sovraffollamento e del deterioramento delle condizioni sanitarie, che creano un ambiente favorevole alla diffusione delle epidemie.

### **7. Sanità: 5 martiri e 6 feriti arrivati negli ospedali di Gaza in 24 ore**

Il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che negli ospedali della Striscia di Gaza sono arrivati, nelle ultime 24 ore, quattro nuovi martiri, un martire recuperato e sei feriti.
Il ministero ha aggiunto che dal cessate il fuoco dell’11 ottobre il numero totale dei martiri ha raggiunto 492 e quello dei feriti 1.356, mentre i corpi recuperati sono stati 715.
Ha inoltre precisato che il bilancio complessivo dall’inizio dell’aggressione nell’ottobre 2023 ha raggiunto 71.667 martiri e 171.343 feriti.

### **8. 11 Paesi condannano la demolizione da parte dell’occupazione della sede dell’UNRWA a Gerusalemme**

I ministri degli Esteri di Belgio, Canada, Danimarca, Francia, Islanda, Irlanda, Giappone, Norvegia, Portogallo, Spagna e Regno Unito hanno condannato la demolizione effettuata dalle autorità di occupazione israeliane della sede dell’UNRWA a Gerusalemme il 20 gennaio scorso.
I Paesi hanno ritenuto che questo atto senza precedenti contro un’agenzia delle Nazioni Unite da parte di uno Stato membro dell’ONU rappresenti un passo inaccettabile volto a minarne la capacità operativa.
Hanno esortato il governo israeliano a rispettare i propri obblighi internazionali e a garantire la protezione e l’inviolabilità delle sedi ONU, in conformità con la Convenzione generale delle Nazioni Unite del 1946 e con la Carta delle Nazioni Unite.

### **9. Un murale sfida le minacce dell’occupazione in Cisgiordania**

Resistenza attraverso l’arte e la pittura: un artista palestinese realizza un murale per esprimere il suo rifiuto della decisione dell’occupazione di demolire un campo da calcio nel campo profughi di Aida in Cisgiordania, situato accanto al muro di separazione razzista.

## **Europa**

### **10. Appelli europei al boicottaggio dei datteri “Medjool” importati dall’entità occupante prima del Ramadan**

Un’attivista di *Europalestine* è apparsa in un video invitando gli europei a boicottare i datteri “Medjool” importati dall’entità occupante, sottolineando che tali datteri sono coltivati su terre palestinesi rubate.
Ha invitato a controllare le etichette per conoscere l’origine dei prodotti, segnalando la disponibilità nei mercati di diverse varietà algerine e tunisine come alternative ai datteri Medjool.

### **11. Prevista una grande marcia nazionale in Gran Bretagna per la Palestina**

La *Palestine Solidarity Campaign* ha invitato a una vasta partecipazione alla marcia nazionale per la Palestina, prevista per sabato 31 gennaio nel centro di Londra. La manifestazione partirà alle ore 12:00 da Russell Square e arriverà a Whitehall.
La campagna ha affermato che l’iniziativa arriva nel contesto del continuo genocidio perpetrato da “Israele” contro il popolo palestinese a Gaza. Ha chiesto ai manifestanti di fare pressione per fermare i crimini israeliani a Gaza, porre fine all’armamento di “Israele” e ritenere responsabile il governo britannico per il suo ruolo nel sostenere l’aggressione.

### **12. L’attivista Omar Khaled pone fine allo sciopero della fame dopo un grave peggioramento della salute**

Omar Khaled, attivista britannico di 22 anni appartenente al movimento *Palestine Action*, ha posto fine allo sciopero della fame e della sete nel carcere di Wormwood Scrubs a Londra dopo un grave peggioramento delle sue condizioni di salute, tra timori di infarto e insufficienza multiorgano improvvisa.
Affetto da distrofia muscolare dei cingoli, Khaled ha digiunato per 17 giorni e si è astenuto dai liquidi per due giorni nell’ambito di uno sciopero collettivo con altri sette detenuti di Palestine Action, il più grande del suo genere nel Regno Unito dal 1981.
Secondo l’organizzazione *Prisoners for Palestine*, Khaled è stato sottoposto a una rialimentazione controllata dopo il trasferimento in terapia intensiva ed è rientrato in carcere dopo aver ricevuto proteine, frullati e biscotti necessari per evitare complicazioni. Il suo sciopero è stato descritto come una vittoria per la Palestina.
La fine dello sciopero avviene mentre restano in piedi le sue richieste, tra cui il rilascio dei detenuti in custodia cautelare, la fine della rigida sorveglianza di lettere e visite, l’indagine sul coinvolgimento del Regno Unito nel genocidio a Gaza e la pubblicazione delle immagini di sorveglianza dei voli della Royal Air Force sopra Gaza. Khaled è stato arrestato dopo aver preso di mira una base aerea britannica coinvolta nell’armamento dell’occupazione.

### **13. Proposta italiana per la partecipazione della Palestina all’Eurovision 2026**

Tre membri del consiglio di amministrazione della radiotelevisione italiana (RAI) hanno presentato una proposta all’Unione Europea di Radiodiffusione (EBU) e all’emittente austriaca ORF per consentire la partecipazione di un artista palestinese al Concorso Eurovision della Canzone 2026 in forma non competitiva.
Secondo una lettera pubblicata dal quotidiano *Corriere della Sera*, la dichiarazione allegata recitava:
«La Palestina dovrebbe essere accolta sul palco dell’Eurovision se non vogliamo minare i valori di solidarietà e fratellanza che la musica rappresenta».
La proposta arriva dopo appelli al boicottaggio da parte di sindacati italiani e prese di posizione di artisti e istituzioni culturali contro la partecipazione di “Israele”, tra cui la dichiarazione dell’artista Levante, potenziale partecipante a Sanremo 2026, che ha affermato che rifiuterebbe di rappresentare l’Italia all’Eurovision in caso di vittoria, in protesta contro la partecipazione israeliana.

### **14. Un polacco espelle israeliani e provoca l’ira di Tel Aviv**

«Questa è la Polonia, non Israele» — un dipendente polacco espelle viaggiatori israeliani, tra cui un rabbino, dall’aeroporto di Cracovia, scatenando l’attacco dei media ebraici che lo accusano di “antisemitismo”.

### **15. Sostenitori della Palestina circondano una cena al Grosvenor House Hotel contro i mercanti d’armi che sostengono il genocidio**

Il gruppo *Campaign Against Arms Trade* (CAAT) e diversi attivisti hanno organizzato una protesta davanti alla cena annuale dell’industria degli armamenti (ADS Dinner), tenutasi presso il JW Marriott Grosvenor House su Park Lane, a Londra.
La protesta è stata organizzata contro il raduno di grandi commercianti di armi e aziende sponsor, ritenuti coinvolti nella fornitura di armi a “Israele” utilizzate nella guerra contro Gaza.
I manifestanti hanno scandito slogan come: «La vostra cena è macchiata di sangue palestinese», chiedendo di porre fine al sostegno a queste aziende e di rendere pubblici i loro legami con l’occupazione. Hanno sottolineato che non è accettabile godere di cene di lusso mentre la violenza viene sfruttata per profitto.

## **Internazionale**

### **16. L’ex presidente della FIFA invita al boicottaggio dei Mondiali 2026 e degli Stati Uniti**

L’ex presidente della Federazione Internazionale di Calcio (FIFA), Sepp Blatter, ha invitato i tifosi di calcio di tutto il mondo a boicottare gli Stati Uniti, che ospiteranno i Mondiali del 2026 insieme a Canada e Messico, esortandoli a non recarsi nel Paese.
In un post, Blatter ha dichiarato: «Un solo consiglio ai tifosi: state lontani dagli Stati Uniti!», riecheggiando gli avvertimenti lanciati in precedenza dall’ex presidente del comitato di gestione della FIFA, Mark Pieth.
Questi appelli arrivano in un contesto di crescenti critiche alla situazione politica e di sicurezza negli Stati Uniti, con Pieth che ha avvertito che il Paese «vive in uno stato di caos», sottolineando l’emarginazione degli studenti internazionali sostenitori della Palestina.
In assenza di garanzie ufficiali contro i raid delle autorità migratorie negli stadi dei Mondiali e alla luce delle dichiarazioni dell’amministrazione statunitense che si vanta di aver annullato decine di migliaia di visti, aumentano le preoccupazioni per la sicurezza e l’esperienza dei tifosi stranieri.

### **17. Proteste studentesche in California contro una legge che limita il sostegno alla Palestina**

Decine di studenti della Berkeley High School sono scesi in piazza in solidarietà con il popolo palestinese e contro la censura del racconto palestinese all’interno delle istituzioni educative.
Circa 50 studenti hanno partecipato a una manifestazione tenutasi nel parco del Martin Luther King Jr. Civic Center, vicino al campus scolastico, esponendo cartelli per la libertà della Palestina e scandendo slogan come: «Dal fiume al mare, la Palestina sarà libera».
Durante la protesta, studenti ed ex studenti hanno tenuto discorsi critici nei confronti del disegno di legge AB 715, ritenendo che apra la strada a restrizioni della libertà di insegnanti e studenti e venga utilizzato per criminalizzare qualsiasi discussione critica delle politiche israeliane con il pretesto della “lotta all’antisemitismo”.

### **18. La Flottiglia Globale Sumud annuncia l’apertura delle iscrizioni per volontari per rompere l’assedio di Gaza**

La *Global Sumud Flotilla* ha annunciato l’apertura delle iscrizioni per partecipare alla sua prossima missione, un’iniziativa volta a rompere l’assedio imposto alla Striscia di Gaza e a sostenere la resilienza del popolo palestinese.
Nel suo comunicato, la flottiglia ha affermato che l’invito arriva in un momento di crescente repressione della solidarietà con la Palestina, mentre le potenze globali continuano a finanziare l’occupazione.
La campagna ha invitato le persone di tutto il mondo a unirsi alla missione, via terra o via mare, sotto lo slogan: «Lasciate che il mondo veda cosa può fare la volontà dei popoli». Ha sottolineato che l’azione diretta è l’arma più potente di fronte al fallimento dei governi nel contrastare l’ingiustizia e che la giustizia in un luogo richiede giustizia ovunque.
La partecipazione è aperta a tutti coloro che possiedono competenze ed esperienze utili, tra cui capitani di nave, membri dell’equipaggio, insegnanti, medici, cuochi, addetti alle pulizie, scrittori, designer, accademici, operai edili, esperti ambientali e avvocati. La campagna ha invitato tutti a «portare le proprie competenze, i propri cuori e le proprie voci» per contribuire a questa iniziativa volta a rompere l’assedio e dimostrare che l’unità dei popoli può abbattere qualsiasi muro.

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