
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2352, data: mercoledì 11 febbraio 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2352, data: mercoledì 11 febbraio 2026
1. 5 martiri per il fuoco dell’occupazione e continuano le demolizioni a Gaza
Cinque cittadini sono stati uccisi dal fuoco delle forze di occupazione israeliane, che continuano a violare il cessate il fuoco per il 122° giorno consecutivo, attraverso bombardamenti e demolizioni di edifici in diverse aree della Striscia di Gaza.
Dall’inizio della guerra di sterminio il 7 ottobre 2023, le forze di occupazione hanno ucciso oltre 72.000 persone, ferendone circa 172.000 e con più di 8.000 dispersi. Inoltre, si registra una vasta distruzione che ha colpito circa il 90% delle infrastrutture civili, con un costo di ricostruzione stimato dalle Nazioni Unite intorno ai 70 miliardi di dollari.
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**2. Grave escalation delle violazioni israeliane contro i giornalisti palestinesi a gennaio**
Il Sindacato dei Giornalisti Palestinesi ha registrato un notevole aumento del numero e della gravità delle violazioni israeliane contro i giornalisti palestinesi durante il mese di gennaio scorso.
Secondo la documentazione del Comitato per le Libertà del sindacato, le violazioni hanno incluso uccisioni, arresti, sparatorie, minacce con armi, detenzioni, impedimento alla copertura mediatica, aggressioni fisiche, attacchi contro istituzioni mediatiche e confisca di attrezzature giornalistiche.
I dati mostrano l’uccisione di tre giornalisti mentre svolgevano il loro lavoro nella Striscia di Gaza, nel contesto di una politica di targeting diretto delle troupe mediatiche, oltre a sei casi di fuoco diretto contro giornalisti e otto casi di minacce con armi, costituendo un reale pericolo per le loro vite.
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**3. Il bilancio della guerra di sterminio a Gaza sale a 72.037 martiri**
Il Ministero della Salute di Gaza ha confermato che 5 martiri e 5 feriti sono arrivati negli ospedali nelle ultime 24 ore.
Nel suo rapporto, il ministero ha dichiarato che dal cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025 il totale dei martiri è salito a 586, con 1.558 feriti e 717 corpi recuperati.
Il bilancio complessivo dell’aggressione israeliana dal 7 ottobre 2023 è salito a 72.037 martiri e 171.666 feriti.
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**4. Coloni si impossessano di grotte a Masafer Yatta in preparazione alla creazione di un insediamento pastorale**
Coloni si sono impossessati di diverse grotte a Masafer Yatta, a sud di Hebron, in un passo volto a stabilire un insediamento pastorale, rappresentando una minaccia per vaste aree di terra della regione.
Fonti locali riferiscono che i coloni hanno preso il controllo di grotte appartenenti alle famiglie Al-Hamamda e Al-Atiri a Khirbet al-Tuban, portandovi le loro pecore e successivamente liberandole nei terreni agricoli dei residenti.
Le fonti hanno precisato che queste grotte si trovano vicino alla strada che collega i villaggi e le frazioni di Masafer Yatta minacciate di sfollamento, e sono prossime alle località di Mghaier al-Obeid, Isfey, Al-Fakhit e Al-Majaz.
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**5. Ordini definitivi di sfratto per 11 appartamenti a Silwan minacciano lo sfollamento di 60 residenti di Gerusalemme**
Le autorità di occupazione israeliane hanno notificato agli abitanti di 11 appartamenti nel quartiere di Batn al-Hawa, a Silwan (a sud della moschea di Al-Aqsa), l’ordine di sgombero entro il 23/3/2026.
Il Centro Informazioni Wadi Hilweh ha dichiarato che squadre congiunte dell’“Ufficio esecuzioni e attuazioni” e delle forze di occupazione hanno fatto irruzione nelle case della famiglia Al-Rajabi, consegnando ordini definitivi di sfratto con il pretesto della “proprietà ebraica” dei terreni su cui sorgono le abitazioni.
Gli ordini riguardano: l’edificio di Nidal Al-Rajabi (6 appartamenti), quello di Yaqub Al-Rajabi (4 appartamenti) e l’appartamento di Fathi Al-Rajabi, minacciando 60 persone di perdere la casa ed essere sfollate forzatamente.
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**6. Inchiesta investigativa rivela la vaporizzazione di oltre 2.842 corpi a Gaza a causa di armi vietate**
Un’inchiesta investigativa ha rivelato testimonianze sul campo e rapporti ufficiali che documentano la vaporizzazione di oltre 2.842 martiri nella Striscia di Gaza, a seguito dell’uso da parte dell’esercito israeliano di armi proibite a livello internazionale con effetti termici e a vuoto altamente distruttivi.
I rapporti indicano che la protezione civile e le squadre di soccorso hanno trovato, in alcuni casi, solo tracce di sangue e minimi resti umani nei luoghi colpiti, suggerendo un’elevata letalità delle armi utilizzate.
Le informazioni parlano di armi termobariche e altre ad ampia dispersione, capaci di generare temperature fino a 3.500°C e una pressione enorme che provoca la vaporizzazione dei liquidi corporei e la trasformazione dei tessuti in cenere.
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**7. #Video: Coloni rubano un’auto a un palestinese in Cisgiordania**
Una telecamera di sorveglianza ha ripreso coloni provenienti dall’insediamento di Susiya mentre rubavano il veicolo di un palestinese nella zona di Khillet al-Hams, a Masafer Yatta, nella Cisgiordania occupata.
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### *Europeo*
**8. Francia e Svizzera condannano le decisioni del gabinetto israeliano sui tentativi di annessione della Cisgiordania**
Francia e Svizzera hanno condannato le decisioni del gabinetto di sicurezza israeliano riguardanti l’approfondimento dei tentativi di annessione della Cisgiordania.
Il Ministero degli Esteri francese ha dichiarato che tali decisioni mirano ad ampliare il controllo israeliano sulla Cisgiordania, in particolare nelle aree (A) e (B), in violazione del diritto internazionale e rappresentano una grave messa in discussione degli Accordi di Oslo e del Protocollo di Hebron.
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**9. #Video: Migliaia protestano contro la visita del presidente israeliano in Australia**
Migliaia di persone hanno manifestato a Melbourne contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog, denunciando i crimini e il genocidio commessi contro il popolo palestinese a Gaza e in Cisgiordania.
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**10. #Video: Irruzione nella compagnia “Aspen” a Londra per l’assicurazione delle fabbriche di armi israeliane**
Tre attivisti del movimento “Contro il genocidio” hanno fatto irruzione nella compagnia “Aspen Insurance” a Londra, che assicura fabbriche di armi israeliane, in solidarietà con la campagna di boicottaggio e per fare pressione affinché cessi il sostegno all’occupazione.
L’azione segue la decisione di “Allianz” e “Aviva” di interrompere l’assicurazione della compagnia israeliana “Elbit Systems” dopo continue proteste.
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**11. Sostenitori della Palestina in Irlanda chiedono alla GAA di boicottare “Allianz”**
Attivisti della “Campagna di solidarietà con la Palestina” hanno organizzato una protesta a Croke Park chiedendo alla Gaelic Athletic Association di interrompere i rapporti con “Allianz”, accusata di fornire servizi finanziari e assicurativi a compagnie israeliane legate all’occupazione.
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**12. Marcia a Newcastle per chiedere la liberazione dei detenuti palestinesi**
A Newcastle si è svolta una marcia per chiedere la liberazione dei palestinesi detenuti nel sistema di detenzione amministrativa, che consente la reclusione senza accuse formali né processo.
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**13. Giocatore della nazionale irlandese: ciò che accade in Palestina non è politica ma una questione morale**
James McClean ha dichiarato che quanto accade in Palestina è una questione morale, non un semplice conflitto politico, invitando la FIFA ad agire nell’ambito della campagna “Mostrate il cartellino rosso a Israele”.
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### *Internazionale*
**14. Giudice statunitense blocca la deportazione di una dottoranda arrestata per il suo sostegno alla Palestina**
Un giudice ha respinto il tentativo dell’amministrazione Trump di deportare la dottoranda della Tufts University, Rümeysa Öztürk, arrestata nell’ambito di una campagna contro attivisti pro-palestinesi.
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**15. Peggiorano le condizioni di salute di “Liqaa Kordia” nelle carceri statunitensi per aver partecipato a una marcia pro-Palestina**
La palestinese Liqaa Kordia è stata ricoverata dopo una crisi epilettica mentre era detenuta dall’ICE in Texas.
Il suo team legale e la famiglia hanno espresso preoccupazione per la mancanza di aggiornamenti ufficiali sulle sue condizioni e denunciano che sarebbe stata presa di mira per il suo attivismo politico a favore della Palestina, descrivendo le condizioni di detenzione come “sporche, sovraffollate e disumane”.
