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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2357, data: lunedì 16 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2357, data: lunedì 16 febbraio 2026

1. 12 martiri e feriti nell’ultima escalation mentre continuano raid e demolizioni di case

L’esercito di occupazione israeliano ha effettuato raid aerei su diverse aree della Striscia di Gaza e ha proseguito le operazioni di demolizione e i bombardamenti di artiglieria, dopo una notte sanguinosa in cui si sono registrati diversi martiri. Secondo fonti locali, il numero totale dei martiri nei raid nel nord e nel sud della Striscia di Gaza è salito a 12, oltre a diversi feriti.

**2. L’occupazione proroga la detenzione amministrativa di 51 prigionieri, tra cui una giornalista**

La Commissione per gli Affari dei Detenuti ed Ex Detenuti e il Club dei Prigionieri Palestinesi hanno pubblicato un elenco di 51 prigionieri la cui detenzione amministrativa è stata prorogata. I due enti hanno confermato che sono stati emessi ordini di detenzione amministrativa (nuovi e rinnovati) contro i detenuti elencati, tra cui la giornalista Bushra al-Tawil di al-Bireh.

**3. Club dei Prigionieri: 88 detenuti identificati morti durante la guerra di genocidio**

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha annunciato che il numero dei detenuti identificati morti dall’inizio della guerra di genocidio è salito a 88, di cui 52 provenienti da Gaza. L’annuncio arriva con la conferma della morte dell’ufficiale paramedico detenuto Hatem Rayan di Gaza.

Il club ha dichiarato che i detenuti sono morti a causa di torture, fame forzata, negligenza e crimini medici, aggressioni sessuali sistematiche, oltre a una serie di abusi tra cui privazioni, confisca di beni, maltrattamenti, umiliazioni e detenzione in condizioni lesive della dignità umana.

**4. Ministero della Salute: oltre 20.000 malati e feriti in attesa di viaggiare per cure**

Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha confermato che oltre 20.000 malati e feriti sono in attesa di poter viaggiare per ricevere cure mediche, sottolineando che il funzionamento parziale del valico di Rafah non è proporzionato alla portata della catastrofe umanitaria.

Il ministero ha dichiarato di seguire con profonda preoccupazione e insoddisfazione la continua chiusura e il funzionamento parziale e limitato del valico terrestre di Rafah, mentre le condizioni sanitarie e umanitarie catastrofiche nella Striscia di Gaza continuano a peggiorare.

**5. Il governo dell’occupazione approva la più ampia confisca di terre in Cisgiordania dal 1967**

Il governo di occupazione israeliano ha approvato la più grande operazione di confisca di terre in Cisgiordania dall’inizio dell’occupazione nel 1967.

Secondo il quotidiano “Yedioth Ahronoth”, il governo ha approvato l’avvio delle procedure di registrazione delle terre in Cisgiordania, delegando il Ministero della Giustizia israeliano a svolgere il compito invece dell’“Amministrazione Civile”, come avveniva dall’inizio dell’occupazione.

Il giornale ha spiegato che questo passo riflette la volontà israeliana di annettere vaste aree della Cisgiordania. La decisione implica il controllo di ampie zone classificate come “terre comuni o terre statali” da destinare a scopi militari e insediativi.

**6. Le squadre forensi a Gaza operano in condizioni durissime per recuperare le salme**

Mahmoud Ashour, portavoce delle squadre di medicina legale nella Striscia di Gaza, ha confermato che i team continuano il loro lavoro umanitario forzato 24 ore su 24 in condizioni estremamente difficili, che superano tutti gli standard noti in ambito forense e umanitario, per recuperare le salme da sotto le macerie e da tombe improvvisate create durante i periodi di aggressione.

Ashour ha osservato che le salme recuperate sono spesso mutilate o completamente decomposte, rendendo estremamente difficili le operazioni di documentazione e identificazione. Ha aggiunto: “La frammentazione e la decomposizione delle salme rendono quasi impossibile l’identificazione con i mezzi tradizionali, lasciando centinaia di famiglie palestinesi in una dolorosa attesa, private della possibilità di conoscere il destino dei propri cari e di dar loro degna sepoltura”.

**7. Video: coloni rubano un veicolo palestinese in Cisgiordania**

Guarda: si sono infiltrati di notte e sono fuggiti rapidamente — coloni hanno rubato un veicolo appartenente a una famiglia palestinese nella zona di Masafer Yatta, a sud di Hebron, in Cisgiordania.

**8. Video: bombe dell’occupazione colpiscono pannelli solari a Gaza**

Guarda: riprese aeree effettuate da un drone dell’occupazione israeliana documentano il momento in cui vengono sganciate bombe esplosive su pannelli solari sul tetto di una casa nella Striscia di Gaza.

*Europeo*

**9. Video: dipendente di un negozio Olimpico incriminato per aver gridato “Palestina libera” in Italia**

Guarda: hanno cercato di intimidirlo e incriminarlo legalmente — un dipendente di un negozio Olimpico a Milano, in Italia, ha gridato per la libertà della Palestina affrontando le provocazioni di sostenitori di Israele che avevano fatto irruzione nel negozio.

**10. Annullato evento speciale dell’“Eurovision” per la partecipazione di Israele**

L’Unione Europea di Radiodiffusione ha annunciato l’annullamento del “tour europeo” dell’Eurovision Song Contest a causa della partecipazione di Israele alla prossima edizione.

In una nota, l’ente ha indicato il persistere delle obiezioni alla partecipazione di Israele al concorso del 2026, sullo sfondo della guerra di genocidio a Gaza.

Con cinque Paesi che hanno annunciato il boicottaggio, l’Unione ha deciso di non organizzare il tour europeo, che avrebbe dovuto essere uno degli eventi più importanti dell’anno e si sarebbe svolto dopo la finale prevista a maggio.

**11. Protesta in un negozio Zara in Scozia contro la presunta complicità dell’azienda**

Attivisti dell’“Organizzazione Al-Dameer” hanno protestato all’interno di una filiale Zara ad Aberdeen, in Scozia, denunciando la presunta complicità dell’azienda nel sostenere l’occupazione e invitando i clienti a boicottarne i prodotti.

Gli attivisti hanno affermato che la Palestina non sarà cancellata e che preservare cultura e patrimonio è parte essenziale della resistenza. Hanno indossato abiti tradizionali palestinesi (thobes), mettendo in evidenza i ricami che documentano la vita delle donne palestinesi, sottolineando che ogni capo rappresenta una “mappa vivente” della Palestina e la resilienza dell’identità culturale.

L’azione rientra in una campagna internazionale guidata dal Comitato Nazionale Palestinese per il Boicottaggio (BNC), la più ampia coalizione palestinese che guida il movimento globale di boicottaggio, che ha adottato ufficialmente una campagna contro Zara, invitando i sostenitori della Palestina nel mondo a boicottare il marchio di proprietà della spagnola Inditex per i suoi legami economici con l’occupazione.

**12. Campagna internazionale per il boicottaggio dei datteri israeliani in vista del Ramadan**

La Rete di Solidarietà con la Palestina in Gran Bretagna e in Europa ha invitato i consumatori a boicottare i datteri israeliani coltivati su terre palestinesi confiscate, a sostegno dei diritti del popolo palestinese.

La campagna ha esortato a verificare le etichette: se il prodotto è indicato come “Made in Israel”, proviene da insediamenti illegali o riporta nomi di esportatori israeliani come Hadiklaim, Galilee Export o Mehadrin, non dovrebbe essere acquistato.

Secondo la campagna, gli esportatori agricoli israeliani che riforniscono i negozi nel Regno Unito operano su terre palestinesi occupate, e l’acquisto dei loro prodotti sostiene l’espropriazione delle terre, l’occupazione militare e il sistema di apartheid israeliano.

**13. Protesta davanti alla banca centrale norvegese contro investimenti legati al genocidio**

Attivisti di Aksjos Gruppa for Palestine hanno protestato davanti alla banca centrale norvegese durante il discorso annuale della leadership, alla presenza del primo ministro Jonas Gahr Støre, del ministro delle Finanze Jens Stoltenberg e del ministro degli Esteri Espen Barth Eide.

I manifestanti hanno rivolto un messaggio al fondo sovrano norvegese, affermando che non dovrebbe trarre profitto dall’occupazione, dalla guerra di genocidio o da violazioni del diritto internazionale.

Hanno chiesto il disinvestimento da aziende legate a genocidio e crimini di guerra, sottolineando che silenzio e neutralità di fronte alle violazioni equivalgono a complicità.

**14. Nuova protesta di solidarietà con la Palestina davanti alla radiotelevisione irlandese**

Attivisti e sostenitori a Dublino continuano a organizzare proteste davanti alla sede della radiotelevisione nazionale irlandese (RTÉ) a Donnybrook, esprimendo solidarietà costante alla causa palestinese da oltre due anni.

I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e cartelli di solidarietà, tra cui poster della giornalista uccisa Shireen Abu Akleh con lo slogan “Giustizia per Shireen”.

Gli slogan includevano anche richieste di boicottaggio dell’occupazione e appelli a una copertura mediatica veritiera.

*Internazionale*

**15. Ex Miss America Boller: condannare il sionismo non significa antisemitismo**

L’attivista ed ex Miss America Carrie Prejean Boller ha sollevato interrogativi sulla confusione tra opposizione al sionismo e antisemitismo durante una sessione alla Casa Bianca dedicata alla libertà religiosa e alla discussione sull’antisemitismo.

Ha chiesto a uno studente ebreo, Yitzhak Frankel, che aveva dichiarato di aver subito antisemitismo, se fosse possibile opporsi all’antisemitismo e allo stesso tempo condannare le uccisioni di massa dei palestinesi a Gaza, rifiutare il sionismo politico o non sostenere Israele.

Boller ha sottolineato che, da cattolica, non considera il sostegno al sionismo parte della propria fede religiosa, affermando che il cosiddetto “moderno Stato sionista” non ha alcun significato profetico.

**16. New York costringe un’azienda di droni fornitrice dell’occupazione a chiudere la sede**

Secondo media statunitensi, l’azienda americana di droni “Easy Aerial”, fornitrice di equipaggiamenti militari all’esercito di occupazione israeliano, è stata costretta a chiudere la propria sede e lasciare il Brooklyn Navy Yard, di proprietà comunale, poco dopo l’insediamento del sindaco Zohran Mamdani.

Il New York Post ha riferito che la società di sviluppo che gestisce il complesso ha deciso di non rinnovare il contratto di affitto, suscitando polemiche politiche in città.

Il consigliere comunale Lincoln Restler ha dichiarato che le proprietà pubbliche non dovrebbero essere utilizzate come sede di aziende che producono droni impiegati come armi.

**17. YouTube riattiva l’account di un attivista americano dopo pressioni pubbliche**

YouTube, di proprietà di Google, ha riattivato l’account dell’attivista americano Guy Christensen poche ore dopo averlo chiuso, a seguito di ampie critiche sui social media.

La piattaforma aveva sospeso il suo account, noto per contenuti pro-Palestina e critici verso Israele, scatenando una forte reazione pubblica. Successivamente ha revocato la decisione e ripristinato l’account.

Nel suo primo commento dopo la riattivazione, Christensen ha ringraziato i suoi sostenitori affermando: “Ce l’abbiamo davvero fatta… dopo che YouTube aveva respinto i miei ricorsi e annunciato il ban permanente, mi ha restituito l’account e i miei guadagni. Questa è la forza dell’azione collettiva e della solidarietà”.

**18. Video: soldato israeliano si vanta di uccisioni e aggressioni sessuali a Gaza**

Guarda: “Non ci limitiamo a uccidere — stupriamo.” Uno YouTuber americano ha reso pubblica una conversazione tra lui e un soldato dell’occupazione israeliana, nella quale quest’ultimo avrebbe ammesso crimini contro l’umanità commessi contro palestinesi disarmati nella Striscia di Gaza, lasciando il giudizio all’opinione pubblica nel suo Paese.

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