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Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2358, data: martedì 17 febbraio 2026

Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2358, data: martedì 17 febbraio 2026

1. Salute a Gaza: due martiri e 11 feriti nelle ultime 24 ore

Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che nelle ultime 24 ore sono giunti negli ospedali della Striscia due martiri e 11 feriti.

Il ministero ha sottolineato che diverse vittime si trovano ancora sotto le macerie e sulle strade, mentre le squadre di ambulanze e della protezione civile non sono ancora riuscite a raggiungerle.

Ha inoltre precisato che dal cessate il fuoco dell’11 ottobre scorso il numero totale dei martiri è salito a 603, con 1.618 feriti e 726 corpi recuperati.

**2. Funzionario medico: il sistema sanitario di Gaza è smantellato e gli ospedali sono diventati stazioni di attesa forzata**

Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha avvertito del pericoloso e rapido deterioramento della situazione sanitaria nel territorio, affermando che ha raggiunto livelli catastrofici che minacciano il diritto alla vita e alla salute di oltre due milioni di palestinesi, a causa delle continue restrizioni imposte al sistema sanitario e degli attacchi ai suoi elementi fondamentali.

Mohammed Zaqout, direttore generale degli ospedali del Ministero della Salute a Gaza, ha dichiarato che ciò che sta vivendo la Striscia non è più una crisi sanitaria temporanea, ma il risultato diretto di politiche israeliane sistematiche che hanno smantellato il sistema sanitario e trasformato gli ospedali ancora operativi in stazioni di attesa forzata per migliaia di pazienti e feriti che affrontano un destino incerto.

**3. Nuove testimonianze dei detenuti di Ofer rivelano una messa in scena repressiva e propagandistica nelle carceri dell’occupazione**

Nuove testimonianze di detenuti palestinesi hanno rivelato i dettagli di un’irruzione condotta dalle unità repressive nel carcere di Ofer, accompagnate dal ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir e da media ebraici. Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha definito l’episodio una “messa in scena repressiva” inserita in una politica sistematica volta a maltrattare i detenuti e legittimare le violazioni contro di loro.

Dopo una visita della propria avvocata ad alcuni detenuti nel carcere di Ofer, il club ha riferito che l’irruzione ha preso di mira la sezione 26 durante il conteggio serale, o “ispezione di sicurezza”, ed è durata circa 15 minuti, con l’impiego di cani poliziotto e granate sonore, alla presenza di numerosi media.

**4. Ordini di stop e demolizioni colpiscono 60 abitazioni e strutture in Cisgiordania e a Gerusalemme**

Le forze di occupazione israeliane hanno emesso ordini di sospensione dei lavori per 60 abitazioni e strutture commerciali in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata, con il pretesto della costruzione senza permesso.

Secondo le informazioni disponibili, gli avvisi hanno riguardato 20 abitazioni nella cittadina di Tuqu’, a sud-est di Betlemme, mentre le autorità municipali di Gerusalemme hanno distribuito notifiche di demolizione per oltre 40 strutture nella località di Anata. Contemporaneamente, le ruspe dell’occupazione hanno demolito una stanza agricola nella cittadina di Shuqba, nel distretto di Ramallah, anch’essa con il pretesto della mancanza di autorizzazione.

**5. Medici Senza Frontiere: non siamo riusciti a far entrare aiuti umanitari a Gaza dall’inizio dell’anno**

L’organizzazione “Medici Senza Frontiere” ha annunciato di non essere riuscita, dall’inizio dell’anno in corso, a consegnare alcun aiuto o rifornimento umanitario nella Striscia di Gaza a causa delle restrizioni israeliane, nonostante sia in vigore l’accordo di cessate il fuoco.

Il segretario generale Christopher Lockyear ha dichiarato che la situazione umanitaria “catastrofica” continua a Gaza e nella Cisgiordania occupata. Ha sottolineato che i bisogni umanitari sono “enormi” e che non è necessario ridurre la risposta umanitaria, bensì aumentarla in modo significativo. Ha inoltre evidenziato che le condizioni invernali hanno aggravato i problemi sanitari cronici dei palestinesi a Gaza.

**6. Le autorità dell’occupazione prorogano la detenzione della giornalista Nisreen Salem**

Mohammad Mahmoud, avvocato del Centro Informativo Wadi Hilweh, ha dichiarato che le autorità di occupazione israeliane hanno prorogato la detenzione della giornalista Nisreen Salem fino al prossimo giovedì.

Mahmoud ha spiegato che la decisione è stata emessa da un tribunale dell’occupazione, senza fornire ulteriori dettagli sulla natura delle accuse o sull’andamento delle indagini.

**7. Governatorato di Gerusalemme: l’occupazione impedisce i preparativi della Moschea di Al-Aqsa per il Ramadan**

Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che le autorità di occupazione israeliane hanno impedito l’attuazione dei piani logistici per accogliere i fedeli presso la benedetta Moschea di Al-Aqsa e che dall’inizio dell’anno hanno emesso oltre 250 ordini di allontanamento dalla Spianata Sacra, nel tentativo di imporre misure unilaterali in contrasto con lo status storico e legale esistente.

Il governatorato ha sottolineato che tutte le misure dell’occupazione a Gerusalemme e nei suoi luoghi santi islamici e cristiani sono nulle, invalide e illegittime secondo il diritto internazionale e le relative risoluzioni internazionali.

**8. Club dei Prigionieri: Ben-Gvir ha fatto irruzione nel carcere di Ofer e ha calpestato la testa dei detenuti**

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha riferito che il ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir avrebbe “calpestato la testa” di detenuti palestinesi durante un’irruzione avvenuta venerdì scorso nel carcere israeliano di Ofer, sulla base delle testimonianze dei detenuti.

Il club ha spiegato che le forze israeliane hanno fatto irruzione nella “sezione 26” durante l’ispezione di sicurezza serale; l’operazione è durata circa 15 minuti e sono state utilizzate granate sonore e cani poliziotto, alla presenza di numerosi media. Ha inoltre aggiunto che Ben-Gvir ha pronunciato un discorso contenente frasi provocatorie e offensive nei confronti dei detenuti, nel tentativo di ottenere consenso nell’opinione pubblica israeliana.

**9. #Video… Unità sotto copertura arrestano con violenza giovani palestinesi a Gerusalemme**

#Guarda… Li hanno fatti scendere dall’auto con violenza… Immagini documentano il momento in cui un’unità israeliana sotto copertura ha arrestato un gruppo di giovani all’interno del loro veicolo vicino alla località di Al-Eizariya, a est di Gerusalemme.

**Europeo**

**10. #Video… Cantante straniera protesta contro l’esportazione di armi verso Israele in Australia**

#Guarda… La cantante “Mia Bloom” chiude la fabbrica di armi Ferra a Brisbane, chiedendo all’Australia di interrompere l’esportazione di armi verso Israele e di riconoscere il proprio coinvolgimento nel genocidio commesso dall’occupazione contro i palestinesi.

**11. Museo di Londra rimuove il nome “Palestina” dalle mappe del Medio Oriente**

Il museo archeologico britannico di Londra, che ospita reperti provenienti da diverse parti del mondo, ha rimosso il nome “Palestina” da alcune mappe e pannelli esplicativi nelle sue esposizioni dedicate al Medio Oriente, in risposta a reclami ricevuti dalla direzione.

Secondo un rapporto, la decisione è arrivata dopo sondaggi tra i visitatori e preoccupazioni sollevate dal gruppo filo-Tel Aviv “UK Lawyers for Israel”, con sede nel Regno Unito. La direzione del museo ha ritenuto che il termine “Palestina” non fosse “appropriato come termine geografico storico” e ha quindi deciso di eliminarlo.

**12. Mobilitazione in Canada contro i campi estivi che raccolgono fondi per l’esercito israeliano**

Organizzazioni pro-Palestina in Canada hanno lanciato un appello all’azione con lo slogan: “Quando i campi per bambini sostengono uno Stato che commette un genocidio, è tempo di un cambiamento radicale”, chiedendo di chiamare a rispondere i campi estivi che, secondo loro, raccolgono fondi a favore dell’esercito israeliano.

In una dichiarazione congiunta, gruppi tra cui il Movimento per il Boicottaggio in Canada hanno affermato di aver individuato almeno 17 campi in tutto il Paese che organizzano campagne intitolate “War Relief” per sostenere le forze di occupazione, sostenendo che ciò colleghi attività destinate ai bambini a un finanziamento diretto di un’istituzione militare accusata di gravi violazioni a Gaza.

**13. Protesta davanti a Google contro il suo sostegno all’occupazione in Gran Bretagna**

Il Movimento Giovanile Palestinese in Gran Bretagna ha partecipato a una giornata di protesta davanti alla sede di Google, ribadendo le richieste dei dipendenti di porre fine alla partecipazione dell’azienda al progetto “Nimbus”, un contratto di servizi cloud del valore di 1,2 miliardi di dollari firmato tra Google, Amazon Web Services e il governo e l’esercito israeliani.

Durante gli interventi, gli attivisti hanno sottolineato che la tecnologia è diventata uno strumento centrale nei sistemi di sorveglianza e di targeting, sostenendo che il progetto Nimbus fornisce centri dati e servizi di cloud computing utilizzati per monitorare i palestinesi e rafforzare il controllo su di loro. Hanno inoltre espresso sostegno ai dipendenti di Google che, a loro dire, affrontano restrizioni e tentativi di silenziamento all’interno dell’azienda, affermando che la loro mobilitazione mira a rompere il silenzio e a chiedere la fine di qualsiasi ruolo tecnologico che contribuisca a consolidare l’occupazione o a violare i diritti dei palestinesi.

**Internazionale**

**14. Le sanzioni contro Albanese come passo preventivo per evitare di chiamare a rispondere funzionari statunitensi**

Un’inchiesta dell’agenzia Reuters ha rivelato il motivo dell’insistenza dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump nell’applicare sanzioni di categoria “antiterrorismo” contro la relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani in Palestina, Francesca Albanese, a seguito delle sue indagini sui presunti crimini di guerra israeliani a Gaza.

L’inchiesta ha spiegato che nel corso dell’ultimo anno Albanese ha inviato lettere riservate a oltre 10 grandi aziende statunitensi, tra cui Alphabet, Amazon e Microsoft, avvertendole della possibilità che i loro nomi venissero citati in un imminente rapporto delle Nazioni Unite per il loro “contributo a gravi violazioni dei diritti umani” a Gaza e in Cisgiordania.

**15. Lettera globale di sostegno ad Albanese… oltre 100 artisti contro le pressioni per la sua rimozione per le sue posizioni su Gaza**

Oltre cento personalità di spicco nei campi dell’arte e dell’intrattenimento hanno firmato una lettera aperta a sostegno della relatrice speciale delle Nazioni Unite per i diritti umani nei territori palestinesi, Francesca Albanese, di fronte alle crescenti richieste di dimissioni a causa delle sue dichiarazioni sulla guerra a Gaza.

La lettera, organizzata dal gruppo “Artists for Palestine” e riportata dall’Agence France-Presse, è stata firmata da importanti figure culturali e artistiche, tra cui gli attori Mark Ruffalo e Javier Bardem, la scrittrice premio Nobel Annie Ernaux, la cantante britannica Annie Lennox, oltre a numerosi artisti, registi e fotografi internazionali.

I firmatari hanno affermato di offrire il loro “pieno sostegno a Francesca Albanese, difensora dei diritti umani e quindi del diritto del popolo palestinese a esistere”, ribadendo il rifiuto della logica della forza e chiedendo il rispetto del diritto internazionale e della giustizia.

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