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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2366, data: martedì 24 febbraio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2366, data: martedì 24 febbraio 2026

1. Salute: oltre 72.000 martiri, bilancio del genocidio a Gaza

Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha pubblicato il rapporto statistico quotidiano sul numero di martiri e feriti a causa dell’aggressione israeliana, precisando che nelle ultime 24 ore gli ospedali della Striscia hanno accolto un nuovo martire e otto feriti.

Ha inoltre indicato che, dal cessate il fuoco dell’11 ottobre, il numero totale dei martiri ha raggiunto quota 615, mentre i feriti sono saliti a 1.651, oltre a 726 corpi recuperati.

Secondo i dati cumulativi dall’inizio dell’offensiva il 7 ottobre 2023, il numero dei martiri è salito a 72.073, mentre il totale dei feriti ha raggiunto 171.749, nel contesto del perdurare di conseguenze umanitarie e sanitarie catastrofiche per la popolazione della Striscia di Gaza.

**2. Si intensificano gli attacchi dei coloni nella zona desertica di Yatta tra furti di bestiame e aggressioni ai pastori**

Un pastore palestinese è stato aggredito da coloni armati nella zona desertica di Yatta, a sud di Hebron in Cisgiordania, dove gli sono state sottratte diverse pecore dopo essere stato picchiato.

Fonti locali hanno riferito che coloni armati hanno inseguito il cittadino Haitham Ayed Marr, gli hanno bloccato la strada vicino all’area di al-Daqiqa nella zona desertica di Yatta, lo hanno picchiato violentemente provocandogli contusioni, hanno distrutto il suo telefono cellulare e confiscato sette capi di bestiame.

**3. Coloni incendiano l’ingresso di una moschea a sud di Nablus e scrivono slogan razzisti**

Coloni hanno appiccato il fuoco all’ingresso di una moschea nel villaggio di Tal, a sud-ovest di Nablus, nella Cisgiordania occupata, e hanno scritto sui muri slogan razzisti e incitanti, tra cui “vendetta” e “prezzo da pagare”.

Secondo testimoni oculari, l’incendio è divampato all’ingresso della moschea causando danni al cancello e alla facciata esterna. Gli abitanti del villaggio sono riusciti a domare le fiamme e a impedirne la propagazione all’interno del luogo di culto.

**4. 99.000 coloni hanno lasciato i territori occupati in due anni**

Uno studio pubblicato dall’Università di Tel Aviv ha rivelato che circa 99.000 coloni hanno lasciato la Palestina occupata negli anni 2023 e 2024.

I ricercatori attribuiscono il fenomeno alle condizioni di sicurezza ed economiche, sottolineando che il perdurare di tali fattori potrebbe portare a un aumento delle partenze nel prossimo periodo.

Nel solo 2024, 79.000 coloni hanno lasciato il territorio, mentre Tel Aviv vive una situazione senza precedenti nel contesto dell’offensiva contro i territori palestinesi occupati e Paesi della regione.

Anno dopo anno, “Israele” sta diventando sempre più un ambiente che spinge i residenti ad andarsene, con le partenze che superano gli arrivi.

Secondo il quotidiano Haaretz, i dati ufficiali del 2024 mostrano anche un’accelerazione dell’emigrazione delle élite accademiche, rappresentando una grave minaccia per le basi scientifiche del Paese.

**5. L’occupazione discute piani per costruire 1.517 unità di colonizzazione in Cisgiordania**

Il movimento “Peace Now”, specializzato nel monitoraggio delle attività di colonizzazione israeliane, ha rivelato che il “Consiglio Superiore di Pianificazione” dell’occupazione discuterà mercoledì prossimo piani per la costruzione di 1.517 unità di colonizzazione in tutta la Cisgiordania occupata.

Tra i quattro piani all’ordine del giorno, 1.388 unità dovrebbero essere costruite come nuovo quartiere nell’insediamento di Kedumim, a est di Qalqilya, nel nord della Cisgiordania, con il nome di “Nahalat Ester”.

Il quartiere previsto sorgerà vicino al villaggio palestinese di Jit, a sud, avvicinando di fatto Kedumim all’insediamento di Havat Gilad, situato a sud-est.

**6. L’occupazione vieta 5 piattaforme mediatiche palestinesi dedicate a Gerusalemme**

Il Ministero della Difesa israeliano ha annunciato il divieto di cinque piattaforme mediatiche palestinesi che si occupano delle questioni di Gerusalemme occupata, con l’accusa di “incitamento”.

La decisione riguarda Al-Asima News Network, Miraj Network, Al-Quds Al-Bousla Network, Maydan Al-Quds e Quds Plus, nonostante l’assenza di sedi ufficiali a Gerusalemme Est occupata.

Il Canale 12 israeliano ha riferito che lo Shin Bet ha cercato negli ultimi giorni di classificare queste piattaforme come “organizzazioni terroristiche”. Il ministro della Difesa Israel Katz avrebbe firmato la decisione di classificazione, e l’emittente sostiene che tali piattaforme agirebbero come “braccio di Hamas”, concentrandosi sulla copertura degli sviluppi a Gerusalemme e nella moschea di Al-Aqsa.

### *Europeo*

**7. #Video: brasiliani cacciano turisti israeliani**

“State uccidendo i palestinesi” — un acceso confronto verbale, con insulti, è scoppiato in una strada del Brasile tra turisti israeliani e residenti locali dopo che è stata chiesta loro la nazionalità.

**8. La Spagna invita l’Unione Europea a usare strumenti di pressione contro il governo di occupazione**

Il ministro degli Esteri spagnolo, José Manuel Albares, ha chiesto una posizione europea più ferma alla luce del perdurare della crisi umanitaria nella Striscia di Gaza e della continua espansione coloniale in Cisgiordania occupata.

Albares ha affermato che le uccisioni continuano a Gaza mentre gli aiuti umanitari restano bloccati ai valichi, definendo incomprensibile il silenzio dell’Unione Europea rispetto alle violazioni israeliane in Cisgiordania e ai tentativi di sfollamento dei palestinesi.

Ha aggiunto che l’UE dispone degli strumenti necessari per esercitare pressione sul governo israeliano e ha invitato a utilizzarli in modo efficace per affrontare il peggioramento delle condizioni umanitarie e l’espansione coloniale in corso.

**9. Commissario ONU: situazione a Gaza catastrofica, timori di pulizia etnica**

L’Alto Commissario delle Nazioni Unite per i Diritti Umani, Volker Türk, ha affermato che la situazione nella Striscia di Gaza resta catastrofica, sottolineando che i palestinesi vengono uccisi dal fuoco israeliano.

Ha aggiunto che gli aiuti non entrano a Gaza in quantità sufficienti rispetto agli enormi bisogni.

Ha inoltre avvertito dell’esistenza di reali timori di pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania, affermando che “Israele” sta intensificando gli sforzi per un’annessione illegale dei territori palestinesi.

Ha ribadito che qualsiasi soluzione sostenibile alla crisi in Medio Oriente deve includere l’attuazione della “soluzione a due Stati” per garantire i diritti dei palestinesi e una pace duratura nella regione.

### *Internazionale*

(Traduzione completa coerente con le sezioni precedenti:)

**13. Proseguono le campagne globali di sostegno ad Albanese dopo le accuse di antisemitismo**

La “Campagna Globale per Gaza” ha annunciato la propria solidarietà alla Relatrice Speciale ONU sui diritti umani nei territori palestinesi, Francesca Albanese, di fronte a una nuova campagna di attacchi da parte di funzionari in Francia, Repubblica Ceca, Austria, Italia e Germania.

La campagna ha dichiarato che l’ultimo attacco è seguito a un video “estrapolato e chiaramente manipolato”, definendo quanto accade una “campagna diffamatoria sistematica”.

Ha aggiunto che Albanese documenta il presunto genocidio basandosi sui quadri giuridici esistenti, inclusa la Convenzione sul genocidio, il diritto internazionale umanitario e le misure provvisorie della Corte Internazionale di Giustizia.

**14. Protesta davanti a un ristorante di Chicago che ha ospitato una raccolta fondi per l’esercito israeliano**

Decine di manifestanti filo-palestinesi si sono radunati davanti al ristorante Tao Chicago, nel centro di Chicago (Illinois), per protestare contro un evento di raccolta fondi a favore dell’esercito israeliano organizzato da Friends of the Israel Defense Forces.

I manifestanti hanno condannato il sostegno finanziario e militare statunitense a Israele e chiesto la fine degli aiuti militari annuali miliardari.

È stato segnalato un arresto durante la protesta.

**15. Protesta davanti alla conferenza annuale dell’AIPAC negli Stati Uniti**

Attivisti del Palestinian Youth Movement si sono riuniti davanti al Walter Conference Center a Washington, dove l’American Israel Public Affairs Committee (AIPAC) teneva la sua conferenza annuale.

La protesta ha denunciato il ruolo dell’AIPAC nel sostenere Israele a vari livelli, comprese le richieste di aiuti militari incondizionati e le pressioni sul Congresso per garantire il continuo finanziamento militare.

**16. Direttore esecutivo del CAIR: “Israele scuoia i corpi dei miei fratelli in Palestina”**

Il direttore esecutivo del Council on American-Islamic Relations (CAIR) in Ohio, Khaled Al-Tarawneh, ha dichiarato durante una sessione del Senato dell’Ohio che Israele possederebbe la più grande banca della pelle umana al mondo proveniente da palestinesi.

Le dichiarazioni sono state rilasciate nel contesto del dibattito sul disegno di legge “SB 87”.

**17. Appelli per impedire il passaggio di petroliere dalla Turchia verso l’occupazione**

Attivisti del gruppo Direnis Cadiri in Turchia hanno annunciato di aver documentato il passaggio di due superpetroliere attraverso lo stretto del Bosforo, sostenendo che si tratti di prove di spedizioni di petrolio dal porto turco di Ceyhan verso porti israeliani, in particolare Haifa.

Secondo i dati, la petroliera “Nissos Christiana” avrebbe lasciato Ceyhan il 7 febbraio 2026 dichiarando Port Said come destinazione, ma si sarebbe diretta verso Haifa, dove avrebbe scaricato il carico stimato in circa 800.000 barili.

Gli attivisti affermano che tali spedizioni fanno parte di una serie regolare documentata tramite registri AIS, immagini satellitari e documentazione raccolta nell’arco di due anni.

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