
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2371, data: domenica 1 marzo 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2371, data: domenica 1 marzo 2026
1. Salute: 9 martiri e 19 feriti arrivati negli ospedali di Gaza in 48 ore
Il Ministero della Salute di Gaza ha annunciato che, nelle ultime 48 ore, negli ospedali della Striscia sono arrivati 9 martiri e 19 feriti.
Ha inoltre indicato che diverse vittime si trovano ancora sotto le macerie o nelle strade, mentre le squadre di ambulanze e della protezione civile non sono ancora riuscite a raggiungerle.
Il numero totale di martiri e feriti dal cessate il fuoco dell’11 ottobre scorso è di 628 martiri e 1.686 feriti, oltre al recupero di 735 corpi.
Il bilancio complessivo dall’inizio dell’offensiva il 7 ottobre 2023 ha raggiunto 72.095 martiri e 171.784 feriti.
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### 2. L’occupazione rafforza le misure a nord di Gerusalemme e attacchi dei coloni a Ramallah
Diverse aree della Cisgiordania hanno assistito a un rafforzamento delle misure militari israeliane e ad attacchi compiuti dai coloni, che hanno causato feriti e danni materiali, mentre le forze di occupazione hanno chiuso vari ingressi e posti di blocco.
A nord di Gerusalemme occupata, le forze di occupazione hanno intensificato le misure al checkpoint di Jaba’ e chiuso l’ingresso della località di al-Ram.
Fonti locali hanno riferito che il checkpoint militare di Jaba’ è stato chiuso con un cancello di ferro in entrambe le direzioni, così come l’ingresso di al-Ram, ostacolando la circolazione dei cittadini e causando ingorghi nella zona.
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### 3. Avvertimenti su un’escalation del terrorismo dei coloni sotto copertura della distrazione internazionale
Mentre l’attenzione internazionale è concentrata sugli sviluppi militari regionali, in particolare sulla guerra contro l’Iran, crescono i timori palestinesi che questo clima venga sfruttato per imporre nuovi fatti compiuti in Cisgiordania, lontano dalla pressione mediatica e dal controllo politico.
In questo contesto, la Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha messo in guardia da una prevista escalation degli attacchi dei coloni, ritenendo che i momenti di instabilità regionale vengano spesso sfruttati per consolidare politiche di annessione e sfollamento forzato.
Il presidente della Commissione, il ministro Moayad Shaaban, ha invitato i palestinesi a esercitare maggiore prudenza di fronte a quella che ha definito “una nuova ondata di crimini dei coloni”.
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### 4. L’occupazione intensifica le misure in Cisgiordania e coloni attaccano al-Taybeh
Le forze di occupazione israeliane hanno intensificato le loro misure militari in diverse zone della Cisgiordania, parallelamente ad aggressioni compiute dai coloni contro cittadini e proprietà.
Nel governatorato di Salfit, le forze hanno trattenuto un giovane presso il cancello di ferro vicino alla località di Qarawat Bani Hassan, maltrattandolo e sottoponendolo a interrogatorio sul posto.
Nel governatorato di Qalqilya, le forze hanno chiuso con cancelli di ferro gli ingressi dei villaggi di Kafr Laqif, Azzun Atma, al-Funduq e Hajja, ostacolando la circolazione.
Nel frattempo, coloni hanno attaccato la località di al-Taybeh a est di Ramallah e hanno sequestrato una cavalla e il suo puledro davanti a un’abitazione.
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### 5. La violazione del Ramadan da parte dei coloni: culmine del piano di dominio e annessione
L’attuale escalation durante il mese sacro del Ramadan non rappresenta una misura ordinaria, ma nasce dal timore di impedire il ripetersi di precedenti sollevazioni, poiché il Ramadan è considerato dall’occupazione un periodo potenzialmente esplosivo.
La Cisgiordania e Gerusalemme occupata stanno vivendo una pericolosa escalation di attacchi dei coloni, completamente coperti dall’esercito di occupazione, caratterizzati da eccessiva violenza e operazioni di rappresaglia.
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### 6. #Video: coloni attaccano un villaggio palestinese a Nablus
Immagini diffuse online documentano un attacco compiuto da coloni israeliani contro il villaggio di Jaloud, a sud di Nablus, in Cisgiordania occupata. I coloni hanno aggredito abitazioni e residenti palestinesi.
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### 7. #Video: coloni picchiano brutalmente attivisti solidali
Filmati mostrano due attivisti israeliani solidali e un palestinese brutalmente picchiati da coloni estremisti nella località di Qusra, a sud di Nablus, durante un evento di solidarietà nell’area di Ras al-Ain.
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## *Europeo*
### 8. #Video: sostenitori della Palestina imbrattano la statua di Churchill a Londra
Attivisti hanno cosparso di vernice rossa la statua dell’ex primo ministro britannico Winston Churchill e scritto slogan a sostegno della Palestina in Parliament Square, nel quartiere di Westminster a Londra.
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### 9. Il Forum sanitario irlandese sostiene all’unanimità il boicottaggio dell’azienda israeliana “Teva”
Il Forum sanitario regionale dell’ovest e nord-ovest dell’Irlanda ha invitato al boicottaggio dei prodotti farmaceutici dell’azienda israeliana Teva, affermando che esistono alternative disponibili sul mercato irlandese.
Il consigliere Declan Bree ha dichiarato che Teva, la più grande azienda farmaceutica in Israele, è un importante fornitore di medicinali su prescrizione in Irlanda e genera milioni di euro ogni anno per lo Stato israeliano.
Ha inoltre sottolineato le pesanti perdite a Gaza e in Cisgiordania, con oltre 72.000 morti e più di 171.000 feriti dall’inizio della guerra, citando anche la privazione intenzionale di cibo, acqua e medicine, definita dalle Nazioni Unite un evidente crimine di guerra.
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### 10. Incriminato un attivista che ha interrotto una conferenza “Google”
Patrick Spence (45 anni), di Belfast, è comparso in tribunale dopo aver protestato davanti alla 3 Arena di Dublino durante un evento di Google nell’ambito della conferenza “Engage”.
È stato accusato di intrusione sul palco ai sensi della legge sull’ordine pubblico del 1994 ed è stato rilasciato su cauzione, con nuova comparizione fissata per il 12 marzo.
Video lo mostrano mentre grida: “Vergogna a Google”, riferendosi all’utilizzo di alcuni sistemi dell’azienda da parte dell’esercito israeliano.
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### 11. Il cantante britannico Bob Vylan: gli artisti devono usare le loro piattaforme per sostenere i palestinesi
In un’intervista al Palestine Chronicle, il cantante britannico ha parlato del ruolo degli artisti di fronte alla guerra a Gaza.
Ha affermato che l’arte non è solo intrattenimento, ma uno strumento di influenza sociale e politica, invitando gli artisti a denunciare le violazioni e le ingiustizie.
Ha ricordato il suo celebre slogan gridato davanti a migliaia di persone al festival di Glastonbury nell’estate 2025, dopo il quale è stata avviata un’indagine preliminare da parte della polizia di Avon and Somerset.
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## *Internazionale*
### 12. Un’attivista affronta Joe Biden su un volo diretto in Carolina
Una passeggera ha affrontato l’ex presidente statunitense Joe Biden su un volo diretto in Carolina del Sud il 27 febbraio, criticando la guerra a Gaza.
Gli ha detto: “I bambini di Gaza muoiono ogni giorno”, al che lui ha risposto: “Sì, lo so”.
La guerra a Gaza è iniziata durante il suo mandato presidenziale e la sua amministrazione ha svolto un ruolo chiave nel sostegno politico e militare a Israele.
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### 13. Sondaggio americano registra un cambiamento significativo tra i giovani sulla questione palestinese
Un recente sondaggio negli Stati Uniti mostra che il 57% dei partecipanti sostiene la creazione di uno Stato palestinese indipendente accanto a Israele, mentre il 28% si oppone e il 15% non ha un’opinione definita.
Secondo l’istituto di ricerca Gallup, si registra un cambiamento significativo nelle opinioni, soprattutto tra gli indipendenti e le fasce più giovani.
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### 14. Appelli in Turchia al boicottaggio dell’azienda “Dell”
Il movimento per il boicottaggio in Turchia ha invitato a boicottare Dell Technologies, accusandola di fornire supporto tecnologico all’esercito israeliano e al Ministero della Difesa.
Secondo il movimento, Dell e le sue filiali sono tra i principali fornitori di sistemi di archiviazione dati per l’esercito israeliano e nel 2023 hanno ottenuto un importante contratto per server della durata di due anni.
È stata inoltre menzionata la partecipazione dell’azienda a un progetto di struttura tecnologica militare nel Negev.
