
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2373, data: martedì 3 marzo 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2373, data: martedì 3 marzo 2026
1. Due martiri e tre feriti dal fuoco dei coloni a Qaryout, a sud di Nablus
Due fratelli sono stati uccisi e altre tre persone sono rimaste ferite dal fuoco dei coloni durante un attacco contro la cittadina di Qaryout, a sud di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata.
Il Ministero della Salute ha annunciato la morte di Mohammad Taha Abdel Majid Maamar (52 anni), colpito da un proiettile alla testa, e di suo fratello Fahim (47 anni), colpito al bacino, durante l’attacco dei coloni.
Secondo fonti locali, i coloni hanno assalito abitazioni a sud di Qaryout aprendo il fuoco con munizioni vere contro i residenti e le loro case.
—
**2. Aumento degli arresti nelle carceri dell’occupazione e ampio coinvolgimento di donne e minori**
Il Centro Palestinese per gli Studi sui Prigionieri ha documentato che nel mese di febbraio le autorità israeliane hanno proseguito con vaste campagne di arresti contro palestinesi in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata.
Nel rapporto si registrano 525 casi di arresto, tra cui 21 donne e 37 minori, oltre alla morte di un detenuto proveniente dalla Striscia di Gaza.
Il centro ha inoltre evidenziato la prosecuzione degli arresti collettivi in villaggi e campi profughi, con abitazioni trasformate in centri di interrogatorio sul campo e maltrattamenti nei confronti dei detenuti prima del rilascio della maggior parte di loro, accompagnato da minacce di non partecipare ad attività considerate “istigazione”.
—
**3. Nonostante macerie e distruzione… gli agricoltori di Gaza cercano di ridare vita alla loro terra**
Circa quattro mesi dopo l’entrata in vigore del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, agricoltori palestinesi sono tornati su terreni che hanno perso le loro caratteristiche agricole, trasformati da spazi verdi in campi coperti di cenere e detriti.
Dati ufficiali e rapporti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura descrivono quanto accaduto come una “distruzione diffusa della capacità agricola”. La maggior parte dei terreni coltivati è stata distrutta e aree fertili come Beit Hanoun, Khuza’a e Al-Mawasi risultano quasi completamente inutilizzabili.
Le perdite dirette sono stimate in miliardi di dollari, comprendendo la distruzione di centinaia di pozzi agricoli e migliaia di serre. Il ripristino della produzione richiederà molti anni, soprattutto a causa della contaminazione del suolo da residui esplosivi e sostanze chimiche.
—
**4. L’occupazione continua incursioni e violazioni e rafforza misure e assedio in Cisgiordania e a Gerusalemme**
Le forze di occupazione israeliane hanno proseguito con violazioni, incursioni e arresti in Cisgiordania e a Gerusalemme Est, in un contesto di misure militari rafforzate e assedio.
Le forze continuano l’incursione nel campo profughi di Askar, effettuando perquisizioni domiciliari e danneggiando proprietà.
L’occupazione impone orari limitati per l’apertura degli accessi, causando ingorghi e aggravando le difficoltà dei residenti.
Per il terzo giorno consecutivo, gli ingressi dei villaggi di Kafr Laqif, Amatin, Al-Funduq e Hajja, a est di Qalqilya, restano chiusi con cancelli di ferro, impedendo la circolazione dei cittadini.
—
**5. Escalation sanguinosa delle aggressioni: attacchi intensificati dei coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme**
Le governatorati della Cisgiordania e di Gerusalemme Est hanno registrato un’escalation pericolosa e senza precedenti degli attacchi dei coloni, che hanno causato morti e feriti gravi sotto la forte protezione delle forze israeliane.
Nei pressi di Gerusalemme, diversi attacchi sono stati segnalati insieme alla chiusura di strade principali.
Ad Al-Ram sono scoppiati violenti scontri dopo un tentativo dei coloni di entrare nella periferia della città, causando casi di asfissia e ferite lievi.
Nel governatorato di Ramallah, gruppi di coloni hanno attaccato veicoli di civili nei pressi dei villaggi di Al-Mughayyir e Sinjil, provocando danni materiali e ferendo una donna a causa del lancio di pietre.
—
**6. Coloni aggrediscono un bambino e costringono pastori ad abbandonare i pascoli a est di Tubas**
Coloni hanno aggredito un bambino e costretto pastori ad abbandonare i pascoli vicino alle loro tende nella località di Khirbet Yarza, a est di Tubas, in Cisgiordania occupata.
Secondo il capo del consiglio locale, i coloni hanno attaccato i pastori mentre facevano pascolare il bestiame e hanno spruzzato spray al peperoncino contro un bambino.
Hanno inoltre obbligato i pastori a lasciare i pascoli vicini.
—
### *Europeo*
**7. Appelli al boicottaggio dei negozi Tesco per la vendita di prodotti israeliani**
La campagna di solidarietà con la Palestina a Leicester ha invitato al boicottaggio della catena di supermercati Tesco, denunciando la vendita continua di prodotti israeliani.
Gli organizzatori hanno chiesto il ritiro di tali prodotti dagli scaffali e invitato i clienti a non acquistarli, affermando che datteri, avocado e altri prodotti provengono da insediamenti su terre occupate.
Hanno inoltre sottolineato che prodotti come Coca-Cola sono imbottigliati in impianti costruiti su terreni palestinesi confiscati.
I negozi Tesco nel Regno Unito e in Irlanda sono spesso oggetto di proteste simili.
—
**8. Protesta contro la sponsorizzazione di Allianz agli sport gaelici per legami con fabbriche dell’occupazione**
Decine di persone hanno partecipato a una protesta in Irlanda organizzata da Irish Sport for Palestine contro la sponsorizzazione di Allianz alla Gaelic Athletic Association (GAA).
I partecipanti hanno dichiarato che le pressioni continueranno finché i rapporti con Allianz non verranno interrotti, citando la fornitura di servizi assicurativi all’azienda israeliana di armamenti Elbit.
La GAA è l’ente che regola gli sport gaelici tradizionali in Irlanda, come il calcio gaelico, l’hurling e il camogie, ed è considerata un’importante istituzione culturale del Paese.
—
**9. Protesta davanti alla Nokia Arena contro la partecipazione di Israele all’Eurovision 2026**
Tra 50 e 100 attivisti si sono riuniti davanti alla Nokia Arena a Tampere, in Finlandia, per protestare contro la partecipazione di Israele all’Eurovision 2026.
I manifestanti hanno esposto bandiere palestinesi e scandito slogan di opposizione.
La manifestazione è stata organizzata dai gruppi Tampere with Palestine e Sumud Tampere, che hanno chiesto l’esclusione di Israele e un intervento dell’emittente pubblica finlandese Yle e dell’Unione Europea di Radiodiffusione.
—
**10. Marcia di solidarietà a Manchester per Gaza e boicottaggio di aziende di abbigliamento**
Attivisti pro-Palestina del gruppo Manchester Palestine Action hanno organizzato una marcia contro il sostegno del marchio sportivo Reebok alla Federazione calcistica israeliana.
Secondo gli attivisti, dal 2023 oltre mille atleti palestinesi a Gaza sono stati uccisi, tra cui Suleiman Al-Obeid, soprannominato il “Pelé palestinese”, mentre migliaia sono rimasti con disabilità permanenti e almeno 265 strutture sportive sono state distrutte.
—
### *Internazionale*
**11. Attrice americana esprime solidarietà alla causa palestinese durante i Premi Goya 2026**
Durante la cerimonia dei Premi Goya 2026 in Spagna, l’attrice americana Susan Sarandon ha espresso apprezzamento per la posizione morale di artisti e governo spagnolo sulle questioni umanitarie.
Ha affermato che, in un periodo dominato dalla violenza globale, vedere leader e artisti parlare con chiarezza morale la fa sentire meno sola.
Durante l’evento, diversi artisti hanno mostrato simboli di solidarietà con Gaza e slogan come “Palestina libera” e “Fermate il genocidio”.
—
**12. #Video: Max Bassin esprime solidarietà alla Palestina ai Brit Awards 2026**
Max Bassin, membro della band newyorkese Geese, ha dichiarato “Palestina libera” sul palco durante i Brit Awards 2026 a Londra.
Il messaggio è stato interrotto dalla trasmissione televisiva di ITV ma successivamente diffuso sui social media.
—
**13. Appello ad assediare le ambasciate sioniste nel mondo in sostegno alla Palestina**
Diversi gruppi solidali, tra cui Blockout Movement e CALL 2 ACTION NOW, hanno lanciato un appello a una mobilitazione globale a sostegno della Palestina e dell’Iran, invitando a manifestazioni coordinate in vari Paesi, anche davanti ad ambasciate e consolati.
—
**14. 52 morti e 149 feriti nei raid continui sul Libano**
Il Ministero della Salute libanese ha dichiarato che i raid israeliani dalla mattina hanno causato 52 morti e 149 feriti.
L’aviazione israeliana ha effettuato intensi bombardamenti sulla periferia sud di Beirut e in diverse località dell’est e del sud del Libano.
