
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2335, data: domenica 25 gennaio 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2335, data: domenica 25 gennaio 2026
1. Quattro martiri e feriti con la ripresa dei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza**
Quattro cittadini, tra cui due bambini, sono stati uccisi e altri feriti dal fuoco dell’occupazione israeliana nel centro di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, mentre bombardamenti aerei e di artiglieria colpivano diverse aree del territorio. Ciò avviene mentre Israele continua le ripetute violazioni dell’accordo di cessate il fuoco, in vigore per il 105° giorno consecutivo.
Fonti locali hanno riferito che il martire Nour Farid Abu Sitta, 26 anni, è giunto al Complesso Medico Nasser dopo essere stato colpito nella zona di Qizan al-Najjar, a sud di Khan Younis.
……….
**2. Organizzazioni della società civile a Gaza: 18.500 malati e feriti necessitano di evacuazione medica urgente**
Il presidente della Rete delle organizzazioni non governative palestinesi, Amjad Al-Shawa, ha avvertito di un rapido deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, a causa della continua chiusura del valico terrestre di Rafah e del divieto di ingresso degli aiuti umanitari essenziali, che aggrava le sofferenze della popolazione e minaccia la vita di migliaia di malati e feriti.
In dichiarazioni alla stampa, Al-Shawa ha affermato che almeno 18.500 pazienti e feriti necessitano di un trasferimento immediato per cure fuori dalla Striscia, mentre il sistema sanitario è vicino al collasso totale a causa dei bombardamenti continui e della grave carenza di medicinali e forniture mediche.
……….
**3. 71.654 martiri: il bilancio del genocidio a Gaza**
Il rapporto statistico quotidiano emesso dalle autorità sanitarie di Gaza ha registrato l’arrivo di quattro nuovi martiri e di 12 feriti negli ospedali del territorio nelle ultime 48 ore, nel prosieguo dell’aggressione israeliana, in condizioni umanitarie e sanitarie estremamente critiche.
Il Ministero della Salute ha riferito che il neonato Ali Abu Zour, di tre mesi, è morto all’Ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a causa del freddo intenso, un episodio che riflette l’aggravarsi della catastrofe umanitaria. Ciò porta a dieci il numero dei bambini morti per il freddo dall’inizio dell’inverno, in un contesto di grave carenza di riscaldamento e ripari e di continuo deterioramento delle condizioni di vita degli sfollati.
A livello cumulativo, dall’inizio dell’aggressione israeliana il 7 ottobre 2023, il numero dei martiri è salito a 71.654, mentre i feriti hanno raggiunto quota 171.391, in una delle campagne di genocidio più sanguinose nella storia della Striscia di Gaza.
……….
**4. L’occupazione costringe attivisti solidali a evacuare con la forza l’insediamento di Khallat al-Sadra a nord di Gerusalemme**
Le forze di occupazione israeliane hanno costretto attivisti solidali stranieri a evacuare l’insediamento beduino di Khallat al-Sadra, vicino alla località di Mikhmas, a nord di Gerusalemme occupata.
Il Governatorato di Gerusalemme ha riferito che le forze di occupazione hanno imposto l’evacuazione forzata degli attivisti stranieri presenti nell’insediamento.
Ha inoltre spiegato che questo sviluppo avviene mentre più di 20 coloni sono presenti nei pressi di Khallat al-Sadra, suscitando timori tra i residenti di una ripetizione del recente attacco contro la comunità.
……….
—
## **Europeo**
**5. Il Belgio vieta il transito di aerei militari diretti in Israele**
La portavoce del Ministero degli Affari Esteri belga ha annunciato l’emanazione di un decreto reale che vieta agli aerei che trasportano equipaggiamenti militari o armi di fare scalo o attraversare lo spazio aereo belga diretti in Israele. Ha confermato che questa misura è adottata nel rispetto del diritto internazionale e per evitare di contribuire all’aggravarsi del conflitto in Palestina.
Ha aggiunto che il Belgio ha vietato l’esportazione e il trasferimento di armi verso Israele utilizzate nelle operazioni militari nei territori palestinesi, sottolineando che il Paese «fa tutto il possibile per evitare di contribuire al peggioramento della situazione umanitaria in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza».
……….
**6. Chiusura della fabbrica “Instro” in Gran Bretagna per complicità nel genocidio a Gaza**
Attivisti del gruppo *Healthcare Workers and Allies for Palestine* hanno chiuso la fabbrica “Instro”, appartenente alla società Elbit Systems, il maggiore produttore di armi israeliano, nella contea del Kent, in Gran Bretagna, nell’ambito di una serie di proteste contro la fornitura di armi all’occupazione.
La fabbrica “Instro” è un impianto industriale affiliato a Elbit Systems e opera nella produzione di componenti ed equipaggiamenti tecnici legati alla macchina bellica sionista.
La chiusura è avvenuta dopo l’annuncio da parte dell’azienda della perdita di un contratto del valore di 2 miliardi di sterline, che i manifestanti hanno definito una vittoria della pressione popolare continua, comprendente scioperi della fame degli attivisti di “Filton 24” nelle carceri britanniche e numerose iniziative di protesta.
I manifestanti hanno affermato che la Gran Bretagna porta una parte di responsabilità per il deterioramento della situazione a Gaza e in Asia occidentale, ribadendo che «non c’è posto per armi di genocidio sul suolo britannico» e chiedendo l’uscita dell’azienda dalle città britanniche e la chiusura delle fabbriche di armamenti.
……….
**7. Avvocati australiani e palestinesi chiedono un’indagine contro il capo dell’entità di occupazione**
Organizzazioni legali australiane e palestinesi hanno chiesto alla Polizia Federale Australiana di aprire un’indagine contro il capo dell’entità di occupazione, Isaac Herzog, per la sua complicità e istigazione al genocidio e ai crimini di guerra contro il popolo palestinese, in concomitanza con notizie su una sua prevista visita in Australia all’inizio di febbraio.
Le organizzazioni — *Australian Centre for International Justice*, Al-Haq e *Al-Mezan Center for Human Rights* — hanno dichiarato di aver presentato un memorandum legale dettagliato alla polizia federale, contenente informazioni attendibili sul sostegno di Herzog al genocidio, oltre agli obblighi legali dell’Australia secondo il diritto internazionale e nazionale.
……….
**8. Sit-in contro l’occupazione israeliana della Palestina alla stazione centrale di Utrecht**
Attivisti hanno organizzato un sit-in presso la stazione centrale di Utrecht per protestare contro l’occupazione israeliana illegale della Palestina. L’iniziativa rientra in una serie di attività a sostegno della causa palestinese, organizzate da “Utrecht per la Palestina”.
I manifestanti hanno esposto striscioni e slogan che condannano l’occupazione e invitano la comunità internazionale ad assumere una posizione chiara contro i crimini israeliani continui contro il popolo palestinese.
……….
**9. Il club scozzese Celtic annulla un accordo con il club israeliano Maccabi Netanya**
Il club scozzese Celtic ha annunciato che non porterà a termine il trasferimento di un giocatore dal club israeliano Maccabi Netanya, un’operazione del valore di 2 milioni di sterline, a seguito di un’ampia campagna di protesta guidata dai tifosi del club insieme a organizzazioni solidali con la causa palestinese.
La decisione è arrivata sotto una forte pressione popolare che ha collegato l’accordo a relazioni di proprietà e investimenti implicate nel sostegno alla macchina di guerra israeliana. Secondo i dati delle campagne di boicottaggio, il Maccabi Netanya è di proprietà della società Alia Capital Partners, che ha investito circa 30 milioni di dollari nella società israeliana di droni XTEND, accusata di aver venduto migliaia di droni — compresi quelli armati — all’esercito israeliano dall’inizio della guerra contro Gaza.
……….
—
## **Internazionale**
**10. Washington chiede all’Italia di aderire alla forza internazionale di stabilizzazione a Gaza**
Fonti informate hanno rivelato che gli Stati Uniti hanno chiesto all’Italia di aderire alla “Forza internazionale di stabilizzazione a Gaza” come membro fondatore, nell’ambito degli sforzi guidati dall’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump per rafforzare la credibilità dell’iniziativa internazionale legata alla fase successiva al cessate il fuoco nella Striscia.
Bloomberg ha riferito che diplomatici statunitensi hanno presentato la proposta durante recenti colloqui riservati con l’ufficio della presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il Ministero degli Affari Esteri a Roma, precisando che la decisione finale spetta ora a Meloni, che non ha ancora definito la propria posizione.
……….
**11. La solidarietà globale con la Palestina: da una simpatia passeggera a una nuova coscienza mondiale**
Quattro ricercatori hanno messo in luce profonde trasformazioni nel concetto di solidarietà con la Palestina, considerandola un fenomeno che va oltre le reazioni emotive o le campagne temporanee, per diventare una nuova struttura intellettuale e politica che rimodella la coscienza globale.
Ciò è emerso durante la seconda sessione del terzo percorso, intitolata “La solidarietà globale con la Palestina”, nell’ambito della quarta edizione del Forum annuale sulla Palestina, iniziato oggi, sabato, a Doha e organizzato dal Centro Arabo per la Ricerca e lo Studio delle Politiche.
I quattro contributi, pur nelle diverse prospettive geografiche e teoriche, hanno concordato sul fatto che la questione palestinese non è più una questione regionale confinata al contesto mediorientale, ma si è trasformata in un linguaggio comune dei movimenti anticoloniali, in una piattaforma per rimettere in discussione il discorso liberale occidentale e in un motore di produzione di una nuova coscienza politica che prende forma nelle università, nelle strade e nello spazio culturale globale.
……….
**12. L’occupazione vieta l’ingresso a 28 funzionari turchi nei territori occupati**
L’occupazione ha inserito 28 alti funzionari turchi nella lista delle persone a cui è vietato l’ingresso in “Israele”, definendo la misura una risposta all’autorizzazione concessa dalla Casa Bianca alla Turchia di aderire agli organismi che supervisionano la ricostruzione di Gaza.
Il cosiddetto Ministero israeliano per gli Affari della Diaspora ha dichiarato di aver vietato l’ingresso a 28 alti funzionari turchi — tra cui l’attivista Bilal Erdoğan, il presidente dell’IHH Bülent Yıldırım e l’ex capo degli affari religiosi Ali Erbaş — accusandoli di attività di boicottaggio e di glorificazione della violenza contro “Israele”, e citando la partecipazione del figlio di Erdoğan a tutte le iniziative e manifestazioni turche di sostegno ai palestinesi dall’inizio della guerra a Gaza, secondo le affermazioni del ministero.
……….
**13. Commissario generale dell’UNRWA: la Cisgiordania vive la peggiore crisi umanitaria dal 1967**
Il Commissario generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, ha avvertito che la Cisgiordania occupata sta attraversando la peggiore crisi umanitaria dal 1967, a causa degli attacchi israeliani contro i campi profughi e dello sfollamento forzato di decine di migliaia di persone.
Lazzarini ha dichiarato: «La Cisgiordania occupata sta vivendo la peggiore crisi umanitaria dal 1967».
Ha aggiunto: «A un anno dall’inizio dell’operazione militare israeliana denominata “Muro di Ferro”, 33.000 persone restano sfollate con la forza dai campi profughi palestinesi nel nord della Cisgiordania».
……….
**14. Appelli alla mobilitazione globale nella Giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri palestinesi**
La Campagna globale per salvare i prigionieri e la Campagna dei nastri rossi hanno lanciato un appello a tutte le persone libere del mondo affinché si mobilitino e partecipino attivamente alla Giornata internazionale di solidarietà con i prigionieri palestinesi.
Hanno invitato a scendere in piazza in tutto il mondo il 31 gennaio, per unire le voci a sostegno dei prigionieri palestinesi, sottolineando la necessità di stare al fianco dei detenuti nelle carceri dell’occupazione, opporsi all’ingiustizia, esprimere un sostegno continuo e chiedere la loro libertà.
