
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2343, data: lunedì 2 febbraio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2343, data: lunedì 2 febbraio 2026
1. Due martiri e feriti nei bombardamenti israeliani sulla Striscia di Gaza
Due cittadini sono stati uccisi e altri feriti a seguito di attacchi israeliani sulla Striscia di Gaza, nel prosieguo delle violazioni israeliane del cessate il fuoco per il 113° giorno consecutivo.
Una fonte medica ha riferito che il cittadino anziano Khaled Hamad Ahmad Dahliz (63 anni) è morto a seguito di un attacco condotto da un drone israeliano nella zona di Al-Shakoush, a nord-ovest della città di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza.
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### **2. Ministero della Salute a Gaza: 26 martiri in 48 ore e aumento del bilancio dell’aggressione**
Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha annunciato l’arrivo di 26 martiri e 68 feriti negli ospedali del territorio nelle ultime 48 ore.
In un aggiornamento statistico, il ministero ha affermato che numerose vittime si trovano ancora sotto le macerie e nelle strade, a causa dell’impossibilità per le squadre di ambulanza e di soccorso di raggiungerle finora.
Ha inoltre precisato che il numero dei martiri dal cessate il fuoco dell’11 ottobre è salito a 523, mentre i feriti sono 1.433, oltre al recupero di 715 salme.
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### **3. Israele espelle Medici Senza Frontiere da Gaza entro fine febbraio, aggravando il collasso del sistema sanitario**
Le autorità di occupazione israeliane hanno deciso di porre fine alle attività dell’organizzazione Medici Senza Frontiere (MSF) nella Striscia di Gaza e l’hanno informata dell’obbligo di cessare le operazioni umanitarie e lasciare il territorio entro il 28 febbraio.
La decisione minaccia di privare centinaia di migliaia di palestinesi di servizi medici essenziali, in un contesto di quasi totale collasso del sistema sanitario.
Il provvedimento, emesso dal Ministero israeliano per gli Affari della Diaspora e la Lotta all’Antisemitismo, è stato giustificato con il pretesto del mancato invio degli elenchi del personale palestinese dell’organizzazione, una condizione imposta negli ultimi mesi alle organizzazioni umanitarie operanti a Gaza.
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### **4. Coloni attaccano abitazioni e ostacolano le scuole a Qalqilya e nella Valle del Giordano**
I coloni hanno intensificato gli attacchi in diverse aree della Cisgiordania, prendendo di mira abitazioni civili, strutture scolastiche e terreni agricoli e pastorali, nell’ambito di una politica di pressione continua volta allo sfollamento forzato dei palestinesi.
Nel governatorato di Qalqilya, coloni dell’insediamento di “Havat Gilad” hanno attaccato la casa del cittadino Hijazi Yamin, nella parte orientale del villaggio di Far’ata, lanciando pietre contro l’abitazione e impedendo ai sette membri della famiglia di uscire o muoversi, con il pretesto del pascolo delle pecore nella zona.
Nella Valle del Giordano settentrionale, i coloni hanno ostacolato il lavoro del personale scolastico della scuola di Al-Maleh e tentato di impedire l’inizio delle lezioni, secondo quanto riferito dal direttore dell’istruzione di Tubas, Azmi Balawneh.
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### **5. Direttore del Centro oncologico di Gaza: 4.000 malati di cancro necessitano urgentemente di viaggiare per curarsi attraverso Rafah**
Il direttore del Centro oncologico di Gaza, dott. Mohammed Ibrahim Abu Nada, ha avvertito che il continuo mantenimento della chiusura del valico di Rafah ai pazienti e ai feriti “aggrava pericolosamente le loro condizioni di salute fino a minacciare direttamente le loro vite”.
Ha sottolineato che migliaia di pazienti sono oggi sull’orlo di perdere ogni possibilità di cura a causa del divieto di viaggio.
Abu Nada ha dichiarato che circa 20.000 pazienti dispongono di trasferimenti medici completi e attendono l’autorizzazione a viaggiare per ricevere cure all’estero, tra cui circa 4.000 malati di cancro per i quali nella Striscia di Gaza non è disponibile alcuna forma di chemioterapia o radioterapia.
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### **6. Euro-Med: l’apertura sperimentale del valico di Rafah senza un meccanismo chiaro è una misura fragile che consolida il controllo dell’occupazione**
Il presidente dell’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani, Rami Abdu, ha messo in guardia dalle implicazioni preoccupanti dell’apertura sperimentale e parziale del valico terrestre di Rafah senza l’annuncio di un meccanismo chiaro e trasparente che regoli i viaggi.
Secondo Abdu, quanto avviene riflette una misura fragile, caratterizzata da ripetuti rinvii, che consolida il pieno controllo israeliano sul valico.
Ha aggiunto che l’apertura di Rafah è una richiesta urgente per garantire diritti fondamentali come il diritto al viaggio, alle cure mediche e all’istruzione, ma che l’assenza di criteri chiari, meccanismi di registrazione e percorsi sicuri suscita serie preoccupazioni tra i cittadini.
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### **7. Al-Mezan: la decisione di porre fine al lavoro di MSF è un ricatto politico che minaccia l’azione umanitaria a Gaza**
Il vice direttore del Centro Al-Mezan per i Diritti Umani, Samir Zaqout, ha affermato che la decisione delle autorità di occupazione israeliane di porre fine alle attività di Medici Senza Frontiere a Gaza e ordinarne la partenza entro il 28 febbraio rientra in una politica sistematica di ricatto politico e pressione contro le organizzazioni umanitarie operanti nella Striscia.
Zaqout ha spiegato che tale decisione era prevedibile, soprattutto dopo che MSF ha ritirato il proprio precedente consenso a fornire alle forze di occupazione israeliane elenchi dei dipendenti, indirizzi e informazioni sulle famiglie, precisando che il ritiro è avvenuto a seguito di pressioni ampie e crescenti.
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### **8. Le forze di occupazione notificano la demolizione di 14 abitazioni nel quartiere Al-Bustan di Silwan**
Le forze di occupazione israeliane hanno notificato l’immediata demolizione di 14 abitazioni nel quartiere di Al-Bustan, a Silwan, a sud della Moschea di Al-Aqsa, nella Gerusalemme occupata, con il pretesto della costruzione senza permesso.
Il Governatorato di Gerusalemme ha dichiarato che le abitazioni colpite ospitano famiglie palestinesi di Gerusalemme e che il loro targeting rientra in un piano israeliano volto a trasformare le terre di Al-Bustan in quelle che le autorità di occupazione definiscono “giardini biblici”, in palese violazione dei diritti alla proprietà e all’abitazione.
La misura minaccia il destino di circa 120 residenti, nell’ambito di politiche continue di espropriazione che colpiscono case esistenti da decenni, nonostante i proprietari abbiano pagato nel corso degli anni decine di migliaia di dollari in multe.
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## **Europeo**
### **9. Conferenza europea a Copenaghen: il genocidio a Gaza rivela il collasso dei valori occidentali**
Relatori e partecipanti a una conferenza organizzata dalla Rete Palestinese Europea a Copenaghen hanno affermato che il genocidio in corso nella Striscia di Gaza dall’ottobre 2023 ha smascherato il doppio standard occidentale e rivelato il collasso del sistema morale nell’applicazione del diritto internazionale.
Hanno inoltre evidenziato una crescita senza precedenti della solidarietà popolare e umanitaria con il popolo palestinese in tutta Europa, nonostante il silenzio dei governi.
La conferenza, intitolata “Solidali insieme per l’umanità”, ha visto la partecipazione di oltre 1.000 persone provenienti da 20 Paesi europei, tra cui ex ministri, parlamentari, accademici, attivisti per i diritti umani e rappresentanti di oltre 120 ONG.
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### **10. Medico norvegese si inchina in omaggio a Gaza in Danimarca**
«I miei studenti sono di Gaza e due di loro sono stati uccisi… Gaza è il mio cuore».
Il celebre medico norvegese Mads Gilbert si è inchinato per baciare la mano del giornalista palestinese Wael Al-Dahdouh, prima che quest’ultimo la ritirasse delicatamente posando la mano sulla sua spalla, durante il loro incontro alla conferenza della Rete Palestinese Europea a Copenaghen.
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### **11. Manifestazione a Bruxelles per chiedere l’apertura dei valichi di Gaza**
Manifestanti filo-palestinesi si sono riuniti nella capitale belga Bruxelles per chiedere l’apertura dei valichi di Gaza al fine di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia.
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### **12. Migliaia in piazza nel Regno Unito a sostegno della Palestina e contro l’occupazione**
Accusando il governo e i media di complicità e silenzio, migliaia di manifestanti hanno sfilato in una grande marcia a Londra per chiedere la fine delle vendite di armi britanniche all’occupazione israeliana e l’interruzione di qualsiasi sostegno che violi il diritto internazionale.
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### **13. L’attivista Schweitzer sottolinea l’importanza del boicottaggio contro l’occupazione**
L’attivista per i diritti umani Melanie Schweitzer ha affermato, durante la conferenza della Rete Palestinese Europea, che il movimento di boicottaggio rappresenta uno degli strumenti di lotta civile più efficaci al mondo contro il genocidio e le violazioni dell’occupazione illegale.
Ha spiegato che il boicottaggio è alla portata di tutti, poiché non richiede di scendere in strada, ma inizia dalle decisioni quotidiane dei consumatori nel rifiutare l’acquisto di prodotti che sostengono l’occupazione.
Ha aggiunto che il movimento di boicottaggio è oggi oggetto di attacchi crescenti, in particolare da parte di Israele, dove viene criminalizzato in diversi Paesi nel tentativo di mettere a tacere uno degli strumenti più efficaci utilizzati dalla società civile globale per opporsi all’occupazione e alle politiche di pulizia etnica portate avanti da decenni.
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### **14. Grande manifestazione di solidarietà a Berlino contro il proseguimento del genocidio a Gaza**
La “Coalizione Palestina a Berlino” ha organizzato una grande manifestazione che ha attraversato le strade della capitale tedesca, con la partecipazione di migliaia di persone solidali con la Palestina, per denunciare il continuo attacco alla Striscia di Gaza e chiedere la fine del sostegno militare tedesco all’occupazione.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e grandi striscioni con le scritte “Fermate il genocidio” e “Libertà per la Palestina”.
La coalizione ha ribadito nel suo comunicato che le mobilitazioni popolari continueranno fino alla fine della guerra di sterminio e alla cessazione del crimine della fame attraverso la revoca dell’assedio a Gaza, sottolineando che “la giustizia per la Palestina è la chiave della pace nella regione”.
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### **15. Marcia di protesta in Irlanda a sostegno di Gaza contro il proseguimento del genocidio**
Decine di attivisti solidali con la Palestina del movimento BDS hanno organizzato una marcia di protesta a Belfast, nell’Irlanda del Nord, per chiedere la fine dei crimini israeliani in corso contro il popolo palestinese nella Striscia di Gaza.
I manifestanti hanno affermato che le violazioni non si sono fermate nonostante l’entrata in vigore dell’“accordo di cessate il fuoco” il 10 ottobre 2026, sottolineando la prosecuzione dei bombardamenti su aree abitate e l’aumento delle vittime civili, comprese donne e bambini.
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### **16. Le immagini dei martiri di Gaza adornano i gradini di Bruxelles**
In un gesto di solidarietà, manifestanti a Bruxelles hanno collocato sui celebri gradini della città le foto e i nomi dei palestinesi uccisi durante il genocidio nella Striscia di Gaza.
L’iniziativa mira a mettere in luce la tragedia dei civili palestinesi, ribadire la solidarietà internazionale con il popolo palestinese e invitare la comunità internazionale a fare pressione sull’occupazione affinché ponga fine alle continue violazioni dei diritti umani.
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### **17. Marcia di solidarietà a Sydney contro la visita prevista del presidente dell’occupazione**
Il distretto centrale degli affari di Sydney ha ospitato una marcia di solidarietà con la Palestina, la prima di questo tipo quest’anno, con la partecipazione di attivisti, membri della comunità palestinese e sostenitori.
Durante l’evento, gli oratori hanno condannato la decisione del governo australiano di invitare il presidente israeliano Isaac Herzog per una prossima visita ufficiale, ritenendo che tale scelta contraddica i principi dei diritti umani alla luce della drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza.
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## **Internazionale**
### **18. Studente di filosofia di Oxford comparso in tribunale per aver partecipato a una marcia a sostegno della Palestina**
Lo studente di filosofia dell’Università di Oxford, Samuel Williams (20 anni), è comparso davanti al Tribunale dei Magistrati di Westminster a Londra per accuse legate all’ordine pubblico, a seguito della sua partecipazione a una marcia filo-palestinese organizzata a Whitehall, nel centro della capitale britannica.
La polizia sostiene che Williams sia apparso in un video mentre scandiva slogan definiti “antisemiti”, accuse che egli respinge fermamente, affermando di non aver commesso alcun reato né incitato all’odio, e che la sua partecipazione rientrava nell’esercizio legittimo della libertà di espressione e del diritto alla protesta pacifica a sostegno della causa palestinese.
L’accusa era stata formulata lo scorso anno; Williams è comparso in aula sabato pomeriggio senza presentare una dichiarazione formale, indicando l’intenzione di dichiararsi non colpevole in una successiva udienza.
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### **19. Accademici accusano l’Università di Cambridge di occultare i propri investimenti nell’industria bellica**
Accademici dell’Università di Cambridge hanno accusato l’amministrazione dell’ateneo di una “eccessiva mancanza di trasparenza” riguardo al proprio fondo di dotazione, del valore di circa 4,2 miliardi di sterline, e al modo in cui beneficia di investimenti legati al settore della produzione di armi e della difesa.
Il consiglio di amministrazione dell’università è previsto riunirsi lunedì prossimo per discutere un rapporto sulle relazioni finanziarie con il settore della difesa, ma diversi alti funzionari hanno sottolineato che la mancanza di trasparenza ha impedito un reale esame, a causa della mancata divulgazione dei nomi delle aziende coinvolte.
Il dibattito si concentra sul fondo di dotazione universitario, creato per garantire la stabilità finanziaria a lungo termine e gestito dalla Cambridge University Investment Management Limited (UCIM), una società privata interamente controllata dall’università che opera secondo un complesso modello finanziario di “fondo di fondi”.
La questione è tornata alla ribalta dopo un sit-in organizzato nel 2024 da studenti filo-palestinesi davanti al King’s College, che chiedevano all’università di interrompere ogni legame finanziario con Israele. La protesta si è conclusa dopo l’impegno dell’università a rivedere le proprie relazioni con l’industria degli armamenti e della difesa.
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### **20. Lazzarini: la violenza israeliana in Cisgiordania ha raggiunto livelli record nel silenzio internazionale**
Il Commissario generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, ha dichiarato che la violenza israeliana nella Cisgiordania occupata ha raggiunto “livelli record”, definendola una “guerra israeliana silenziosa che non ha ricevuto un’adeguata copertura”.
Ha spiegato che dall’ottobre 2023 la Cisgiordania è teatro di un’escalation senza precedenti che ha causato la morte di oltre 1.000 palestinesi, quasi un quarto dei quali bambini, in un contesto di intensificazione degli attacchi da parte dell’esercito di occupazione e dei coloni israeliani.
Lazzarini ha aggiunto che questa escalation continua da oltre due anni ha provocato l’uccisione di 1.110 palestinesi, il ferimento di circa 11.500 altri, l’arresto di oltre 21.000 palestinesi, oltre a vaste demolizioni di abitazioni, sfollamenti forzati e una rapida espansione coloniale.
