
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2405, Data: domenica 5 aprile 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2405, Data: domenica 5 aprile 2026
1. Avvertimento di un collasso dei servizi a Gaza con l’aggravarsi della crisi del carburante e dell’assedio
L’Unione dei comuni della Striscia di Gaza ha avvertito, in un comunicato urgente, dell’imminente ingresso del territorio in una fase di “collasso totale” dei servizi municipali essenziali, a causa del forte peggioramento della crisi dei carburanti, del continuo assedio, della chiusura dei valichi e del divieto di ingresso di pezzi di ricambio e materiali necessari al funzionamento.
L’Unione ha spiegato che la grave carenza di gasolio e oli industriali, necessari per far funzionare i pozzi d’acqua, gli impianti di depurazione, i generatori elettrici e i mezzi municipali utilizzati per aprire le strade e rimuovere le macerie, ha portato a una paralisi crescente delle capacità dei comuni e all’esaurimento delle limitate risorse rimaste.
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2. Coloni armati attaccano la città di Turmus Ayya
Coloni, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane, hanno attaccato la cittadina di Turmus Ayya, a nord-est di Ramallah.
Fonti locali riferiscono che coloni armati hanno attaccato le periferie della città, e i residenti hanno reagito. Gli aggressori hanno sparato proiettili veri contro i cittadini e le loro case, senza che siano stati segnalati feriti.
Le fonti hanno aggiunto che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella città contemporaneamente all’attacco dei coloni e hanno inseguito alcuni giovani nelle zone periferiche, senza segnalazioni di arresti.
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3. Sanità: due morti e 25 feriti a Gaza in 24 ore
Il Ministero della Salute palestinese ha annunciato nuovi morti e feriti nella Striscia di Gaza nelle ultime ore, mentre prosegue l’offensiva israeliana e persistono difficoltà nel raggiungere le vittime.
Nel suo rapporto statistico, il ministero ha riferito che due morti e 25 feriti sono stati trasportati negli ospedali del territorio nelle ultime 24 ore, indicando che diverse vittime si trovano ancora sotto le macerie e nelle strade, a causa dell’impossibilità per le squadre di soccorso e della protezione civile di raggiungerle finora.
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4. Centro per i diritti umani: le munizioni inesplose minacciano la vita degli abitanti a Gaza
Il Centro di Gaza per i diritti umani ha avvertito dei gravi e crescenti rischi derivanti dalla presenza continua di migliaia di ordigni inesplosi in diverse aree della Striscia di Gaza, a seguito degli attacchi militari israeliani in corso da 29 mesi. Ha sottolineato che questi residui bellici sono diventati una minaccia quotidiana diretta per la vita dei civili e ostacolano gravemente gli sforzi di soccorso e ricostruzione.
In occasione della Giornata internazionale di sensibilizzazione sul rischio delle mine, il 4 aprile, il centro ha dichiarato che l’intensità dei bombardamenti subiti dal territorio ha lasciato enormi quantità di proiettili, missili e materiali esplosivi inesplosi, ora sepolti sotto le macerie delle case distrutte, nelle strade, nei terreni agricoli e tra le aree residenziali, rendendo qualsiasi movimento estremamente pericoloso per gli abitanti.
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5. 30 morti e 376 feriti in 9406 violazioni in Cisgiordania e a Gerusalemme nel mese scorso
Il Centro di informazione palestinese “Mu‘ta” ha rivelato la continua escalation delle violazioni commesse dalle forze di occupazione israeliane e dai coloni contro i palestinesi e le loro proprietà in Cisgiordania e a Gerusalemme durante il mese di marzo 2026, con un totale di 9406 violazioni documentate.
Secondo il centro, le forze di occupazione hanno proseguito le loro operazioni militari contro i palestinesi in varie aree, causando la morte di 30 persone e il ferimento di altre 376, tra cui bambini, donne e anziani. Sono stati inoltre registrati 301 episodi di sparatorie da parte di soldati e coloni contro i palestinesi.
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6. 12 case minacciate di demolizione nel quartiere Al-Bustan, timori di esecuzione imminente
Dodici abitazioni nel quartiere Al-Bustan, nella località di Silwan a sud della moschea di Al-Aqsa, sono minacciate di demolizione imminente, tra timori che il municipio israeliano di Gerusalemme occupata possa eseguire le decisioni in qualsiasi momento.
Questo quartiere, situato nel cuore di Silwan e che si estende su 70 dunum, è molto vicino agli ingressi e ai tunnel che conducono alla moschea di Al-Aqsa, rendendolo un obiettivo nei tentativi di modificare la situazione attorno al sito e di “ebraicizzare” l’area circostante.
Il quartiere sta vivendo un’escalation pericolosa e senza precedenti di demolizioni e pulizia etnica, nell’ambito di una politica volta a eliminare la presenza palestinese, favorendo i progetti di insediamento a Silwan e modificando la natura demografica e geografica della zona.
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7. #Video… le forze di occupazione maltrattano giovani a Hebron in Cisgiordania
#Guarda… costretti a sdraiarsi a terra… immagini documentano i maltrattamenti inflitti dai soldati israeliani a diversi giovani palestinesi durante un’incursione nella località di Tafuh, vicino a Hebron, nel sud della Cisgiordania.
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*Europeo*
8. Due film su Gaza vincono premi in un festival di documentari in Francia
Il documentario franco-belga “Inside Gaza”, che racconta la vita quotidiana dei corrispondenti dell’AFP nella Striscia di Gaza dopo il 7 ottobre 2023, ha vinto il Gran Premio della 33ª edizione del Festival internazionale del documentario FIGRA.
Diretto dalla regista francese Hélène Lam Trong e coprodotto da Arte France, RTBF e Factstory, il film presenta la vita di quattro giornalisti e collaboratori dell’AFP, evidenziando le sfide e le difficoltà nel svolgere il loro lavoro in un territorio devastato dalla guerra e difficilmente accessibile alla stampa straniera. Della durata di 76 minuti, ha ricevuto anche il premio del pubblico.
Il premio speciale della giuria è stato assegnato al film “Fragments de guerre” della regista Solène Chalvon-Fioriti, che raccoglie testimonianze di donne nel cuore del conflitto, da Gaza alla Cisgiordania occupata.
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9. Anwar El Ghazi vince la causa contro il suo ex club e sostiene la Palestina
Un tribunale tedesco ha deciso a favore del calciatore internazionale olandese Anwar El Ghazi contro il club Mainz 05, dopo la risoluzione del suo contratto nel 2023 a causa dei suoi post a sostegno della Palestina dopo gli eventi del 7 ottobre. Il tribunale ha stabilito che la libertà di espressione prevale sugli interessi del datore di lavoro.
Il club è stato condannato a pagare 1,7 milioni di euro di stipendi arretrati, dopo il fallimento del ricorso, ritenendo ingiustificata la risoluzione del contratto, in un caso che ha suscitato dibattito sulle posizioni politiche dei giocatori nei club europei.
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10. Continuano gli appelli a firmare una petizione contro la legge Yadan
In Francia continuano gli appelli per firmare una petizione volta a respingere la legge Yadan, che mira a limitare la solidarietà e i movimenti di sostegno alla causa palestinese, di cui Rima Hassan è stata vittima prima della sua approvazione.
Secondo il sito della campagna “No alla legge Yadan”, il numero dei firmatari ha superato le 200.000 persone, con un invito a intensificare gli sforzi per raggiungere le 500.000 firme, al fine di presentarla al Parlamento francese a metà mese e inserirla all’ordine del giorno di una seduta pubblica.
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11. Deputata al Parlamento europeo: la legge sulla pena di morte è basata su discriminazione razziale
La deputata al Parlamento europeo Lynn Boylan ha espresso il suo rifiuto della legge che prevede l’esecuzione dei prigionieri palestinesi. Ha inoltre chiesto all’Unione europea di interrompere i rapporti con l’occupazione e di imporre sanzioni contro i suoi leader estremisti.
Ha sottolineato che l’approvazione della legge in un clima celebrativo alla Knesset riflette un disprezzo per i valori umani e rappresenta una discriminazione razziale, in quanto applicata esclusivamente ai palestinesi.
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12. Protesta simbolica di solidarietà con la Palestina a Londra
Sostenitori della Palestina nell’est di Londra hanno esposto bandiere palestinesi e collocato cartelli su barche e passerelle, esprimendo il loro sostegno alla causa palestinese.
Questa iniziativa si inserisce in una mostra presso Four Corners che documenta le attività quotidiane della comunità, dove i partecipanti hanno espresso solidarietà alla Palestina attraverso azioni pacifiche e creative, sottolineando che il sostegno non si limita alle parole ma si manifesta anche attraverso simboli e azioni quotidiane.
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*Internazionale*
13. Università americana licenzia l’accademica Shireen Saeidi per le sue critiche all’occupazione
L’Università dell’Arkansas a Fayetteville ha deciso di licenziare l’accademica Shireen Saeidi dopo la pubblicazione di dichiarazioni sui social media in cui criticava l’occupazione israeliana, ignorando un voto accademico unanime a favore della sua permanenza.
Fonti giornalistiche hanno riferito che Saeidi aveva ricevuto lo scorso luglio una lettera di avvertimento dal preside del Fulbright College, Brian Raines, che la accusava di aver utilizzato l’università per chiedere la liberazione di un attivista detenuto nelle carceri svedesi.
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14. Euro-Med Monitor: l’occupazione sfrutta lo stato di emergenza per smantellare lo “status quo” nei luoghi religiosi a Gerusalemme
L’Osservatorio euro-mediterraneo per i diritti umani ha avvertito dell’escalation delle misure israeliane a Gerusalemme, affermando che le autorità stanno sfruttando lo stato di emergenza per smantellare lo “status quo” nei luoghi religiosi e imporre una nuova realtà basata su discriminazione ed esclusione.
In un comunicato, l’osservatorio ha spiegato che le restrizioni alla libertà di culto e all’accesso ai luoghi sacri rappresentano uno strumento di repressione sistematica all’interno di un più ampio quadro di colonialismo di insediamento e apartheid, riflettendo una politica deliberata volta a consolidare il controllo e a ridurre la presenza palestinese, sia musulmana che cristiana.
