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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2554, Data: sabato 12 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2554, Data: sabato 12 settembre 2026

1. Due morti e feriti a Gaza sotto il fuoco dell’occupazione
Le forze di occupazione israeliane hanno continuato, per il 337º giorno consecutivo, a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, attraverso bombardamenti e colpi d’arma da fuoco contro diverse aree della Striscia. Gli attacchi hanno provocato la morte di due palestinesi, uno dei quali è deceduto in seguito alle ferite riportate, e il ferimento di altre persone.
Fonti locali hanno riferito della morte di un cittadino e del ferimento di altre 9 persone a seguito di un attacco condotto da un drone israeliano nei pressi dell’ingresso del campo di Al-Sumoud, a ovest della città di Khan Yunis, nel sud della Striscia di Gaza.

Nel frattempo, il cittadino Muhammad Shamali è morto a causa delle ferite riportate ieri, dopo che le forze di occupazione avevano colpito un gruppo di cittadini nel quartiere Al-Daraj, nella città di Gaza.

2. Incursioni e arresti in Cisgiordania, mentre i coloni fanno irruzione nei villaggi palestinesi
Diverse aree della Cisgiordania sono state teatro di una serie di incursioni condotte dalle forze di occupazione israeliane. In alcuni casi sono state perquisite abitazioni e sono stati arrestati cittadini, mentre parallelamente i coloni hanno effettuato incursioni in numerosi villaggi e località palestinesi.
Nella provincia di Nablus, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella cittadina di Beita, a sud della città, perquisendo diverse abitazioni prima di tornare a fare irruzione nella località in un secondo momento.

Nella provincia di Jenin, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella zona di “Dabbet al-Ghanem” e nel quartiere “Khallet al-Souha” della città di Jenin.

Nella provincia di Qalqilya, invece, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella cittadina di Immatin, a est della provincia, perquisendo diverse abitazioni.

3. Hanno salvato la memoria di Gaza dalle macerie: due palestinesi ricevono il Premio UNESCO Memoria del Mondo
Mentre i bombardamenti israeliani distruggevano i quartieri di Gaza e cancellavano i suoi luoghi storici, l’ingegnera Haneen Al-Omassi cercava tra le macerie del quartiere Shuja’iyya documenti, manoscritti e fotografie sopravvissuti ai bombardamenti, consapevole che salvare anche un solo documento significava preservare una parte della memoria di una città le cui caratteristiche rischiano di scomparire.
Tra le macerie, il compito di salvaguardare il patrimonio culturale si è trasformato in un’attività segnata dal pericolo di morte. A guidarla è stata Al-Omassi, direttrice esecutiva della Fondazione “Eyes on Heritage”, insieme allo storico dott. Abd al-Latif Abu Hashem, ex direttore del Dipartimento di manoscritti, antichità e biblioteche. Il percorso si è concluso con la vittoria, da parte dei due, del Premio UNESCO/Jikji Memoria del Mondo 2026, secondo quanto riferito da Al Jazeera.

4. I coloni ampliano un avamposto insediativo a nord di Ramallah
I coloni hanno ampliato l’avamposto insediativo situato nell’area di Wadi al-Zaytoun, nelle terre del villaggio di Umm Safa, a nord di Ramallah.
Fonti locali hanno riferito che i coloni continuano i lavori di ampliamento dell’avamposto costruito sulle terre del villaggio, nell’ambito della continua espansione degli insediamenti e della confisca di ulteriori terreni palestinesi nella zona.

5. Allarme per l’aumento dello sfollamento degli abitanti della Cisgiordania con l’incremento delle demolizioni delle abitazioni
Continuano gli avvertimenti sull’intensificarsi delle politiche israeliane volte allo sfollamento degli abitanti della Cisgiordania, parallelamente all’aumento delle demolizioni delle abitazioni, cresciute negli ultimi giorni nell’area di “Masafer Yatta”, nel sud della Cisgiordania.
Farhan Haq, vice portavoce delle Nazioni Unite, ha dichiarato durante una conferenza stampa che le autorità di occupazione israeliane hanno demolito martedì scorso 20 abitazioni e altre strutture, tra cui un serbatoio d’acqua e pannelli solari, in due comunità pastorali palestinesi della zona.

Europeo
6. #Video: Proteste di massa contro l’apertura di un’ambasciata israeliana
#Guarda… In protesta contro l’apertura di un’ambasciata israeliana, manifestanti filo-palestinesi si sono radunati nella capitale slovena Lubiana, chiedendone la chiusura e la cessazione della cooperazione economica con Tel Aviv, in concomitanza con la visita nel Paese del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar.
7. #Video: Attivisti distruggono la facciata di un’azienda che sostiene l’occupazione in Gran Bretagna
#Guarda… Attivisti filo-palestinesi del gruppo “People Against Genocide” hanno danneggiato la facciata dell’azienda logistica “DSV” e l’hanno imbrattata di rosso nella città britannica di Bristol, protestando contro il trasferimento da parte dell’azienda di componenti e attrezzature militari alla società israeliana “Elbit Systems”.
8. Lavoratori australiani fanno pressione sul governo affinché aderisca al divieto di commercio con gli insediamenti israeliani
Il gruppo “Labour Friends of Palestine”, che comprende membri del Partito Laburista australiano, ha inviato una lettera alla ministra degli Esteri Penny Wong, criticando il governo federale per non essersi unito a Regno Unito, Canada e Francia nell’imporre restrizioni commerciali con gli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Il gruppo ha invitato Wong a passare dalla fase dell’“inazione” a politiche pratiche e ponderate, comprendenti restrizioni commerciali mirate e misure coordinate con gli alleati, tenendo conto della necessità di proteggere i lavoratori palestinesi e di evitare conseguenze indesiderate sulla loro vita e sui loro interessi.

9. Importanti rabbini britannici sostengono le sanzioni del loro Paese contro gli insediamenti israeliani
Il rabbino Jonathan Wittenberg, uno dei principali rabbini del movimento Masorti, ha scritto sulla piattaforma X: “Ciò che accade oggi in Cisgiordania è una profanazione del peggior tipo. Non possiamo restare in silenzio”. Ha aggiunto che si trovava nel villaggio palestinese di Umm al-Khair quando è stato diffuso l’annuncio e che aveva visto “con i propri occhi” le atrocità della violenza dei coloni.
Anche la rabbina Alexandra Wright della Liberal Jewish Synagogue di Londra ha sostenuto le sanzioni, definendole “l’impegno della Gran Bretagna per la soluzione dei due Stati”, e ha invitato la comunità ebraica a “non ostacolare alcun progresso verso la soluzione dei due Stati”.

10. La campionessa mondiale di apnea manifesta solidarietà alla Palestina nelle profondità del mare
La campionessa mondiale di apnea italiana Alessia Zecchini, vincitrice di 18 medaglie d’oro, ha portato 117 sogni scritti da bambini di Gaza sulla propria muta da sub, immergendosi con essa nelle profondità del Mar Mediterraneo, in un’iniziativa di solidarietà globale che chiede il diritto di ogni bambino a giocare.
L’iniziativa si è svolta nell’ambito della campagna “Lancia gli aquiloni” (Kites4Palestine), nella quale bambini palestinesi evacuati nella città italiana di Bologna hanno viaggiato fino a Milazzo per affidare i loro sogni alla muta di Zecchini.

11. Attivisti chiudono lo stabilimento L3Harris di Brighton e interrompono la produzione di componenti utilizzati nei bombardamenti di Gaza
Attivisti hanno chiuso una struttura della società “L3Harris” nella città britannica di Brighton, provocando l’interruzione del flusso di componenti destinati a quello che definiscono “il sistema di guerra e genocidio”.
Lo stabilimento produce meccanismi di sgancio delle bombe e piattaforme di lancio per gli aerei da combattimento F-16 e F-35, componenti installati di serie sui nuovi F-35 consegnati alle forze di occupazione.

Lo stabilimento detiene inoltre i diritti di produzione della principale piattaforma per bombe (VER2) utilizzata sugli F-16 israeliani, una piattaforma che, secondo il testo, è stata utilizzata per decenni nei bombardamenti contro civili a Gaza e in Cisgiordania.

12. Protesta del settore sanitario a Londra contro la collaborazione con Palantir
Decine di operatori sanitari e pazienti britannici hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti alla sede della riunione del consiglio di amministrazione della fondazione sanitaria “Barts” a Londra, chiedendo al governo britannico e al Servizio sanitario nazionale (NHS) di cancellare immediatamente il contratto della “Piattaforma dati unificata” stipulato con la società statunitense di software militare “Palantir”.
I manifestanti hanno fatto pressione affinché venga attivata la clausola di risoluzione del contratto prevista per febbraio 2027, allo scopo di escludere definitivamente la società dai dati dei pazienti. Hanno inoltre denunciato il sostegno militare e tecnologico diretto che, secondo loro, Palantir fornisce alle forze di occupazione israeliane.

Internazionale
13. Appelli a intensificare il boicottaggio e la resistenza alla normalizzazione in risposta agli “accordi quadro”
Il movimento per il boicottaggio ha lanciato un appello invitando le componenti civili e politiche a intensificare le campagne di boicottaggio contro l’occupazione e le sue istituzioni e a contrastare i progetti di normalizzazione, in risposta alla prosecuzione di quella che definisce la guerra genocida contro i popoli palestinese e libanese e agli attacchi contro Siria e Iran.
Il comunicato ha condannato la copertura fornita dall’amministrazione statunitense alle forze di occupazione attraverso ciò che viene definito “cessate il fuoco” e “accordi quadro”, sottolineando che l’inasprimento dei massacri e delle atrocità e la totale impunità dell’occupazione non sarebbero stati possibili senza il sostegno militare e politico illimitato e senza i profitti delle aziende considerate complici, ottenuti a spese dei popoli della regione.

14. La City University of New York ammette investimenti in un’azienda israeliana di armamenti e in banche che finanziano gli insediamenti
La rivelazione è arrivata dopo una battaglia legale durata due anni, durante la quale la City University of New York è stata costretta a rendere pubblico il proprio portafoglio di investimenti. Sono emersi investimenti per centinaia di migliaia di dollari in aziende coinvolte nell’occupazione dei territori palestinesi.
Tra questi figurano investimenti nella società Caterpillar, i cui bulldozer vengono utilizzati per demolire abitazioni palestinesi, nella società Elbit Systems, descritta nel testo come il maggiore produttore israeliano di armi, e in tre grandi banche israeliane che forniscono sostegno finanziario agli insediamenti.

15. La pressione statunitense porta alla chiusura della pagina Instagram di “Palestine Action Global”
La piattaforma Instagram ha chiuso la pagina del gruppo “Palestine Action Global”, pochi giorni dopo che gli Stati Uniti avevano imposto sanzioni a Palestine Action e l’avevano designata come organizzazione terroristica globale.
La chiusura si inserisce in un’ondata più ampia di restrizioni sui contenuti a sostegno della Palestina sulle piattaforme di Meta. In un suo rapporto, Human Rights Watch ha documentato quello che ha definito un modello di “censura sistematica” dei contenuti palestinesi.

16. Proteste davanti al palazzo presidenziale di Cipro durante la visita del presidente israeliano Herzog
Attivisti filo-palestinesi e organizzazioni per i diritti umani hanno manifestato davanti al palazzo presidenziale nella parte meridionale di Cipro, protestando contro la visita del presidente israeliano Isaac Herzog, secondo quanto riferito dal quotidiano Cyprus Mail.
La manifestazione è stata organizzata da un gruppo di organizzazioni, tra cui “Cipro libera dal genocidio”, “Osservatorio sull’estrema destra a Cipro”, “Azione di solidarietà cipriota con la Palestina”, “Movimento per il boicottaggio a Cipro”, “Consiglio della pace cipriota”, “Alleanza contro l’estrema destra, il fascismo e il razzismo” e “Voci per la Palestina Cipro”.

17. Le Nazioni Unite avvertono dell’aumento delle demolizioni delle abitazioni a Masafer Yatta
Le Nazioni Unite hanno messo in guardia dall’aumento, negli ultimi giorni, delle demolizioni di abitazioni e strutture palestinesi nell’area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, e dal conseguente sfollamento forzato della popolazione, in un contesto di crescente violenza da parte dei coloni e di pressioni volte a svuotare l’area dei suoi abitanti.
Il portavoce delle Nazioni Unite Farhan Haq ha dichiarato che le autorità di occupazione hanno demolito, martedì scorso, 20 abitazioni e strutture, tra cui un serbatoio d’acqua e pannelli per l’energia solare, in due comunità pastorali palestinesi di Masafer Yatta.

18. Mobilitazione thailandese davanti all’ambasciata israeliana per chiedere la fine degli attacchi contro i palestinesi
La capitale thailandese Bangkok ha ospitato una manifestazione di protesta davanti all’ambasciata israeliana, guidata dal noto attivista politico Sondhi Limthongkul, nell’ambito della campagna “Thailandia da recuperare”.
La protesta ha incluso critiche alle politiche israeliane e un appello a porre fine agli attacchi contro i civili nella Striscia di Gaza.

I sostenitori della campagna si sono riuniti davanti all’Ocean Tower 2, nella zona di Watthana della capitale, dove Limthongkul e altri esponenti del movimento hanno pronunciato discorsi e letto un comunicato indirizzato all’ambasciatore israeliano. Alla manifestazione hanno partecipato attivisti e personaggi pubblici, tra cui l’attivista ambientalista Siranud “Psi” Scott, apparso con la bandiera nazionale thailandese.

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