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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2553, Data: venerdì 11 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2553, Data: venerdì 11 settembre 2026

1\. Quattro morti e feriti mentre continuano le violazioni israeliane nella Striscia di Gaza

Quattro cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti mentre continuano le violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Fonti locali hanno riferito del recupero dei corpi di quattro vittime della famiglia “Ahmed” dalle macerie di una casa distrutta dagli aerei israeliani la scorsa notte nel progetto Beit Lahia, nel nord della Striscia.

### 2\. A Gaza continua l’uccisione di bambini: appelli alla protezione e a perseguire i responsabili

Il cessate il fuoco nella Striscia di Gaza non ha portato la sicurezza che i bambini della Striscia attendevano, poiché gli attacchi e le vittime hanno continuato a verificarsi. La situazione ha spinto una coalizione di organizzazioni della società civile palestinese a chiedere alla comunità internazionale di andare oltre le dichiarazioni di condanna e di agire con urgenza per fermare il targeting dei bambini e perseguire i responsabili israeliani delle violazioni commesse contro di loro.

La coalizione ha affermato che il continuo uccisione e ferimento di bambini dopo l’annuncio del cessate il fuoco dimostra la fragilità delle garanzie esistenti per la protezione dei civili e richiede misure concrete ed efficaci. Ha inoltre sottolineato che i bambini palestinesi non sono parte del conflitto e che la loro protezione costituisce un obbligo giuridico e morale che non dovrebbe essere subordinato a considerazioni politiche.

### 3\. La scabbia si diffonde nelle carceri israeliane: prigionieri senza cure e condizioni che favoriscono il contagio

Il pericolo della scabbia nelle carceri israeliane non si limita al fatto che si tratti di una malattia della pelle in fase di diffusione. Per i prigionieri palestinesi si è trasformata in una sofferenza quotidiana che mette in luce le dure condizioni sanitarie e ambientali in cui vivono, tra carenza di prodotti per l’igiene, ritardi nelle cure, sovraffollamento persistente e scarsa ventilazione.

La Società del Club dei Prigionieri Palestinesi ha dichiarato che la diffusione della malattia è diventata una delle principali emergenze sanitarie nelle carceri, a causa dell’ampia diffusione dei contagi, considerando che il perdurare di tali condizioni non può essere separato dalle forme di tortura fisica e psicologica a cui i prigionieri sono sottoposti.

### 4\. La Cisgiordania si restringe sulle mappe: Israele pianifica migliaia di unità abitative per l’espansione degli insediamenti

La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha denunciato una nuova escalation nei piani israeliani di colonizzazione della Cisgiordania, affermando che le autorità israeliane hanno esaminato 13 piani coloniali, tre dei quali sono stati sottoposti ad approvazione, in un processo volto ad ampliare gli insediamenti esistenti e a crearne di nuovi a spese delle terre palestinesi.

Secondo un rapporto della Commissione, i piani discussi comprendono 1.670 nuove unità abitative negli insediamenti, di cui 565 hanno raggiunto la fase di approvazione definitiva e 1.105 rientrano in piani proposti per la presentazione ufficiale, oltre ad altre procedure urbanistiche volte a rafforzare le infrastrutture edilizie e i servizi degli insediamenti.

### 5\. Media dei prigionieri: nuove repressioni contro le detenute di “Damon”

L’Ufficio per i media dei prigionieri ha riferito che il 6 settembre 2026 le forze di repressione hanno fatto irruzione nelle celle “2, 10 e 11” del carcere di “Damon” e hanno costretto le detenute a uscire nel cortile, prima di sottoporle a maltrattamenti e aggressioni.

L’ufficio ha spiegato che le guardie carcerarie hanno costretto le detenute a sdraiarsi a pancia in giù sul pavimento rovente del cortile, riscaldato dai raggi del sole, e le hanno aggredite con violenza.

### 6\. Israele ha arrestato 100 palestinesi in Cisgiordania nell’arco di una settimana

Le forze israeliane hanno arrestato più di 100 cittadini palestinesi provenienti da diverse province della Cisgiordania occupata nell’ultima settimana.

Il Club dei Prigionieri Palestinesi ha riferito che le campagne di arresti hanno colpito ampi settori della società e hanno coinvolto bambini e donne, oltre a ex prigionieri liberati e giornalisti. Gli arresti sono stati accompagnati da maltrattamenti, aggressioni sul campo e perquisizioni delle abitazioni dei cittadini.

### 7\. #Video: coloni fanno irruzione nella moschea di Al-Aqsa e compiono rituali talmudici

#Guarda… Una scena ricorrente nel contesto dell’escalation delle violazioni: coloni israeliani fanno irruzione nei cortili della benedetta moschea di Al-Aqsa e compiono rituali talmudici davanti alla Cupola della Roccia.

## Europa

### 8\. Grande manifestazione a Lubiana contro il genocidio e a sostegno dei diritti palestinesi

Migliaia di persone solidali con la Palestina sono scese nelle strade della capitale slovena Lubiana, partecipando a una grande marcia per alzare la voce contro i continui crimini dell’occupazione israeliana.

La manifestazione ha attraversato le principali piazze della città senza particolari restrizioni da parte delle autorità. La presenza limitata della polizia slovena ha consentito alla protesta popolare di svolgersi pacificamente, confermando la crescente pressione dell’opinione pubblica nel continente europeo per interrompere i rapporti con il sistema coloniale.

### 9\. Proteste e chiusura degli uffici delle compagnie “Chubb” e “Sompo”

Il Regno Unito è stato interessato da un’ondata di proteste che ha incluso la chiusura e l’occupazione di cinque uffici principali delle compagnie assicurative internazionali “Chubb” e “Sompo”, in risposta agli appelli dei movimenti per il boicottaggio volti a porre fine alla complicità con il complesso dell’industria militare israeliana.

I manifestanti hanno bloccato le sedi delle due compagnie nelle città di Londra, Manchester, Glasgow e Maidstone, accusando le rispettive dirigenze di fornire copertura assicurativa e garanzie finanziarie alla società israeliana “Elbit Systems” per la produzione di armi e alle sue controllate, come “UAV Engines”, nel Regno Unito e negli Stati Uniti.

### 10\. Deputato britannico: il divieto di ingresso nei territori occupati non ci impedirà di perseguire Israele

Il deputato britannico Jeremy Corbyn ha affermato che il divieto imposto da Israele mira a isolare i territori occupati e a impedire a parlamentari, giornalisti e investigatori delle Nazioni Unite di documentare la guerra di sterminio e l’escalation del terrorismo dei coloni.

Ha aggiunto che la decisione offre un piccolo assaggio dell’assedio, delle restrizioni soffocanti, dei controlli e della demolizione delle abitazioni che i palestinesi affrontano quotidianamente sotto il peso del colonialismo.

### 11\. Londra avvia il processo contro un attivista di Palestine Action che ha imbrattato la statua di Churchill con la scritta “criminale di guerra sionista”

Il tribunale di Southwark Crown Court di Londra ha iniziato il processo contro l’attivista olandese Kaspar San Giorgio, membro di Palestine Action, accusato di aver provocato “danni criminali” dopo aver imbrattato la statua dell’ex primo ministro britannico Winston Churchill situata davanti al Parlamento.

I fatti risalgono alle prime ore del 27 febbraio scorso, quando l’attivista è salito sulla statua di bronzo nella Parliament Square di Westminster, indossando l’abbigliamento del movimento e utilizzando vernice rossa per scrivere le frasi “criminale di guerra sionista”, “Liberate la Palestina” e “Fermate il genocidio”.

### 12\. L’opposizione italiana attacca il governo per non essersi unito alle sanzioni contro Israele

I partiti dell’opposizione italiana hanno lanciato un duro attacco al governo per non essersi unito a una coalizione composta da 12 Paesi che hanno annunciato l’imposizione di restrizioni commerciali nazionali sulle merci provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata.

Il quotidiano “La Repubblica” ha riferito della richiesta del leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, al governo di mostrare “un certo grado di dignità” e di approvare la proposta di legge dell’opposizione per imporre sanzioni parlamentari dirette a Israele.

### 13\. Il ministro degli Esteri britannico difende il divieto sui prodotti degli insediamenti e respinge le pressioni della lobby israeliana

Il ministro degli Esteri britannico, Ed Miliband, ha ribadito che il suo governo manterrà la decisione di vietare l’importazione di merci provenienti dagli insediamenti israeliani illegali nella Cisgiordania occupata, esprimendo orgoglio per il provvedimento e definendo l’espansione degli insediamenti in questo contesto come “oppressione del popolo palestinese”.

Miliband ha inoltre espresso rammarico per la decisione del governo israeliano di chiudere il consolato britannico a Gerusalemme come misura di ritorsione, riconoscendo che la chiusura avrà ripercussioni sulle relazioni con l’Autorità Palestinese. Ha tuttavia sottolineato che Londra aveva già valutato i costi e non intende ritirarsi dalla propria posizione, basata sul rispetto del diritto internazionale.

### 14\. Schiaffo francese agli insediamenti israeliani: Parigi vieta il commercio e spinge per estendere la misura in Europa

La Francia ha annunciato il proprio sostegno all’applicazione di un divieto commerciale con gli insediamenti costruiti sui territori palestinesi occupati, affermando di voler estendere la misura a tutti gli Stati dell’Unione Europea. Secondo Parigi, il provvedimento arriva in risposta all’aumento delle appropriazioni di terre palestinesi e al deterioramento della situazione in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata.

Il portavoce del ministero degli Esteri francese, Pascal Confavreux, ha dichiarato durante una conferenza stampa che la Francia ha adottato a livello nazionale diverse misure punitive nei confronti di alcuni coloni, tra cui il divieto di ingresso nel territorio francese. Ha inoltre ricordato che l’Unione Europea ha adottato un terzo pacchetto di sanzioni contro israeliani coinvolti nell’appropriazione di terre palestinesi.

### 15\. Migliaia di sloveni inneggiano alla Palestina e chiedono la chiusura dell’ambasciata israeliana a Lubiana

Migliaia di manifestanti filo-palestinesi si sono radunati davanti alla sede della prima ambasciata israeliana in Slovenia, nella capitale Lubiana, per protestare contro la sua inaugurazione, avvenuta in concomitanza con la visita del ministro degli Esteri israeliano Gideon Sa’ar. I manifestanti hanno chiesto la cessazione della cooperazione diplomatica ed economica con Israele e la chiusura dell’ambasciata.

Le proteste si sono svolte in concomitanza con l’apertura della prima ambasciata israeliana in Slovenia, in un significativo cambiamento nella politica del Paese europeo nei confronti di Israele, dopo l’arrivo al potere di un governo di destra guidato da Janez Janša e il ritiro da alcune misure adottate dal precedente governo, tra cui il riconoscimento dello Stato di Palestina e l’imposizione di restrizioni sui prodotti degli insediamenti e su alcuni funzionari israeliani.

### 16\. Dagli scaffali europei all’economia israeliana: i prodotti degli insediamenti aprono un nuovo fronte economico

Lo scontro tra gli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata e i Paesi occidentali si è spostato sul piano economico, attraverso misure rivolte contro i prodotti provenienti dagli insediamenti. Un processo che pone il progetto degli insediamenti di fronte a costi crescenti, potenzialmente destinati a superare i confini territoriali per arrivare ai mercati e alle relazioni commerciali e diplomatiche.

La nuova posizione britannica sull’imposizione di restrizioni al commercio e agli investimenti legati ai prodotti degli insediamenti ha portato questo processo a una nuova fase, soprattutto perché si accompagna a un’iniziativa internazionale ed europea sempre più ampia contro gli insediamenti, mentre il governo israeliano continua a portare avanti nuovi piani di insediamento in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata.

### 17\. Manifestazione davanti al Parlamento di Londra per chiedere sanzioni contro Israele e la fine della cooperazione militare

Migliaia di persone solidali con la Palestina si sono radunate nella Parliament Square di Londra per protestare contro la politica estera del governo del primo ministro “Andy Burnham” e contro la sua continua collaborazione con Israele.

I partecipanti hanno esposto cartelli chiedendo la fine immediata e completa di ogni forma di cooperazione militare bilaterale e l’imposizione di sanzioni economiche e politiche deterrenti contro Israele. Hanno considerato insufficiente la misura annunciata dal ministro degli Esteri britannico sul divieto dei prodotti provenienti dagli insediamenti illegali nella Cisgiordania, ritenendola inadeguata a fermare la guerra di sterminio e la pulizia etnica.

### 18\. Artisti si ritirano in massa dal festival della comicità di Lisbona per protestare contro la partecipazione di un artista che sostiene Israele

Il festival di spettacoli comici MEO, nell’ambito del festival “La Carte Fest”, in programma a Lisbona dal 29 ottobre al 1° novembre 2026, si sta trasformando in un luogo di protesta contro la partecipazione di Jerry Seinfeld, protagonista principale del festival e al suo debutto in Portogallo.

Nel giro di pochi giorni, almeno sei spettacoli e artisti si sono ritirati dal programma. I ritiri sono iniziati con lo spettacolo “Tributo Pop”, che comprende Carolina Deslandes, Tatanka e Bárbara Tinoco, e con la band “Cuca Monga”.

### 19\. Interrotta una seduta del Parlamento olandese per protestare contro il sostegno del governo ai crimini israeliani

Attivisti filo-palestinesi hanno interrotto la sessione settimanale di interrogazioni e domande alla Camera dei rappresentanti olandese, all’Aia, per protestare contro il continuo sostegno del governo e contro il ruolo delle autorità nel coprire i crimini israeliani.

I manifestanti hanno scandito slogan come “Palestina libera dal fiume al mare” e “Quanti palestinesi devono essere uccisi?”, criticando il rifiuto del governo olandese di imporre sanzioni economiche o militari efficaci per fermare la guerra genocida.

Le proteste e gli slogan ripetuti hanno portato allo sgombero completo delle tribune del pubblico, su richiesta del presidente del Parlamento, Tom van der Lee, mentre la polizia ha arrestato almeno due persone all’interno dell’aula.

## Internazionale

### 20\. Campagna per boicottare la catena “Whole Foods” per la vendita di prodotti israeliani

Code Pink ha lanciato una campagna per chiedere alla catena di supermercati “Whole Foods” di smettere di vendere sali del Mar Morto recanti l’etichetta “Made in Israel”, accusandola di essere direttamente coinvolta nello sfruttamento delle terre e delle risorse naturali palestinesi sottratte.

L’iniziativa popolare è arrivata dopo che alcuni attivisti hanno contestato la direzione del negozio e presentato una denuncia formale contro la commercializzazione di tali prodotti, nel contesto dell’aggravarsi della crisi ambientale che colpisce il Mar Morto a causa delle politiche coloniali.

### 21\. Otto attivisti perseguiti per aver chiesto il disinvestimento dall’occupazione all’Università del Michigan

Un gruppo di otto attivisti favorevoli ai diritti palestinesi, noto come “Michigan 8”, è comparso davanti al tribunale federale degli Stati Uniti ad Ann Arbor, nello Stato del Michigan, in un’udienza caratterizzata da un acceso confronto sulle richieste dell’accusa di imporre severe restrizioni e isolare gli attivisti.

La giudice Judith Levy ha esaminato le disposizioni di un “ordine di protezione” volto a limitare la diffusione di materiali e prove per un volume complessivo di 11 terabyte, sequestrati dai telefoni degli imputati. Organizzazioni per i diritti umani hanno denunciato il tentativo di oscurare i fatti e di politicizzare il caso per impedire l’aumento della pressione popL’organo di controllo etico del Congresso degli Stati Uniti ha archiviato le accuse di condotta scorretta nei confronti della deputata democratica Ilhan Omar, al termine di un’indagine durata mesi sulle dichiarazioni finanziarie che mostravano un forte aumento del valore dei beni possedutiolare.

### 22\. Dopo una campagna contro di lei per le sue posizioni sulla Palestina: Ilhan Omar prosciolta nel caso delle dichiarazioni finanziarie

L’organo di controllo etico del Congresso degli Stati Uniti ha archiviato le accuse di condotta scorretta nei confronti della deputata democratica Ilhan Omar, al termine di un’indagine durata mesi sulle dichiarazioni finanziarie che mostravano un forte aumento del valore dei beni posseduti congiuntamente con il marito.

Il caso si è concluso con la raccomandazione di archiviare le accuse per insufficienza di prove che Omar avesse intenzionalmente fornito informazioni finanziarie false o incomplete.

L’Office of Congressional Ethics, organismo indipendente composto da membri di entrambi i partiti, ha votato con cinque voti favorevoli e uno contrario alla raccomandazione di archiviare il caso, dopo aver concluso che non vi era una base sostanziale per ritenere che Omar avesse intenzionalmente presentato dichiarazioni finanziarie false o incomplete.

### 23\. I bombardamenti aggravano le crisi. ONU: le scorte essenziali di Gaza sono prossime all’esaurimento

Lo sfollamento nella Striscia di Gaza non termina con l’abbandono della propria casa: anche i luoghi in cui i palestinesi hanno trovato rifugio per sfuggire ai bombardamenti sono ormai esposti agli attacchi, mentre la capacità delle organizzazioni umanitarie di fornire alternative per l’alloggio o compensare ciò che gli sfollati perdono diminuisce a ogni nuovo raid.

Le Nazioni Unite hanno avvertito che le scorte di beni e forniture essenziali nella Striscia di Gaza sono prossime all’esaurimento, mentre Israele continua a effettuare raid contro aree abitate, quartieri residenziali e campi di accoglienza. Gli attacchi provocano feriti tra la popolazione, danni alle proprietà e costringono un numero crescente di famiglie palestinesi a perdere nuovamente il proprio riparo e a sfollare ancora una volta.

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