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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2555, Data: domenica 13 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2555, Data: domenica 13 settembre 2026

1. Due martiri, bombardamenti e spari mentre continuano le violazioni dell’occupazione a Gaza

Le forze dell’occupazione israeliana hanno continuato a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 338º giorno consecutivo, attraverso bombardamenti e spari contro diverse aree della Striscia.

Una fonte medica ha riferito della morte del cittadino Hilal Mahmoud Saleh Abu Taha, deceduto a causa delle ferite riportate sotto il fuoco delle forze dell’occupazione a Khan Younis.

Una fonte medica ha riferito inoltre della morte di Iman Shalouf, 27 anni, e del suo feto al settimo mese di gravidanza, a causa delle ferite riportate tre giorni fa nella zona di Mawasi Khan Younis.

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2. Il Comune dell’occupazione costringe un palestinese di Gerusalemme a demolire cinque strutture commerciali a Wadi al-Joz

Il Comune dell’occupazione nella Gerusalemme occupata ha costretto il cittadino palestinese Anas Tabash a demolire cinque strutture commerciali di sua proprietà nella zona di Wadi al-Joz, dopo averlo minacciato di imporgli pesanti multe qualora non avesse eseguito la demolizione.

Tabash è stato costretto a rimuovere personalmente le proprie strutture, in un’azione che si aggiunge alla serie di misure dell’occupazione volte a esercitare pressione sui palestinesi nella Gerusalemme occupata, in particolare prendendo di mira i loro beni e le loro fonti di sostentamento con il pretesto e attraverso procedure legate all’edilizia e alle licenze.

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3. Coloni attaccano abitazioni nel villaggio di Yasuf, a est di Salfit

Coloni hanno attaccato le abitazioni di cittadini nel villaggio di Yasuf, a est di Salfit.

Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha attaccato le abitazioni situate nella zona di Al-Nasbeh, a est del villaggio, senza che siano stati segnalati feriti.

Nello stesso contesto, i soldati dell’occupazione hanno sequestrato una ruspa appartenente a uno dei cittadini della città di Bidya, a ovest di Salfit, mentre era al lavoro nella città.

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4. “Organizzazioni non governative” a Safa: 800.000 cittadini in tende fatiscenti e il 60% dei bambini senza istruzione nella Striscia

Il coordinatore generale della “Rete delle organizzazioni non governative”, Mohammad Saleh, ha confermato che la situazione umanitaria nella Striscia di Gaza peggiora gradualmente, spiegando che 800.000 cittadini vivono all’interno di tende fatiscenti e hanno urgente bisogno di sostituirle, mentre il nuovo anno scolastico inizierà con circa il 60% dei bambini privati del diritto all’istruzione.

Saleh ha affermato che la situazione umanitaria a Gaza è molto complessa e articolata e che la risposta umanitaria è molto debole e limitata, considerato ciò che viene consentito all’occupazione israeliana di far entrare in quantità molto limitate rispetto alle necessità dei cittadini”.

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5. #Video… Il momento in cui un palestinese viene colpito dai proiettili dei soldati dell’occupazione a Jenin

#Guarda… Un palestinese è rimasto ferito nell’incidente. Immagini diffuse mostrano il momento in cui i soldati dell’esercito dell’occupazione israeliana hanno aperto il fuoco contro palestinesi che si erano radunati per opporsi ai coloni che avevano fatto irruzione nei terreni del villaggio di Faqqu’a, a est di Jenin, nella Cisgiordania occupata.

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Europeo

6. Manifestazioni in Scozia, Germania e Sudafrica per denunciare la guerra di sterminio

Diversi Paesi e città del mondo hanno assistito a marce popolari e grandi manifestazioni, in solidarietà con il popolo palestinese e per denunciare i massacri in corso e i crimini di genocidio commessi dall’occupazione israeliana nella Striscia di Gaza.

In Scozia, una grande manifestazione ha attraversato le principali strade, mentre i partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi chiedendo l’immediata cessazione dell’aggressione, giustizia e l’assunzione di responsabilità da parte dell’occupazione dopo anni di uccisioni di massa e distruzione.

In Germania, i manifestanti nella città di Hannover hanno protestato contro la complicità e il sostegno forniti all’occupazione e contro l’ingiustizia subita dai palestinesi, mentre nella città di Durban, in Sudafrica, si è svolta una marcia di protesta con lo slogan “Un venerdì per la Palestina”, per sottolineare il continuo sostegno internazionale e la necessità di imporre sanzioni internazionali globali per isolare il sistema di apartheid israeliano.

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7. Il movimento per il boicottaggio in Brasile chiede ai sindacati e ai lavoratori di agire per porre fine alla complicità con l’occupazione

Il movimento per il boicottaggio di “Israele” in Brasile ha annunciato la propria adesione all’appello urgente rivolto dal movimento sindacale palestinese ai lavoratori e ai sindacati di tutto il mondo, affinché interrompano tutte le forme di complicità con l’occupazione e con il crimine di genocidio.

Questa iniziativa congiunta arriva in vista del terzo anniversario dell’aggressione in corso contro la Striscia di Gaza e in concomitanza con i preparativi per celebrare la “Giornata internazionale di solidarietà con il popolo palestinese” il prossimo 29 novembre.

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8. Attivisti lanciano aquiloni con la bandiera palestinese davanti al Festival del Cinema di Venezia

Attivisti della Flotta Globale della Sumud e di organizzazioni locali hanno lanciato aquiloni con la bandiera palestinese sulla spiaggia di fronte al “Palazzo del Cinema” in Italia, durante le attività dell’83ª edizione della Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, in solidarietà con Gaza e per chiedere che venga consentito di issare la bandiera palestinese al festival.

Questa iniziativa inaugurale si è svolta in concomitanza con l’inizio del fine settimana mondiale dedicato al lancio degli aquiloni, il 12 e 13 settembre, in 60 località in tutto il mondo, in risposta agli ordini del ministro della Sicurezza dell’occupazione, “Israel Katz”, di prendere di mira i bambini di Gaza con il pretesto del lancio di aquiloni.

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9. Esposto lo slogan “Fermate la partita” contro l’occupazione nel campionato irlandese di calcio

I tifosi hanno esposto lo slogan “Fermate la partita” durante l’incontro tra il club “Bohemians” e il club “Galway United” allo stadio “Eamonn Deacy Park”, nell’ambito delle competizioni del campionato irlandese di calcio.

L’iniziativa di protesta è stata organizzata dal movimento “Atleti irlandesi per la Palestina”, per chiedere alle istituzioni sportive internazionali di boicottare l’entità dell’occupazione e isolarla sul piano sportivo, nonché esercitare pressione affinché cessino i crimini di genocidio in corso contro il popolo palestinese.

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10. Iniziative di solidarietà durante un festival francese per denunciare il genocidio

L’Associazione franco-palestinese di solidarietà (AFPS) ha inaugurato il primo giorno delle attività del Festival dell’Umanità (Fête de l’humanité) del 2026 in Francia, alla presenza di un vasto pubblico, con uno slogan centrale che chiede la fine della pulizia etnica, della guerra genocida e dei piani israeliani di annessione in Palestina.

L’associazione ha invitato sostenitori e persone solidali a partecipare ai dibattiti e alle attività di sensibilizzazione che si svolgeranno durante tutto il fine settimana all’interno del proprio stand, situato nella Piazza dello Stato di Palestina del festival, con l’obiettivo di rafforzare ed espandere il movimento per il boicottaggio e la solidarietà internazionale e aumentare la pressione popolare sulla scena francese per contrastare i crimini dell’occupazione.

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11. Più di 100 avvocati si radunano davanti al tribunale “Old Bailey” di Londra in solidarietà con Rajiv per il suo sostegno alla Palestina

Più di 100 avvocati britannici si sono radunati in una manifestazione silenziosa davanti al tribunale “Old Bailey” di Londra, in sostegno del King’s Counsel Rajiv Menon (Rajiv Menon KC), che deve affrontare un procedimento giudiziario senza precedenti con l’accusa di “oltraggio alla corte”.

Menon rischia una pena detentiva di due anni a causa della sua arringa conclusiva dello scorso gennaio, nella quale difendeva il gruppo “Filton 6”, appartenente al movimento Palestine Action, che aveva preso di mira uno stabilimento di armi della società israeliana “Elbit Systems”.

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12. Il leader del Partito Verde afferma che combatterà la complicità con l’occupazione dall’interno del Parlamento britannico

Il leader del Partito Verde britannico, Zack Polanski, ha annunciato ufficialmente la propria candidatura alle elezioni suppletive del collegio di “Holborn e St Pancras”, previste per il prossimo ottobre, impegnandosi a fare dell’opposizione al genocidio israeliano nella Striscia di Gaza un pilastro fondamentale della propria campagna elettorale, per contrastare il Partito Laburista da sinistra.

Polanski ha confermato, dopo aver vinto la votazione interna al partito contro il consigliere locale Hamza Choudhury, che il governo britannico è passato dalla posizione di complicità alla partecipazione effettiva al genocidio, attraverso il mantenimento delle relazioni commerciali e militari con l’occupazione e con i suoi insediamenti illegali.

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13. Manifestazione davanti al Parlamento britannico chiede la chiusura dell’ambasciata dell’occupazione

Attivisti solidali si sono radunati in una grande manifestazione di protesta davanti alla sede del Parlamento di Londra, in concomitanza con la sessione delle domande rivolte al primo ministro Andy Burnham, per chiedere la chiusura immediata e completa di tutte le istituzioni legate all’occupazione, sotto lo slogan “Chiudetela ora”.

I manifestanti hanno criticato la posizione dell’attuale governo del Partito Laburista, descrivendo come piccoli, insignificanti e arrivati troppo tardi i suoi passi verso il riconoscimento dei crimini e delle atrocità commessi dall’entità sionista.

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14. Attivisti interrompono una riunione di una società che fornisce materiali per aerei da guerra in Gran Bretagna

Attivisti filopalestinesi hanno interrotto l’assemblea annuale degli azionisti della società britannica “James Cropper plc”, dopo aver posto domande sul coinvolgimento dell’azienda nella fornitura di materiali utilizzati nella produzione di aerei da guerra israeliani.

Gli attivisti hanno ostacolato lo svolgimento dell’assemblea rivolgendo domande ai membri del consiglio di amministrazione e ai dirigenti, prima che le guardie di sicurezza intervenissero, li trascinassero fuori e li facessero uscire dalla sala quando hanno iniziato a leggere i nomi delle vittime uccise a seguito dei raid aerei.

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15. Proteste contro la presenza di 19 aziende israeliane in Polonia

Nei pressi del centro espositivo della città polacca di Kielce si è svolta una protesta, durante la quale è stato tentato di consegnare una petizione che chiedeva l’esclusione delle aziende israeliane dalle attività del “Salone internazionale dell’industria della difesa” (MSPO).

Alla fiera hanno partecipato più di 19 aziende israeliane responsabili della fornitura di armi e tecnologie utilizzate nel genocidio in Palestina, insieme a grandi aziende come “Palantir”, che ha firmato contratti con il Ministero della Difesa polacco.

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Internazionale

16. John Malkovich annulla il suo spettacolo a Tel Aviv dopo che gli sono state attribuite dichiarazioni a favore dell’occupazione

L’attore statunitense John Malkovich ha annunciato la cancellazione della sua partecipazione allo spettacolo “The Music Critic”, previsto a Tel Aviv il 13 aprile 2027, dopo che gli erano state attribuite dichiarazioni a favore dell’occupazione contenute in un comunicato stampa che, secondo quanto da lui dichiarato, non aveva scritto e non aveva approvato.

La società di pubbliche relazioni incaricata dal produttore israeliano Alon Yurik aveva redatto una dichiarazione attribuita a Malkovich, nella quale affermava di essere “entusiasta di tornare in Israele” e di attendere con interesse l’incontro con un pubblico verso il quale provava “grande vicinanza e solidarietà”.

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17. Manifestanti solidali affrontano un soldato israeliano nella città di San Francisco

Un video ha documentato un acceso confronto e una pubblica contestazione condotta da attivisti e sostenitori della Palestina contro un ex soldato israeliano, dopo che era stato individuato all’interno di uno dei mezzi di trasporto pubblico della città statunitense di San Francisco.

I passeggeri dell’autobus sono rimasti sorpresi nello scoprire l’identità del soldato, che indossava un distintivo militare israeliano. Gli attivisti lo hanno affrontato ricordandogli i crimini dell’occupazione in corso.

Il soldato ha poi ammesso pubblicamente di aver partecipato direttamente all’invasione e all’incursione in Libano nel 1982, prima di entrare successivamente nell’esercito statunitense.

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18. Sondaggio: per la prima volta la percentuale di americani che simpatizzano per la Palestina supera quella per “Israele”

I risultati di un sondaggio d’opinione negli Stati Uniti hanno rivelato che la percentuale di americani che simpatizzano per i palestinesi ha superato quella di coloro che simpatizzano per gli “israeliani”, per la prima volta.

La Quinnipiac University ha sottoposto ai partecipanti un sondaggio sulla loro opinione riguardo ai due popoli, quello palestinese e quello “israeliano”.

Secondo l’università, il 38% dei partecipanti ha risposto di “simpatizzare maggiormente” con i palestinesi, contro il 35% con gli “israeliani”, mentre il 27% non ha espresso alcuna opinione.

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19. Israele ordina a una squadra militare britannica di lasciare la Cisgiordania dopo aver documentato le aggressioni dei coloni

Il quotidiano britannico “The Telegraph” ha riferito che le autorità dell’occupazione israeliana hanno ordinato a una squadra militare britannica operante nella Cisgiordania occupata di lasciare i territori palestinesi, dopo che il suo ruolo si era ampliato negli ultimi anni fino a comprendere il monitoraggio delle aggressioni dei coloni e la preparazione di rapporti sul campo al riguardo, trasmessi a Londra e Washington, oltre alla sua missione principale di addestrare le forze di sicurezza dell’Autorità Palestinese.

Secondo un rapporto pubblicato dal quotidiano, la squadra britannica, composta da circa dieci militari e con base a Ramallah, ha ricevuto sette giorni di tempo per lasciare i territori occupati. Il giornale ha affermato che la decisione è arrivata nel contesto delle misure adottate da Israele in risposta alle sanzioni commerciali britanniche che hanno preso di mira gli insediamenti nella Cisgiordania.

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20. Vertice dei “BRICS” contrario allo sfollamento dei palestinesi e favorevole al cessate il fuoco a Gaza

La dichiarazione finale del 18º vertice dei leader del gruppo “BRICS”, tenutosi in India, ha espresso la propria opposizione allo sfollamento forzato dei palestinesi dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania occupata.

Al termine del vertice, tenutosi a Nuova Delhi con il titolo “Costruire per la resilienza, l’innovazione, la cooperazione e la sostenibilità”, la dichiarazione ha chiesto il rispetto delle risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite relative alla Striscia di Gaza.

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