Notizie

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2565, Data: giovedì 24 settembre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2565, Data: giovedì 24 settembre 2026

1. 6 morti e feriti a causa dei bombardamenti e degli spari israeliani nella Striscia di Gaza

Sei cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti a causa dei bombardamenti e degli spari israeliani in diverse aree della Striscia di Gaza, mentre proseguono le demolizioni, i bombardamenti di artiglieria e gli intensi spari in diverse zone.

Questi sviluppi si verificano nel contesto del continuo bombardamento e degli spari israeliani in varie aree della Striscia di Gaza, accompagnati dalla morte e dal ferimento di persone e da danni alle proprietà.

—

### 2\. Malnutrizione, anemia e scabbia: malattie che stanno falcidiando i bambini di Gaza

La pediatra dott.ssa Lubna al-Azayza ha dichiarato che tra le principali malattie di cui soffrono i bambini, nelle difficili condizioni attraversate dalla Striscia di Gaza, vi sono la malnutrizione acuta grave (SAM), l’anemia, le malattie cutanee e parassitarie, le lesioni fisiche e psicologiche, le infezioni respiratorie acute e le forme acute di diarrea e raffreddamento.

Ha spiegato che la malnutrizione acuta grave (SAM) rappresenta uno dei rischi più letali per la vita di migliaia di neonati e bambini piccoli, a causa della grave carenza di alimenti, dell’assenza di varietà nella dieta e della mancanza di latte per neonati. Ciò indebolisce il loro sistema immunitario e li rende vulnerabili alla morte e ad altre malattie.

—

### 3\. Recuperati i corpi di 101 persone uccise dalle macerie del “quartiere Al-Taj” a Gaza

La Protezione civile della Striscia di Gaza ha annunciato oggi il recupero dei corpi di 101 persone uccise dalle macerie di abitazioni rase al suolo nel “quartiere Al-Taj”, nella zona di Al-Yarmouk, nel centro della città di Gaza.

L’agenzia ha riferito che il recupero dei corpi è avvenuto dopo operazioni di ricerca e recupero durate 17 giorni di lavoro intenso e incessante, condotte in collaborazione e coordinamento con il comitato egiziano.

—

### 4\. Feriti e fratture: le forze di occupazione reprimono i prigionieri di Gaza nel carcere di Naqab

L’Ufficio per gli affari dei prigionieri ha riferito che diversi prigionieri palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza sono rimasti feriti durante un’operazione di repressione condotta dalle forze di occupazione all’interno del carcere di Naqab circa due settimane fa.

L’ufficio ha dichiarato che tra i feriti vi è un medico prigioniero originario della Striscia di Gaza, colpito da tre proiettili di gomma durante l’operazione. Un altro prigioniero è stato invece picchiato con manganelli e ha riportato fratture alle costole.

—

### 5\. Il complesso medico Nasser avverte del rischio di interruzione della dialisi a Gaza a causa della carenza di “Bibag”

Il complesso medico Nasser, nella città di Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza, ha avvertito del rischio di interruzione dei servizi di dialisi a causa del mancato ingresso del materiale “Bibag”, essenziale per il funzionamento delle apparecchiature per la dialisi e per garantire la continuità delle sedute terapeutiche dei pazienti.

Il complesso ha spiegato, in una dichiarazione, che il “Bibag” è uno dei materiali indispensabili per il sistema di dialisi, sottolineando che la sua indisponibilità rischia di provocare il malfunzionamento delle apparecchiature e, di conseguenza, l’interruzione delle sedute terapeutiche per i pazienti che dipendono regolarmente da esse.

—

### 6\. Le forze di occupazione iniziano a demolire 10 abitazioni e strutture a Masafer Yatta

Le ruspe israeliane hanno iniziato a demolire e a spianare abitazioni e strutture palestinesi nel villaggio di Jinba, a Masafer Yatta, a sud di Hebron, in una nuova iniziativa che si aggiunge alla serie di operazioni di demolizione e sfollamento che colpiscono le comunità palestinesi della zona.

Testimoni oculari hanno riferito che diverse ruspe appartenenti alle forze di occupazione sono entrate nel villaggio di Jinba e hanno iniziato a demolire abitazioni e strutture appartenenti ai residenti. Secondo le loro testimonianze, le demolizioni hanno interessato circa 10 abitazioni e strutture, tra cui case appartenenti alla famiglia Al-Yatim.

—

### 7\. La detenuta incinta Baraa Abu Khdeija affronta dure condizioni di detenzione nel carcere di “Damon”

La Commissione per gli affari dei prigionieri e degli ex detenuti ha dichiarato che la detenuta Baraa Abu Khdeija, 36 anni, di Tulkarem, arrestata il 27 agosto 2026, sta affrontando dure condizioni sanitarie, umanitarie e psicologiche nel carcere di “Damon”.

La Commissione ha spiegato che la detenuta, incinta, è stata sottoposta a un duro arresto: le sono stati bendati gli occhi e le mani sono state strette con fascette di plastica molto strette, provocandole gonfiore alle mani. I soldati dell’occupazione l’hanno poi condotta in un luogo sconosciuto.

—

**Europeo**

### 8\. La Spagna si avvia a boicottare l’Eurovision 2027 a causa della partecipazione di “Israele”

Il presidente dell’ente radiotelevisivo pubblico spagnolo, José Pablo López, ha espresso il proprio sostegno alla prosecuzione del boicottaggio spagnolo dell’Eurovision in relazione alla partecipazione di “Israele”, orientandosi verso la proposta di estendere la sospensione della partecipazione del Paese all’edizione del 2027, prevista in Bulgaria.

López ha dichiarato, durante una sessione davanti alla commissione parlamentare di controllo dell’emittente pubblica, che la continua partecipazione dell’emittente pubblica israeliana alla competizione, nonostante la situazione umanitaria persistente nella Striscia di Gaza, rappresenta qualcosa di “estremamente doloroso”. Ha aggiunto che le modifiche introdotte alle regole della competizione hanno prodotto progressi tecnici, ma non hanno affrontato tutte le questioni sollevate dall’ente radiotelevisivo spagnolo.

—

### 9\. La società DSV presa di mira per il suo coinvolgimento con l’occupazione

Il movimento “Palestina” ha compiuto due azioni offensive contro le sedi della società logistica globale “DSV” nella città tedesca di Amburgo nelle ultime due settimane, nell’ambito dei suoi tentativi di interrompere le catene di approvvigionamento militare dell’occupazione israeliana.

Gli attacchi sul campo mirano a fare pressione sulla società logistica affinché ponga fine a ogni forma di collaborazione e spedizione con la società “Elbit Systems”, considerata il maggiore produttore e fabbricante di armi dell’entità israeliana.

—

### 10\. Mobilitazione studentesca allontana la società farmaceutica “Teva” e la polizia da una fiera universitaria

Gli attivisti del movimento di boicottaggio e i gruppi studenteschi sono riusciti a interrompere e chiudere gli stand della società farmaceutica “Teva” e del Servizio di polizia dell’Irlanda del Nord (PSNI), dopo aver fatto irruzione nelle attività della fiera dedicata agli studenti matricole, organizzata all’interno della sala “Whitla” dell’università.

L’azione sul campo, volta ad allontanare la multinazionale, è stata presentata come espressione del rifiuto degli studenti nei confronti della privatizzazione delle strutture educative a favore di forze coloniali. Secondo il testo, “Teva” sarebbe un partner strutturale nel finanziamento dell’esercito israeliano e delle operazioni di repressione e delle uccisioni in corso contro il popolo palestinese.

—

### 11\. Il presidente austriaco accusa Israele di commettere crimini di guerra a Gaza e in Cisgiordania

Il presidente austriaco Alexander Van der Bellen ha dichiarato, durante una conferenza stampa, che le pratiche dell’occupazione, consistenti nello sfollamento e nell’espulsione forzata dei palestinesi in Cisgiordania, pongono il governo di Benjamin Netanyahu su un “percorso pericoloso” che non lo servirà nel lungo periodo.

Il presidente austriaco ha avvertito che l’inasprimento delle politiche israeliane pone la comunità internazionale di fronte a una crescente incapacità di proteggere l’ordine internazionale. Ha inoltre cercato di spiegare il tono senza precedenti delle sue dichiarazioni sottolineando che la critica ai crimini di guerra israeliani non mira a mettere in discussione la legittimità dell’esistenza dello Stato di Israele.

—

### 12\. Deputati britannici avvertono le banche di non finanziare l’insediamento “E1” in Cisgiordania

Deputati britannici hanno avvertito le banche e le istituzioni finanziarie del Paese di non investire né fornire finanziamenti al progetto di insediamento nella zona “E1”, nella Cisgiordania occupata, mentre il governo israeliano cerca di ottenere offerte per la costruzione di circa 3.400 unità abitative nell’area.

Il quotidiano “The Guardian” ha riferito che un gruppo di deputati britannici di diversi partiti, impegnati sulla questione palestinese, ha inviato una lettera a diverse banche e istituzioni finanziarie, chiedendo di riesaminare eventuali impegni legati al progetto e mettendo in guardia dai rischi legali, finanziari e reputazionali che potrebbero derivare dalla partecipazione al finanziamento della costruzione dell’insediamento.

—

### 13\. Il sindaco francese di Vénissieux espone la bandiera palestinese sulla sede del municipio; il prefetto del Rodano gli chiede di rimuoverla

Il sindaco di Vénissieux, Eder Bomartet, ha esposto la bandiera palestinese accanto a quella francese sulla facciata del municipio, situato nei pressi di Lione, in un gesto simbolico coinciso con il primo anniversario del riconoscimento ufficiale da parte della Francia dello Stato di Palestina.

Bomartet, membro del partito “La France Insoumise” e di origini algerine, ha pubblicato un video nel quale appare mentre fissa due bandiere palestinesi e due bandiere francesi sopra l’ingresso dell’edificio municipale.

—

### 14\. Andy Burnham, primo ministro britannico: le pratiche del governo israeliano a Gaza e in Cisgiordania sono ingiustificabili

L’attuale primo ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che i bandi indetti dalle autorità israeliane per la costruzione di nuovi insediamenti compromettono le possibilità di creare uno Stato palestinese indipendente. Ha aggiunto che “parlare della soluzione dei due Stati senza azioni concrete ci fa perdere fiducia e non resteremo a guardare mentre la tragedia peggiora”.

Burnham ha inoltre definito il protrarsi della crisi una “vergogna umanitaria”, dopo la morte di decine di migliaia di persone a Gaza. Ha criticato duramente il progetto di insediamento israeliano E1, affermando che divide la Cisgiordania e rischia di rendere irrealizzabile la creazione di uno Stato palestinese vitale.

—

### 15\. Protesta davanti alla banca AIB nella contea di Laois contro il suo coinvolgimento con l’occupazione

La Campagna irlandese di solidarietà con la Palestina ha rivelato che Allied Irish Banks (AIB) starebbe valutando la firma di un contratto tecnologico del valore di 1,2 milioni di dollari con una società di software fondata da ex soldati dell’unità di intelligence militare israeliana “8200”.

Gli attivisti della campagna nella contea di Laois hanno condannato questa scelta di investimento, mettendo in guardia dai rischi derivanti dalla stipula di accordi commerciali o tecnologici con società legate all’esercito israeliano.

—

**Internazionale**

### 16\. Un senatore statunitense attacca Netanyahu e lo definisce un criminale di guerra

Il senatore statunitense Chris Van Hollen ha attaccato il capo del governo israeliano Benjamin Netanyahu, definendolo un criminale di guerra ricercato dalla giustizia internazionale.

Van Hollen ha affermato che le “bugie e le accuse” diffuse da Netanyahu riguardo al sindaco di New York non cambieranno quella che considera la realtà: che Netanyahu è un criminale di guerra. Ha collegato tale posizione ai mandati di arresto internazionali emessi nei confronti dei leader responsabili, secondo il testo, di un genocidio sistematico nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania.

—

### 17\. Le università statunitensi hanno represso il discorso a favore della Palestina con la complicità del governo

Un rapporto congiunto pubblicato oggi dall’American Civil Liberties Union (ACLU) e da Amnesty International USA ha denunciato una campagna coordinata e su larga scala volta a colpire, nelle università statunitensi, il discorso a sostegno dei diritti palestinesi e critico nei confronti del governo israeliano, dalla fine del 2023 a oggi.

Il rapporto, intitolato “Il discorso degli studenti sotto attacco: repressione del discorso filopalestinese e del dissenso nelle università”, ha documentato, secondo le organizzazioni, gravi violazioni della libertà accademica e dei diritti di studenti e ricercatori alla libertà di espressione, riunione e associazione, attraverso iniziative coordinate delle amministrazioni universitarie, del governo federale e dei responsabili politici volte a censurare e a prendere provvedimenti contro i sostenitori della Palestina.

—

### 18\. 500 ore di servizio e 52.000 dollari per l’archiviazione delle accuse contro studenti filopalestinesi a Stanford

Cinque studenti attuali ed ex studenti della Stanford University, in California, si preparano a vedere archiviate le accuse penali a loro carico in relazione alla partecipazione a una protesta a favore della Palestina tenutasi nell’ufficio del presidente dell’università nel giugno 2024, secondo quanto riferito dall’ufficio del procuratore generale dello Stato.

Secondo il procuratore generale Rob Bonta, le accuse contro i cinque studenti saranno ritirate a condizione che ciascuno completi 100 ore di servizio alla comunità e che venga versata all’università una somma complessiva di circa 52.000 dollari a titolo di risarcimento.

—

### 19\. Campagna internazionale chiede la sospensione dell’adesione di “Israele” alle Nazioni Unite

Il movimento per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) ha lanciato una campagna internazionale per raccogliere firme su una petizione che chiede di procedere verso la sospensione dell’adesione di “Israele” alle Nazioni Unite, in concomitanza con lo svolgimento dell’81ª sessione dell’Assemblea generale a New York.

Il movimento ha indirizzato la petizione al presidente dell’81ª sessione dell’Assemblea generale, Khalil al-Rahman, chiedendo di aprire un percorso all’interno delle Nazioni Unite per affrontare la questione dell’adesione di “Israele” e di basarsi sul precedente delle misure adottate contro il regime di apartheid in Sudafrica.

Khalil al-Rahman, ministro degli Esteri del Bangladesh, ricopre la presidenza dell’attuale sessione, iniziata l’8 settembre 2026.

—

### 20\. La catastrofe di Gaza porta il tema del genocidio sulla scena mondiale: leader internazionali affrontano “Israele” alle Nazioni Unite

Gaza non è stata soltanto un tema presente nei discorsi dei leader mondiali davanti all’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite, ma si è trasformata, fin dall’apertura dei lavori a New York, nella questione maggiormente presente negli interventi di numerosi leader e funzionari, che hanno utilizzato la tribuna internazionale per parlare dell’entità della catastrofe umanitaria nella Striscia, del protrarsi delle uccisioni e delle distruzioni e delle conseguenze della guerra sui civili, oltre che degli insediamenti, delle violenze e degli sfollamenti in corso in Cisgiordania.

All’apertura dei lavori dell’Assemblea generale, il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha posto Gaza in primo piano nel suo discorso sulle crisi internazionali, affermando che quanto seguito agli eventi del 7 ottobre è stato un attacco su vasta scala contro i palestinesi della Striscia, con un livello di uccisioni e distruzione che, secondo lui, non aveva mai visto durante gli anni in cui ha ricoperto l’incarico di segretario generale.

—

### 21\. Euro-Mediterranean Human Rights Monitor: il ritiro della Colombia non incide sul caso di genocidio contro Israele

L’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor ha affermato che il ritiro da parte della Colombia della propria dichiarazione di intervento nel procedimento avviato dal Sudafrica contro Israele davanti alla Corte internazionale di giustizia non incide sulla prosecuzione del caso né sulla competenza della Corte. Al contempo, l’organizzazione ha espresso rammarico per la decisione, definendola un pericoloso passo indietro negli sforzi per garantire la responsabilità a livello internazionale.

L’osservatorio ha spiegato che la decisione è collegata alla partecipazione della Colombia ai sensi dell’articolo 63 dello Statuto della Corte, che consente agli Stati parti di una convenzione oggetto di controversia di presentare la propria posizione sulla sua interpretazione, senza diventare parte originaria del procedimento.

—

### 22\. Contrario ai crimini di guerra a Gaza: una commissione israeliana esclude “Kasif” dalla corsa elettorale

La Commissione elettorale centrale israeliana ha deciso di escludere il membro della Knesset Ofer Kasif dalla candidatura nella lista comune alle prossime elezioni parlamentari.

Kasif è noto per le sue posizioni contrarie alle politiche del governo del primo ministro Benjamin Netanyahu nei confronti dei palestinesi, in particolare alla guerra a Gaza, che il testo definisce un genocidio e che prosegue dal 2023.

Il canale televisivo israeliano “13” ha riferito che la commissione, riunitasi mercoledì e giovedì per discutere le richieste di esclusione di liste e candidati dalle elezioni della Knesset, ha deciso di impedire a Kasif di partecipare alle elezioni.

—

### 23. un contesto caratterizzato dall’aumento delle demolizioni, dagli attacchi dei coloni e dalle restrizioni all’accesso dei palestinesi alle proprie terre e alle proprie fonti di sostentamento. Secondo le Nazioni Unite, questo quadro è OCHA: coloni e demolizioni spingono la Cisgiordania verso un’ondata di sfollamenti senza precedenti

Lo sfollamento dei palestinesi nella Cisgiordania occupata si sta ampliando rapidamente nel corso del 2026, in un contesto caratterizzato dall’aumento delle demolizioni, dagli attacchi dei coloni e dalle restrizioni all’accesso dei palestinesi alle proprie terre e alle proprie fonti di sostentamento. Secondo le Nazioni Unite, questo quadro è diventato uno dei principali motori della crisi umanitaria in Cisgiordania.

Gli ultimi dati dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA) mostrano che più di 4.300 palestinesi sono stati sfollati dall’inizio dell’anno a causa di demolizioni, sgomberi, attacchi dei coloni e restrizioni legate all’accesso e alla libertà di movimento, indicando un’accelerazione dei processi di espulsione dei palestinesi dalle loro aree di residenza.

Articoli Correlati

Pulsante per tornare all'inizio