
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2567, Data: venerdì 25 settembre 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2567, Data: venerdì 25 settembre 2026
1. Due martiri e diversi feriti mentre continuano i bombardamenti israeliani e le violazioni della tregua a Gaza
Continuano le violazioni israeliane dell’accordo di tregua e cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, con il proseguimento degli spari, dei bombardamenti d’artiglieria e degli attacchi contro le aree di confine, parallelamente alle operazioni di demolizione di edifici e strutture in diverse zone, che hanno provocato il ferimento di cittadini palestinesi. Due cittadini sono rimasti uccisi e altri feriti in seguito agli attacchi delle forze israeliane contro aree della parte centrale della Striscia di Gaza.
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### 2\. Israele demolisce il villaggio di Jinba a Hebron e sfolla 176 persone nell’ambito del processo di annessione della Cisgiordania
Le forze israeliane hanno demolito 22 abitazioni e unità abitative, oltre a 15 strutture per l’allevamento di pecore e altre strutture residenziali, agricole e di servizio nel villaggio di Jinba, nell’estremo sud-est della città di Yatta, nel sud del governatorato di Hebron. L’operazione ha provocato lo sfollamento di 26 famiglie, per un totale di 176 persone, tra cui bambini e donne, che costituiscono circa il 70% delle persone colpite, privandole delle loro abitazioni, delle fonti di sostentamento e dei mezzi essenziali per la vita quotidiana.
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### 3\. Gli ordini militari israeliani si estendono in Cisgiordania: 53 ordini colpiscono 2.287 dunam nel 2026
Le autorità israeliane hanno emesso un nuovo ordine militare riguardante i terreni del villaggio di Deir Nidham, a nord-ovest di Ramallah, in una misura che minaccia decine di dunam di terreni agricoli, ulivi e vegetazione della zona. Secondo la Commissione palestinese per la resistenza al Muro e agli insediamenti, l’ordine porta il numero (104/26) e riguarda 94,79 dunam dei terreni del villaggio situati nei bacini n. 3 e n. 4, nell’area di Wadi al-Hamata.
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### 4\. #InFoto… Neppure il cadavere è stato risparmiato: Israele colpisce un martire per la seconda volta
Le forze israeliane hanno colpito un veicolo che trasportava il corpo del martire Jabr Muqbil nei pressi del porto statunitense, nel quartiere Sheikh Ajleen, a sud della città di Gaza. L’attacco ha provocato il ferimento grave di alcuni suoi familiari e la completa combustione del suo corpo.
Fonti locali hanno riferito che la famiglia del martire era riuscita a trasportare il suo corpo dalla zona di Deir al-Balah, nella parte centrale della Striscia di Gaza, verso Gaza City, con l’obiettivo di seppellirlo, prima che le forze israeliane colpissero nuovamente il veicolo al suo arrivo in città.
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### 5\. La Protezione civile di Gaza mette in guardia dalle conseguenze del malfunzionamento dei propri veicoli durante l’inverno
La Direzione generale della Protezione civile nella Striscia di Gaza ha rivolto un appello ai Paesi del mondo e alle organizzazioni umanitarie e internazionali affinché intervengano concretamente e facciano pressione sulle autorità israeliane per consentire la fornitura di oli, pneumatici e batterie necessari al funzionamento e alla manutenzione dei veicoli e dei mezzi impiegati nelle operazioni umanitarie.
La Direzione ha confermato, in una dichiarazione, che diversi suoi veicoli destinati agli interventi umanitari sono fermi e che vi è una grave carenza di questi materiali nei mercati locali.
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### 6\. L’ultimo filo staccato: gli ospedali da campo e privati di Gaza vacillano di fronte al buio totale
Gli ospedali da campo nella Striscia di Gaza rappresentano l’ultima linea di difesa per la vita di milioni di cittadini, dopo che il sistema sanitario pubblico e centralizzato è stato ampiamente distrutto e quasi completamente paralizzato nel corso di anni di guerra e assedio.
Tuttavia, queste strutture da campo, costruite come soluzione d’emergenza per accogliere migliaia di feriti e malati, sono oggi esposte al rischio di un collasso totale, in seguito alla decisione dell’Organizzazione mondiale della sanità di interrompere, dal 19 settembre scorso, le forniture di diesel e carburante a più di 20 ospedali e strutture sanitarie nella Striscia, a causa della carenza di finanziamenti.
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### 7\. #InVideo… Gli ulivi della Palestina sono più grandi dell’occupazione
#Guarda… «Ha più di 100 anni»: un palestinese parla con dolore e rabbia dopo che le forze israeliane hanno sradicato gli ulivi nel villaggio di Deir Nidham, a nord-ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
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### 8\. #InVideo… Israele sfolla gli abitanti di Masafer Yatta
#Guarda… Lo sfollamento continua: le forze israeliane demoliscono e distruggono decine di abitazioni, strutture e pozzi nella «Khirbet Jinba», nell’area di Masafer Yatta, a sud di Hebron, lasciando più di 200 palestinesi senza un riparo.
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# _Europa_
### 9\. Il primo ministro irlandese difende l’allenatore della nazionale dopo l’attacco della federazione israeliana
Il primo ministro irlandese Micheál Martin ha espresso il proprio sostegno all’allenatore della nazionale irlandese di calcio, Heimir Hallgrímsson, dopo che quest’ultimo è stato attaccato dalla Federazione calcistica israeliana a causa delle sue dichiarazioni sulla guerra a Gaza.
La federazione israeliana aveva definito Hallgrímsson «stupido, ignorante e ipocrita» dopo che, prima delle due partite previste tra Irlanda e «Israele» nella Nations League, aveva dichiarato: «Non giochiamo con il genocidio, giochiamo contro di esso. Giochiamo contro Israele, non giochiamo con Israele».
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### 10\. La Norvegia chiede una revisione della partecipazione israeliana al più grande concorso canoro europeo
L’emittente pubblica norvegese ha inviato una lettera ufficiale all’Unione europea di radiodiffusione (EBU), esprimendo forte preoccupazione per il fatto che la partecipazione di «Israele» all’Eurovision stia minacciando l’integrità della competizione e trasformando il voto da criterio artistico a referendum politico.
Jostein Olseng, direttore dell’intrattenimento dell’emittente norvegese, ha dichiarato che la sua organizzazione chiede all’EBU di applicare le regole a tutti i Paesi senza eccezioni, analogamente all’esclusione della Russia dopo la sua guerra contro l’Ucraina.
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### 11\. Il primo ministro spagnolo all’ONU: Israele continua il genocidio a Gaza
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha rivolto dure critiche a Israele per la sua guerra nella Striscia di Gaza, accusando il governo di Benjamin Netanyahu di continuare a commettere un genocidio e chiedendo il rispetto del diritto internazionale e il rafforzamento del ruolo delle Nazioni Unite e delle istituzioni giudiziarie internazionali.
Nel suo discorso davanti all’81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite a New York, Sánchez ha affermato che il suo governo condanna senza riserve quello che ha definito il genocidio in corso a Gaza, criticando al contempo quella che considera una doppia misura nel modo in cui la comunità internazionale affronta guerre e crisi.
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### 12\. Attesa una mobilitazione globale per interrompere le catene di approvvigionamento militare verso Israele
Il gruppo Global Sumud Flotilla, in collaborazione con la Gulf Sumud Flotilla, ha invitato attivisti, sindacati dei lavoratori e organizzazioni contrarie al riarmo a partecipare a un incontro organizzativo nella città italiana di Genova il 3 ottobre 2026, con l’obiettivo di costruire un fronte unito e rafforzare il coordinamento contro la guerra e la militarizzazione dei porti.
L’incontro rientra nei preparativi per un’ampia mobilitazione organizzata dai lavoratori portuali in più di 40 porti e centri logistici in Europa e nell’area mediterranea. I partecipanti si preparano a correre ogni rischio per impedire le spedizioni di armi il 30 ottobre.
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### 13\. Il movimento di boicottaggio in Francia lancia un intero mese di mobilitazione per fermare l’armamento di Israele
Il movimento ha invitato a un incontro per organizzare le iniziative del «Mese di mobilitazione contro l’armamento di Israele», nell’ambito di una campagna volta a fermare la macchina bellica israeliana durante il mese di ottobre.
All’incontro partecipano relatori provenienti da diversi ambienti politici, sindacali e per i diritti umani, tra cui il creatore di contenuti e comico franco-libanese Raphaël Abdel Nour, oltre a rappresentanti di associazioni e gruppi a sostegno della Palestina, come l’Associazione franco-palestinese di solidarietà, il gruppo «Palestina Emergenza» e la campagna «Stop all’armamento di Israele – Francia».
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# _Internazionale_
### 14\. Sit-in all’ingresso del cantiere navale di Brooklyn contro l’esportazione di armi verso Israele
Gli attivisti della campagna «Disarmare il Brooklyn Navy Yard» hanno organizzato un sit-in denominato «Drago dormiente» all’ingresso principale del complesso industriale di proprietà della città di New York, protestando contro la presenza continuativa di aziende produttrici di armi e attrezzature tattiche all’interno del cantiere.
La campagna, lanciata nel settembre 2024, mira a interrompere le catene di approvvigionamento militare tra Stati Uniti e Israele e si concentra su due aziende specifiche: «Easy Aerial», produttrice di droni utilizzati dalle forze israeliane, e «Crye Precision», che produce uniformi tattiche per gli agenti dell’Immigration and Customs Enforcement (ICE) e della Border Patrol e fornisce equipaggiamenti ad aziende israeliane.
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### 15\. Protesta americana davanti a un forum medico per chiedere l’allontanamento del presidente di un’azienda di armi che ha pubblicamente vantato il proprio sostegno a Israele
Gruppi contrari al riarmo, tra cui «Boston BDS», «Healthcare Workers for Palestine» e «American Friends Service Committee Staff Union», hanno protestato davanti al «Global Medical Innovation Forum» del Massachusetts General Brigham, chiedendo la rimozione di James Taiclet, amministratore delegato di Lockheed Martin, dal consiglio di amministrazione dell’ospedale.
I gruppi hanno esposto lo slogan «Infermiere dentro, Lockheed fuori», durante una protesta davanti al forum che riunisce esponenti di spicco del settore medico, contestando la presenza nel consiglio di amministrazione di un’importante istituzione sanitaria di un dirigente di un’azienda produttrice di armi che, secondo i manifestanti, sono utilizzate nel conflitto.
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### 16\. Proteste davanti alla residenza dell’ambasciatore israeliano a New York in concomitanza con l’arrivo di Netanyahu
Il movimento «Palestinian Youth Movement» di New York ha invitato a una manifestazione davanti alla residenza dell’ambasciatore di «Israele» presso le Nazioni Unite, Danny Danon, nell’ambito delle iniziative della «Settimana di mobilitazione», che coincide con le riunioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Il gruppo ha contestato la partecipazione di Israele alle riunioni delle Nazioni Unite mentre, secondo quanto affermato dal movimento, continua il genocidio a Gaza. Ha inoltre sostenuto che più di 1.300 palestinesi siano stati uccisi dall’inizio di quello che viene definito «cessate il fuoco» e che l’accordo non abbia fatto altro che mantenere Israele al riparo dalle conseguenze delle proprie azioni.
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### 17\. Proposta di legge statunitense per sanzionare i partecipanti alla giudaizzazione di Gerusalemme e al collegamento degli insediamenti
Chris Coons, Elizabeth Warren, Ron Wyden e Ruben Gallego hanno presentato un disegno di legge che prevede sanzioni contro aziende, individui ed entità straniere coinvolti nell’attuazione del progetto insediativo E1 nella Cisgiordania occupata, con il sostegno di almeno altri dieci membri democratici.
Il disegno di legge stabilisce che anche la semplice presentazione di offerte per partecipare alle gare d’appalto del progetto E1 possa costituire una base per l’imposizione di sanzioni, insieme alle attività di costruzione, finanziamento, organizzazione e facilitazione del trasferimento di coloni nel progetto.
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### 18\. Washington invia miliardi di dollari in armi a «Israele»: grandi contratti e bombe da due tonnellate
Le notifiche dell’amministrazione del presidente statunitense Donald Trump al Congresso e i dati del Dipartimento di Stato americano hanno rivelato il continuo afflusso di contratti per armi e attrezzature militari verso «Israele», a ritmo crescente dal ritorno di Trump alla Casa Bianca il 20 gennaio 2025.
Secondo un censimento degli accordi annunciati nel periodo fino al 17 settembre 2026, il valore ammonta a circa 19,2 miliardi di dollari, senza includere un nuovo accordo del valore di 2,8 miliardi di dollari attualmente in fase di preparazione.
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### 19\. Sette aziende israeliane del settore bellico partecipano al Salone aeronautico di Marrakech
Il movimento di boicottaggio ha annunciato la conferma della partecipazione di altre sei aziende israeliane al Salone aeronautico di Marrakech, la cui apertura è prevista per il 7 ottobre prossimo.
Le aziende si uniranno alla Israel Aerospace Industries (IAI), che aveva annunciato in precedenza la propria partecipazione, portando a sette il numero delle aziende israeliane della difesa presenti all’evento, tra cui Elbit Systems, Rafael, Extend, Ofek e Orbit Technologies.
La Israel Aerospace Industries (IAI) è considerata la maggiore azienda israeliana del settore della difesa e fornisce al Ministero della Difesa israeliano sistemi strategici di difesa aerea che costituiscono gli strati superiore e intermedio del sistema di difesa aerea multilivello di Israele.
