
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2568, Data: sabato 26 settembre 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2568, Data: sabato 26 settembre 2026
1. Un morto e diversi feriti in seguito a un raid israeliano contro un veicolo a Khan Younis
Un cittadino è stato ucciso e altre persone sono rimaste ferite in seguito a un raid condotto da aerei da guerra israeliani contro un veicolo civile a Khan Younis.
Secondo fonti locali, le forze israeliane hanno preso di mira il veicolo nei pressi dell’ingresso del campo di Wijdan, a ovest dell’Università Al-Aqsa, nella zona di Al-Mawasi, a Khan Younis, nel sud della Striscia di Gaza. L’attacco ha provocato un morto e diversi feriti.
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### 2\. 942 posti di blocco e ostacoli: l’occupazione torna a frammentare la Cisgiordania
Dati aggiornati della Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti hanno rivelato che il sistema di posti di blocco, cancelli e ostacoli militari israeliani in Cisgiordania si è ampliato fino a raggiungere 942 punti.
Secondo la Commissione, questo sviluppo sta nuovamente modificando lo spazio geografico palestinese e imponendo restrizioni sempre maggiori alla libertà di movimento dei cittadini e al loro accesso alle proprie terre e ai centri di servizio.
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### 3\. Scena terribile: i dettagli dell’uccisione del prigioniero Thair Abu Asab da parte dei soldati israeliani nel carcere di Naqab
Sono emersi nuovi dettagli sull’uccisione del prigioniero palestinese Thair Samih Abu Asab all’interno del carcere desertico di Naqab. Abu Asab morì il 18 novembre 2023 a causa delle torture dirette alle quali fu sottoposto dalle forze di repressione e dagli ufficiali dell’amministrazione carceraria israeliana.
La vicenda ebbe inizio nelle ore pomeridiane, quando il prigioniero Abu Asab chiese a una delle guardie se fosse in vigore una tregua nella Striscia di Gaza. Nelle ore serali, ufficiali e membri delle forze di repressione isolarono Abu Asab insieme ad altri prigionieri all’interno di una delle celle, sottoponendoli a violente percosse e a gravi maltrattamenti.
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### 4\. Israele prolunga di altri quattro mesi la detenzione amministrativa del giornalista Alaa Al-Rimawi
Fonti palestinesi hanno riferito che le forze israeliane hanno deciso di sottoporre il giornalista Alaa Hassan Al-Rimawi, originario della località di Beit Rima, a quattro mesi di detenzione amministrativa.
Le forze israeliane avevano arrestato Al-Rimawi la settimana precedente, dopo aver fatto irruzione nella sua abitazione nella città di Ramallah, nella parte centrale della Cisgiordania occupata, secondo quanto riferito dalla sua famiglia.
La famiglia aveva dichiarato all’epoca che una forza israeliana aveva fatto irruzione nell’abitazione e portato via il giornalista Alaa Al-Rimawi verso una destinazione sconosciuta.
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### 5\. Coloni incendiano veicoli e scrivono slogan razzisti a Rantis, a ovest di Ramallah
Coloni israeliani hanno parzialmente incendiato tre veicoli e scritto slogan razzisti nel villaggio di Rantis, a ovest di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
Fonti locali hanno riferito che alcuni coloni si sono infiltrati nel villaggio alle tre del mattino e hanno appiccato il fuoco a tre veicoli, prima che gli abitanti reagissero e li costringessero ad andarsene. I veicoli hanno riportato danni parziali.
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### 6\. Le forze israeliane arrestano un minore a Beita, a sud di Nablus
Le forze israeliane hanno arrestato un minore nella località di Beita, a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
Secondo fonti locali, le forze israeliane hanno fatto irruzione nella località all’alba, perquisito un’abitazione e arrestato il minore Mahmoud Zahir Mahmoud Dawoud, di 17 anni.
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## **Europeo**
### 7\. Dopo il ritiro delle delegazioni durante il discorso di Netanyahu, il movimento per il boicottaggio chiede la sospensione dell’adesione di Israele
Il movimento per il boicottaggio ha condannato, in una sua pubblicazione, la decisione di concedere al primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu — ricercato sulla base di un mandato di arresto emesso dalla Corte penale internazionale per accuse relative a crimini di genocidio a Gaza — una tribuna presso le Nazioni Unite.
Il movimento ha accusato Netanyahu di aver utilizzato il suo discorso per giustificare le azioni israeliane contro i civili nella Striscia e ha definito il suo intervento caratterizzato da un «linguaggio razzista e coloniale».
Il movimento ha inoltre accusato Israele di violare il diritto internazionale e di colpire personale e proprietà delle Nazioni Unite, chiedendo la sospensione della sua adesione e l’imposizione di sanzioni globali, alla luce di quelle che ha definito le responsabilità giuridiche degli Stati successive alle decisioni della Corte internazionale di giustizia.
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### 8\. Un attivista francese fa causa a cittadini israeliani per tortura dopo il suo rapimento dalla Flotta della Resilienza
Il politologo e attivista francese Thomas Guénolé ha presentato in Francia una denuncia per tortura, in relazione a quelli che ha descritto come maltrattamenti e aggressioni subiti dopo essere stato catturato dalle forze israeliane, in seguito al sequestro della «Flotta della Resilienza Globale» diretta verso Gaza nel 2025.
Guénolé ha dichiarato che la denuncia è rivolta contro cittadini israeliani che ha accusato di averlo «rapito e maltrattato», tra i quali il ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir.
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### 9\. Più di 80 circoli sociali e pub rifiutano di trasmettere le partite Irlanda-Israele
Il movimento per il boicottaggio (BDS) ha annunciato che più di 80 pub, circoli sociali irlandesi e luoghi di ritrovo irlandesi in tutto il mondo si sono impegnati a non trasmettere le partite della nazionale irlandese contro Israele nella Nations League europea, nell’ambito della campagna **#StopAllaPartita**.
Secondo il movimento, l’elenco comprende pub e circoli di Dublino, Belfast, Cork, Derry, Galway e di altre città irlandesi, oltre a locali e luoghi di ritrovo a Londra, New York, Toronto, Lanzarote, Malaga, Zurigo, Tenerife, Vancouver e altrove.
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## **Internazionale**
### 10\. Medici si radunano al Congresso degli Stati Uniti per chiedere la sospensione delle vendite di armi a Israele
Medici provenienti da diverse parti degli Stati Uniti si sono recati a Capitol Hill, sede del Congresso, organizzando una protesta all’interno dell’edificio per chiedere la sospensione delle vendite di armi e la fine di quella che hanno definito la guerra di genocidio israeliana in corso contro i palestinesi di Gaza.
Durante la protesta, uno dei medici ha parlato delle sofferenze vissute dai membri della sua famiglia nella Striscia di Gaza, spiegando che hanno subito perdite successive nell’arco di circa vent’anni, fino al punto che alcuni familiari sono stati costretti a seguire le notizie gli uni degli altri attraverso i social media.
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### 11\. Le attrici Hannah Einbinder e Susan Sarandon arrestate durante manifestazioni contro Netanyahu
Le attrici Hannah Einbinder e Susan Sarandon sono state viste ammanettate mentre erano trattenute a New York, durante una protesta contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, in concomitanza con la sua partecipazione alle riunioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
Le immagini delle due attrici mentre venivano allontanate dal luogo delle proteste, poco prima dell’inizio del discorso di Netanyahu, si sono diffuse sui social media. Al momento non era chiaro se fossero state formalmente arrestate o se fossero state sottoposte a un fermo temporaneo.
La rivista «Variety» ha riferito di aver contattato la polizia di New York e i rappresentanti delle due attrici per ottenere chiarimenti.
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### 12\. L’hashtag **#Netanyahu\_AssassinoDelSecolo** invade i social media
L’hashtag **#Netanyahu\_AssassinoDelSecolo** ha invaso le piattaforme dei social media in concomitanza con il discorso pronunciato dal primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu davanti all’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
L’hashtag **#NetanyahuAssassinoDelSecolo** è entrato tra gli argomenti più discussi nei Paesi del Medio Oriente, in Turchia e negli Stati Uniti, in seguito a un’ondata di critiche per la partecipazione di Netanyahu alle riunioni dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite e per il suo intervento davanti all’Assemblea.
Gli utenti dei social media hanno lanciato l’hashtag per attirare l’attenzione internazionale sulla drammatica situazione umanitaria nella Striscia di Gaza e sulla continua offensiva israeliana. Sono stati inoltre pubblicati video e immagini che documentavano il ritiro di decine di delegazioni e rappresentanti dalla sala dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite subito dopo che Netanyahu era salito sul podio per pronunciare il suo discorso.
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### 13\. Decine di delegazioni lasciano la sala dell’ONU durante il discorso di Netanyahu
Decine di rappresentanti e delegazioni di vari Paesi hanno lasciato la sala dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu saliva sul podio per pronunciare il suo discorso, in segno di protesta contro la guerra a Gaza.
Le immagini dall’interno della sala hanno mostrato un gran numero di rappresentanti dei Paesi che abbandonavano i propri posti prima dell’inizio del discorso, mentre altre delegazioni rimanevano al loro posto. Alcuni dei presenti hanno inoltre rivolto grida e fischi contro il discorso di Netanyahu.
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### 14\. «Criminale di guerra»: migliaia di persone protestano contro Netanyahu a New York per la guerra a Gaza
Migliaia di persone hanno manifestato a New York contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, giunto in città per partecipare alla 81ª sessione dell’Assemblea generale delle Nazioni Unite.
I manifestanti hanno chiesto la fine di quella che hanno definito la «guerra genocida israeliana a Gaza» e la cessazione delle politiche di occupazione e di trasferimento forzato dei palestinesi.
I manifestanti si sono radunati davanti alla Biblioteca pubblica di New York, sulla 42ª strada, sventolando bandiere palestinesi e cartelli contro le politiche israeliane nei territori palestinesi. Altri cartelli definivano Netanyahu un «criminale di guerra». La polizia di New York era schierata nell’area circostante la protesta.
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### 15\. Attivisti a Tokyo sfidano l’ambasciatore israeliano
Attivisti giapponesi favorevoli alla causa palestinese hanno respinto le accuse dell’ambasciatore israeliano designato in Giappone, Emmanuel Navon, secondo cui il Qatar avrebbe finanziato la protesta organizzata davanti all’ambasciata israeliana a Tokyo l’8 settembre. Gli attivisti gli hanno chiesto di dimostrare quanto affermato oppure di ritirare le accuse e scusarsi.
Durante una conferenza stampa organizzata a Tokyo dal gruppo «Movimento d’emergenza per la pace in Palestina», Takada Ken, membro del comitato organizzatore, ha dichiarato che il costo della protesta non aveva superato circa 10.000 yen, vale a dire meno di 100 dollari, sottolineando che il gruppo non aveva ricevuto alcun finanziamento esterno.
Più di 100 manifestanti avevano partecipato alla protesta, che chiedeva inoltre l’allontanamento di Navon dal Giappone.
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### 16\. **#Video… Ritiri di massa all’inizio del discorso di Benjamin Netanyahu**
**#Guarda…** Ritiri di massa delle delegazioni internazionali dalla sala delle Nazioni Unite a New York mentre il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu saliva sul podio per pronunciare il suo discorso.
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### 17\. Mamdani pianta un ulivo insieme a famiglie palestinesi a New York
Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha piantato un ulivo davanti alla sua residenza, presso Gracie Mansion, insieme a famiglie palestinesi provenienti dalla Striscia di Gaza. L’iniziativa ha trasmesso un messaggio legato alla pace e a ciò che stanno subendo gli ulivi e le terre palestinesi, tra sradicamenti e abbattimenti.
Durante l’evento, Mamdani ha dichiarato: «Che la pace possa essere il nostro futuro». Successivamente ha pubblicato sul proprio account sulla piattaforma «X» un video che documentava il momento della piantumazione dell’albero.
