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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2593, data: mercoledì 21 ottobre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2593, data: mercoledì 21 ottobre 2026

  • 1. Sette martiri e feriti mentre continuano le violazioni dell’occupazione nella Striscia di Gaza

Sette cittadini sono stati uccisi e diverse altre persone sono rimaste ferite a seguito di attacchi e colpi d’arma da fuoco sparati da mezzi militari dell’occupazione israeliana in diverse zone della Striscia di Gaza.

## 2. Protezione civile di Gaza: serviranno otto anni per recuperare i corpi dei martiri dalle macerie

Il portavoce della Protezione civile nella Striscia di Gaza, Mahmoud Bassal, ha dichiarato che le operazioni di ricerca dei corpi delle vittime sotto le macerie degli edifici distrutti devono affrontare enormi difficoltà. Ha sottolineato che le squadre di soccorso non sono riuscite a trovare tracce o resti di alcuni corpi, che sarebbero stati «vaporizzati» a causa dell’intensità dei bombardamenti.

Bassal ha spiegato che la Protezione civile avrà bisogno di circa otto anni per recuperare tutti i corpi dalle macerie degli edifici distrutti, considerata l’ampiezza della devastazione e la difficoltà di raggiungere numerosi luoghi.

## 3. Ufficio per l’informazione sui prigionieri: allergie di origine sconosciuta e scabbia aggravano le sofferenze dei detenuti nel carcere di «Jannot»

L’Ufficio per l’informazione sui prigionieri ha denunciato la diffusione, tra i detenuti del carcere di Jannot, di sintomi allergici di origine sconosciuta, in concomitanza con l’aumento dei casi di scabbia e l’inefficacia degli unguenti disponibili nel porre fine alle sofferenze delle persone colpite.

L’ufficio ha spiegato che i detenuti affetti da scabbia vedono ricomparire i sintomi poco dopo un temporaneo miglioramento. Secondo le loro testimonianze, gli unguenti producono soltanto effetti momentanei, senza garantire una guarigione duratura, in un contesto caratterizzato da una grave carenza di igiene e dalla scarsa qualità del cibo.

## 4. Istruzione: cinque studenti uccisi, cresce pericolosamente il numero dei bambini di Gaza presi di mira

Il Ministero dell’Istruzione e dell’Istruzione superiore ha messo in guardia dalle gravi conseguenze del continuo attacco contro gli studenti e i bambini nella Striscia di Gaza. Il numero dei bambini uccisi negli ultimi attacchi è salito a cinque, dopo l’annuncio della morte del minore Majd Muhammad Fakhri Hassan, che non aveva ancora compiuto quindici anni.

Il ministero ha sottolineato che la morte dei cinque studenti, avvenuta in una serie di episodi ravvicinati, non può essere considerata un semplice numero nel bilancio quotidiano degli eventi. Si tratta, al contrario, di una gravissima perdita umana ed educativa e di una violazione dei diritti di bambini che dovrebbero ricevere protezione e assistenza e poter continuare a studiare senza temere i proiettili o i bombardamenti.

## 5. La riduzione degli aiuti aggrava la crisi economica di Gaza e minaccia la sicurezza alimentare di mezzo milione di palestinesi

La Striscia di Gaza entra in una fase ancora più complessa della sua crisi umanitaria ed economica, dopo la decisione del Programma alimentare mondiale di ridurre gli aiuti destinati a circa 500.000 palestinesi. Una misura che rischia di aggravare l’insicurezza alimentare e ridurre ulteriormente il potere d’acquisto delle famiglie, mentre le fonti di reddito crollano e i mercati locali continuano a subire forti pressioni.

In questo contesto, l’analista economico Ahmad Abu Qamar mette in guardia dalle conseguenze della riduzione degli aiuti umanitari e dai suoi effetti sulla sicurezza alimentare, sui consumi e sull’attività commerciale, considerando che la maggior parte delle famiglie della Striscia dipende dagli aiuti per soddisfare i bisogni essenziali.

# Notizie europee

## 6. Bloccata a Berlino la strada che conduce allo stabilimento Rheinmetall per gli armamenti destinati all’occupazione

Undici attivisti del movimento «Pacifisti contro il genocidio» hanno bloccato le due vie di rifornimento che conducono al nuovo stabilimento di munizioni della società tedesca di armamenti Rheinmetall, situato nel quartiere Wedding, nella capitale Berlino.

L’azione rientra in una serie di iniziative volte a interrompere la produzione militare e le linee di approvvigionamento di armi e munizioni progettate per uccidere e destinate a sostenere l’occupazione.

## 7. Sánchez condanna il silenzio internazionale sul genocidio a Gaza

Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha condannato il totale silenzio della comunità internazionale di fronte alla guerra genocida condotta dal sistema di occupazione israeliano nella Striscia di Gaza, rilanciando lo slogan «No alla guerra» a Gaza.

Durante un incontro del Partito Socialista Operaio Spagnolo, Sánchez ha criticato gli attori internazionali che restano in silenzio di fronte ai continui crimini israeliani contro i civili. Ha ribadito che Madrid continuerà a difendere gli stessi principi umanitari e il diritto internazionale senza distinzioni né doppi standard, anche per quanto riguarda la Palestina.

## 8. Chiuso uno stabilimento di armamenti che fornisce componenti agli aerei e ai droni dell’occupazione

Gli attivisti del movimento «Popolo contro il genocidio» hanno bloccato l’unico ingresso dello stabilimento di armamenti della società TT Electronics, situato nel complesso Eagle Technology di Rochdale, nel Regno Unito, per impedire alle linee di produzione di fornire equipaggiamenti militari all’esercito israeliano.

Gli attivisti sono intervenuti direttamente per paralizzare l’impianto, che produce e fornisce componenti essenziali per gli aerei da combattimento israeliani dei modelli F-18 e F-35. Lo stabilimento fornisce inoltre pezzi di ricambio per i droni d’attacco prodotti da Elbit Systems, il principale produttore di armamenti destinati all’occupazione.

## 9. L’associazione dei giornalisti di TF1 condanna gli attacchi contro le proprie troupe dopo un servizio sugli insediamenti

L’associazione dei giornalisti dell’emittente televisiva francese TF1 ha condannato la campagna sistematica di intimidazioni e aggressioni subita dalle proprie troupe dopo la trasmissione, mercoledì 14 ottobre, di un servizio video che documentava l’espansione illegale degli insediamenti israeliani nella Cisgiordania occupata.

L’associazione ha espresso piena solidarietà a tutti i professionisti dei media che, sul campo, sono sottoposti a persecuzioni e intimidazioni da parte di ambienti sionisti, con l’obiettivo di occultare i crimini dell’occupazione e sottrarre terre palestinesi.

## 10. Mobilitazione sportiva in Scozia contro la partecipazione di soldati dell’esercito di occupazione a un torneo di bowling

La campagna scozzese «Mostrate il cartellino rosso al genocidio israeliano» ha lanciato un appello a organizzare proteste sul campo e campagne di pressione digitale per impedire la partecipazione dei giocatori israeliani di bowling Daniel Alonim e Ido Iron a un torneo sportivo previsto tra due settimane.

La mobilitazione è nata dopo che gli attivisti hanno rivelato il passato militare di Daniel Alonim, che avrebbe prestato servizio nell’esercito israeliano, coinvolto in crimini di pulizia etnica.

## 11. La campagna per il boicottaggio a Belfast lancia un ultimatum a Home Bargains affinché interrompa la vendita di prodotti destinati a sostenere l’occupazione

La campagna per il boicottaggio, il disinvestimento e le sanzioni (BDS) di Belfast ha rivolto un severo ultimatum alla direzione della nota catena britannica di negozi Home Bargains, chiedendo la cancellazione immediata di tutti i contratti e la cessazione della distribuzione di prodotti fabbricati in Israele, ritenendo l’azienda complice della commercializzazione di merci provenienti da una colonia illegale.

La campagna ha dichiarato che, per oltre 1.000 giorni di attività continuativa sul campo, i suoi attivisti hanno lavorato per rimuovere dagli scaffali tutti i prodotti di consumo israeliani. L’iniziativa rappresenta una risposta alla decisione della catena di mantenere, secondo la campagna, un assortimento di prodotti provenienti dall’occupazione più ampio di quello di qualsiasi altro grande rivenditore.

## 12. Proteste davanti alla banca AIB in Irlanda contro un contratto con un’azienda israeliana

Gli attivisti hanno manifestato davanti a una filiale della banca AIB nella cittadina di Dundalk, protestando contro l’intenzione dell’istituto di concludere un accordo tecnologico con un’azienda fondata da ex soldati dell’unità di intelligence militare israeliana «8200».

La manifestazione si è svolta parallelamente al lancio di un’ampia campagna di pressione digitale, che invita il pubblico a inviare e-mail e a contattare ripetutamente i dirigenti della banca per chiedere il rifiuto dell’accordo e l’attivazione di un boicottaggio generalizzato delle aziende legate all’occupazione.

## 13. Manifestazione in Canada contro Apple, accusata di complicità nella guerra genocida

Organizzazioni solidali nella città canadese di Montréal hanno annunciato l’organizzazione di una grande manifestazione davanti al principale negozio Apple, per protestare contro la partnership tecnologica e logistica tra l’azienda e il sistema di occupazione israeliano.

L’iniziativa si terrà venerdì 23 ottobre con lo slogan «No alla tecnologia del sangue». È organizzata congiuntamente dai movimenti «Apple contro l’apartheid», «La Palestina vivrà» e dalla Rete ebraica internazionale antisionista. La manifestazione coinciderà con il lancio del telefono iPhone Duo.

# Notizie internazionali

## 14. Mobilitazione popolare a Oakland per bloccare FedEx, accusata di trasportare armi destinate all’occupazione

Organizzazioni per i diritti umani e sindacati della città di Oakland, in California, hanno annunciato l’organizzazione di un incontro pubblico e di una mobilitazione per contrastare la società internazionale di spedizioni FedEx, accusata di essere direttamente coinvolta nel trasporto di componenti di armi ed equipaggiamenti militari destinati all’esercito israeliano.

L’iniziativa è organizzata dal movimento «18 Million Rising», dalla coalizione «Oakland per l’embargo sulle armi» e dall’Assemblea femminista palestinese. Si svolge in concomitanza con il terzo anniversario dell’inizio della guerra genocida tuttora in corso nella Striscia di Gaza.

## 15. Attivisti danneggiano una filiale di Capital One a New York, accusata di finanziare un’azienda israeliana di armamenti

Gli attivisti del movimento Palestine Action hanno infranto le vetrine di una filiale della banca Capital One nel quartiere di Manhattan, a New York, e ne hanno completamente bloccato gli ingressi, interrompendo le attività commerciali per protestare contro il finanziamento militare a favore dell’occupazione.

I manifestanti hanno spruzzato vernice rossa, simbolo del sangue palestinese versato, sulle pareti interne ed esterne dell’edificio situato sulla East 86th Street. Hanno inoltre scritto graffiti per chiedere alla direzione di interrompere immediatamente i rapporti con l’occupazione e ritirare gli investimenti, con lo slogan «Cacciate Elbit».

## 16. Washington avvia un procedimento giudiziario contro attiviste che hanno bloccato le linee di produzione di un’azienda israeliana di armamenti

Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti e il Federal Bureau of Investigation (FBI) hanno ordinato a due attiviste filo-palestinesi di comparire in segreto davanti a un gran giurì federale nello Stato del New Hampshire, per essere interrogate su accuse relative al sabotaggio del sistema di produzione militare destinato all’occupazione.

Il procedimento riguarda le attiviste Sophie Ross e Bridget Shargalies, che hanno già scontato due mesi di carcere dopo essere state condannate per aver bloccato i cancelli dello stabilimento di armamenti della società Elbit Systems. L’obiettivo dell’azione era interrompere la fornitura all’esercito israeliano di munizioni utilizzate nella guerra genocida e nelle operazioni di pulizia etnica a Gaza e in Libano.

## 17. L’ex commissario generale dell’UNRWA Lazzarini mette in guardia dal rischio che Gaza subisca il destino dei popoli indigeni d’America

L’ex commissario generale dell’Agenzia delle Nazioni Unite per il soccorso e l’occupazione dei rifugiati palestinesi (UNRWA), Philippe Lazzarini, ha avvertito che gli abitanti della Striscia di Gaza potrebbero andare incontro a un destino simile a quello dei popoli indigeni delle Americhe, se la comunità internazionale non interverrà, mentre continuano gli attacchi israeliani e peggiorano le condizioni di vita nel territorio.

Lazzarini ha dichiarato: «A Gaza sappiamo che è già troppo tardi e, se non agiamo, gli abitanti di Gaza potrebbero subire un destino simile a quello dei popoli indigeni d’America».

## 18. La Fondazione Hind Rajab chiede l’arresto negli Stati Uniti di un comandante militare dell’occupazione

La Fondazione Hind Rajab (HRF) ha presentato una richiesta urgente al Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti, chiedendo l’apertura di un’indagine ufficiale sul comandante militare dell’esercito israeliano Sean Glass, attualmente presente negli Stati Uniti, e sollecitandone l’arresto e il processo con l’accusa di crimini di guerra e genocidio durante l’offensiva contro la Striscia di Gaza.

La fondazione ha dichiarato che Glass comandava quella che viene definita la «Compagnia dell’Impero dei Vampiri», appartenente al 52º battaglione corazzato della 401ª brigata dell’esercito israeliano.

## 19. ONU: la violenza dei coloni spinge la Cisgiordania verso una crisi alimentare

Il vicedirettore esecutivo del Programma alimentare mondiale, Carl Skau, ha avvertito che la violenza dei coloni israeliani nella Cisgiordania occupata sta trasformando una crisi relativa ai diritti umani e alla sicurezza in una crisi alimentare.

Durante le sue visite sul campo, ha riferito di aver visto campi di ulivi bruciati e aziende agricole abbandonate.

Nel corso di una conferenza stampa presso la sede delle Nazioni Unite a New York, Skau ha dichiarato che l’insicurezza alimentare in Cisgiordania è più che raddoppiata negli ultimi tre anni e che attualmente circa un milione di palestinesi ha bisogno di assistenza alimentare.

## 20. La federazione dei sindacati sudafricani promette sostegno a un embargo energetico globale contro l’occupazione

La federazione dei sindacati dei lavoratori del Sudafrica ha rinnovato il proprio impegno a favore delle misure di boicottaggio, disinvestimento e sanzioni (BDS), promettendo di sostenere e promuovere un embargo energetico globale contro il sistema israeliano.

La federazione, indicata come la prima organizzazione sindacale al mondo ad aver appoggiato il movimento per il boicottaggio, ha annunciato questa posizione durante il suo ultimo congresso. L’obiettivo è isolare e bloccare le principali linee di approvvigionamento energetico destinate all’occupazione.

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