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Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2590, Data: domenica 18 ottobre 2026

Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2590, Data: domenica 18 ottobre 2026

1. Sei martiri e diversi feriti sotto il fuoco dell’occupazione e demolizioni di abitazioni nella Striscia di Gaza

Sei cittadini sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti dal fuoco dell’esercito israeliano, mentre si intensificano le violazioni dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza. Alcuni cittadini sono rimasti feriti in un attacco condotto da un drone israeliano contro un gruppo di persone nei pressi dell’ospedale giordano, nel quartiere di Tal al-Hawa, a sud-ovest della città di Gaza.

## 2\. Coloni aggrediscono diplomatici europei nei pressi di Ramallah

Alcuni coloni hanno aggredito diplomatici europei mentre si trovavano nei territori della cittadina di Taybeh, a nord-est di Ramallah, in concomitanza con la stagione della raccolta delle olive. Hanno inoltre attaccato veicoli diplomatici, tra cui un’automobile appartenente al consolato belga, di cui hanno infranto i vetri.

Secondo le informazioni raccolte sul campo, l’aggressione ha coinvolto diplomatici francesi, belgi e polacchi. Durante l’attacco, uno dei consoli è stato scaraventato a terra.

## 3\. Gaza dà l’ultimo saluto al giornalista Ubaida Murtaja: un nuovo martire si unisce alla schiera di chi racconta attraverso parole e immagini

Una folla di palestinesi ha partecipato al funerale del giornalista martire Ubaida Murtaja, ucciso in seguito a un bombardamento effettuato da un drone israeliano contro un gruppo di cittadini nella zona di Al-Itali, nel quartiere di Al-Nasr, a ovest della città di Gaza.

Il corteo funebre è partito dal complesso medico Al-Shifa. I colleghi giornalisti e operatori dei media hanno portato la salma sulle spalle, insieme ai familiari, ai parenti, agli amici e ai rappresentanti di istituzioni mediatiche.

Dopo la preghiera funebre, il corpo è stato sepolto nel cimitero dei martiri.

## 4\. Il massacro dell’ospedale Al-Ahli che sconvolse il mondo: tre anni dopo, il sangue non si è ancora asciugato e la giustizia non è arrivata!

Oggi, 17 ottobre 2026, ricorre il terzo anniversario del massacro dell’ospedale Al-Ahli, perpetrato dalle forze di occupazione, che provocò la morte di circa 500 palestinesi e il ferimento di centinaia di altre persone. Si tratta di uno dei massacri più atroci avvenuti nella Striscia di Gaza durante la guerra di sterminio «israeliana».

A tre anni dal massacro, restano aperte le domande sull’efficacia del diritto internazionale e sulla capacità delle istituzioni internazionali di far rispettare le sue norme e chiamare l’occupazione a rispondere delle violazioni commesse.

## 5\. #Video — Coloni aggrediscono palestinesi all’interno della loro automobile

#Guarda: immagini diffuse sui social documentano l’aggressione compiuta da coloni israeliani contro un’automobile che trasportava palestinesi nei territori del villaggio di Deir Jarir, a nord-est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.

## 6\. #Video — Una donna palestinese racconta la perdita di tutti i suoi figli a Gaza

#Guarda: «Mi è rimasto soltanto mio nipote». Una madre palestinese racconta con profondo dolore come abbia perso i propri figli uno dopo l’altro durante la guerra: prima la morte di Omar e Sama, poi quella della figlia Ola, incinta, e infine la morte del figlio Adam, con il quale aveva lasciato Gaza per ricevere cure mediche.

# Notizie europee

## 7\. Manifestazione di solidarietà nella città irlandese di Fermoy contro il genocidio

I partecipanti all’iniziativa hanno esposto la bandiera palestinese durante il loro presidio settimanale, al quale prendono parte attivisti di diversi gruppi di solidarietà, tra cui il movimento per il boicottaggio di Belfast e la Campagna di solidarietà con la Palestina in Irlanda.

## 8\. Giornalisti britannici attaccano un’attivista palestinese antisionista

I conduttori delle emittenti britanniche GB News e Sky News hanno attaccato l’attivista palestinese Lubna Sbeitān durante una conferenza stampa del Partito dei Verdi, accusandola di «antisemitismo» per la sua proposta, secondo cui il sionismo sarebbe un movimento razzista.

Gli attivisti solidali hanno accusato i media britannici di contribuire alla produzione di propaganda a sostegno dell’occupazione e di giustificare il genocidio, svolgendo un ruolo analogo a quello dei soldati dell’occupazione, della Royal Air Force britannica e della società di intelligence Palantir.

## 9\. L’Italia amplia l’indagine contro funzionari e ministri israeliani per le torture inflitte agli attivisti della Flottiglia della Resistenza

La nuova indagine comprende il ministro della Difesa Israel Katz, il capo di Stato maggiore Eyal Zamir, il commissario generale della polizia Danny Levy, il commissario del servizio penitenziario Kobi Yaakobi e alcuni comandanti della marina militare, oltre al ministro della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, già incluso nel procedimento.

L’iniziativa giudiziaria è stata avviata in seguito alle denunce presentate da 50 cittadini italiani, che hanno riferito di essere stati picchiati, minacciati di morte e privati di cibo, assistenza medica e sonno.

Gli episodi sarebbero avvenuti quando le forze di occupazione hanno sequestrato le navi delle due flottiglie in acque internazionali, nel corso del 2025 e del 2026, trattenendo gli attivisti nel porto di Ashdod.

## 10\. Appelli a una settimana di mobilitazione e rabbia contro una conferenza marittima internazionale a Houston per protestare contro l’invito alla Maersk

La campagna «Embargo sulle armi a Houston» ha invitato a organizzare una settimana di iniziative e proteste dirette dal 2 al 4 novembre prossimo, per contestare l’organizzazione in città della «Conferenza marittima internazionale annuale di Houston», alla quale partecipano aziende accusate di sostenere l’occupazione e trarre profitto dalla guerra di sterminio nella Striscia di Gaza.

Le proteste mirano a contestare i dirigenti della multinazionale del trasporto marittimo Maersk, che intendono riunirsi all’hotel Hilton Americas per discutere come proteggere le catene di approvvigionamento e le spedizioni di armi destinate all’esercito israeliano.

## 11\. Chiusura dello stabilimento Eurolinks a Marsiglia per protestare contro l’armamento dell’occupazione

Attivisti solidali con la Palestina hanno bloccato i cancelli e l’ingresso dello stabilimento francese di armamenti Eurolinks, nella città di Marsiglia, nel sud della Francia, per impedire la produzione e l’esportazione di forniture militari destinate all’esercito dell’occupazione.

La mobilitazione popolare, nel tredicesimo arrondissement di Marsiglia, è stata organizzata per denunciare la guerra di sterminio contro il popolo palestinese e respingere la complicità dello stabilimento nella fornitura all’occupazione di «maglie per nastri di munizioni», utilizzate dalle mitragliatrici pesanti nelle operazioni di bombardamento intensivo nella Striscia di Gaza.

## 12\. Un organismo britannico collabora con la lobby sionista e rifiuta di indagare su tre avvocati accusati di incitamento

Il Consiglio per gli standard dell’Ordine degli avvocati britannico (BSB), l’organismo che regola l’attività dei barrister in Inghilterra e Galles, ha rifiutato di avviare un’indagine su una denuncia presentata contro tre avvocati di alto profilo: Lord David Pannick, Lord Anthony Grabiner e Stephen Hockman, tutti insigniti del titolo di King’s Counsel (KC).

I tre sono patrocinatori dell’organizzazione «Avvocati britannici per Israele» (UKLFI), e i loro nomi compaiono nelle lettere dell’organizzazione che minacciano gli attivisti.

## 13\. La rete Redretro rinomina le stazioni della metropolitana in Spagna in solidarietà con Gaza

Mentre le istituzioni ufficiali cercano di occultare i crimini e marginalizzare le voci contrarie al genocidio, persone impegnate in tutto il mondo inventano forme di lotta semplici ma di grande impatto visivo, trasformando le linee del trasporto pubblico quotidiano in spazi di resistenza e di costante richiamo ai diritti del popolo palestinese.

La rete di artisti anonimi Redretro ha realizzato numerosi interventi sui nomi delle principali stazioni della metropolitana, modificando cartelli e adesivi per portare la causa palestinese al centro degli spostamenti quotidiani di milioni di persone.

Gli attivisti hanno trasformato la celebre stazione madrilena di «La Latina» in «Palestina libera» (Free Palestine) e la stazione di «Tacuba», in Messico, in «Nakba», costringendo così i passanti a confrontarsi con la realtà del genocidio e con le radici storiche dei crimini israeliani.

## 14\. Il boicottaggio colpisce i complici del genocidio nel mercato dei videogiochi

Lo studio indipendente di videogiochi House House ha annunciato il proprio impegno esplicito a favore dell’embargo e del boicottaggio, escludendo il lancio del suo celebre gioco Big Walk sulle console Xbox della multinazionale Microsoft.

La decisione è stata presa in risposta diretta agli appelli del movimento per il boicottaggio.

Lo studio ha chiarito ufficialmente che la scelta deriva dall’adesione all’appello lanciato dal movimento, che ha inserito Microsoft e il suo settore videoludico tra gli obiettivi prioritari del boicottaggio.

## 15\. Uno dei maggiori fornitori di armi dell’occupazione si prepara a partecipare a una fiera della difesa in Giordania

Elbit Systems, una delle principali aziende israeliane dell’industria militare, si prepara a partecipare alla fiera e conferenza delle forze per le operazioni speciali SOFEX 2026, in programma nella città di Aqaba dal 27 al 29 ottobre.

La partecipazione dell’azienda israeliana assume un significato che va oltre la semplice presenza commerciale, considerando il suo ruolo nella fornitura di armi e sistemi militari all’esercito israeliano.

## 16\. La polizia britannica valuta un post della moglie di un consigliere per la sicurezza nazionale a sostegno di Palestine Action

La polizia britannica ha iniziato a esaminare un post pubblicato sulla piattaforma X da Sarah Helm, moglie di Jonathan, consigliere per la sicurezza nazionale del governo britannico. Nel messaggio, Helm ha espresso il proprio sostegno al movimento Palestine Action, classificato da Londra come organizzazione «terroristica», secondo quanto riportato dalla BBC.

Helm, giornalista e scrittrice, ha pubblicato giovedì un messaggio in cui affermava: «Dio aiuti noi scrittori che sosteniamo la Palestina e Palestine Action».

Il commento faceva riferimento all’annuncio diffuso mercoledì dalla casa editrice britannica Faber, secondo cui non sarebbe più stata in grado di vendere nel Regno Unito le opere della scrittrice irlandese Sally Rooney a causa del suo sostegno al movimento.

## 17\. #Video — La polizia di Berlino strappa la bandiera palestinese dalle mani dei manifestanti

#Guarda: agenti della polizia tedesca strappano la bandiera palestinese dalle mani dei manifestanti durante una protesta nella capitale Berlino.

# Notizie internazionali

## 18\. #Video — La fotoreporter americana racconta i dettagli della brutale aggressione subita dai coloni

#Guarda: «Mi hanno presa a calci per dieci minuti». La fotoreporter americana Heidi Levine racconta i dettagli dell’aggressione subita da parte di coloni israeliani nei pressi di Ramallah. Secondo il suo racconto, gli aggressori l’hanno presa a calci e le hanno sottratto le fotocamere e il telefono, prima che alcuni palestinesi riuscissero a salvarla.

## 19\. Tredici delegazioni abbandonano il vertice CICA all’inizio del discorso del presidente dell’occupazione, Herzog

Al vertice della Conferenza sulle misure di interazione e rafforzamento della fiducia in Asia (CICA), tenutosi nella capitale azera Baku, si è verificato il ritiro collettivo delle delegazioni di diversi Paesi non appena il presidente israeliano Isaac Herzog ha iniziato il proprio intervento davanti alla sessione.

La prima delegazione a lasciare la sala è stata quella turca, guidata dal ministro degli Esteri Hakan Fidan. È stata seguita dalle delegazioni di Iran e Palestina, quindi da quelle di Kuwait e Pakistan. Successivamente, si sono ritirate anche le delegazioni di Egitto, Arabia Saudita, Qatar, Giordania, Iraq, Malesia, Indonesia e Bangladesh.

## 20\. Il movimento per il boicottaggio chiede al Sudafrica di vietare le esportazioni di carbone verso l’entità occupante

Il Sudafrica continua a esportare carbone verso Israele, nonostante abbia avviato contro il Paese un procedimento davanti alla Corte internazionale di giustizia in relazione alla guerra a Gaza.

Nel 2025, secondo i dati ufficiali, il Sudafrica ha esportato verso Israele circa 1,8 milioni di tonnellate di carbone. Il valore delle esportazioni di carbone bituminoso ha raggiunto circa 157,7 milioni di dollari.

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