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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2595, data: venerdì 6 novembre 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2595, data: venerdì 6 novembre 2026

1. Quattro martiri, tra cui una donna, nei raid israeliani su Gaza

Quattro cittadini palestinesi, tra cui una donna, sono stati uccisi e altri sono rimasti feriti dal fuoco delle forze di occupazione israeliane nella Striscia di Gaza, mentre proseguono le violazioni del cessate il fuoco da parte di Israele.

### 2. La meningite torna a colpire Gaza tra sfollamenti e collasso del sistema sanitario

Le preoccupazioni delle madri ricoverate nei reparti di isolamento e monitoraggio dell’ospedale pediatrico Abdul Aziz al-Rantisi, nella città di Gaza, sono in aumento a causa della crescita dei casi di meningite tra i loro figli. Le donne seguono costantemente l’evoluzione delle condizioni di salute dei bambini, temendo complicazioni che potrebbero mettere a rischio la loro vita.

Accanto ai letti dei pazienti, le madri attendono i risultati degli esami e verificano la risposta dei figli alle cure. A tutto questo si aggiunge un profondo senso di impotenza di fronte alle condizioni che affliggono le loro famiglie nei campi profughi: tende fatiscenti, acque reflue, rifiuti e malnutrizione.

È un ambiente in cui si intrecciano i rischi delle malattie, della fame e dell’inquinamento, dove persino i beni più elementari per la sopravvivenza diventano difficili da reperire, rendendo complicato proteggere i bambini dalle infezioni.

### 3. Peggiorano le condizioni di salute della prigioniera Fida Assaf dopo aver contratto la scabbia nel carcere di Damon

L’Ufficio per l’informazione sui prigionieri ha riferito che le condizioni di salute della detenuta palestinese Fida Assaf sono notevolmente peggiorate dopo aver contratto la scabbia all’interno del carcere di Damon. La donna soffre inoltre di leucemia.

L’ufficio ha spiegato che il deterioramento delle sue condizioni richiede una valutazione medica urgente da parte di specialisti, nonché una verifica dell’adeguatezza delle cure che riceve all’interno del carcere.

È stata inoltre segnalata la presenza di altri casi di scabbia tra le detenute e un grave calo di peso di alcune di loro. L’ufficio ha chiesto un monitoraggio costante delle loro condizioni di salute e la fornitura delle cure necessarie.

### 4. Le forze di occupazione avviano la demolizione di una casa e notificano un ordine di sospensione dei lavori a ovest di Salfit

Le forze di occupazione israeliane hanno avviato la demolizione di un’abitazione nel villaggio di Qarawat Bani Hassan, a ovest di Salfit.

Fonti locali hanno riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio questa mattina, accompagnate da un bulldozer militare. Si sono dirette verso la zona di Al-Aqdeh, nella parte occidentale del villaggio, e hanno iniziato a demolire una casa appartenente al cittadino Ali Rayan.

L’abitazione, composta da un piano, aveva una superficie di 100 metri quadrati, oltre a un’area sul tetto.

### 5. «Bir al-Maskub»: l’insediamento beduino di cui Israele ha demolito metà degli edifici per preparare l’attuazione del piano «E1»

Per la famiglia Jahalin, che vive nell’insediamento di Bir al-Maskub, a est di Gerusalemme occupata, le abitazioni non rappresentano semplicemente mura e tetti. Esse custodiscono lunghi anni di vita e ricordi e costituiscono un rifugio al quale si sono legate generazioni successive.

La famiglia continua a difendere il proprio diritto di rimanere nella zona, nonostante le restrizioni, le minacce e i tentativi di trasferimento forzato.

I suoi membri vivono quotidianamente in condizioni difficili a causa delle continue aggressioni e minacce da parte delle forze di occupazione e dei coloni, che mirano a compromettere la loro presenza e stabilità nelle abitazioni in cui vivono da circa trent’anni. Alcune di queste case risalgono infatti al 1995 e al 1996.

### 6. In video: i coloni attaccano abitazioni e incendiano veicoli a Hebron

Guarda: le telecamere di sorveglianza hanno documentato il momento in cui un gruppo di coloni israeliani ha attaccato alcune abitazioni palestinesi e appiccato il fuoco a diversi veicoli nel villaggio di Beit Ummar, a nord di Hebron, nella Cisgiordania occupata.

# Notizie europee

### 7. Un centro Microsoft a Dublino trasformato simbolicamente in un checkpoint israeliano per denunciare il sostegno all’occupazione

I gruppi «Tech Justice for Palestine», «UpLift Ireland» e il movimento «ECO» hanno circondato il centro dati della società Microsoft nella zona di Grange, nella parte occidentale della capitale irlandese, Dublino.

I manifestanti hanno trasformato simbolicamente l’infrastruttura del centro in una riproduzione di un checkpoint militare israeliano, per denunciare il sostegno dell’azienda all’occupazione.

### 8. Scandalo di spionaggio coinvolge università canadesi dopo la scoperta di un’alleanza segreta per reprimere il movimento studentesco a sostegno della Palestina

Documenti ottenuti attraverso richieste di accesso agli atti pubblici, nonostante i tentativi dei dirigenti universitari di ostacolarne l’accesso e distruggere alcuni registri, hanno rivelato che la rete di collaborazione è stata fondata nell’aprile 2024 con il nome di «Canadian Higher Education Emergency Managers Network» (Rete dei responsabili delle emergenze degli istituti di istruzione superiore in Canada).

Il giornalista investigativo David Slater, che ha partecipato alla realizzazione dell’inchiesta, ha confermato l’esistenza di un pregiudizio razzista e sistematico contro i palestinesi all’interno di questi centri di gestione delle emergenze.

Secondo Slater, ciò sarebbe il risultato della penetrazione della propaganda israeliana, nota come «hasbara», negli ambienti amministrativi e governativi, oltre che delle pressioni esercitate dalle lobby sioniste.

### 9. La coalizione irlandese delle forze solidali organizza l’evento «Síocháin» a sostegno della Palestina

La coalizione irlandese a sostegno della Palestina organizzerà una grande manifestazione di solidarietà con lo slogan «Síocháin» (Giustizia e pace).

L’evento si svolgerà in concomitanza con le celebrazioni per l’anniversario della nascita del leader irlandese Padraig Pearse, con l’obiettivo di collegare le lotte dei popoli irlandese e palestinese contro il colonialismo e di ribadire il rifiuto della guerra genocida israeliana ancora in corso.

### 10. Arrestati 25 manifestanti davanti all’Alta Corte di Londra mentre inizia l’esame del ricorso contro il divieto di «Palestine Action»

La polizia metropolitana ha arrestato 25 manifestanti davanti all’Alta Corte di Londra. I partecipanti esponevano cartelli a sostegno del movimento Palestine Action.

L’udienza durerà due giorni e riguarda il ricorso presentato da Huda Ammori, una delle fondatrici dell’organizzazione, contro il divieto imposto al movimento.

Il 31 ottobre la polizia londinese aveva già arrestato 139 persone davanti all’ambasciata statunitense. Secondo gli organizzatori, dall’entrata in vigore del divieto, nel luglio 2025, sono state arrestate oltre 4.000 persone.

### 11. Annullato il processo a cinque attivisti che avevano fatto irruzione in fabbriche di armi: la giuria viene sciolta nel Regno Unito

Il caso riguarda gli attivisti Qaiser Wahab, Kamran William e Zahra, appartenenti al movimento Palestine Action.

Dopo l’annullamento del processo, il tribunale ha sciolto la giuria, mentre la Procura sta cercando di ottenere la celebrazione di un nuovo processo.

Gli attivisti avevano preso di mira uno stabilimento della società israeliana di armamenti Elbit Systems.

### 12. La banca australiana Westpac interrompe la collaborazione con Palantir dopo le pressioni popolari

Migliaia di persone hanno firmato petizioni, scritto ai dirigenti, interpellato gli azionisti e organizzato manifestazioni davanti alle filiali della banca.

La campagna è stata guidata dalle organizzazioni «GetUp» e «SIX» e dalla coalizione «Drop Palantir», che riunisce 40 organizzazioni.

Si tratta della seconda grande azienda australiana a interrompere i rapporti con Palantir, dopo la catena Coles.

Nel frattempo, il Fondo del Futuro australiano continua a investire fondi pubblici nella società. La rete australiana «Action Network for Palestine» chiede al fondo di ritirare i propri investimenti.

### 13. Attivisti bloccano l’ingresso dello stabilimento Leonardo a Edimburgo, che produce componenti per gli F-35

Gli attivisti del gruppo «Stop Arming Israel» hanno bloccato l’ingresso dello stabilimento con una copertura di plastica nera ed esposto cartelli con la scritta «Liberate il gruppo Filton 25».

Si tratta dell’ottava protesta organizzata davanti alla fabbrica negli ultimi tre anni.

L’azienda produce sistemi di puntamento laser per gli aerei F-35 utilizzati da Israele nei bombardamenti sulla Striscia di Gaza.

I manifestanti hanno inoltre dichiarato che la società dispone di 26 licenze britanniche per l’esportazione di armi verso Israele.

### 14. Protesta del movimento BDS a Belfast contro Home Bargains per la vendita di prodotti «Made in Israel»

Il movimento per il Boicottaggio, il Disinvestimento e le Sanzioni (BDS) sostiene che i negozi Home Bargains vendano grandi quantità di prodotti israeliani, compresi articoli realizzati appositamente per la catena.

Tra questi figurano soprattutto salviette umidificate, shampoo, detergenti, sali da bagno e bagnoschiuma.

Il movimento ha invitato i consumatori a rimettere al proprio posto qualsiasi prodotto con la dicitura «Made in Israel» e a scegliere un’alternativa.

Ha inoltre esortato i cittadini a firmare una petizione per chiedere alla catena commerciale di rimuovere questi prodotti dagli scaffali.

### 15. Condanne in Canada contro le politiche razziste dopo il rifiuto dei visti per studenti palestinesi

L’attivista ebreo canadese Corey Balsam, coordinatore nazionale dell’organizzazione Independent Jewish Voices Canada (IJV), ha condannato le politiche sistematicamente razziste del governo canadese, che prevedono il rifiuto dei visti di studio agli studenti palestinesi in possesso di regolari ammissioni universitarie.

Balsam ha spiegato che le autorità canadesi giustificano queste decisioni facendo riferimento a presunte «preoccupazioni per la sicurezza della comunità ebraica».

Secondo l’attivista, tali motivazioni vengono utilizzate per legittimare la privazione degli studenti palestinesi del loro diritto fondamentale all’istruzione e all’ingresso nel Paese.

Balsam ha definito queste pratiche una manifestazione evidente di razzismo anti-palestinese.

# Notizie internazionali

### 16. La città di Oak Park, nell’Illinois, vota a favore dell’abrogazione delle leggi che vietano il boicottaggio di Israele

Gli elettori del comune di Oak Park, nello Stato americano dell’Illinois, hanno votato a larga maggioranza, con il 65,36% dei consensi, a favore di un referendum consultivo che chiede allo Stato di abrogare le leggi che vietano di investire fondi pubblici in aziende che boicottano l’entità di occupazione israeliana.

I risultati dello scrutinio in tutti i 32 seggi elettorali del comune hanno mostrato un netto vantaggio del «Sì», con uno scarto superiore a 30 punti percentuali.

In totale, 14.562 elettori hanno votato a favore dell’abrogazione della legge che vieta il boicottaggio, mentre i contrari sono risultati nettamente in minoranza.

### 17. Gli elettori della città americana di Providence votano per il disinvestimento da Israele

L’approvazione della risoluzione di solidarietà è arrivata dopo lo scrutinio delle schede in 81 degli 82 seggi elettorali.

Il risultato rappresenta una delle più importanti vittorie del movimento BDS (Boicottaggio, Disinvestimento e Sanzioni) a livello delle grandi amministrazioni municipali statunitensi.

La risoluzione, giuridicamente vincolante, stabilisce che la città non destinerà investimenti pubblici a Paesi coinvolti in pratiche di pulizia etnica, apartheid, occupazione militare illegale o genocidio.

Il riferimento al sistema di occupazione israeliano è diretto.

### 18. Le autorità statunitensi incriminano 12 persone per le proteste a sostegno della Palestina in Michigan

Mentre negli Stati Uniti cresce la mobilitazione popolare e studentesca contro il genocidio, gli apparati federali di sicurezza e giudiziari continuano a intensificare la pressione sugli attivisti.

Le autorità ricorrono ad accuse di «intimidazione e vandalismo» per reprimere i movimenti che chiedono la rottura dei rapporti con l’occupazione israeliana.

Il procuratore federale del Michigan ha annunciato nuove accuse nei confronti di altre quattro persone, tra cui la ventitreenne Srishti Tarana Sharma.

Il numero complessivo degli attivisti coinvolti nell’inchiesta federale sale così a 12.

### 19. Appelli in Indonesia per cancellare il concerto di Andrea Bocelli, accusato di sostenere il genocidio

La piattaforma indonesiana Global Peace Convoy Initiative (GPCI) ha annunciato la propria ferma opposizione allo svolgimento del concerto del cantante italiano Andrea Bocelli, previsto presso il Jakarta International Expo.

L’organizzazione ha rivolto un appello diretto al Ministero del Turismo indonesiano affinché impedisca lo svolgimento dell’evento e applichi i principi del boicottaggio.

### 20. Reporter Senza Frontiere inserisce Trump, l’occupazione israeliana e Meta nella lista dei «predatori» che minacciano la libertà di stampa nel 2026

L’organizzazione Reporter Senza Frontiere (RSF) ha inserito 33 personalità e istituzioni nella sua lista 2026, intitolata «I predatori della libertà di stampa».

Tra i nomi figurano il presidente statunitense Donald Trump, il presidente argentino Javier Milei, l’esercito di occupazione israeliano, le società Alphabet e Meta e il miliardario Elon Musk.

Per quanto riguarda la Palestina, la lista richiama l’attenzione sull’esercito israeliano, responsabile, secondo i dati riportati, della morte di oltre 200 giornalisti nella Striscia di Gaza dall’ottobre 2023.

Viene inoltre denunciato il divieto imposto ai giornalisti stranieri di accedere autonomamente alla Striscia, fatta eccezione per visite limitate e organizzate sotto la supervisione dell’esercito israeliano.

### 21. Euro-Mediterranean Human Rights Monitor: Israele utilizza l’inverno come arma contro la popolazione di Gaza

L’Euro-Mediterranean Human Rights Monitor ha dichiarato che Israele continua, per il quarto anno consecutivo, a privare i palestinesi della Striscia di Gaza delle condizioni necessarie per disporre di un riparo sicuro.

Circa due milioni di persone hanno bisogno di assistenza per trovare un alloggio, dopo che la maggior parte delle abitazioni della Striscia è stata distrutta o danneggiata e i suoi abitanti sono stati costretti a lasciare le proprie case.

Israele continua inoltre a impedire agli sfollati di tornare nelle aree ancora sotto il suo controllo e ostacola l’ingresso dei materiali necessari per fornire riparo e riparare le abitazioni.

Di conseguenza, centinaia di migliaia di famiglie sono costrette ad affrontare un nuovo inverno in tende logore e in edifici lesionati, pericolanti e a rischio di crollo.

L’organizzazione denuncia che l’inverno viene così trasformato in un ulteriore strumento di sofferenza e pressione contro la popolazione palestinese di Gaza.

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