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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2310, data: mercoledì 31 dicembre 2025

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2310, data: mercoledì 31 dicembre 2025

1. Tre palestinesi muoiono di freddo a Gaza mentre l’occupazione continua a violare l’accordo di cessate il fuoco

L’esercito di occupazione israeliano continua a violare il fragile accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per l’82° giorno consecutivo, intensificando i bombardamenti di artiglieria e distruggendo abitazioni, oltre a lanciare una serie di attacchi aerei in diverse aree della Striscia. Il bilancio delle vittime delle violazioni israeliane dell’accordo di cessate il fuoco dall’11 ottobre 2025 è salito a 414 martiri e 1.145 feriti, oltre al recupero dei corpi di 680 martiri. Questo porta il bilancio cumulativo delle vittime dall’inizio della guerra di sterminio, il 7 ottobre 2023, a 71.266 martiri e 171.222 feriti.

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2. Funzionario medico: la carenza di farmaci minaccia 200.000 pazienti e 10.000 interventi chirurgici

Il Ministero della Salute palestinese nella Striscia di Gaza ha avvertito che il “pericoloso e senza precedenti stato di esaurimento” che il sistema sanitario della Striscia sta attraversando, dopo due anni di guerra e un blocco paralizzante, sta limitando la sua capacità di fornire servizi diagnostici e terapeutici, in un contesto di forte calo delle scorte di medicinali, forniture mediche e materiali di laboratorio. Il Direttore del Dipartimento di Assistenza e Farmacia del Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che l’attuale situazione relativa a medicinali, forniture mediche, materiali di laboratorio e altri beni essenziali all’interno del Ministero minaccia di bloccare o compromettere 10.000 interventi chirurgici. Ciò è dovuto alle conseguenze della carenza di forniture e farmaci necessari, aggravata dal continuo blocco israeliano che impedisce l’ingresso di aiuti medici in base alle esigenze degli ospedali della Striscia.

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3. Istituti di detenzione: le carceri di occupazione sono diventate luoghi di tortura e lente esecuzioni

Gli istituti di detenzione hanno rivelato che 32 prigionieri, tra cui un bambino, sono morti nel 2025, portando il numero totale di martiri dall’inizio di questo periodo a oltre 100. Decine di detenuti di Gaza continuano a essere oggetto di sparizioni forzate e le autorità di occupazione stanno trattenendo i corpi di 94 di loro. La Commissione per gli Affari dei Prigionieri Palestinesi, il Club dei Prigionieri Palestinesi e l’Associazione per il Supporto ai Prigionieri e i Diritti Umani Addameer hanno dichiarato in un rapporto congiunto che le testimonianze e le dichiarazioni documentate raccolte, insieme alle prove materiali, confermano una politica deliberata di prendere di mira i prigionieri fisicamente e psicologicamente. Questa politica include tortura, fame, negazione di cure mediche, isolamento e altre pratiche che minacciano la loro vita.

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4. Raid e arresti in Cisgiordania prendono di mira decine di palestinesi

Le forze di occupazione israeliane hanno lanciato una vasta campagna di raid in varie aree della Cisgiordania occupata, tra cui perquisizioni di abitazioni palestinesi. I raid hanno portato all’arresto di decine di persone, tra cui un giornalista ed ex prigionieri, nonché tre attivisti stranieri solidali nel villaggio di Al-Mughayyir.

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5. Le forze di occupazione emettono ordini di demolizione per tutti i negozi del mercato di Al-Simya, a sud di Hebron

Le forze di occupazione israeliane hanno emesso ordini di demolizione per tutti i negozi del mercato di Al-Simya, situato all’ingresso della città di As-Samu, a sud di Hebron, nella Cisgiordania meridionale occupata. Quest’ultima mossa prende di mira le proprietà e i mezzi di sussistenza palestinesi. L’Organizzazione Al-Baydar per la Difesa dei Diritti dei Beduini ha riferito che le forze di occupazione hanno consegnato ordini ufficiali di demolizione ai proprietari di tutti i negozi del mercato, dando loro solo 12 ore per evacuare, il che indica che le demolizioni potrebbero essere eseguite in qualsiasi momento.

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6. Ministero della Salute di Gaza: i pazienti oncologici rischiano una morte lenta a causa della carenza di farmaci e della chiusura dei valichi

Il Ministero della Salute della Striscia di Gaza ha confermato che i pazienti oncologici nella Striscia stanno affrontando una lenta condanna a morte, prefigurando una catastrofe umanitaria e sanitaria senza precedenti con conseguenze gravi e irreversibili. Nella sua dichiarazione, il Ministero ha spiegato che la grave carenza di farmaci oncologici, la negazione dei servizi diagnostici ai pazienti e la continua chiusura dei valichi che impedisce loro di recarsi all’estero per le cure completano il triangolo della morte che minaccia le loro vite in qualsiasi momento. Il Ministero ha sottolineato che l’unico modo per salvare le loro vite è che lascino la Striscia per le cure, il che richiede un’azione urgente da parte di tutte le parti interessate per garantire la loro partenza sicura e rapida, senza ritardi.

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7. La crisi idrica strangola i sopravvissuti al genocidio a Gaza

La sofferenza quotidiana grava pesantemente su tutti. I palestinesi, compresi i bambini, faticano a procurarsi acqua potabile dopo averla raccolta dalle cisterne nella Striscia di Gaza settentrionale, a causa della mancanza di alternative derivante dalla distruzione delle infrastrutture da parte dell’occupazione durante la guerra genocida.

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8. Israele: sospende le operazioni di oltre 20 organizzazioni umanitarie operanti a Gaza

Israele ha sospeso le operazioni di oltre 20 organizzazioni umanitarie operanti nella Striscia di Gaza, citando “il mancato rispetto di norme e regolamenti”. Secondo l’Associated Press, tra le organizzazioni interessate dalla decisione israeliana c’è Medici Senza Frontiere.

L’agenzia ha spiegato, citando fonti informate, che la decisione di Israele è stata presa con il pretesto che queste organizzazioni non rispettavano le nuove norme per la verifica delle organizzazioni internazionali che operano a Gaza.

Ciò rientra nelle sistematiche restrizioni imposte da Israele al lavoro delle organizzazioni umanitarie che operano nella Striscia, in un contesto di deterioramento delle condizioni umanitarie e di vita dovuto alla guerra genocida, nonostante l’accordo di cessate il fuoco raggiunto lo scorso ottobre.

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*Europeo*

9. La Spagna obbliga le piattaforme pubblicitarie a rimuovere le offerte turistiche nei territori palestinesi occupati

Il Ministero spagnolo per gli Affari dei Consumatori ha ordinato alle piattaforme pubblicitarie operanti nel Paese di rimuovere gli annunci che promuovono strutture ricettive turistiche situate nei territori palestinesi occupati da Israele. Questa decisione è stata descritta come un ulteriore sostegno al popolo palestinese e un rifiuto concreto della normalizzazione con gli insediamenti. Il Ministero ha dichiarato di aver individuato 138 annunci di strutture ricettive turistiche pubblicati su sette piattaforme digitali che offrono servizi di prenotazione e affitto in Spagna.

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10. Dieci Paesi avvertono della situazione catastrofica a Gaza e chiedono la rimozione delle restrizioni agli aiuti

I ministri degli Esteri di dieci Paesi hanno espresso la loro “profonda preoccupazione” per il “nuovo deterioramento della situazione umanitaria” nella Striscia di Gaza, soprattutto con l’arrivo dell’inverno, e hanno invitato Israele a rimuovere le restrizioni all’ingresso degli aiuti nella Striscia. I ministri di Gran Bretagna, Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Giappone, Norvegia, Svezia e Svizzera hanno rilasciato una dichiarazione congiunta pubblicata dal Ministero degli Affari Esteri.
Quotidiano britannico: “Con l’arrivo dell’inverno, i civili di Gaza si trovano ad affrontare condizioni disastrose a causa delle forti piogge e del crollo delle temperature”.

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11. Protesta fuori dal carcere di New Hall in solidarietà con gli attivisti del gruppo Fulton 24 in sciopero della fame

L’area circostante il carcere di New Hall a Wakefield, in Inghilterra, è stata teatro di una protesta continua a sostegno del gruppo di attivisti Fulton 24 in sciopero della fame. Protestano contro la loro detenzione senza un giusto processo per la loro opposizione alla complicità istituzionale nei crimini commessi contro il popolo palestinese. I sostenitori avvertono di un grave peggioramento delle condizioni di salute degli scioperanti, il cui sciopero dura ormai da più di sette settimane. Chiedono il loro rilascio immediato, la fine della politica di detenzione arbitraria e l’assunzione di responsabilità per coloro che hanno messo a repentaglio la loro vita.

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12. Hotel Leonardo presi di mira in Spagna per aver sostenuto l’occupazione

Gli attivisti della Marcia Globale per Gaza hanno preso di mira la catena alberghiera Leonardo in Spagna, protestando contro il suo ruolo nel sostenere l’occupazione. La catena possiede e gestisce oltre 40 hotel nei territori palestinesi occupati e gli attivisti sostengono che le sue attività contribuiscano al sostegno economico dei coloni. Gli hotel Leonardo sono considerati parte dell’infrastruttura fisica del colonialismo, poiché gli hotel che operano nei territori occupati contribuiscono a normalizzare e a insabbiare l’occupazione attraverso il turismo. Questo li rende un partner strutturale nel sostegno ai coloni e al regime di apartheid, e un contributore finanziario diretto alla continuazione dei crimini e delle violazioni dell’occupazione in Palestina.

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13. Protesta fuori dal carcere di Pentonville a Londra a sostegno degli attivisti in sciopero della fame di Fulton 24

Gli attivisti hanno protestato fuori dal carcere di Pentonville King’s Cross a Londra, Regno Unito, in segno di solidarietà con Gaza e chiedendo il rilascio degli attivisti coinvolti nel movimento Fulton 24. La protesta, organizzata da Heathworkers and Allies e dal London Collective for Palestine, ha visto i manifestanti bloccare temporaneamente gli ingressi del carcere, sottolineando la loro solidarietà con i detenuti in sciopero della fame. Gli attivisti di Fulton 24 sono tra le decine di attivisti filo-palestinesi arrestati nel Regno Unito per la loro partecipazione alle proteste contro Elbit Systems, il più grande produttore di armi israeliano. Queste proteste hanno fatto seguito a un attacco a uno stabilimento di Elbit Systems a Fulton, vicino a Bristol, nel 2014, per protestare contro il ruolo dell’azienda nella produzione di equipaggiamento militare utilizzato nella guerra di annientamento contro il popolo palestinese disarmato.

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*Internazionale*

14. La Knesset approva un disegno di legge che impone sanzioni all’UNRWA

La Knesset israeliana, in seconda e terza lettura, ha approvato un disegno di legge che impone un pacchetto di misure punitive senza precedenti all’UNRWA, volte a interromperne le operazioni nei territori palestinesi. Le misure incluse nella legge includono l’interruzione delle infrastrutture relative alle attività dell’agenzia, tra cui l’interruzione della fornitura di elettricità e acqua alle sue strutture.

La legge prevede inoltre la confisca dei beni dell’UNRWA in Israele entro 30 giorni dalla sua entrata in vigore.

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15. L’aereo di Netanyahu attraversa lo spazio aereo di tre Stati firmatari della CPI nonostante un mandato di arresto

FlightRadar24 ha rivelato che l’aereo della Wings of Zion che trasportava il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu negli Stati Uniti per un incontro con il Presidente degli Stati Uniti ha attraversato lo spazio aereo di tre Paesi firmatari dello Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, nonostante un mandato di arresto pendente nei suoi confronti. I dati hanno mostrato che l’aereo ha attraversato lo spazio aereo di Grecia, Italia e Francia prima di raggiungere l’Oceano Atlantico, seguendo una rotta diversa rispetto ai voli precedenti, incluso il suo viaggio a New York lo scorso settembre per partecipare alle riunioni dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, durante il quale ha evitato di entrare nello spazio aereo francese.

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