
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2325, data: giovedì 15 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2325, data: giovedì 15 gennaio 2026
1. Due martiri e bombardamenti israeliani a est della Striscia, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco**
Due cittadini sono stati martirizzati dal fuoco delle forze di occupazione israeliane, che continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza per il 95° giorno consecutivo, mentre si rinnovano i bombardamenti aerei e di artiglieria e persistono gli effetti della perturbazione atmosferica sulla vita di due milioni di sfollati in diverse zone della Striscia.
Una fonte locale ha confermato l’arrivo, questo pomeriggio, di un martire al Complesso Medico Nasser di Khan Younis, a seguito di colpi d’arma da fuoco delle forze di occupazione nei pressi della rotonda di Bani Suheila, in città.
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### **2. Al-Barsh: l’occupazione blocca i farmaci e inonda i mercati di beni inutili mentre peggiora la malnutrizione**
Il direttore generale del Ministero della Salute nella Striscia di Gaza, Munir Al-Barsh, ha dichiarato che l’occupazione israeliana consente l’ingresso di merci inutili nella Striscia, saturando i mercati, mentre impedisce l’ingresso di farmaci e di vero cibo.
Al-Barsh ha spiegato che l’occupazione continua a bloccare l’ingresso dei medicinali a Gaza nonostante la diffusione di una grave influenza e di varianti senza precedenti, sottolineando che l’occupazione sta attuando una politica di uccisione lenta contro la popolazione della Striscia, “non solo con le bombe, ma con menti fredde all’interno di una pianificazione maligna”.
Ha inoltre chiarito che gli ospedali sono ormai affollati da intere famiglie di pazienti, in un contesto di continua e pericolosa diminuzione delle scorte di medicinali, che limita la capacità del personale sanitario di fornire le cure necessarie.
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### **3. Club dei Prigionieri: il rinnovo dello stato di emergenza nelle carceri è la continuazione del genocidio contro i detenuti**
Il presidente del Club dei Prigionieri Palestinesi, Abdullah Al-Zaghari, ha affermato che la decisione delle autorità di occupazione israeliane di rinnovare lo stato di emergenza nelle carceri costituisce una copertura ufficiale per la prosecuzione del crimine di genocidio sistematico contro i detenuti palestinesi.
Al-Zaghari ha aggiunto che ciò avviene attraverso il consolidamento di un sistema di politiche e pratiche mirate alla loro uccisione lenta e deliberata, mantenendo le carceri come spazi aperti alla tortura, alla fame, ai crimini medici, al saccheggio e alla privazione, nonché a gravi e sistematiche violazioni della dignità umana.
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### **4. Catastrofe silenziosa nei campi di sfollati a Gaza: la “sindrome della tenda bagnata” assedia bambini e malati**
Con l’intensificarsi dell’inverno nella Striscia di Gaza, emergono giorno dopo giorno gravi conseguenze sanitarie dello sfollamento forzato imposto dalla guerra, mentre centinaia di migliaia di persone si rifugiano in tende prive dei più basilari requisiti di alloggio umano.
Il professor Abdul Raouf Al-Mana’meh, docente di microbiologia e preside della Facoltà di Scienze della Salute dell’Università Islamica, ha messo in guardia dall’aggravarsi di quella che viene definita “sindrome della tenda bagnata”, descrivendola come un chiaro indicatore del collasso dell’ambiente sanitario nelle aree di sfollamento.
Al-Mana’meh ha spiegato che la “sindrome della tenda bagnata” non è una diagnosi medica tradizionale, ma una condizione complessa derivante dalla lunga permanenza in un ambiente caratterizzato da freddo intenso, umidità e scarsa ventilazione, insieme a una quasi totale assenza di servizi sanitari. Ha osservato che questa sindrome compare solitamente nelle zone di guerra e di catastrofe e riflette un livello estremamente pericoloso di deterioramento delle condizioni di accoglienza.
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### **5. Campagna internazionale per chiedere il rilascio immediato dei prigionieri palestinesi**
L’Ufficio Media dei Prigionieri ha annunciato il lancio di una campagna internazionale dalla capitale britannica Londra, volta a chiedere il rilascio immediato dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri dell’occupazione israeliana.
L’ufficio ha spiegato che la campagna arriva in un contesto di notevole aumento dei rapporti internazionali sui diritti umani che documentano gravi e sistematiche violazioni contro i prigionieri all’interno delle carceri israeliane.
Ha inoltre indicato che la prima tappa della campagna inizierà giovedì sera attraverso un’azione digitale globale e simultanea su diverse piattaforme di social media, utilizzando gli hashtag **#الحرية_للأسرى** e **#FreePalHostages**.
L’Ufficio Media dei Prigionieri ha precisato che la campagna comprenderà una serie di attività sul campo in diverse capitali e città del mondo, tra cui l’affissione di nastri rossi e l’esposizione delle foto dei prigionieri nelle piazze pubbliche, con un crescendo di iniziative fino al loro apice il 31 gennaio, come messaggio di pressione internazionale per porre fine alle sofferenze dei prigionieri palestinesi.
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### **6. 500 martiri dall’annuncio del cessate il fuoco a Gaza tre mesi fa**
Il Ministero della Salute di Gaza ha pubblicato il rapporto statistico giornaliero sul numero di martiri e feriti a seguito dell’aggressione israeliana contro la Striscia di Gaza.
Il ministero ha dichiarato che 15 martiri – tra cui due nuovi martiri e 13 corpi recuperati – sono arrivati negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore.
È stata inoltre annunciata la morte di un cittadino e il ferimento di un altro a causa del crollo di un edificio, portando il numero delle vittime per crolli di edifici dall’inizio dell’inverno a 25 morti.
Dall’entrata in vigore del cessate il fuoco (11 ottobre), il numero totale dei martiri ha raggiunto 449, mentre il totale dei feriti è salito a 1.246, e il numero complessivo dei corpi recuperati ha raggiunto 710 martiri.
Il Ministero della Salute ha inoltre indicato che il bilancio complessivo della guerra di genocidio è arrivato a 71.439 martiri e 171.324 feriti.
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### **7. Protezione civile: recuperati i corpi di 37 martiri dal quartiere Al-Daraj, nel centro di Gaza**
Le squadre della Protezione Civile sono riuscite a recuperare i corpi di 37 martiri da un terreno nel quartiere di Al-Daraj, nel centro di Gaza City, che sono stati poi sepolti nei cimiteri ufficiali.
La Protezione Civile ha riferito che le sue squadre hanno trasferito i corpi di 37 martiri, uno dei quali non identificato, da un terreno della famiglia “Al-Ahl” nel quartiere di Al-Daraj.
Il tenente colonnello Mahmoud Al-Shoubaki, comandante dell’operazione, ha dichiarato che le famiglie dei martiri hanno sepolto i loro cari nel cimitero Al-Ma‘madani dopo il completamento delle procedure necessarie.
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### **8. 7.715 ordini di detenzione amministrativa emessi nel 2025**
Il Centro Palestina per gli Studi sui Prigionieri ha confermato che le autorità di occupazione hanno continuato nel 2025 a intensificare il crimine della detenzione amministrativa senza accuse, emettendo oltre 7.715 ordini di detenzione amministrativa tra nuovi ordini e rinnovi ripetuti.
Il centro ha spiegato che l’occupazione pratica una politica di punizione collettiva contro i palestinesi, arrestando migliaia di persone senza che conoscano le accuse loro rivolte, basandosi esclusivamente su sospetti e su rapporti di sicurezza redatti dallo Shin Bet, che supervisiona e gestisce interamente questo dossier.
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### **9. L’occupazione costringe giovani a spogliarsi prima dell’arresto in Cisgiordania**
Nel gelo intenso, immagini mostrano le forze di occupazione che maltrattano giovani palestinesi e li costringono a spogliarsi prima di arrestarli al checkpoint di Al-Taybeh, a est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
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## **Europa**
### **10. Appelli al boicottaggio della partecipazione dell’occupazione alla Biennale di Venezia 2026**
La partecipazione di “Israele” alla Biennale di Venezia 2026 ha suscitato un’ampia condanna e ha riacceso gli appelli al boicottaggio, due anni dopo la chiusura del suo padiglione nella stessa manifestazione a causa delle proteste.
Sebbene il Ministero della Cultura israeliano non abbia annunciato ufficialmente il proprio padiglione per quest’anno, lo scultore Pilo-Simion Fainaru, rappresentante dell’occupazione, ha confermato alla rivista *ARTnews* la sua disponibilità a partecipare, spiegando che la sua opera non sarà esposta nel tradizionale sito del padiglione “Israele” ai Giardini, a causa dei lavori di restauro, ma nel complesso dell’Arsenale, che ospita anche i padiglioni di paesi come Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita e Turchia.
Questa decisione ha suscitato forti critiche da parte della coalizione “Art Not Genocide”, un collettivo artistico che aveva organizzato proteste alla Biennale del 2024, chiedendo l’esclusione dell’occupazione e minacciando un “boicottaggio totale di artisti e pubblico” se le richieste non saranno accolte.
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### **11. Il movimento di boicottaggio invita gli studenti a una settimana globale di sostegno alla Palestina**
Il Movimento di Boicottaggio ha invitato studenti, gruppi, club e consigli studenteschi nelle università di tutto il mondo a partecipare alle attività della Settimana di Resistenza al Colonialismo e all’Apartheid Israeliano 2026, sotto lo slogan “La Palestina libera tutti noi”.
Le iniziative inizieranno nella Giornata della Terra Palestinese, il 30 marzo 2026, e proseguiranno fino ad aprile, ispirandosi alla resilienza del popolo palestinese, alla sua lotta continua e all’eredità storica del movimento studentesco.
Il movimento ha spiegato che questa settimana, lanciata per la prima volta 21 anni fa all’Università di Toronto in Canada, è diventata nel corso degli anni una tappa centrale per sensibilizzare sui crimini dell’occupazione, rafforzare i legami tra la lotta palestinese e le lotte globali, e sostenere ed espandere le campagne di boicottaggio e di opposizione alla normalizzazione.
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### **12. Manifestazioni in Spagna, Corea, Italia e Belgio in solidarietà con la Palestina**
Le manifestazioni di solidarietà si sono rinnovate nelle strade di diversi paesi del mondo, dalla Spagna all’Italia e al Belgio, dove centinaia di partecipanti sono scesi in piazza portando bandiere palestinesi e chiedendo la fine della complicità europea nel sostegno all’occupazione.
In Corea, i sostenitori della Palestina hanno protestato, organizzati dal movimento coreano, contro la “repressione di Donald Trump e Netanyahu del diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione”.
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### **13. Accademici e intellettuali firmano una lettera di sostegno ai prigionieri di “Palestine Action” in Gran Bretagna**
Oltre 50 accademici e intellettuali hanno firmato una lettera di solidarietà con i membri del gruppo “Palestine Action” detenuti nel Regno Unito, chiedendo il rispetto dei loro diritti e il rifiuto del genocidio.
Tra i firmatari figurano personalità di rilievo come Tariq Ali, Judith Butler e Naomi Klein.
L’iniziativa arriva dopo che le autorità britanniche hanno annunciato la messa al bando del gruppo come organizzazione terroristica, rendendo reato il sostegno alle sue attività, mentre otto dei suoi membri restano detenuti, tre dei quali in sciopero della fame, in attesa di processo.
Il gruppo di “Filton”, che include gli scioperanti, è noto per aver preso di mira l’azienda israeliana di armamenti Elbit Systems ed è stato arrestato dopo aver causato perdite per milioni di dollari in protesta contro il suo ruolo nell’armare i crimini dell’occupazione israeliana.
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### **14. Ampie mobilitazioni europee a sostegno della Palestina e dei detenuti “Filton 24”**
I gruppi “Alfred Maddalene to Gaza” e la “Freedom Flotilla” hanno lanciato un appello per giornate di mobilitazione e azioni internazionali tra il 14 e il 17 gennaio in diverse capitali e città europee, a sostegno della Palestina e dei detenuti “Filton 24”.
Le iniziative includono sit-in, presidi e marce a Londra, Parigi, L’Aia, Dublino, Roma, Venezia e in altre città, davanti a tribunali, ambasciate e istituzioni ufficiali.
Gli organizzatori hanno sottolineato che queste mobilitazioni si inseriscono nel crescente movimento di solidarietà popolare con la Palestina e nel rifiuto della criminalizzazione degli attivisti e della persecuzione dei difensori dei diritti palestinesi in Europa.
Sono stati inoltre rivolti appelli, in particolare ai giovani europei, a non attendere “condizioni ideali” per agire, ribadendo la necessità di difendere i detenuti “Filton 24”, incarcerati nelle prigioni britanniche per aver preso di mira la fabbrica di armi israeliana Elbit Systems.
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### **15. Protesta all’interno del negozio “Home Bargains” in Irlanda per fermare la vendita di prodotti dell’occupazione**
Il Movimento di Boicottaggio a Newry (BDS Newry) ha lanciato la sua campagna per il 2026 attraverso un’azione sul campo realizzata all’interno di un negozio Home Bargains nel complesso commerciale Damolly Retail Park, in Irlanda del Nord, dove gli attivisti hanno rimosso diversi prodotti israeliani dagli scaffali.
Il movimento ha confermato che questa iniziativa rientra nella pressione continua sui negozi che persistono nella vendita di prodotti israeliani, sottolineando che continuerà l’azione diretta e intensificherà le campagne finché tali merci resteranno disponibili nei mercati locali.
Gli attivisti hanno rinnovato il loro impegno a proseguire la campagna di boicottaggio a sostegno del popolo palestinese, affermando che la pressione popolare ed economica rappresenta uno strumento efficace per chiamare “Israele” a rispondere dei suoi crimini e rinnovando l’appello alla liberazione della Palestina.
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## **Internazionale**
### **16. Guterres minaccia di deferire Israele alla Corte Internazionale di Giustizia per l’UNRWA**
Il Segretario Generale delle Nazioni Unite, António Guterres, ha avvertito Israele che potrebbe deferirlo alla Corte Internazionale di Giustizia se non abrogherà le leggi che prendono di mira l’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) e non restituirà i beni e le proprietà sequestrate.
In una lettera datata indirizzata al primo ministro dell’occupazione Benjamin Netanyahu, Guterres ha affermato che le Nazioni Unite non possono restare indifferenti “alle misure adottate da Israele, che sono in diretto contrasto con i suoi obblighi ai sensi del diritto internazionale, e che pertanto devono essere revocate senza indugio”.
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### **17. La procuratrice generale di New York obbliga un’organizzazione sionista a cessare le attività nello Stato per intimidazioni contro i sostenitori della Palestina**
La procuratrice generale dello Stato di New York, Letitia James, ha annunciato il raggiungimento di un accordo con l’organizzazione americana “Betar”, che prevede la cessazione delle sue attività nello Stato, a seguito di un’indagine che ha stabilito il coinvolgimento del gruppo sionista di estrema destra nell’intimidazione di attivisti a sostegno della Palestina.
James ha dichiarato in un comunicato che l’indagine ha mostrato come “Betar” abbia ripetutamente preso di mira individui sulla base della religione e del paese di origine, osservando che la Anti-Defamation League ha classificato l’organizzazione come “gruppo estremista”.
Ha aggiunto che l’accordo obbliga “Betar” a cessare l’incitamento o l’incoraggiamento alla violenza, le minacce ai manifestanti e le molestie contro chi esercita i propri diritti civili.
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### **18. Smotrich annuncia un nuovo progetto di colonizzazione da 2,7 miliardi di shekel**
Il ministro delle Finanze israeliano di estrema destra Bezalel Smotrich ha annunciato il lancio della cosiddetta “Piano del Milione” in Cisgiordania, un vasto progetto di colonizzazione dal costo stimato di circa 2,7 miliardi di shekel.
Secondo il piano, l’occupazione mira a collegare tutti gli insediamenti costruiti in Cisgiordania con l’area di “Gush Dan” all’interno dei territori occupati del 1948.
