
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2361, data: venerdì 20 febbraio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2361, data: venerdì 20 febbraio 2026
1. Sanità: due martiri e 4 feriti arrivati negli ospedali di Gaza nelle ultime 24 ore
Il Ministero della Salute nella Striscia di Gaza ha dichiarato che due martiri e quattro feriti sono arrivati negli ospedali nelle ultime 24 ore a causa dell’aggressione israeliana.
Il ministero ha riferito in un rapporto che, dal cessate il fuoco dell’11 ottobre 2025, il totale dei martiri ha raggiunto quota 611, il totale dei feriti 1.630 e il numero complessivo dei corpi recuperati 726.
Secondo il ministero, il bilancio complessivo dell’aggressione israeliana è salito a 72.069 martiri e 171.728 feriti dal 7 ottobre 2023.
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**2. L’UNRWA avverte: il fabbisogno umanitario a Gaza supera le risorse disponibili**
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha avvertito del continuo deterioramento della situazione umanitaria nella Striscia di Gaza, alla luce delle restrizioni sull’ingresso degli aiuti umanitari, sottolineando che l’entità dei bisogni supera quanto attualmente può fornire.
L’agenzia ha dichiarato che le condizioni umanitarie restano estremamente difficili, aggiungendo che continua a operare e a fornire servizi essenziali agli sfollati, tra cui assistenza sanitaria, istruzione, alloggi, aiuti alimentari e servizi di protezione attraverso la sua rete diffusa in tutto il territorio.
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**3. “Medici Senza Frontiere” avverte di un enorme vuoto sanitario se l’organizzazione dovesse lasciare Gaza**
Nonostante le autorità israeliane abbiano annunciato la fine delle sue attività, il capo missione di Medici Senza Frontiere nei territori palestinesi, Philippe Ribeiro, ha affermato che l’organizzazione continuerà a operare nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania il più a lungo possibile.
In un’intervista all’agenzia France-Presse da Amman, Ribeiro ha dichiarato: “Stiamo ancora lavorando a Gaza e intendiamo proseguire le nostre operazioni il più a lungo possibile”, sottolineando però che la decisione israeliana pone serie sfide alla continuità del lavoro.
Le autorità israeliane avevano annunciato all’inizio di febbraio la cessazione di tutte le attività dell’organizzazione medica caritatevole a Gaza e in Cisgiordania occupata, dopo il rifiuto di fornire un elenco dei dipendenti palestinesi in assenza di garanzie sulla loro sicurezza.
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**4. Decine di casi di soffocamento da gas durante un’irruzione a Beit Ummar, a Hebron**
Decine di cittadini hanno riportato sintomi di soffocamento a causa del lancio di gas lacrimogeni da parte delle forze israeliane durante un’irruzione nel villaggio di Beit Ummar, a nord di Hebron, in Cisgiordania occupata.
L’attivista Mohammad Awad ha riferito che le forze israeliane hanno fatto irruzione nel villaggio, dispiegandosi nel centro e costringendo i negozianti a chiudere, mentre lanciavano bombe sonore e gas lacrimogeni tossici contro i residenti, provocando decine di casi di soffocamento trattati sul posto.
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**5. #Video: l’occupazione fa esplodere la casa di un martire a Hebron**
Guarda: immagini che documentano il momento in cui l’esercito israeliano ha fatto esplodere la casa della famiglia del martire “Walid Sabarneh” nel villaggio di Beit Ummar, a nord di Hebron, in Cisgiordania occupata.
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## *Europeo*
**6. Commentatore svizzero denuncia i crimini di guerra israeliani durante la partecipazione di un atleta israeliano a una gara di sci**
Un commentatore svizzero sostenitore della Palestina ha ricevuto elogi a livello mondiale dopo aver ricordato agli spettatori i crimini di guerra sostenuti e collegati al concorrente della squadra israeliana di slittino.
L’episodio è avvenuto mentre la Svizzera ospita importanti competizioni di sport invernali, tra cui eventi della Coppa del Mondo FIS di sci alpino in località come Wengen e Veysonnaz.
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**7. I criminologi europei votano contro la complicità accademica israeliana**
La Società Europea di Criminologia ha votato con una maggioranza del 63% a favore dell’emissione di dichiarazioni che condannano i crimini israeliani contro i palestinesi.
Il voto è avvenuto in seguito agli sforzi della campagna “Criminologi per la Palestina” e ha incluso una decisione che classifica le università delle colonie come istituzioni situate nei territori palestinesi occupati.
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**8. Associazione in Francia invita al boicottaggio dei datteri di origine israeliana**
L’associazione francese “EuroPalestine” ha invitato al boicottaggio dei datteri venduti nel Paese e prodotti da Israele nei territori palestinesi occupati in Cisgiordania.
Olivia Zemor, presidente di EuroPalestine, ha dichiarato all’agenzia Anadolu che la maggior parte dei datteri del marchio “Medjool” venduti in Francia proviene da “colonie israeliane illegali o da entità complici dell’occupazione”.
Ha aggiunto che alcune confezioni indicano come Paese di produzione la Giordania o il Marocco, mentre in realtà i prodotti sono di origine israeliana. Volontari stanno conducendo campagne informative nei supermercati per sensibilizzare i consumatori.
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**9. Sit-in settimanale di solidarietà con la Palestina davanti all’ambasciata USA a Dublino**
Attivisti continuano a organizzare un sit-in settimanale di solidarietà con la Palestina davanti all’ambasciata statunitense a Dublino per la 104ª settimana consecutiva.
I partecipanti chiedono la fine del sostegno americano a Israele e responsabilità politiche per la guerra a Gaza. Gli organizzatori sottolineano che l’iniziativa è aperta a tutti e rappresenta uno spazio costante di espressione pacifica di solidarietà.
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**10. #Video: manifestazioni globali continue a sostegno della Palestina**
Guarda: decine di attivisti si sono radunati davanti al Ministero degli Esteri norvegese a Oslo per protestare contro l’intenzione di applicare la pena di morte ai prigionieri palestinesi.
I manifestanti hanno sollevato cartelli di solidarietà e scandito slogan contro le violazioni israeliane della dignità umana. L’iniziativa ha coinvolto anche l’iniziativa RISE di artisti indigeni.
Queste azioni rientrano in oltre 50 eventi globali previsti con gli slogan “Embargo sulle armi ora” e “Chiudere le scappatoie”, promossi dal Movimento Giovanile Palestinese e da Canada Against the War.
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**11. Assolti gli attivisti “Filton 24” dall’accusa di rapina dopo aver preso di mira una fabbrica israeliana**
Nel Regno Unito è stata annunciata ufficialmente l’assoluzione di tutti i membri del gruppo “Filton 24” dall’accusa di rapina aggravata contro l’azienda di armi israeliana Elbit, dopo che i pubblici ministeri hanno dichiarato di non avere prove a sostegno dell’accusa.
Maddy Norman è stata rilasciata su cauzione dal carcere di Eastwood Park, mentre altri cinque detenuti erano già stati liberati; Will e Ian sono stati rilasciati dal carcere di Wandsworth dopo 18 mesi di detenzione.
Gli attivisti hanno definito il momento una vittoria per la giustizia e per i diritti dei palestinesi, chiedendo la responsabilità delle aziende che finanziano le azioni militari israeliane.
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**12. Appelli studenteschi in un’università britannica per chiedere conto a un professore israeliano coinvolto nel massacro di Sabra e Shatila**
Il gruppo studentesco City Action for Palestine e altri attivisti hanno invitato a proseguire le proteste all’interno della City St George’s University of London, ribadendo che è necessario continuare fino a ottenere responsabilità e giustizia.
Hanno espresso il loro rifiuto che persone accusate di aver partecipato a crimini di guerra continuino normalmente la loro attività accademica.
La presenza dell’accademico israeliano Michael Ben-Gad, ex ufficiale dell’esercito israeliano che ha prestato servizio durante la guerra del Libano del 1982, in cui avvenne il massacro di Sabra e Shatila, ha suscitato proteste tra gli studenti solidali con la causa palestinese.
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**13. 150 personalità politiche accusano il ministro degli Esteri francese di diffamazione contro Albanese**
Oltre 150 figure politiche e diplomatiche hanno accusato il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot di diffondere informazioni fuorvianti riguardo alle dichiarazioni della Relatrice speciale ONU Francesca Albanese, invitandola a dimettersi.
Alcuni deputati del campo presidenziale hanno accusato Albanese di aver definito Israele un “nemico comune dell’umanità”, accusa che lei ha fermamente respinto, denunciando dichiarazioni false e distorsioni.
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## *Internazionale*
**14. L’organizzazione “Skyline” chiede ad Apple di sospendere l’accordo con la società israeliana Q.ai**
L’organizzazione internazionale per i diritti umani “Skyline” ha condannato l’acquisizione da parte di Apple della startup israeliana Q.ai per 2 miliardi di dollari.
Secondo l’organizzazione, l’operazione rappresenta una pericolosa integrazione di personale e tecnologie militari legate a gravi violazioni dei diritti umani a Gaza.
Un’inchiesta ha rivelato che Q.ai è stata fondata da ex membri di unità di guerra cibernetica israeliane, tra cui l’Unità 81 e l’Unità 8200.
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**15. L’ONU avverte del rischio imminente di pulizia etnica a Gaza e in Cisgiordania**
Le Nazioni Unite hanno espresso serie preoccupazioni per il rischio di pulizia etnica nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania occupata, alla luce dell’escalation di attacchi israeliani, sfollamenti e trasferimenti forzati di civili palestinesi.
Un rapporto dell’Alto Commissariato ONU per i Diritti Umani indica che il modello di attacchi intensivi, distruzione sistematica di quartieri e blocco degli aiuti umanitari suggerisce tentativi di cambiamento demografico permanente.
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**16. Stella del basket americano rende omaggio ai giornalisti di Gaza**
Guarda: con una maglia con la scritta “Press”, la star del basket americano Kyrie Irving ha reso omaggio ai giornalisti di Gaza uccisi durante la guerra, nel corso dell’NBA All-Star Game.
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**17. #Video: cristiana americana: “Preferisco morire piuttosto che adorare Israele”**
Guarda: “Preferisco morire piuttosto che adorare Israele.”
L’attivista cattolica americana ed ex reginetta di bellezza Carrie Prejean Boller continua a sfidare la lobby sionista dopo essere stata rimossa da una commissione per la libertà religiosa a seguito di una testimonianza in cui ha accusato Israele di genocidio.
