
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2365, data: lunedì 23 febbraio 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2365, data: lunedì 23 febbraio 2026
1. Donna uccisa dal fuoco dell’occupazione a Beit Lahia e continui attacchi aerei e di artiglieria
L’esercito di occupazione israeliano continua a violare il fragile cessate il fuoco a Gaza, con attacchi aerei, terrestri e navali su Rafah, Gaza est, il campo di Al-Bureij e Khan Younis, prendendo di mira edifici e centri per sfollati.
Fonti locali hanno riferito che la cittadina Basma Aram Banat, 27 anni, è stata uccisa dopo essere stata colpita dai proiettili dell’esercito di occupazione nei pressi della piazza della città di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.
Durante le ore notturne, l’esercito ha effettuato operazioni di demolizione di edifici residenziali nella parte orientale della Striscia, colpendo anche centri di raccolta per sfollati.
—
### 2. Digiuno nell’oppressione e rottura del digiuno con le briciole… Il Ramadan dei prigionieri inizia senza che lo sappiano e prosegue sotto repressione
Mentre le chiamate alla preghiera annunciano l’arrivo del mese sacro di Ramadan, le case si illuminano con le lanterne e le famiglie si riuniscono attorno alle tavole dell’iftar, il Ramadan dietro le sbarre delle carceri israeliane inizia in modo completamente diverso.
Lì, l’inizio del mese non è conosciuto, non si sente l’adhan e non vengono preparate tavole imbandite. Viene accolto come gli altri giorni pesanti, con pazienza, attesa e sofferenza.
All’interno delle celle fredde e anguste, i prigionieri palestinesi misurano il tempo attraverso una striscia di luce che filtra da una piccola finestra, quando esiste. La maggior parte non sa che il Ramadan è iniziato se non per caso, durante un’udienza in tribunale o attraverso un sussurro fugace. Altri cercano di intuire l’orario dell’alba o del tramonto senza orologio né chiamata alla preghiera, mentre subiscono una dura realtà fatta di scarsità di cibo, assenza del suhoor e ritardi nell’iftar.
—
### 3. Centro per i diritti umani: Israele uccide circa 5 palestinesi al giorno a Gaza
Il Centro di Gaza per i Diritti Umani ha dichiarato che Israele continua, per il 134° giorno consecutivo, a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza attraverso una politica sistematica basata su uccisioni deliberate, fuoco diretto, bombardamenti aerei e di artiglieria, demolizioni di abitazioni, oltre alla compromissione dei protocolli umanitari e all’ostruzione dell’ingresso di aiuti e carburante.
Il centro ha spiegato che il suo team sul campo monitora violazioni quotidiane continue e le documenta secondo standard professionali e legali. I dati cumulativi degli ultimi 133 giorni mostrano che le forze di occupazione hanno commesso in media 13,5 violazioni al giorno, seguendo un andamento costante che svuota l’accordo del suo contenuto e lo trasforma in copertura per la prosecuzione dell’aggressione.
—
### 4. Organismo per i diritti: l’amministrazione del carcere di Ofer priva i detenuti del digiuno e dell’iftar negli orari corretti
La Commissione per gli Affari dei Prigionieri ed Ex-Prigionieri ha dichiarato che l’amministrazione del carcere di Ofer impedisce ai detenuti palestinesi di osservare il digiuno e di rompere il digiuno negli orari corretti durante il Ramadan, nell’ambito di una “politica punitiva sistematica”.
L’amministrazione si rifiuta di informare i detenuti sugli orari delle chiamate alla preghiera dell’alba e del tramonto, impedendo loro di adempiere correttamente all’obbligo del digiuno e aggravando la loro sofferenza quotidiana.
L’avvocato della commissione, Khaled Mahajneh, ha dichiarato a Voice of Palestine Radio che i detenuti del carcere di Gilboa sono stati sorpresi dall’inizio del Ramadan senza alcun preavviso. Alcuni hanno appreso dell’inizio del mese solo durante la comparizione davanti ai tribunali dell’occupazione.
—
### 5. “Raggruppamento Libertà”: gravi violazioni contro i viaggiatori al valico di Rafah; chiediamo supervisione internazionale
Il raggruppamento di istituzioni per i diritti umani “Libertà” ha espresso profonda preoccupazione per quelle che ha definito gravi violazioni subite dai cittadini palestinesi che tentano di viaggiare o rientrare attraverso il valico di Rafah, a causa delle pratiche dell’esercito di occupazione israeliano e di gruppi armati fuori dalla legge che sfruttano il caos per guadagni illeciti.
Il valico rappresenta “l’unica arteria vitale” per centinaia di migliaia di civili a Gaza, in particolare malati, feriti, studenti, persone bloccate e titolari di permessi di soggiorno. Testimonianze sul campo parlano di un modello sistematico di pratiche che violano la dignità umana.
Sono stati segnalati trattenimenti per ore — in alcuni casi tra le 15 e le 20 ore — con interrogatori umilianti, attese in condizioni disumane e privazione dei bisogni essenziali, inclusi malati e anziani. Si parla anche di confisca e danneggiamento di effetti personali, oltre a casi di estorsione e umiliazione per il fatto di rientrare a Gaza.
—
### 6. Oltre 100 arresti in Cisgiordania dall’inizio del Ramadan
Le istituzioni per i prigionieri hanno confermato che le forze di occupazione israeliane hanno arrestato oltre 100 cittadini della Cisgiordania — tra cui donne, bambini ed ex detenuti — dall’inizio del Ramadan, in un contesto di evidente escalation coincidente con l’annuncio di un’intensificazione delle campagne di arresto durante il mese sacro.
Gli arresti hanno interessato la maggior parte dei governatorati, inclusa Gerusalemme, che ogni anno durante il Ramadan è teatro di vaste campagne che spesso si concludono con provvedimenti di allontanamento dalla Moschea di Al-Aqsa.
È stato inoltre segnalato l’aumento delle “indagini sul campo” che colpiscono migliaia di cittadini, accompagnate da abusi fisici e psicologici non meno gravi di quelli associati agli arresti formali.
—
### 7. Abu Diab: l’occupazione pianifica di risolvere la questione di Al-Aqsa e annullare completamente i poteri del Waqf
Il membro del Consiglio dei Custodi di Al-Aqsa, il ricercatore gerosolimitano Fakhri Abu Diab, ha dichiarato che l’occupazione israeliana pianifica di assumere il pieno controllo della Moschea di Al-Aqsa e di annullare completamente le competenze del Dipartimento del Waqf islamico a Gerusalemme.
Ha aggiunto che, dopo aver iniziato a considerare Al-Aqsa come una sinagoga, l’occupazione non vuole più alcuna presenza palestinese al suo interno e sta lavorando per svuotarla con ogni mezzo.
—
## *Europeo*
### 8. Attivista britannico: la storia della Palestina non sarà cancellata
Un attivista ha accusato il British Museum di tentare di cancellare la storia e di essere complice del genocidio in corso, dopo aver rimosso il nome “Palestina” da alcune esposizioni e opere.
—
### 9. La bandiera palestinese al Festival del Cinema di Berlino
Il team del film “Cronache del tempo dell’assedio”, che documenta l’assedio del campo di Yarmouk, è apparso con kefiah e bandiere palestinesi durante la cerimonia di premiazione della 76ª edizione del Festival Internazionale del Cinema di Berlino.
—
### 10. Migliaia di irlandesi manifestano contro l’occupazione
Migliaia di persone hanno manifestato per le strade di Dublino, chiedendo la fine delle violazioni israeliane a Gaza, l’apertura dei valichi e l’ingresso di aiuti per il popolo palestinese.
—
### 11. Oltre 1.000 amministratori locali sostengono la Palestina in Gran Bretagna
1028 membri di consigli locali britannici hanno firmato un impegno a sostegno dei diritti inalienabili del popolo palestinese e per garantire che i consigli non siano complici dei crimini commessi contro di esso, inclusa la dismissione di investimenti in aziende belliche coinvolte nell’aggressione.
—
### 12. Attivisti cambiano nomi delle strade in Francia in solidarietà con la Palestina
A Lione e Villeurbanne, attivisti hanno sostituito nomi di strade legati a insediamenti israeliani con nomi di città e villaggi palestinesi, per protestare contro le politiche di gemellaggio considerate una legittimazione della colonizzazione.
—
### 13. Clienti chiedono rimborsi dopo la vendita di datteri israeliani
Un negozio nel 18° arrondissement di Parigi è stato accusato di vendere datteri israeliani con etichette indicanti origine algerina o sudafricana durante il Ramadan, suscitando accuse di inganno commerciale.
—
### 14. Protesta davanti agli uffici delle forze armate in Scozia per fermare l’armamento di Israele
Attivisti hanno chiuso uffici delle forze armate a Glasgow chiedendo al governo britannico di interrompere il sostegno militare a Israele.
—
### 15. Regista palestinese accusa la Germania di complicità nel genocidio a Gaza
Il regista palestinese Abdullah Al-Khatib ha accusato il governo tedesco di complicità nel genocidio a Gaza durante la premiazione al Festival del Cinema di Berlino.
—
### 16. 1028 membri dei consigli locali britannici chiedono di non cooperare con Israele
Oltre mille membri dei consigli locali britannici hanno firmato una dichiarazione per rendere la questione palestinese centrale nelle elezioni locali e chiedere la non cooperazione con Israele.
—
## *Internazionale*
### 17. Protesta davanti all’ambasciata USA a Seul contro il ruolo americano nella guerra su Gaza
A Seul si è svolta una protesta davanti all’ambasciata degli Stati Uniti, con slogan contro il ruolo americano nella guerra su Gaza.
—
### 18. Proteste davanti alle filiali “Reliance Trends” in India
Diverse città indiane hanno visto proteste davanti alle filiali di “Reliance Trends”, organizzate da gruppi solidali con la Palestina, che accusano l’azienda di sostenere l’economia israeliana attraverso collaborazioni e investimenti.
