
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2377, data: sabato 7 marzo 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2377, data: sabato 7 marzo 2026
1. 3 martiri uccisi dal fuoco dell’occupazione mentre continuano le violazioni a Gaza
Tre martiri sono stati uccisi in diverse aree della Striscia di Gaza dal fuoco delle forze di occupazione, mentre continuano a violare il cessate il fuoco a Gaza per il 146º giorno consecutivo.
Un bambino palestinese è stato ucciso dal fuoco dell’esercito di occupazione israeliano nel nord della Striscia di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che un bambino di 13 anni è stato ucciso nella zona del progetto Beit Lahia, nel nord della Striscia.
Un altro cittadino è stato inoltre ucciso da un bombardamento di artiglieria israeliano nel quartiere Al-Tuffah, a nord-est della città di Gaza.
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**2. L’Organizzazione Mondiale della Sanità avverte dell’esaurimento dei medicinali e dell’aggravarsi della crisi sanitaria a Gaza**
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha avvertito che le scorte di medicinali nella Striscia di Gaza hanno raggiunto livelli estremamente bassi, mentre diminuisce l’arrivo di forniture mediche e continuano le restrizioni sull’ingresso degli aiuti umanitari.
La direttrice regionale dell’OMS per il Mediterraneo orientale, Hanan Balkhy, ha spiegato che alcune forniture mediche essenziali, come garze e aghi, sono già esaurite, sottolineando che il sistema sanitario di Gaza rimane in una condizione di estrema fragilità.
Ha inoltre indicato che le scorte di medicinali essenziali, materiali per il trattamento delle ferite e materiali chirurgici di consumo sono diventate estremamente limitate, mentre la carenza di carburante riduce la capacità operativa degli ospedali, mettendo a rischio la vita dei pazienti.
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**3. Sfollamento forzato di 13 famiglie dalla comunità di Al-Shakara a est di Duma dopo l’escalation degli attacchi dei coloni**
La comunità di “Al-Shakara”, a est del villaggio di Duma, a sud di Nablus nel nord della Cisgiordania, è stata sottoposta a uno sfollamento forzato dopo anni di resistenza dei suoi abitanti di fronte agli attacchi continui delle forze di occupazione israeliane e dei coloni.
Tredici famiglie palestinesi sono state costrette a lasciare le loro case e le loro terre sotto la pressione di minacce e aggressioni crescenti, che includevano minacce armate, incendi di abitazioni e pratiche intimidatorie che hanno costretto gli abitanti ad abbandonare il luogo che aveva custodito la loro vita e i loro ricordi per molti anni.
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**4. Coloni rubano 150 capi di bestiame a Tubas**
Coloni hanno rubato decine di capi di bestiame appartenenti a un cittadino a est di Tubas, mentre le forze di occupazione impedivano ai pastori palestinesi di accedere ai pascoli nelle zone orientali.
Moataz Bisharat, responsabile del dossier sugli insediamenti nel governatorato di Tubas, ha dichiarato che coloni hanno rubato circa 150 capi di bestiame appartenenti al cittadino Ahmad Hamdan Hussein Jaber del villaggio di Al-Aqaba, a est di Tubas.
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**5. I prigionieri durante il Ramadan: misure punitive deliberate e privazione di culto e cibo**
Tra le mura delle carceri dell’occupazione israeliana, il mese sacro del Ramadan diventa per i prigionieri palestinesi un’esperienza umana amara che unisce pazienza e privazione dei rituali religiosi, in condizioni di detenzione dure e sotto misure restrittive che aggravano la loro sofferenza durante il mese benedetto.
Migliaia di prigionieri vivono condizioni eccezionali durante il Ramadan, dominate da restrizioni di sicurezza e difficoltà di vita.
Non c’è cibo sufficiente, non si sente l’appello alla preghiera e le pratiche religiose non possono essere svolte liberamente. Anche il digiuno inizia secondo il sistema del carcere e non secondo la scelta personale dei detenuti. I pasti del suhoor e dell’iftar vengono serviti a orari prestabiliti, spesso con poca varietà di cibo.
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**6. L’occupazione arresta 3 cittadini a Masafer Yatta**
Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato tre cittadini a Masafer Yatta, a sud di Hebron.
L’attivista Osama Makhamra ha riferito che le forze di occupazione hanno arrestato i due fratelli Saleh e Mousa Ismail Al-Adra nell’area di “Arjoum A‘li” a Masafer Yatta, dopo un attacco e aggressioni da parte dei coloni contro i pastori e gli abitanti della zona.
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**7. #Video: il predicatore della moschea di Al-Aqsa portato a interrogatorio a Gerusalemme**
#Guarda… un video documenta il momento in cui le forze di occupazione conducono il predicatore della moschea di Al-Aqsa e presidente del Consiglio Islamico Supremo, lo sceicco Ikrima Sabri, per un interrogatorio nella città di Gerusalemme.
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*Europeo*
**8. Attivisti assediano la fabbrica israeliana “Rafael” a Newcastle per l’armamento dell’occupazione**
Il movimento Youth Equality Alliance ha bloccato la fabbrica Rafael Advanced Defense Industries nella città di Newcastle upon Tyne per la seconda volta in 12 ore.
Gli attivisti hanno affermato di chiedere la chiusura della fabbrica, che hanno definito una “fabbrica della morte” nel cuore della città, e hanno chiesto l’espulsione della macchina da guerra israeliana da Newcastle.
Hanno inoltre espresso solidarietà con gli Scotswood 3, sottolineando la continuazione delle campagne popolari di sostegno alla Palestina e per porre fine all’ingiustizia subita dal suo popolo. I partecipanti hanno sollevato slogan che chiedono la libertà della Palestina e hanno rinnovato l’appello a fare pressione su aziende e istituzioni legate all’industria militare israeliana.
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**9. Il movimento di boicottaggio invita a partecipare alla settimana contro l’occupazione in Francia**
Il movimento di boicottaggio in Francia ha annunciato il lancio della Settimana contro l’apartheid israeliano 2026 dal 21 al 28 marzo, con lo slogan “La Palestina ci libera tutti”, con eventi che continueranno fino ad aprile in diverse parti del mondo.
La settimana mira a mobilitare il sostegno popolare globale alla lotta palestinese contro il sistema israeliano di apartheid e colonialismo, aumentare la consapevolezza sulle violazioni e sui crimini commessi e rafforzare le campagne.
Il movimento ha dichiarato che tra gli obiettivi di quest’anno c’è quello di esercitare pressione su “Israele” affinché vengano imposte sanzioni legali, tra cui un embargo militare completo e l’espulsione dai forum internazionali.
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**10. L’associazione di solidarietà con la Palestina rinnova l’appello al boicottaggio dei datteri dell’occupazione**
La campagna di solidarietà con la Palestina ha rinnovato l’appello ai consumatori affinché boicottino i datteri israeliani durante il mese di Ramadan, poiché vengono coltivati in insediamenti costruiti su terre palestinesi rubate.
Gli organizzatori hanno pubblicato una guida per aiutare a riconoscere i datteri israeliani ed evitare di acquistarli nei negozi.
Hanno inoltre invitato il pubblico a firmare una petizione che chiede alle grandi catene commerciali di rimuovere tutti i prodotti israeliani dagli scaffali, nell’ambito della pressione popolare per porre fine ai benefici derivanti dagli insediamenti illegali.
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*Internazionale*
**11. Petizione chiede a Microsoft di interrompere la cooperazione con l’agenzia statunitense per l’immigrazione**
La campagna “No Azure for Apartheid” ha ricordato le crescenti richieste all’interno di Microsoft di interrompere i rapporti con l’agenzia statunitense per l’Immigrazione e le Dogane, dopo che dipendenti dell’azienda hanno lanciato una nuova petizione il 27 febbraio chiedendo alla dirigenza di porre fine alla cooperazione tecnologica con l’agenzia.
La petizione, pubblicata su un sito della campagna intitolato “Kick ICE Out”, chiede alla leadership dell’azienda, guidata da Satya Nadella, di rivelare la natura del rapporto con l’agenzia e di interromperlo. Gli organizzatori sostengono che l’uso delle tecnologie dell’azienda nella sorveglianza e nell’analisi dei dati facilita operazioni che prendono di mira migranti e comunità civili e contribuisce alla repressione e alla deportazione dei sostenitori della Palestina.
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**12. Campagna contro Thai Airways per il trasporto di armi verso l’occupazione**
Il gruppo Stop the War ha lanciato una campagna di pressione contro Thai Airways a causa del suo ruolo nel trasporto di carichi militari verso l’occupazione israeliana.
Il gruppo ha invitato gli attivisti a contattare il servizio clienti della compagnia e chiedere chiarimenti sulla sua partecipazione a queste operazioni, oltre a boicottare i viaggi con Thai Airways con l’hashtag **#NonViaggiateConThaiAirways**.
La campagna ha sottolineato che la pressione popolare e il boicottaggio continuo mirano a impedire qualsiasi sostegno ai crimini dell’occupazione israeliana e a proteggere i diritti dei palestinesi.
