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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2379, data: lunedì 9 marzo 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2379, data: lunedì 9 marzo 2026

1. Tre martiri in un attacco israeliano a Gaza

Tre civili sono stati uccisi in un raid israeliano che ha preso di mira dei residenti nella città di Gaza, mentre continuano le violazioni del cessate il fuoco da parte dell’occupazione.
Una fonte locale ha riferito che aerei dell’occupazione hanno bombardato un gruppo di civili vicino alla moschea Al-Katiba, a ovest della città di Gaza, causando tre martiri.
Nello stesso contesto, un giovane è morto a causa delle ferite riportate dopo essere stato colpito dal fuoco delle forze di occupazione a Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.

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**2. Approfittando della chiusura di Al-Aqsa… gruppi del “Tempio” intensificano la campagna per imporre il rituale dei sacrifici**

Gruppi estremisti di coloni legati al cosiddetto “Tempio” hanno intensificato la loro campagna di promozione per imporre quello che definiscono “sacrificio animale” all’interno della benedetta moschea di Al-Aqsa durante la festa ebraica di Pesach, prevista tra il 1° e l’8 aprile 2026, circa 12 giorni dopo l’Eid al-Fitr.
Questa escalation arriva mentre la moschea di Al-Aqsa rimane chiusa durante il mese di Ramadan, una chiusura che questi gruppi avevano già invocato in precedenza nel tentativo di preparare le condizioni per attuare i loro piani.

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**3. Statistiche palestinesi: la guerra aumenta il numero di vedove e aggrava la disoccupazione femminile**

L’Ufficio centrale di statistica palestinese ha annunciato che le donne rappresentano circa il 49% della popolazione totale in Palestina alla fine del 2025, pari a circa 2,74 milioni di donne.
In una dichiarazione pubblicata domenica in occasione della Giornata internazionale della donna, l’istituto ha spiegato che circa 1,69 milioni di donne vivono in Cisgiordania e 1,06 milioni nella Striscia di Gaza, sottolineando che questa presenza demografica riflette il ruolo centrale delle donne nella società palestinese.

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**4. Le forze di occupazione distruggono una condotta idrica a Sebastia, a ovest di Nablus**

Le forze di occupazione israeliane hanno distrutto una condotta idrica nella cittadina di Sebastia, a nord-ovest della città di Nablus, nel nord della Cisgiordania occupata.
Il sindaco di Sebastia, Mohammad Azem, ha dichiarato che le forze di occupazione hanno distrutto la condotta che rifornisce le abitazioni nella parte occidentale della cittadina, privando decine di case dell’acqua.
Secondo un rapporto annuale della Commissione palestinese per la resistenza al muro e agli insediamenti, gli attacchi dei coloni nel 2025 hanno portato allo sfollamento di 13 comunità beduine palestinesi, composte da 197 famiglie e 1.090 persone.

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**5. Famiglie palestinesi a est di Tubas costrette a partire sotto la pressione degli attacchi dei coloni**

Famiglie palestinesi nel villaggio di Khirbet Yarza, a est di Tubas, hanno iniziato a smontare le proprie abitazioni e i loro beni in preparazione alla partenza dalla zona, dopo la recente escalation degli attacchi dei coloni contro di loro.
La decisione arriva in un clima di paura e insicurezza vissuto dagli abitanti, a causa dei ripetuti attacchi contro le loro case, proprietà e pascoli.
Fonti locali hanno confermato che i coloni hanno intensificato le aggressioni contro gli abitanti e i pastori della zona, spingendo le famiglie a considerare la partenza per proteggere i propri figli e i propri beni.

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**6. Nella Giornata internazionale della donna: 3.200 donne scomparse nella Striscia di Gaza durante il genocidio**

Il Centro palestinese per i dispersi e le persone vittime di sparizione forzata ha dichiarato che la Giornata internazionale della donna, celebrata l’8 marzo, è un’occasione per ricordare la tragedia di migliaia di donne scomparse nella Striscia di Gaza, una crisi che continua ad aggravarsi dopo 28 mesi di guerra di genocidio condotta dall’esercito israeliano.
Ciò avviene mentre esiste una chiara incapacità di recuperare migliaia di vittime da sotto le macerie delle case e degli edifici residenziali distrutti.
In un comunicato, il centro ha affermato che le stime sul campo indicano circa 8.000 dispersi nella Striscia di Gaza, tra cui almeno 3.200 donne e ragazze. Altre stime suggeriscono che le donne potrebbero rappresentare circa il 70% dei dispersi, in assenza di statistiche precise a causa dell’enorme distruzione e della difficoltà di accedere ai siti sotto le macerie.

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**7. 12.500 donne uccise a Gaza dall’inizio del genocidio israeliano**

Il Ministero palestinese degli Affari femminili ha documentato l’uccisione di oltre 12.500 donne nella Striscia di Gaza, tra cui più di 9.000 madri, dall’inizio della guerra di genocidio israeliana contro il territorio nell’ottobre 2023.
Ciò è stato annunciato in una dichiarazione del ministero in occasione della Giornata internazionale della donna dell’8 marzo.
Il ministero ha affermato che le donne palestinesi, in particolare nella Striscia di Gaza, celebrano questa giornata nel mezzo di uno dei peggiori disastri umanitari della storia contemporanea, a causa della guerra israeliana che ha causato la morte di un gran numero di donne e madri.

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**8. Gli attacchi dei coloni a Khillet Al-Sidra, a nord di Gerusalemme, aumentati del 300%**

L’attivista palestinese anti-colonizzazione Ayed Ghafri ha dichiarato che gli attacchi compiuti dai coloni contro i residenti della comunità beduina di Khillet Al-Sidra, vicino alla località di Mikhmas a nord-est di Gerusalemme, stanno aumentando in modo pericoloso.
Ha spiegato che ciò avviene nel quadro di continui tentativi di espellere gli abitanti e confiscare le terre a favore dell’espansione degli insediamenti verso Gerico.
Ghafri ha affermato che ieri i coloni hanno compiuto nuovi attacchi, vandalizzando e rubando proprietà dei residenti della comunità beduina, riflettendo una politica continua di pressione per costringere i beduini a lasciare le loro terre.
Ha aggiunto che uno degli attacchi più gravi è stato quello che ha definito “attacco dell’incendio”, avvenuto nell’estate del 2024 e proseguito all’inizio del 2025, quando un grande gruppo di coloni armati ha fatto irruzione nelle abitazioni appartenenti alla famiglia Zawahra e ha aggredito violentemente i suoi membri.

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*Europa*

**9. #Video… Thiago Ávila annuncia una nuova flottiglia verso Gaza durante una conferenza all’Aia**

L’attivista brasiliano Thiago Ávila ha annunciato, in un discorso pronunciato a margine della Conferenza dei Popoli del Gruppo dell’Aia ad Amsterdam, il lancio di una “nuova Flottiglia globale della fermezza” diretta verso la Striscia di Gaza.
Ávila ha dichiarato: “La nuova Flottiglia globale della fermezza sta per salpare… salperemo con più di 100 imbarcazioni”, confermando l’intenzione di un movimento marittimo collettivo per mostrare solidarietà con gli abitanti di Gaza e sfidare il blocco imposto al territorio.
L’annuncio è avvenuto durante la Conferenza dei Popoli del Gruppo dell’Aia, un incontro internazionale che riunisce organizzazioni della società civile e gruppi di solidarietà riuniti nella città dell’Aia, nei Paesi Bassi, per coordinare gli sforzi su giustizia internazionale, diritto internazionale, solidarietà con la Palestina e difesa dei diritti umani di fronte a quelle che diversi paesi e partecipanti hanno definito “gravi violazioni e mancanza di rispetto del diritto internazionale umanitario”.

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**10. Tifosi di club irlandesi chiedono l’isolamento sportivo dell’occupazione**

Durante la partita tra Waterford FC e Bohemian FC sono stati esposti sugli spalti striscioni di solidarietà con la Palestina, con attivisti che hanno chiesto misure sportive contro “Israele”, invitando la UEFA a espellerlo dalle sue competizioni.
Gli attivisti hanno inoltre sottolineato che, se questa misura non verrà adottata, la FIFA dovrebbe rifiutarsi di disputare partite della UEFA Nations League contro quella che hanno definito un’“entità di apartheid”, in protesta contro i crimini commessi contro i palestinesi.
In un contesto correlato, i tifosi dello Shelbourne FC hanno esposto striscioni che chiedevano un “cartellino rosso” contro le squadre sportive israeliane durante la partita della loro squadra contro il St Patrick’s Athletic.

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**11. Studenti britannici si riuniscono alla Conferenza nazionale per la Palestina**

Studenti provenienti da tutto il Regno Unito si sono riuniti alla Conferenza nazionale degli studenti per la Palestina tenutasi a Londra, per ascoltare i principali organizzatori e sviluppare strategie per future campagne a sostegno dei diritti palestinesi.
La conferenza ha visto ampie discussioni sui modi per rafforzare la solidarietà con il popolo palestinese all’interno delle università e delle comunità locali, concentrandosi su campagne concrete come il disinvestimento dalle aziende complici dell’occupazione israeliana, oltre a iniziative educative e di sensibilizzazione per aumentare la consapevolezza degli studenti e del pubblico sulla causa palestinese.
Gli organizzatori hanno invitato tutti gli studenti a partecipare attivamente alle campagne di disinvestimento nelle proprie università, sottolineando che gli sforzi degli studenti svolgono un ruolo fondamentale nel fare pressione su istituzioni e aziende affinché cambino le loro politiche in linea con i principi di giustizia e diritti umani.

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**12. Protesta in un negozio “Home Bargains” in Scozia a sostegno della Palestina**

Attivisti del gruppo SPSC Aberdeen hanno organizzato una protesta all’interno di una filiale del negozio “Home Bargains” nella città scozzese di Aberdeen, dove hanno rimosso prodotti israeliani dagli scaffali e applicato adesivi a sostegno della Palestina, invitando i clienti a boicottarli perché contribuiscono a sostenere quella che hanno definito un’economia del genocidio.
Gli attivisti hanno spiegato che molti clienti hanno dichiarato di non conoscere l’origine di questi prodotti, sottolineando che l’azione mira a sensibilizzare i consumatori sul percorso del loro denaro e a fare pressione sul negozio affinché smetta di vendere prodotti israeliani.
Hanno inoltre affermato la loro intenzione di continuare le proteste finché i prodotti non saranno rimossi, aggiungendo di essersi ispirati alle campagne internazionali di boicottaggio che in passato hanno contribuito a porre fine al regime di apartheid in Sudafrica.

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*Internazionale*

**13. #Video… Un’attivista affronta un deputato statunitense sui crimini commessi in Palestina**

Un’attivista solidale con la Palestina ha seguito il membro della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti per lo Stato dell’Ohio, Warren Davidson, confrontandolo con accuse riguardanti il sostegno statunitense all’occupazione e le conseguenze delle guerre sui civili.
Lui le ha risposto dicendo: “Torna in Iran”.
Secondo la piattaforma Track AIPAC, Davidson è tra i politici che hanno ricevuto sostegno da gruppi di pressione pro-Israele. Dati pubblicati nei registri della Commissione elettorale federale degli Stati Uniti indicano che circa 62.078 dollari sono stati spesi da gruppi di pressione e donatori favorevoli a Israele per sostenere le sue campagne elettorali, tra cui 3.300 dollari tramite comitati di azione politica e 58.778 dollari tramite raccolte fondi.

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**14. #Video… Ex soldato americano grida: “La Palestina è la nostra forza”**

#Guarda… “I nostri leader sono complici con Israele”. L’ex soldato dei Marines statunitensi Brian McGinnis ha gridato slogan per la Palestina subito dopo il suo rilascio.
Era stato arrestato con la forza alcuni giorni prima per essersi opposto al fatto di “combattere per Israele” durante un’audizione davanti alle forze armate.

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