
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2382, data: giovedì 12 marzo 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2382, data: giovedì 12 marzo 2026
1. Oltre 180 ordini di detenzione amministrativa in 15 giorni, tra cui tre prigioniere
La Commissione palestinese per gli Affari dei Detenuti ed Ex Detenuti e il Club dei Prigionieri Palestinesi hanno dichiarato che le autorità di occupazione israeliane continuano ad intensificare l’uso della politica di detenzione amministrativa arbitraria, descritta come un’estensione degli arresti di massa contro i palestinesi.
Le due istituzioni hanno spiegato che i team legali hanno ricevuto più di 180 ordini di detenzione amministrativa in soli 15 giorni, tra cui tre prigioniere: Suad Al-Khawaja per due mesi, l’ex prigioniera Abir Ouda per quattro mesi e Malak Mar’i per quattro mesi.
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**2. Coloni si impossessano di una casa e istituiscono un avamposto coloniale a Nablus**
Coloni israeliani hanno sequestrato una casa in costruzione nella cittadina di Hawara, a sud della città di Nablus, mentre altri coloni hanno istituito un nuovo avamposto coloniale sul Monte Ebal, a nord della città. Questo passo riflette l’accelerazione dell’espansione degli insediamenti nel nord della Cisgiordania.
Rana Abu Haniya, responsabile delle relazioni pubbliche del comune di Hawara, ha dichiarato che i coloni hanno occupato una casa in costruzione nella zona meridionale della città, classificata come Area (B), appartenente al cittadino Sami Saleh Ismail Ahmad.
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**3. L’occupazione avvia la costruzione di un nuovo insediamento sul Monte Ebal a Nablus**
Le autorità di occupazione hanno iniziato a costruire un nuovo insediamento nel nord della Cisgiordania occupata, stringendo ulteriormente l’assedio sulla città di Nablus da nord.
Il quotidiano ebraico *Maariv* ha riferito che le prime caravans sono arrivate al nuovo insediamento chiamato “Ebal”, che sarà costruito sulla cima del Monte Ebal a Nablus, la montagna più alta nel nord della Cisgiordania.
Il giornale ha affermato che l’avvio della costruzione dell’insediamento traduce le recenti decisioni del governo israeliano che approvano la creazione e la regolarizzazione di 22 insediamenti. In questo modo l’occupazione rafforza il suo controllo su Nablus, già dominata dall’insediamento “Bracha” sul Monte Garizim a sud, mentre ora l’insediamento di Ebal la circonderà da nord.
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**4. Tende di sfollati incendiate dopo un attacco israeliano a un edificio vicino nella città di Gaza**
L’aviazione israeliana ha bombardato un edificio a ovest della città di Gaza, causando distruzioni diffuse e incendiando le tende degli sfollati.
Fonti locali hanno affermato che diverse tende di sfollati nelle vicinanze sono state bruciate a causa del bombardamento.
L’esercito di occupazione continua a violare l’accordo di cessate il fuoco a Gaza entrato in vigore il 10 ottobre dello scorso anno, intensificando i bombardamenti aerei e terrestri mentre approfitta dell’attenzione mondiale concentrata sulla guerra con l’Iran.
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**5. In numeri: le forniture di aiuti a Gaza crollano dal 42% al 10% in dieci giorni**
Dallo scoppio della guerra con l’Iran dieci giorni fa, l’occupazione israeliana ha intensificato la sua politica di restringere l’assedio umanitario sulla Striscia di Gaza, sfruttando gli sviluppi regionali per imporre ulteriori restrizioni ai valichi e controllare il flusso di aiuti e beni essenziali.
Ciò ha provocato un aggravamento senza precedenti della crisi umanitaria e dei servizi, con l’ingresso degli aiuti sceso al solo 10%, secondo Ismail Al-Thawabteh, capo dell’Ufficio Media del governo a Gaza.
Questo calo arriva dopo una precedente riduzione dei camion di aiuti all’inizio del Ramadan, quando le forniture coprivano solo il 30% del fabbisogno rispetto al 42% precedente, riflettendo una politica graduale di assedio che riporta la popolazione verso la fame e la privazione.
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## *Europeo*
**6. Crescente tensione diplomatica: la Spagna richiama la sua ambasciatrice da Tel Aviv**
Il governo spagnolo ha ritirato la sua ambasciatrice in Israele, Ana María Salomón Pérez, secondo un decreto del Ministero degli Affari Esteri spagnolo pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dello Stato (BOE).
Il decreto afferma: “Si decide di sollevare la signora Ana María Salomón Pérez dall’incarico di ambasciatrice di Spagna presso lo Stato di Israele, ringraziandola per i servizi resi”.
Secondo il documento, la decisione è stata presa su proposta del ministro degli Esteri José Manuel Albares dopo la discussione durante la riunione del Consiglio dei Ministri del 10 marzo. Il decreto è stato firmato dal re di Spagna Felipe VI e dal ministro degli Esteri José Manuel Albares.
Le relazioni tra Spagna e Israele stanno attraversando una forte tensione su diversi fronti, intensificatasi negli ultimi mesi a causa della guerra israeliana a Gaza e del riconoscimento da parte di Madrid dello Stato di Palestina nel maggio 2024.
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**7. 45 parlamentari britannici chiedono scuse per la Dichiarazione Balfour**
Circa 45 membri del Parlamento britannico e della Camera dei Lord hanno firmato una lettera chiedendo al Regno Unito di presentare scuse ufficiali per la Dichiarazione Balfour del 1917, che aprì la strada alla creazione di Israele nel 1948 e alle operazioni di pulizia etnica subite da centinaia di migliaia di palestinesi durante la Nakba.
La lettera ha inoltre condannato le violazioni storiche commesse dalla Gran Bretagna durante il periodo del mandato in Palestina tra il 1917 e il 1948.
Tra i firmatari figurano la deputata dei Liberal Democratici Layla Moran, la deputata laburista Nadia Whittome e la deputata del Partito Verde Carla Denyer.
L’iniziativa segue una petizione presentata al governo britannico nel settembre dello scorso anno dall’imprenditore palestinese Munib Al-Masri, che chiedeva scuse e compensazioni per il ruolo storico della Gran Bretagna nell’espropriazione delle terre dei palestinesi.
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**8. Petizione chiede ad Airbnb di interrompere la partnership con la FIFA**
Il gruppo Code Pink ha chiesto la fine della partnership tra Airbnb e la Federazione Internazionale di Calcio (FIFA), dopo aver rivelato il coinvolgimento di queste aziende nel sostenere l’occupazione israeliana e la prosecuzione delle violazioni a Gaza.
Questo è avvenuto dopo una riunione del “Consiglio per la Pace” organizzata dall’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump il 19 febbraio, durante la quale è stato annunciato un finanziamento di miliardi di dollari per costruire grattacieli a Rafah e dispiegare una forza internazionale di oltre 20.000 soldati, con un piano per rendere Gaza “autonoma” entro un decennio.
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**9. Il boicottaggio ottiene un risultato: escluso il festival “Seret” in Spagna**
Per il terzo anno consecutivo, il festival “Seret” non ha potuto utilizzare alcuno spazio per organizzare i suoi eventi a Barcellona, a causa della forte pressione popolare e delle continue campagne di boicottaggio culturale.
Secondo il movimento di boicottaggio, il festival rappresenta una piattaforma che utilizza l’arte come strumento di propaganda per ripulire l’immagine del genocidio commesso da Israele contro il popolo palestinese.
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**10. Proteste di solidarietà cancellano un concerto della Royal Navy a Sydney**
Un concerto che la Royal Navy britannica aveva programmato nella Cattedrale di Sant’Andrea a Sydney è stato annullato dopo una manifestazione studentesca nella piazza Town Hall per protestare contro gli attacchi israeliani contro il popolo palestinese.
Gli studenti hanno dichiarato che la loro protesta pacifica mirava ad alzare la voce in solidarietà con la Palestina e contro l’occupazione.
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**11. Il primo ministro spagnolo sottolinea la necessità di non dimenticare la crisi umanitaria a Gaza**
Il primo ministro spagnolo Pedro Sánchez ha sottolineato la necessità di non permettere che i recenti sviluppi internazionali, inclusa la guerra con l’Iran, riducano l’attenzione sulla crescente crisi umanitaria nella Striscia di Gaza.
Lo ha dichiarato durante un incontro con il commissario generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, presso il Palazzo della Moncloa a Madrid.
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**12. L’Australia arresta manifestanti per lo slogan “Dal fiume al mare”**
Manifestanti filo-palestinesi nello stato australiano del Queensland rischiano il carcere dopo l’entrata in vigore di nuove leggi che criminalizzano l’uso di slogan considerati “vietati” dal governo, tra cui “Dal fiume al mare” e “Globalizzare l’Intifada”.
La polizia ha arrestato alcuni manifestanti davanti al parlamento statale durante una marcia di solidarietà con la Palestina poche ore dopo l’entrata in vigore della legge. La normativa, approvata la scorsa settimana, potrebbe prevedere una pena fino a due anni di prigione.
Attivisti e organizzazioni per i diritti umani avvertono che queste misure rappresentano una crescente restrizione della libertà di espressione e delle manifestazioni a sostegno della Palestina in Australia.
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## *Internazionale*
**13. Boeing firma un accordo per fornire migliaia di bombe a Israele**
La società americana Boeing ha firmato un nuovo contratto con Israele del valore di 289 milioni di dollari per fornire fino a 5.000 bombe guidate lanciate dall’aria, secondo quanto riportato martedì dall’agenzia Reuters.
Queste piccole munizioni guidate possono essere lanciate dagli aerei israeliani contro obiettivi situati a oltre 64 chilometri di distanza, oltre ai precedenti contratti che includono la produzione di caccia F-15 per un valore di 8,6 miliardi di dollari.
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**14. Al-Quds International chiede alla Giordania di annunciare la riapertura della moschea di Al-Aqsa**
Il vice direttore generale della Fondazione Al-Quds International, Ayman Zaidan, ha dichiarato durante una telefonata con il ministro giordano degli Awqaf Mohammad Al-Khalayleh che l’attuale chiusura della moschea di Al-Aqsa rappresenta un atto di guerra volto a sottrarre alle autorità religiose giordane il potere di aprire e chiudere il santuario.
Zaidan ha affermato che l’occupazione sta cercando, attraverso questa chiusura, di presentarsi come l’autorità responsabile della gestione della moschea di Al-Aqsa e di imporre una divisione e un controllo condiviso del luogo sacro, in contrasto con l’amministrazione islamica del Dipartimento giordano degli Awqaf, che rappresenta il suo carattere esclusivamente islamico ed è l’unico organismo autorizzato ad amministrarlo.
