
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2403, Data: venerdì 3 aprile 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2403, Data: venerdì 3 aprile 2026
1. Due martiri e feriti a causa di continue violazioni israeliane del cessate il fuoco a Gaza
L’esercito di occupazione continua l’escalation sul campo nella Striscia di Gaza, a 175 giorni dall’accordo di cessate il fuoco. Le zone orientali del territorio hanno assistito alla ripresa di spari e bombardamenti di artiglieria, causando la morte di due civili e il ferimento di altri.
Queste violazioni hanno provocato la morte di 714 civili e il ferimento di altri 1.940, mentre sono stati recuperati i corpi di 756 martiri.
Nel bilancio complessivo dall’inizio dell’offensiva il 7 ottobre 2023, il numero dei morti è salito a 72.289, mentre i feriti hanno raggiunto quota 172.040, secondo il Ministero della Salute.
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2. I gruppi del Tempio insistono per introdurre “sacrifici” ad Al-Aqsa mentre continua la sua chiusura
Fonti di Gerusalemme hanno rivelato che gruppi estremisti del Tempio hanno effettuato più di cinque tentativi di introdurre sacrifici animali nei cortili della moschea di Al-Aqsa, segnale di un’escalation senza precedenti contro il sito in questo periodo.
Secondo i dati, il numero di tentativi registrati in un solo giorno rappresenta un record, riflettendo la crescente determinazione di questi gruppi a svolgere rituali di “sacrificio” all’interno di Al-Aqsa, in risposta agli appelli lanciati dalla cosiddetta “Unione delle organizzazioni del Tempio”.
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3. Incursioni intensive ad Al-Aqsa, espansione coloniale, demolizioni e sgomberi forzati
Il governatorato di Gerusalemme ha segnalato un notevole aumento delle violazioni israeliane nel primo trimestre dell’anno, tra cui un incremento delle incursioni nella moschea di Al-Aqsa, l’accelerazione dei progetti di colonizzazione, oltre all’intensificazione delle demolizioni, degli sgomberi forzati e delle confische di terre.
Gli attacchi contro Al-Aqsa hanno dominato la scena: 9.373 coloni sono entrati nel sito, oltre a 16.505 persone entrate sotto copertura “turistica”, sotto forte protezione della polizia e con restrizioni continue per i fedeli, soprattutto durante il Ramadan.
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4. Il Ministero della Salute di Gaza avverte di una catastrofe sanitaria imminente
Il Ministero della Salute palestinese ha avvertito di gravi conseguenze che minacciano la vita di centinaia di pazienti nella Striscia di Gaza, a causa della mancanza di carburante necessario per far funzionare i generatori elettrici negli ospedali.
Nel suo rapporto statistico quotidiano, il ministero ha riferito che solo 3 feriti sono arrivati negli ospedali nelle ultime 24 ore, mentre molte vittime restano sotto le macerie o nelle strade, a causa dell’impossibilità delle squadre di soccorso di raggiungerle.
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*Europeo*
5. Video: messaggio rosso contro la legge sull’esecuzione dei prigionieri a Oslo
Un’attivista, vestita di rosso, si è posizionata davanti al Parlamento norvegese a Oslo con una corda simbolica per denunciare la legge israeliana che autorizza l’esecuzione dei prigionieri palestinesi.
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6. Video: attivista espulso dal campionato irlandese per aver alzato la bandiera palestinese
Durante la finale del campionato nazionale a Newry, la polizia irlandese ha espulso con la forza un membro del movimento di boicottaggio dalla sede ufficiale del GAA a Croke Park, dopo aver esposto una bandiera palestinese e un cartello che chiedeva il disinvestimento dalla società Allianz.
Il movimento ha dichiarato che il gesto riflette il rifiuto dei fondi legati al genocidio nello sport.
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7. Protesta blocca una fabbrica BAE per tre ore per il suo sostegno militare
Il gruppo “Blackburn for Palestine” ha organizzato una protesta davanti a uno stabilimento di BAE Systems a Samlesbury, bloccando tutti gli ingressi per oltre tre ore.
Studenti e attivisti locali hanno partecipato, chiedendo di ritenere l’occupazione responsabile dei suoi crimini e di proteggere i civili palestinesi.
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8. Una leader francese chiede di respingere la legge sull’esecuzione dei prigionieri palestinesi
Mathilde Panot, presidente del gruppo parlamentare de La France Insoumise, ha condannato la legge israeliana che consente l’esecuzione dei prigionieri palestinesi, affermando che centinaia di persone sono ora a rischio.
Ha inoltre criticato il comportamento del ministro israeliano Itamar Ben Gvir, accusato di aver festeggiato l’approvazione della legge.
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9. La Polonia arresta attivisti dopo un attacco a una fabbrica in Repubblica Ceca
La procura polacca ha annunciato l’arresto di cittadini polacchi accusati di aver preso di mira una fabbrica di droni e tecnologie ottiche in Repubblica Ceca.
L’incendio ha causato danni a un edificio industriale e i sospetti avrebbero ammesso il gesto, affermando che l’azienda sviluppava armi per Israele.
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10. Una relatrice ONU mette in guardia contro la legge sull’esecuzione dei prigionieri
Alice Edwards, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla tortura, ha espresso profonda preoccupazione per questa legge, sottolineando le sue gravi implicazioni per i diritti umani e il diritto internazionale.
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*Internazionale*
11. Attivisti chiedono al Senato USA di fermare l’invio di armi a Israele
Durante le sessioni del Congresso statunitense, attivisti e rappresentanti civili hanno invitato i senatori a interrompere le forniture di armi a Israele e a porre fine al coinvolgimento degli Stati Uniti nei conflitti.
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12. Video: interruzione di un evento del senatore Cory Booker
Attivisti pro-Palestina a New York hanno interrotto un evento del senatore Cory Booker, accusandolo di complicità nelle violenze a Gaza e di sostenere politiche legate a Israele.
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13. 31 organizzazioni internazionali avvertono: la legge è razzista e richiede un’azione europea urgente
Organizzazioni per i diritti umani hanno invitato l’Unione Europea ad agire rapidamente contro la legge, definendola razzista e pericolosa per i diritti fondamentali.
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14. ONG internazionali chiedono misure urgenti all’UE
In una dichiarazione congiunta firmata da 31 organizzazioni, tra cui Amnesty International e Human Rights Watch, le ONG hanno espresso shock per la legge e chiesto misure immediate, affermando che potrebbe rendere obbligatoria la pena di morte in Cisgiordania e applicarsi solo ai palestinesi.
