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Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2328, data: domenica 18 gennaio 2026

Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2328, data: domenica 18 gennaio 2026

1. Annuncio della formazione del Consiglio per la Pace a Gaza

L’amministrazione statunitense ha annunciato in anticipo la composizione del Consiglio per la Pace e la nomina di un Alto Rappresentante per la Striscia di Gaza, in concomitanza con l’avvio dei lavori della Commissione Nazionale Palestinese per l’amministrazione del territorio, due giorni dopo l’inizio della seconda fase dell’accordo di cessate il fuoco.
La Casa Bianca ha nominato Nikolay Mladenov come Alto Rappresentante per Gaza. Si tratta di un politico e diplomatico bulgaro che ha precedentemente ricoperto l’incarico di Coordinatore Speciale delle Nazioni Unite per il Processo di Pace in Medio Oriente (2015–2020), secondo il Washington Institute for Near East Policy.
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### **2. Israele sposta la “linea gialla” più in profondità all’interno della Striscia di Gaza**

Indagini supportate da immagini satellitari hanno rivelato che le forze di occupazione israeliane hanno spostato blocchi di cemento gialli, utilizzati per delimitare la cosiddetta “linea gialla”, più all’interno della Striscia di Gaza in diverse località.
Secondo una revisione condotta dal team di fact-checking della BBC, i blocchi di cemento sono stati collocati in almeno tre aree prima di essere successivamente spostati ancora più in profondità nel territorio.
La linea, che dovrebbe definire i limiti del dispiegamento delle forze israeliane dopo l’accordo di cessate il fuoco, è diventata variabile sul terreno, creando una situazione di ampia confusione e pericolo tra i civili palestinesi.
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### **3. I prigionieri palestinesi nel 2025: numeri scioccanti e violazioni in aumento**

L’Ufficio Media dei Prigionieri ha rivelato dati allarmanti sulla situazione dei prigionieri palestinesi fino alla fine del 2025, indicando che il loro numero ha raggiunto circa 9.300 detenuti, quasi la metà dei quali è trattenuta senza accusa né processo, in un contesto di espansione senza precedenti dell’uso della detenzione amministrativa e di classificazioni arbitrarie, tra cui quella definita di “combattente illegale”.
L’ufficio ha spiegato che le autorità di occupazione hanno intensificato le loro politiche repressive prendendo di mira donne, bambini, giornalisti e personale medico, parallelamente a violazioni sistematiche all’interno delle carceri, tra cui torture fisiche e psicologiche, negligenza medica deliberata, fame forzata, detenzione in condizioni disumane, aggressioni sessuali, divieto di visite, restrizioni al lavoro degli avvocati e ostacoli all’operato del Comitato Internazionale della Croce Rossa.
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### **4. I coloni intensificano le violazioni in Cisgiordania tra scontri**

Gruppi di coloni hanno intensificato le loro violazioni e aggressioni contro i cittadini in diverse aree della Cisgiordania, sotto la protezione delle forze di occupazione israeliane.
Coloni hanno bloccato la strada tra i villaggi di Al-Mughayyir e Abu Salah, a est di Ramallah, impedendo agli abitanti di partecipare ai funerali del giovane Mohammad Al-Nasan, ucciso dal fuoco dell’occupazione durante un’incursione ad Al-Mughayyir.
Le forze di occupazione hanno arrestato la cittadina Hidaya Rizq nella zona di Al-Khalayel, nel villaggio di Al-Mughayyir a est di Ramallah, insieme a un attivista solidale, e hanno espulso gli altri attivisti con il pretesto della loro opposizione ai coloni.
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### **5. Sanità: 71.548 martiri e 171.353 feriti, bilancio del genocidio a Gaza**

Il Ministero della Sanità ha annunciato l’arrivo di un martire e di sei feriti negli ospedali della Striscia di Gaza nelle ultime 24 ore, a causa dell’aggressione militare israeliana.
Il ministero ha inoltre comunicato, nel suo aggiornamento quotidiano, la morte di una neonata di 27 giorni a causa del freddo intenso, portando a otto il numero di bambini deceduti per il freddo dall’inizio dell’inverno.
Ha aggiunto che numerose vittime restano sotto le macerie e sulle strade, mentre le squadre di ambulanza e della protezione civile non riescono ancora a raggiungerle.
Secondo il comunicato, il numero dei martiri dal cessate il fuoco (11 ottobre) è salito a 464, mentre i feriti hanno raggiunto quota 1.275, e il numero totale dei corpi recuperati è di 712.
Il ministero ha precisato che il bilancio complessivo dall’inizio dell’aggressione, il 7 ottobre 2023, è di 71.548 martiri e 171.353 feriti.
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### **6. Le forze di occupazione intensificano incursioni e attacchi a Ramallah e Betlemme**

Le forze di occupazione israeliane hanno intensificato le loro incursioni e aggressioni nei governatorati di Ramallah e Betlemme, nell’ambito dell’escalation delle violazioni in varie zone della Cisgiordania.
Le forze di occupazione hanno fatto irruzione nei villaggi di Al-Mughayyir e Kafr Malik, a nord-est di Ramallah, dispiegando soldati nelle strade e sparando munizioni vere e gas lacrimogeni.
In precedenza, le forze di occupazione avevano arrestato un giovane della località di Silwad, a est di Ramallah, sequestrandone il veicolo; la sua identità resta sconosciuta.
Nel frattempo, le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella zona di Khalayel Al-Louza, a sud-est di Betlemme, diffondendosi in diversi quartieri e installando posti di blocco militari agli ingressi, ostacolando la circolazione dei cittadini.
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### **7. L’occupazione aggredisce un bambino con disabilità a Ramallah**

Immagini diffuse mostrano un soldato dell’esercito di occupazione israeliano mentre aggredisce un bambino palestinese con disabilità davanti alla sua abitazione durante un’incursione nel villaggio di Al-Mughayyir, a est di Ramallah, nella Cisgiordania occupata.
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## **Europa**

### **8. Manifestazione nella capitale belga a sostegno della Palestina**

«Quel mattino la Palestina sarà liberata dal fiume al mare».
Manifestanti nella capitale belga, Bruxelles, hanno scandito slogan a sostegno della Palestina davanti a un ristorante McDonald’s, denunciando il suo sostegno ai crimini dell’esercito di occupazione nella Striscia di Gaza.
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### **9. Pensionamento di un capo della polizia britannica dopo il divieto ai tifosi del Maccabi Tel Aviv**

Il Commissario per la Polizia e la Criminalità dei West Midlands ha annunciato venerdì che il capo della polizia regionale, Craig Guildford, andrà in pensione, a seguito della raccomandazione di vietare ai tifosi della squadra israeliana del Maccabi di assistere a una partita contro l’Aston Villa lo scorso anno.
Il suo pensionamento arriva pochi giorni dopo che la Ministra dell’Interno, Shabana Mahmood, ha dichiarato di non avere più fiducia in lui dopo un rapporto dell’ente di vigilanza sulla polizia. In una dichiarazione successiva all’annuncio delle dimissioni, Mahmood ha affermato: «Le conclusioni dell’Ispettorato sono state schiaccianti, individuando una serie di fallimenti che hanno minato la fiducia nella polizia dei West Midlands».
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### **10. Centinaia di manifestanti chiedono l’annullamento della visita del presidente dell’occupazione Herzog a Sydney**

Centinaia di persone si sono radunate in una marcia a Sydney per chiedere l’annullamento della visita del presidente israeliano Isaac Herzog, invitato dal primo ministro Anthony Albanese.
L’area ha visto una massiccia presenza della polizia del Nuovo Galles del Sud, nella prima manifestazione filo-palestinese dopo l’inasprimento delle leggi statali sulle assemblee pubbliche a seguito dell’attacco a Bondi Beach.
La manifestazione ha riunito circa 300 partecipanti, molti dei quali si sono riuniti pacificamente e hanno condannato l’accoglienza ufficiale riservata alla visita da Albanese e dalla ministra degli Esteri Penny Wong.
Jibke Goldschmidt, del gruppo «Ebrei contro l’occupazione», ha parlato alla folla definendo l’invito «un atto di sottomissione alle pressioni sioniste», affermando che l’obiettivo del raduno era esercitare pressione per annullare la visita di Herzog, modificare le leggi anti-protesta e imporre sanzioni immediate contro «Israele».
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### **11. La rete di solidarietà irlandese ribadisce il suo sostegno alla Palestina durante l’assemblea annuale**

La Ireland Palestine Solidarity Campaign (IPSC) ha tenuto la sua assemblea generale annuale nella città di Newry, dove i partecipanti hanno rinnovato il loro pieno sostegno ai palestinesi in patria e nella diaspora e al loro diritto all’autodeterminazione.
I partecipanti hanno sottolineato la necessità di porre fine all’occupazione coloniale israeliana e di realizzare uno Stato democratico unico che rispetti i diritti civili e politici di tutti i palestinesi.
La rete ha ribadito la sua posizione ferma a favore della libertà della Palestina dal fiume al mare, considerando la fine del sistema di apartheid una necessità imprescindibile per raggiungere la giustizia e una pace giusta nella regione.
I partecipanti hanno inoltre invitato la comunità internazionale a rispettare i principi dei diritti umani e a contrastare le violazioni continue contro il popolo palestinese.
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### **12. Protesta australiana davanti alle stazioni Caltex che riforniscono l’occupazione di energia**

Attivisti del gruppo Friends of Palestine – Northern Rivers hanno protestato davanti alle stazioni Caltex, invitando i consumatori nel nuovo anno a boicottare l’azienda e a scegliere alternative, denunciando il fatto che la società americana Chevron — che opera in Australia con il nome Caltex — continui a rifornire «Israele» di carburante ed energia.
Gli organizzatori hanno spiegato che questo sostegno costituisce un contributo diretto alla continuazione della guerra genocida contro i palestinesi nella Striscia di Gaza, sottolineando il coinvolgimento di Chevron nella gestione e proprietà di giacimenti di gas nel Mediterraneo utilizzati per la produzione di energia, mentre continuano i bombardamenti su ospedali, abitazioni, università e strutture delle Nazioni Unite.
Il comunicato ha inoltre evidenziato che l’azienda trasferisce centinaia di milioni di dollari in entrate fiscali allo Stato occupante, superando i 462 milioni di dollari nel 2022, contribuendo così al finanziamento del sistema coloniale e dei crimini commessi contro il popolo palestinese.
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### **13. Combattente irlandese di arti marziali grida per la Palestina dopo la vittoria su un avversario israeliano**

Il combattente irlandese di arti marziali miste (MMA) Paddy McCrory ha sventolato la bandiera palestinese e ha gridato a gran voce «Palestina libera» dopo aver sconfitto il suo avversario israeliano Shuki Farage in un incontro a West Belfast, in Irlanda.
Ha trasformato la sua vittoria sportiva in un atto pubblico di solidarietà, suscitando una forte reazione del pubblico.
Organizzazioni internazionali, tra cui «Athletes for Palestine» e la Coalizione Internazionale per il Boicottaggio di «Israele» nello sport, sottolineano la necessità di non utilizzare lo sport per ripulire l’immagine dell’occupazione israeliana e invitano a isolare «Israele» dalle competizioni sportive internazionali.
Incoraggiano inoltre atleti indipendenti e squadre a boicottare le partite contro qualsiasi giocatore o squadra sionista in denuncia dei continui crimini genocidi contro i palestinesi.
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### **14. Documenti rivelano il finanziamento di Cisco all’esercito di occupazione e alle colonie**

Documenti trapelati hanno rivelato che Cisco — una multinazionale tecnologica statunitense — raddoppia al 100% le donazioni dei propri dipendenti a organizzazioni israeliane, comprese entità coinvolte nel sostegno all’esercito sionista e alle colonie illegali, contribuendo così al finanziamento delle politiche di espulsione e delle violazioni contro i palestinesi.
Il portale «Community Impact» di Cisco, una piattaforma interna per la gestione delle donazioni e della responsabilità sociale, consente di raddoppiare le donazioni dei dipendenti fino a 10.000 dollari per dipendente a favore di organizzazioni israeliane, tra cui «Friends of the Israeli Defense Forces» (FIDF), che ha annunciato il trasferimento di 34,5 milioni di dollari all’esercito israeliano nelle prime settimane della guerra genocida.
Secondo questo meccanismo, Cisco raddoppia le donazioni a favore di organizzazioni israeliane che finanziano l’esercito e i coloni, mentre nei primi otto mesi del 2025 sono stati registrati oltre 1.000 attacchi dei coloni contro i palestinesi.
Nel frattempo, dipendenti dell’azienda hanno espresso preoccupazioni per il continuo sostegno a organizzazioni come il Fondo Nazionale Ebraico (JNF), ma la direzione di Cisco ha rifiutato di interrompere il raddoppio delle donazioni con il pretesto dello status «non profit», ignorando le obiezioni legali sollevate dai lavoratori.
L’azienda ha inoltre sospeso temporaneamente il sostegno all’UNRWA prima di ripristinarlo successivamente a seguito di lamentele interne.
Campagne per i diritti umani hanno invitato a fare pressione su Cisco affinché ponga fine a queste pratiche, interrompa i contratti con essa e renda pubblico il coinvolgimento delle grandi aziende tecnologiche con l’occupazione.
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## **Internazionale**

### **15. Un giudice federale USA ordina all’Università Statale dell’Ohio di cancellare l’espulsione di uno studente che denunciava il sostegno al genocidio**

Un giudice federale statunitense ha emesso un’ingiunzione preliminare ordinando all’Università Statale dell’Ohio di cancellare l’espulsione dello studente Guy Christensen dai suoi registri accademici, dopo aver stabilito che l’università aveva violato i suoi diritti garantiti dal Primo e dal Quattordicesimo Emendamento della Costituzione degli Stati Uniti.
I fatti risalgono allo scorso maggio, quando l’università ha espulso Christensen per aver pubblicato due video sui social media dopo la conclusione del suo primo anno accademico, riguardanti l’uccisione di dipendenti dell’ambasciata israeliana a Washington e le sue critiche al deputato statunitense Ritchie Torres per le sue dichiarazioni a sostegno dell’occupazione e della guerra genocida contro Gaza.
Lo studente ha intentato una causa a settembre, sostenendo che l’espulsione violava il suo diritto alla libertà di espressione e alle garanzie procedurali, soprattutto perché non era stata tenuta alcuna udienza prima della decisione e nessun compagno di studi aveva presentato reclami contro di lui.
Christensen ha inoltre confermato in video successivi di non aver lanciato alcuna minaccia né incitato alla violenza.
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### **16. Un direttore d’orchestra di fama mondiale aderisce al boicottaggio culturale di Israele in protesta contro la guerra a Gaza**

Il direttore d’orchestra di fama mondiale Zubin Mehta ha annunciato la cancellazione di tutti i suoi impegni e progetti artistici nello Stato di occupazione israeliano nel corso del prossimo anno, in protesta contro le politiche del governo di Benjamin Netanyahu nei confronti dei palestinesi e in solidarietà con la crescente ondata di boicottaggio culturale dall’inizio della guerra genocida contro la Striscia di Gaza.
Mehta, 89 anni, ha dichiarato che la sua decisione deriva dalla sua forte opposizione al modo in cui Netanyahu gestisce l’intera questione palestinese, aggiungendo: «Non posso più chiudere gli occhi come fanno molti dei miei colleghi».
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### **17. Petizione internazionale chiede l’ingresso di alloggi mobili nella Striscia di Gaza**

La piattaforma Avaaz, in collaborazione con il «Movimento Globale verso Gaza», ha lanciato una petizione internazionale online che chiede l’immediata autorizzazione all’ingresso di alloggi mobili e forniture invernali nella Striscia di Gaza, alla luce del grave deterioramento della situazione umanitaria e del persistere di ondate di freddo intenso.
La campagna è stata lanciata in un momento in cui sono stati registrati oltre dieci decessi, per lo più tra bambini e anziani, a causa del freddo e della mancanza di riscaldamento e ripari.
La campagna ha invitato le persone di tutto il mondo a firmare la petizione per esercitare pressione sulle autorità competenti affinché vengano revocate le restrizioni all’ingresso degli aiuti umanitari, in particolare quelli relativi all’alloggio e al riscaldamento.
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### **18. Un’organizzazione ebraica ammette di monitorare i sostenitori della Palestina**

«Monitoriamo i sostenitori della Palestina 24 ore su 24 tramite l’intelligenza artificiale».
Jonathan Greenblatt, direttore dell’organizzazione ebraica ADL, ha ammesso di monitorare costantemente i dati di tutti i sostenitori della Palestina negli Stati Uniti, in coordinamento con le agenzie di intelligence americane, incluso l’FBI.

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