
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2330, data: martedì 20 gennaio 2026
Bollettino del Centro media palestinese europeo Epal, numero 2330, data: martedì 20 gennaio 2026
1. Tre martiri, demolizione di edifici e raid aerei sulla Striscia di Gaza**
Tre cittadini, tra cui due bambini, sono stati uccisi dal fuoco delle forze di occupazione israeliane, mentre le violazioni dell’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza continuano per il 100° giorno consecutivo. Tali violazioni includono bombardamenti aerei e di artiglieria e l’uso di munizioni vere contro diverse aree, causando una diffusa tensione e paura tra la popolazione civile.
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**2. L’ospedale Al-Shifa avverte di un grave deterioramento sanitario a Gaza a causa della diffusione di malattie non diagnosticate**
L’ospedale Al-Shifa, nella città di Gaza, ha avvertito di un serio deterioramento della situazione sanitaria dopo aver registrato una vasta diffusione di malattie non diagnosticate, in un contesto di incapacità del sistema sanitario di far fronte all’aumento del numero di pazienti e di una grave carenza di mezzi diagnostici e terapeutici.
Il responsabile del Dipartimento di Emergenza e Accettazione, dott. Moataz Harara, ha dichiarato che il reparto riceve oltre 500 pazienti al giorno da più di due settimane. Ha aggiunto che circa 200 casi quotidiani soffrono di malattie respiratorie acute accompagnate da sintomi quali febbre alta, difficoltà respiratorie, estrema stanchezza, oltre a diarrea, vomito persistente, tosse e dolori toracici.
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**3. UNRWA: livelli record di diffusione delle malattie a Gaza a causa del freddo e della mancanza di vaccinazioni**
L’Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l’Occupazione dei Rifugiati Palestinesi (UNRWA) ha avvertito di livelli record di diffusione delle malattie nella Striscia di Gaza a causa delle ondate di freddo e della privazione dei bambini delle vaccinazioni, in un contesto di quasi totale collasso del sistema sanitario dovuto al continuo blocco israeliano e all’impedimento dell’ingresso degli aiuti essenziali, comprese le forniture mediche.
Il Commissario Generale dell’UNRWA, Philippe Lazzarini, ha dichiarato che «nel mezzo di oltre due anni di guerra israeliana contro la Striscia di Gaza, i bambini sono stati ripetutamente privati delle vaccinazioni essenziali necessarie a proteggerli da malattie prevenibili».
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**4. L’estremista Smotrich inaugura la colonia “Raven’s Nest” a est di Betlemme**
Coloni, guidati dal ministro estremista dell’occupazione Bezalel Smotrich, hanno inaugurato una nuova colonia chiamata “Raven’s Nest” a est della città di Betlemme, nell’ambito delle politiche di aggressione ed espansione coloniale in Cisgiordania.
Le milizie dei coloni hanno intensificato negli ultimi mesi gli sforzi per stabilire la colonia installando ulteriori case mobili nell’area di Ush Ghurab, a Beit Sahour, a est di Betlemme.
L’area conosciuta come “Ush Ghurab” comprende una piccola base militare israeliana. È importante notare che questi terreni erano stati destinati 15 anni fa alla costruzione di un ospedale pediatrico per i residenti di Betlemme, ma l’ospedale non è mai stato costruito dopo che i coloni hanno iniziato a stabilire un avamposto coloniale.
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**5. La Protezione Civile avverte di una catastrofe umanitaria a causa del freddo estremo a Gaza**
Il portavoce della Protezione Civile, Mahmoud Basal, ha avvertito che il brusco calo delle temperature che colpisce la Striscia di Gaza è senza precedenti dall’inizio dell’inverno.
Basal ha dichiarato: «Il freddo è così intenso che non sentiamo più i piedi — figuriamoci i neonati, i malati e le famiglie che vivono in tende logore che non offrono alcuna protezione dal freddo o dalla pioggia».
Ha aggiunto: «Lo dico chiaramente e senza esagerazioni: se questa perturbazione continuerà e se questa realtà umanitaria collassata persisterà, assisteremo a morti tra i bambini piccoli nella Striscia di Gaza a causa delle basse temperature».
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**6. Le autorità medico-legali di Gaza chiedono l’ingresso di attrezzature per il DNA per identificare i resti dei martiri**
Mahmoud Ashour, portavoce dei servizi di medicina legale nella Striscia di Gaza, ha affermato che le squadre continuano a lavorare giorno e notte in condizioni estremamente dure ed eccezionali, recuperando i corpi dei martiri da sotto le macerie e da fosse comuni o casuali in tutta la Striscia, in coordinamento con le autorità competenti, documentandoli e trattandoli in modo da preservare la dignità umana.
Ashour ha spiegato che l’espansione delle operazioni di recupero ha rivelato che la stragrande maggioranza dei resti non è più integra, essendosi trasformata in scheletri o frammenti decomposti a causa della lunga permanenza sotto le macerie o di sepolture in condizioni disumane. Ciò rende l’identificazione tramite i mezzi tradizionali attualmente disponibili quasi impossibile, date le risorse limitate.
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### *Europeo*
**7. Veglia di protesta davanti alla BBC a Belfast**
Attivisti del Movimento di Solidarietà con la Palestina a Belfast sono tornati davanti alla sede della British Broadcasting Corporation (BBC) in una nuova protesta per denunciare «il persistente fallimento dell’istituzione nel trasmettere la verità sui crimini israeliani nella Striscia di Gaza».
I manifestanti hanno affermato che i media mainstream fanno dell’omissione il loro principale strumento per giustificare il silenzio, che la copertura delle terribili condizioni a Gaza causate dall’esercito di occupazione è diventata quasi inesistente e che vi è una crescente tendenza a ignorare completamente la causa palestinese nell’informazione.
La veglia si inserisce in un contesto di ampia condanna della BBC per una copertura ritenuta di parte a favore dell’occupazione, che aggrava la sofferenza palestinese e contribuisce a occultare i fatti e i crimini dell’occupazione.
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**8. Grandi manifestazioni a Stoccolma in sostegno a Gaza e alla Palestina**
La capitale svedese, Stoccolma, ha visto grandi manifestazioni con la partecipazione di centinaia di persone in sostegno alla Striscia di Gaza e in solidarietà con il medico palestinese Hussam Abu Safiya, nel contesto di continue aggressioni e violazioni contro civili e personale medico.
I cortei hanno attraversato le principali strade della città, con i partecipanti che sventolavano bandiere palestinesi e innalzavano cartelli che chiedevano la fine del genocidio a Gaza, la protezione del personale medico e la liberazione dei detenuti. I manifestanti hanno sottolineato che colpire medici e ospedali costituisce un crimine di guerra e una palese violazione del diritto internazionale umanitario.
I dimostranti hanno affermato che il caso del dott. Abu Safiya è diventato un simbolo della sofferenza degli operatori sanitari palestinesi che lavorano sotto bombardamenti e assedio, chiedendo alla comunità internazionale e al governo svedese di assumere posizioni chiare ed efficaci per fermare l’aggressione e ritenere l’occupazione responsabile.
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**9. Grande protesta a Lipsia, in Germania, contro le politiche di sostegno all’occupazione**
La città di Lipsia, nella Germania orientale, ha ospitato una manifestazione con la partecipazione di centinaia di persone in sostegno del popolo palestinese, rivolta contro la corrente di sinistra filo-israeliana presente in città. La protesta si è svolta nel quartiere di Connewitz, con la partecipazione di diversi gruppi di sinistra che rifiutano le posizioni che giustificano le violazioni contro i palestinesi.
I partecipanti hanno sventolato bandiere palestinesi e striscioni e scandito slogan a favore della Palestina, tra cui «Libertà per la Palestina», ribadendo il loro rifiuto delle violazioni in corso contro il popolo palestinese e chiedendo posizioni più giuste rispetto agli eventi sul terreno.
La manifestazione è stata convocata dal gruppo filo-palestinese “Handala” con lo slogan «Antifa Palestina significa: Palestina libera». È stata segnalata una forte presenza della polizia, con rinforzi aggiuntivi provenienti da altri Stati tedeschi.
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### *Internazionale*
**10. Argentini espellono israeliani in Patagonia**
In Patagonia, in Argentina, un evento di solidarietà con la Palestina ha visto i partecipanti espellere un certo numero di israeliani, mentre un attivista filo-palestinese è stato aggredito durante l’evento. Gli organizzatori e i partecipanti hanno affermato che l’obiettivo dell’iniziativa era sostenere i diritti del popolo palestinese e sottolineare il rifiuto dell’occupazione israeliana, in un clima di ampia solidarietà della comunità locale con la causa.
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**11. Una campagna chiede la rimozione di Bari Weiss dalla direzione editoriale di un giornale americano per il sostegno al genocidio**
Il gruppo Code Pink ha lanciato una campagna di pressione e di invio di lettere indirizzate alla dirigenza di Paramount e CBS, opponendosi alla nomina della giornalista americana Bari Weiss a direttrice responsabile di *The Free Press* dopo l’acquisizione della piattaforma mediatica da parte di CBS.
Il gruppo ha descritto Weiss come una delle voci mediatiche più prominenti a sostegno dell’occupazione, definendola una «portavoce della propaganda» che promuove i crimini dell’occupazione, e ha avvertito che la sua nomina a un ruolo editoriale influente all’interno di una delle più prestigiose istituzioni mediatiche statunitensi minaccia le tradizioni di neutralità e integrità giornalistica.
Nel suo comunicato, Code Pink ha citato precedenti dichiarazioni di Weiss in cui si definiva una «sionista convinta», sostenendo che la linea editoriale prevista sotto la sua guida sarebbe stata di parte e favorevole al genocidio contro i palestinesi.
Il gruppo ha invitato Paramount e CBS a rivedere la decisione e a ritenere la rete responsabile, esortando il pubblico a partecipare alla campagna inviando lettere di protesta per chiedere il licenziamento di Weiss.
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**12. Protesta contro uno spettacolo di beneficenza di un attore americano negli Stati Uniti**
Ricordando la sua visita del 2018 a un campo di addestramento militare israeliano, sostenitori della Palestina hanno protestato davanti all’edificio del Paramount Theatre nello Stato americano dell’Illinois, chiedendo il boicottaggio di uno spettacolo di beneficenza dell’attore ebreo-americano Jerry Seinfeld, noto per il suo continuo sostegno all’occupazione e alla guerra di genocidio contro Gaza.
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**13. Omaggio artistico alla Palestina nel più grande festival scolastico dell’Asia**
Opere che esprimono solidarietà con la Palestina hanno ricevuto ampio consenso alla 64ª edizione del Kerala School Arts Festival, considerato il più grande festival artistico scolastico dell’Asia.
Durante l’evento, tenutosi in India, gli studenti hanno presentato temi diversi legati alla resistenza palestinese e alla sofferenza umanitaria. Le attività hanno incluso performance tradizionali che rappresentavano la distruzione a Gaza, monologhi in arabo che mettevano in luce esperienze umane e sforzi di soccorso, nonché lo spettacolo *Bhasha*, incentrato sulle storie di rifugiati, sfollamento ed empatia verso le persone colpite.
Uno dei momenti più significativi del festival è stata l’esibizione di Minha, studentessa dell’ultimo anno presso la scuola KHMHSS Alathiyur, che ha interpretato una canzone dedicata alla Palestina scritta dal suo insegnante Malikall Abu Kanza e composta da Mohsin Kurikkal. Ha ricevuto un voto A nella categoria artistica Mappilappattu.
Nonostante gli avvertimenti secondo cui la scelta di un tema «politico» avrebbe potuto influire sulla sua valutazione, Minha ha insistito nel cantare il brano come simbolo di solidarietà, ottenendo l’apprezzamento della giuria e gli applausi del pubblico. Ciò ha confermato il potere dell’arte scolastica nel trasmettere messaggi umanitari e amplificare la voce degli studenti su questioni urgenti, mentre continua la sua formazione nella musica carnatica sotto la guida dell’insegnante Mohanan di Tanur.
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**14. Rabbia palestinese in Libano dopo la rimozione del nome “Palestina” da un libro di testo dell’UNRWA**
Un libro di geografia di sesta classe, insegnato nelle scuole dell’UNRWA in Libano, ha suscitato una diffusa indignazione tra i palestinesi dopo la scoperta che il nome «Palestina» era stato rimosso dalle mappe e sostituito con i termini «Cisgiordania e Striscia di Gaza», una mossa considerata come un indebolimento del cuore della causa palestinese e del diritto al ritorno.
Il contenuto del libro è stato scoperto circa tre mesi dopo l’inizio dell’anno scolastico nelle scuole dell’UNRWA, nell’ottobre 2025, sollevando interrogativi sui meccanismi di controllo e sul ruolo del Ministero dell’Istruzione libanese, dato che l’agenzia è tenuta a insegnare ai rifugiati il curriculum del Paese ospitante.
