
Bollettino dell’Epal European Palestinian Media Center, numero 2374, data: mercoledì 4 marzo 2026
Bollettino dell'Epal European Palestinian Media Center, numero 2374, data: mercoledì 4 marzo 2026
1. Martire colpito dal fuoco dell’occupazione a Khan Younis
Un cittadino è stato ucciso dal fuoco delle forze di occupazione israeliane a est di Khan Younis, mentre continuano per il 143° giorno consecutivo le violazioni del cessate il fuoco nella Striscia di Gaza, attraverso raid aerei e bombardamenti di artiglieria in varie zone del territorio.
Una fonte locale ha riferito dell’arrivo di un martire al Complesso Medico Nasser dopo essere stato colpito da arma da fuoco dalle forze di occupazione nell’area di Al-Satr Al-Sharqi a Khan Younis.
I mezzi dell’occupazione hanno aperto il fuoco a est di Khan Younis, mentre imbarcazioni militari israeliane hanno sparato verso la costa di Gaza City.
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**2. Il bilancio delle vittime del genocidio sale a 243.914 tra morti e feriti**
Il bilancio delle vittime della guerra di genocidio israeliana contro la Striscia di Gaza è salito a 72.116 martiri e 171.798 feriti dall’inizio dell’aggressione il 7 ottobre 2023.
Fonti mediche hanno riferito che nelle ultime 24 ore sono giunti negli ospedali della Striscia di Gaza 18 martiri, i cui corpi sono stati recuperati, e due feriti. Un certo numero di vittime resta ancora sotto le macerie e sulle strade, poiché le squadre di ambulanze e di soccorso non riescono a raggiungerle.
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**3. L’occupazione impone lo “stato di chiusura” nelle carceri e isola completamente le sezioni**
Il direttore del Centro Palestinese per gli Studi sui Prigionieri, Riyad Al-Ashqar, ha messo in guardia dall’escalation dell’aggressione contro i prigionieri palestinesi nelle carceri dell’occupazione, nel contesto della guerra e dello stato di emergenza recentemente dichiarato dalle autorità di occupazione.
Al-Ashqar ha dichiarato che l’amministrazione penitenziaria ha imposto quello che viene definito “stato di chiusura”, che ha portato all’isolamento totale di sezioni e stanze, mantenendo i prigionieri al loro interno per 24 ore consecutive senza consentire loro di uscire all’aria o di recarsi nelle cliniche. Ha definito ciò “una nuova restrizione che si aggiunge alla serie di limitazioni imposte ai prigionieri, un isolamento ristretto all’interno di un isolamento più ampio”.
Ha aggiunto che le autorità di occupazione hanno vietato completamente le visite degli avvocati e hanno avvertito i detenuti di non intraprendere alcuna azione o protesta all’interno delle carceri, minacciando una repressione violenta, aggravando così le preoccupazioni per il loro destino in assenza di supervisione legale e dei diritti umani.
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**4. “Hashd” avverte di un’escalation dei crimini dell’occupazione a Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme**
La Commissione Internazionale “Hashd” ha messo in guardia contro l’escalation di quelli che ha definito crimini dell’occupazione israeliana nella Striscia di Gaza, in Cisgiordania e a Gerusalemme Est occupata, spiegando che l’occupazione sta sfruttando gli sviluppi regionali e l’aggressione militare israelo-statunitense contro l’Iran come copertura per ampliare le violazioni contro il popolo palestinese.
La commissione ha affermato che le autorità di occupazione hanno intensificato il targeting dei civili, rafforzato l’assedio e imposto misure di punizione collettiva, parallelamente al consolidamento dell’isolamento forzato nella Striscia di Gaza e a un’escalation senza precedenti a Gerusalemme e in Cisgiordania, inclusa la chiusura della Moschea di Al-Aqsa e il proseguimento degli attacchi da parte dei gruppi di coloni.
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**5. Commissione per gli Affari dei Detenuti: l’occupazione emette ordini di detenzione amministrativa contro 90 detenuti**
La Commissione per gli Affari dei Detenuti e il Club dei Prigionieri hanno dichiarato che le autorità di occupazione israeliane hanno emesso e rinnovato ordini di detenzione amministrativa contro 90 detenuti.
Hanno confermato che l’occupazione continua a intensificare il ricorso alla detenzione amministrativa con il pretesto dell’esistenza di un “fascicolo segreto”.
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**6. #Video… Prigioniero scoppia in lacrime dopo il rilascio dalle carceri dell’occupazione**
#Guarda… “Il nostro caro è tornato” – momenti toccanti dopo il rilascio del prigioniero palestinese Ahmad Dirgham Abu Ramadan dalla Cisgiordania, dopo due anni di detenzione nelle carceri dell’occupazione.
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**7. L’occupazione arresta cinque cittadini di Yatta durante attacchi a sud di Hebron**
Le forze di occupazione israeliane hanno condotto una campagna di arresti nell’area di Khillet Al-Farra, nella zona occidentale della città di Yatta, a sud di Hebron, nel sud della Cisgiordania, arrestando cinque cittadini.
Fonti locali hanno riferito che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nell’area e arrestato Hassan Abu Sabha, Mohammad Fayez Abu Sabha, Moataz Al-Nawaj’ah, Yasser Id’ais e Mohammad Zain, aggredendo inoltre altri cittadini durante l’operazione.
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*Europeo*
**8. Protesta davanti al Mobile World Congress di Barcellona contro la partecipazione dell’occupazione**
Membri di varie organizzazioni civili hanno organizzato una protesta davanti al Mobile World Congress (MWC) a Barcellona, in Spagna, per denunciare le violazioni dei diritti umani e il genocidio legati al forum tecnologico globale.
Circa 60 manifestanti si sono schierati all’ingresso della fiera, con striscioni che condannavano la partecipazione di “Israele” e di alcune aziende tecnologiche globali complici dell’occupazione.
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**9. Arresto illegale di un attivista del movimento per il boicottaggio a Belfast**
Un attivista del movimento per il boicottaggio a Belfast è stato sottoposto a un arresto illegale durato oltre due ore, in quello che molti hanno definito un tentativo di intimidazione da parte della polizia.
È stato ammanettato e portato nel parcheggio di una stazione di polizia per quasi un’ora, prima di essere informato che la polizia non era autorizzata a trattenerlo. Dopo la rimozione delle manette, l’attivista è stato riaccompagnato a casa, in quello che i suoi avvocati hanno definito una detenzione illegale e una completa intimidazione.
Dopo l’incidente e su consiglio legale, è stato incaricato lo studio Carlin Solicitors Ltd di valutare la possibilità di avviare un’azione civile contro la polizia per arresto illegale e detenzione arbitraria. Gli attivisti hanno affermato che tali misure non li dissuaderanno dal continuare la loro attività, ribadendo la solidarietà reciproca nella difesa dei diritti dei palestinesi e della libertà di protesta legale.
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**10. Protesta nel negozio “Home Bargains” in Scozia per fermare la vendita di prodotti israeliani**
Attivisti del gruppo SPSC Aberdeen, nella città di Aberdeen, in Scozia, hanno organizzato una protesta all’interno di un negozio Home Bargains per rinnovare l’appello a interrompere la vendita di tutti i prodotti fabbricati in “Israele”.
Gli attivisti hanno sottolineato “l’importanza di promuovere la consapevolezza del patrimonio palestinese e di partecipare alla campagna di boicottaggio, per inviare un messaggio chiaro alle aziende complici dell’occupazione che i consumatori rifiutano qualsiasi legame con il genocidio e che il sostegno alla Palestina continua attraverso cultura, identità e patrimonio”.
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**11. Presa di mira la sede della “Maersk” nei Paesi Bassi per la fornitura di armi alla macchina del genocidio**
Un gruppo di attivisti solidali con la Palestina ha fatto irruzione nella sede della compagnia di navigazione Maersk a Rotterdam, nei Paesi Bassi, per protestare contro la fornitura da parte dell’azienda di componenti per armi e attrezzature militari utilizzate dall’esercito israeliano, accusato di commettere crimini di genocidio contro i palestinesi disarmati nella Striscia di Gaza.
Gli attivisti hanno affermato che dati pubblicati da account specializzati mostrano il porto di Rotterdam come snodo principale nella catena di approvvigionamento bellico di Israele.
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**12. 500.000 firme europee per l’iniziativa di sospensione dell’accordo di associazione con l’occupazione**
L’organizzazione “Giustizia per la Palestina” ha annunciato che il numero dei firmatari dell’iniziativa europea che chiede la sospensione dell’accordo di associazione tra l’Unione Europea e “Israele” ha superato finora le 500.000 firme, invitando i cittadini a continuare a firmare e a condividere ampiamente il link.
La campagna ha confermato che l’iniziativa, registrata ufficialmente nel registro delle iniziative europee, mira a congelare l’accordo alla luce di gravi violazioni e crimini commessi da “Israele” nella Striscia di Gaza, inclusa l’uccisione di civili, operazioni di sfollamento, distruzione di ospedali e strutture mediche, oltre all’imposizione di un assedio e della fame, secondo i rapporti della Commissione Europea e la decisione della Corte Internazionale di Giustizia del 26 gennaio 2024.
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*Internazionale*
**13. Deputato malese del DAP invita a boicottare gli eventi dell’ambasciata USA**
Il deputato malese Syahredzan Johan (PH-Bangi) ha invitato i parlamentari che non ricoprono incarichi governativi a boicottare gli eventi organizzati dall’ambasciata statunitense, in protesta contro il ruolo di Washington nel recente attacco all’Iran.
Ha spiegato che i deputati di governo potrebbero dover partecipare a tali eventi per mantenere relazioni amichevoli con gli Stati Uniti, ma i parlamentari ordinari possono esprimere una posizione politica rifiutando gli inviti ufficiali.
La proposta è arrivata durante la discussione sulla dichiarazione ministeriale del Primo Ministro Anwar Ibrahim sull’attacco israelo-statunitense contro l’Iran, durante la quale il deputato Suhaizan Kaiat ha espresso sostegno alla posizione di Syahredzan.
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**14. OCHA: la chiusura dei valichi aggrava la catastrofe umanitaria a Gaza e ostacola le evacuazioni mediche**
L’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA) ha messo in guardia dalle ripercussioni dirette dell’aggressione israelo-statunitense contro l’Iran sulle condizioni umanitarie nella Striscia di Gaza e in Cisgiordania, nel contesto della chiusura di tutti i valichi, incluso il valico di Rafah con l’Egitto, e delle severe restrizioni su movimento e forniture.
L’ufficio ha dichiarato che la rotazione del personale ONU nella Striscia di Gaza è stata rinviata, portando alla sospensione delle evacuazioni mediche e del rientro dei residenti, nonostante gli sforzi per mantenere il flusso degli aiuti. Ha inoltre sottolineato che il perdurare dell’assedio totale minaccia un’interruzione completa delle forniture.
