
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2384, Data: sabato 14 marzo 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2384, Data: sabato 14 marzo 2026
1. 3 morti in un bombardamento dell’occupazione su Shuja’iyya, a est di Gaza
Tre civili, tra cui adolescenti, sono stati uccisi in un bombardamento israeliano che ha colpito il quartiere di Shuja’iyya, a est della città di Gaza.
Fonti locali hanno riferito che aerei dell’occupazione hanno preso di mira un gruppo di civili in via Mushtaha, nel quartiere di Shuja’iyya, causando la morte di tre persone: Mahmoud Saher Al-Siqli (17 anni), Younes Saed Ayad (17 anni) e Abdullah Taysir Shomer (20 anni).
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**2. L’occupazione emette ordini per confiscare centinaia di dunum nella Valle del Giordano, a Jenin e Salfit**
Le autorità dell’occupazione israeliana hanno emesso ordini militari per confiscare decine di dunum di terre palestinesi nella piana di Al-Baqi’a, nella parte settentrionale della Valle del Giordano nella Cisgiordania occupata.
Moataz Basharat, responsabile del dossier degli insediamenti nel governatorato di Tubas, ha dichiarato che le autorità dell’occupazione hanno emesso ordini militari per confiscare 268 dunum di terreni privati appartenenti a cittadini della città di Tubas e della località di Tamoun.
Nel governatorato di Salfit, le autorità dell’occupazione hanno inoltre emesso un ordine per confiscare 999 metri di terreno nella località di Deir Istiya, con l’obiettivo di costruire una “strada di sicurezza” a sud della località di Marda, lungo la colonia di Ariel.
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**3. 192 attacchi di coloni in due settimane in Cisgiordania**
Il capo della Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti, il ministro Moayad Shaaban, ha rivelato che i coloni hanno compiuto 192 attacchi in Cisgiordania nelle ultime due settimane, nel contesto della guerra e delle tensioni regionali in corso.
Shaaban ha spiegato che i coloni hanno approfittato dell’instabilità regionale per intensificare gli attacchi contro villaggi e comunità palestinesi. Le aggressioni sono diventate più organizzate e diffuse e hanno incluso sparatorie dirette contro civili, incendi di case e proprietà e l’imposizione di nuovi fatti compiuti sul terreno.
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**4. 2.975 feriti in Israele dall’inizio dell’offensiva contro l’Iran**
Il Ministero della Salute israeliano ha affermato che il numero dei feriti dall’inizio dell’offensiva americano-israeliana contro l’Iran ha raggiunto “solo” 2.975 persone, di cui 85 sono ancora ricoverate in ospedale, in un contesto di forte censura e controllo militare sulle informazioni reali.
In un comunicato, il ministero ha dichiarato che 2.975 feriti in Israele sono stati trasportati negli ospedali dall’inizio dell’offensiva militare contro l’Iran il 28 febbraio fino a sabato mattina, dopo che il numero precedente era di 2.745.
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**5. Euro-Med: l’archiviazione del caso Sde Teiman conferma la politica di impunità di Israele**
L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha dichiarato che l’archiviazione dell’atto di accusa contro cinque soldati israeliani coinvolti nello stupro e nella tortura di un detenuto palestinese di Gaza nella prigione di “Sde Teiman” rappresenta un’ulteriore prova del crollo strutturale e deliberato del sistema di giustizia e responsabilità in Israele.
Secondo l’organizzazione, ciò conferma il coinvolgimento diretto di Israele nella protezione dei responsabili e nella loro immunità dalla responsabilità penale invece che nella loro persecuzione giudiziaria, rappresentando un’altra dimostrazione pratica della politica di impunità adottata da Israele per i crimini commessi contro i palestinesi.
L’osservatorio ha sottolineato che l’archiviazione delle accuse non significa in alcun modo che il crimine non sia avvenuto o che i coinvolti siano innocenti.
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**6. L’occupazione continua la chiusura di Al-Aqsa nell’ultimo venerdì di Ramadan**
Le autorità dell’occupazione israeliana hanno continuato a chiudere la moschea benedetta di Al-Aqsa e a impedire ai fedeli di raggiungerla per svolgere la preghiera dell’ultimo venerdì del mese sacro di Ramadan.
Per il quattordicesimo giorno consecutivo l’occupazione mantiene chiusa Al-Aqsa e impedisce ai fedeli di pregare al suo interno, citando motivi di sicurezza legati alla guerra americano-israeliana contro l’Iran.
Il governatorato di Gerusalemme ha avvertito di una pericolosa escalation del discorso di incitamento guidato dalle cosiddette organizzazioni estremiste del “Tempio” contro Al-Aqsa.
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**7. L’occupazione confisca 133 dunum di terra nei governatorati di Jenin e Salfit**
Le forze dell’occupazione israeliana hanno confiscato 133 dunum di terra appartenenti ai cittadini nei governatorati di Jenin e Salfit con il pretesto di “scopi militari”.
La Commissione per la Resistenza al Muro e agli Insediamenti ha dichiarato in un comunicato che le autorità dell’occupazione hanno emesso oggi tre nuovi ordini di sequestro di terreni.
Nel governatorato di Jenin, due ordini militari riguardano terreni nella località di Arraba, confiscando 128,6 dunum per espandere un sito militare a est della città, oltre a un altro ordine per confiscare 3,6 dunum per costruire una strada nella stessa area.
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*Europeo*
**8. Paesi Bassi e Islanda si uniscono al caso di genocidio contro “Israele”**
I Paesi Bassi e l’Islanda si sono uniti alla causa presentata davanti alla Corte Internazionale di Giustizia contro “Israele” per genocidio nella Striscia di Gaza.
I due paesi hanno presentato dichiarazioni ai sensi dell’articolo 63 dello statuto della Corte, che consente agli Stati parti della Convenzione per la prevenzione e la repressione del crimine di genocidio di intervenire nei casi riguardanti l’interpretazione della convenzione.
Il caso è stato presentato nel 2023 dal Sudafrica, citando il linguaggio genocida utilizzato da alcuni leader israeliani durante attacchi su larga scala contro civili. Il numero delle vittime dall’ottobre 2023 è stimato in oltre 72.000 persone secondo il Ministero della Salute di Gaza, con stime indipendenti ancora più alte.
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**9. 21 organizzazioni civili chiedono al Regno Unito di vietare l’importazione di prodotti israeliani**
Ventuno organizzazioni della società civile britanniche, internazionali e palestinesi, tra cui sindacati, hanno inviato una lettera al governo britannico chiedendo un divieto totale sull’importazione di prodotti realizzati negli insediamenti israeliani illegali.
Le organizzazioni hanno affermato che passi concreti da parte del Regno Unito sono diventati necessari alla luce dell’escalation delle violazioni israeliane in Cisgiordania, dell’accelerazione dei piani illegali di annessione di parti del territorio palestinese e della continua violazione del diritto internazionale.
La lettera avverte che qualsiasi ritardo nell’interruzione di queste importazioni potrebbe portare il Regno Unito a violare i propri obblighi giuridici internazionali.
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**10. Leader di un partito irlandese indossa una spilla palestinese durante un incontro ministeriale**
Fotografie hanno mostrato la leader del partito Sinn Féin, Mary Lou McDonald, mentre indossava una spilla con la bandiera palestinese durante un incontro con il primo ministro Keir Starmer nel corso della sua visita a Belfast.
L’incontro si è svolto al Culloden Hotel alla presenza di diversi ministri senior del governo Starmer. Le immagini mostrano McDonald mentre stringe la mano al primo ministro indossando la spilla sul colletto del suo cappotto.
La visita arriva in un momento di crescente critica nei confronti di Starmer per la sua posizione sui crimini commessi contro i palestinesi.
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**11. Cadono le accuse di terrorismo contro il gruppo Kneecap sostenitore della Palestina**
I procuratori britannici hanno perso il loro ricorso per ripristinare l’accusa di “terrorismo” contro il rapper irlandese Liam Óg Ó hAnnaidh, conosciuto artisticamente come Mo Chara, membro del gruppo Kneecap, dopo le accuse secondo cui avrebbe sventolato una bandiera di Hezbollah durante un concerto a Londra nel novembre 2024.
La decisione della High Court di Londra conferma che le accuse erano già state ritirate nel settembre 2025 per motivi procedurali. O’Hannaidh e i suoi compagni di band hanno accolto con favore la decisione, sostenendo che il tentativo di perseguirli era “una feroce campagna di persecuzione da parte dello Stato britannico” a causa del loro sostegno ai palestinesi.
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**12. 71.000 sostenitori chiedono il boicottaggio di una partita tra Irlanda e Israele**
Il gruppo Irish Sport for Palestine ha chiesto il boicottaggio di una partita di basket tra Irlanda e “Israele”, prevista per il giorno di San Patrizio a Riga, in Lettonia, affermando che “Israele” è uno Stato terrorista e che la partecipazione della sua federazione di basket viola i principi della giustizia sportiva.
Il gruppo sostiene che la federazione israeliana di basket include ex soldati del corpo del genio militare israeliano che giocano nei club sportivi e sono responsabili di genocidio, occupazione e apartheid. Secondo il gruppo, 1.007 atleti sono stati uccisi e 184 strutture sportive sono state distrutte negli ultimi due anni.
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*Internazionale*
**13. Dipendenti Microsoft chiedono di interrompere il supporto tecnologico all’occupazione**
Il gruppo “No Azure for Apartheid” ha chiesto di lanciare una nuova campagna per chiedere conto a Microsoft del ruolo delle sue tecnologie nelle guerre.
Il gruppo ha avvertito della rapida espansione dell’uso dell’intelligenza artificiale nei crimini militari, affermando che l’infrastruttura cloud e i sistemi di IA forniti dall’azienda vengono utilizzati per sostenere guerre in diverse regioni, tra cui Palestina, Iran e Libano.
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**14. Video: marcia in Malesia a sostegno della Palestina e del Libano nella Giornata mondiale di Al-Quds**
Nell’ambito delle proteste globali a sostegno della Palestina, dell’Iran e del Libano, in Malesia si è svolta una marcia con la partecipazione di decine di persone che hanno sventolato bandiere palestinesi e iraniane.
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**15. Libano: 773 morti, tra cui 103 bambini, a causa degli attacchi israeliani**
Il Ministero della Salute libanese ha annunciato che il bilancio degli attacchi israeliani contro il Libano ha raggiunto 773 morti, tra cui 103 bambini, dal 2 marzo.
Nel suo rapporto quotidiano sugli sviluppi dell’aggressione israeliana in Libano, il ministero ha dichiarato che il numero totale delle vittime tra il 2 e il 13 marzo è arrivato a 773.
