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Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2386, data: lunedì 16 marzo 2026

Bollettino del Centro mediatico palestinese europeo Epal, numero 2386, data: lunedì 16 marzo 2026

1. 8 agenti di polizia uccisi dopo che l’occupazione ha preso di mira il loro veicolo nel centro di Gaza

Otto ufficiali e membri della polizia sono stati uccisi dopo che il loro veicolo è stato colpito da aerei dell’occupazione israeliana all’ingresso della città di Al-Zawaida, nel centro della Striscia di Gaza.
Il Ministero della Salute ha riferito che 8 martiri e 14 feriti sono arrivati negli ospedali del governatorato centrale a seguito del bombardamento di un’auto della polizia da parte delle forze di occupazione.
Il Ministero dell’Interno e della Sicurezza Nazionale ha inoltre annunciato, in un comunicato, la morte del direttore della Polizia di Intervento del governatorato centrale, il colonnello Iyad Abu Youssef, insieme a 7 ufficiali e agenti di polizia, dopo un attacco aereo israeliano che ha colpito un veicolo della polizia in via Salah al-Din, vicino all’ingresso della città di Al-Zawaida.

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**2. Euro-Mediterranean Monitor: Israele ha distrutto sistematicamente oltre il 93% dei cimiteri di Gaza**

L’Osservatorio Euro-Mediterraneo per i Diritti Umani ha dichiarato di aver documentato la distruzione da parte dell’occupazione israeliana del 93,5% dei cimiteri nella Striscia di Gaza, totalmente o parzialmente, nell’ambito del genocidio in corso dall’ottobre 2023.
L’organizzazione ha sottolineato che il sistematico attacco alle tombe attraverso distruzione e livellamento non rappresenta solo una grave violazione del diritto internazionale umanitario, ma rivela anche uno schema deliberato di cancellazione ed eliminazione: ciò inizia con la profanazione dei morti e la cancellazione delle loro tracce materiali e si estende a causare profondi danni psicologici e spirituali ai vivi, fino a minare la loro memoria collettiva e a interrompere il loro legame storico con gli antenati e con la loro terra.

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**3. Dai vestiti dell’Eid ai sudari dei martiri: l’occupazione giustizia una famiglia a Tubas**

Un semplice viaggio familiare per acquistare vestiti per la festa dell’Eid si è trasformato in un massacro sanguinoso quando un’unità speciale dell’esercito israeliano ha aperto il fuoco su un’auto palestinese vicino alla città di Tamoun, a sud di Tubas, nel nord della Cisgiordania.
L’attacco ha causato la morte di quattro membri della famiglia e il ferimento di due bambini, in un episodio che riporta l’attenzione sull’aumento degli attacchi contro le famiglie palestinesi in Cisgiordania.

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**4. Le forze di occupazione arrestano 26 palestinesi durante una vasta campagna di raid in Cisgiordania**

Le forze di occupazione israeliane hanno arrestato 26 palestinesi durante una campagna di incursioni in diverse aree della Cisgiordania occupata, prima di rilasciarne successivamente 15 dopo interrogatori sul posto.
L’Ufficio Media dei Prigionieri ha dichiarato in un comunicato che gli arresti si sono concentrati nei governatorati di Jenin, Tubas e Nablus nel nord della Cisgiordania, oltre a Ramallah al centro e Hebron a sud.

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**5. Per la terza settimana consecutiva: rinviate le udienze dei prigionieri nei tribunali di “Ofer” e “Salem”**

La Commissione Palestinese per gli Affari dei Prigionieri e degli Ex-Prigionieri e il Club dei Prigionieri Palestinesi hanno annunciato che, per la terza settimana consecutiva, tutte le udienze giudiziarie nella fase delle arringhe per i prigionieri nei tribunali di Ofer e Salem sono state rinviate senza fissare nuove date.
Le due istituzioni hanno spiegato in una dichiarazione congiunta che continueranno invece le udienze relative alla proroga della detenzione dei nuovi detenuti nei tribunali di Ofer e Salem.
Hanno inoltre aggiunto che le udienze per la conferma della detenzione amministrativa dei prigionieri si terranno solo questa settimana presso il tribunale militare di Ofer, mentre i ricorsi saranno esaminati tramite revisione dei fascicoli, senza la presenza del prigioniero né del suo avvocato.

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**6. Attacchi dei coloni contro case e chiusura di aree in Cisgiordania e a Gerusalemme**

Gruppi di coloni hanno fatto irruzione in villaggi e città della Cisgiordania e di Gerusalemme occupate, compiendo aggressioni contro i cittadini e le loro proprietà, in una crescente escalation delle loro azioni.
Gruppi di coloni provenienti dall’insediamento di “Yitzhar” hanno attaccato la periferia della città di Burin, a Nablus, lanciando pietre contro le case dei residenti e rompendo i vetri di alcuni veicoli sotto la protezione delle forze di occupazione.
Nella Valle del Giordano settentrionale, i coloni hanno impedito ai pastori palestinesi di raggiungere i pascoli nell’area di “Wadi al-Faw” e hanno inseguito il loro bestiame nel tentativo di intimidirli e costringerli a lasciare la zona.

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**7. #Video… Sono andati a comprare vestiti per l’Eid e sono tornati come corpi senza vita a Nablus**

#Guarda… “Un nuovo crimine di guerra si aggiunge al sanguinoso registro dell’occupazione”.
Un’unità speciale dell’esercito israeliano ha effettuato un’esecuzione sul posto della famiglia Bani Ouda dopo il loro ritorno dall’acquisto di vestiti per l’Eid a Nablus, nella Cisgiordania occupata.
La madre, il padre e due dei loro figli sono stati uccisi, mentre Khaled e Mustafa sono rimasti testimoni del crimine.

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**8. #Video… L’occupazione fa esplodere l’appartamento della famiglia di un prigioniero palestinese a Hebron**

#Guarda… L’esplosione ha causato danni all’intero edificio: il momento in cui l’esercito israeliano ha fatto detonare l’appartamento appartenente alla famiglia di un prigioniero palestinese nella città di Dura, a sud di Hebron, nella Cisgiordania occupata.

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*Europeo*

**9. Attivisti italiani bloccano un treno merci militare in solidarietà con la Palestina**

Attivisti del movimento “No alla base” hanno organizzato un sit-in per oltre sei ore sui binari ferroviari per impedire il passaggio di un treno merci nella città italiana di Pisa, causando l’interruzione del viaggio e costringendo il treno a tornare indietro senza completare il percorso previsto.
Secondo gli organizzatori dell’azione, il treno era partito dal porto di Piombino, nella regione Toscana, prima di essere individuato e segnalato da reti di attivisti anti-militarizzazione lungo il suo percorso.
Il treno era composto da 32 vagoni carichi di equipaggiamento militare e munizioni.

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**10. Campagna sul campo in Francia invita al boicottaggio delle aziende complici dell’occupazione**

Attivisti del movimento di boicottaggio in Francia, in collaborazione con organizzazioni civili a sostegno della causa palestinese, hanno organizzato campagne di sensibilizzazione in diverse città francesi per presentare le aziende oggetto del boicottaggio e incoraggiare il pubblico a interrompere i rapporti commerciali con esse.
La campagna si è concentrata in particolare sulla catena di supermercati “Carrefour” e sulla sua partner “H Market”, a causa del loro coinvolgimento nel sostegno all’occupazione israeliana attraverso partnership e attività commerciali nei territori occupati, in particolare tramite filiali situate negli insediamenti.
Le attività hanno incluso la distribuzione diretta di materiale informativo e il dialogo con i clienti per spiegare le ragioni del boicottaggio e incoraggiarli a scegliere alternative.

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**11. Protesta contro Allianz in Irlanda per l’assicurazione di aziende legate all’occupazione**

Il movimento “Irish Sport for Palestine” ha organizzato una protesta davanti allo stadio Croke Park a Dublino, in Irlanda, prima della partita tra Dublino e Armagh, sotto l’hashtag #GAADropAllianz, chiedendo il boicottaggio della compagnia Allianz per il suo sostegno alle attività israeliane nei territori palestinesi occupati.
Questa protesta fa parte di una campagna più ampia che denuncia il coinvolgimento di Allianz nella fornitura di servizi finanziari e assicurativi a società israeliane, tra cui Elbit Systems, specializzata nella produzione di droni e sistemi di sorveglianza utilizzati in Cisgiordania e nella Striscia di Gaza.

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*Internazionale*

**12. #Video… Una comica americana dichiara il suo sostegno alla Palestina**

La star del programma “Saturday Night Live”, Sarah Squirm, ha annunciato sui suoi account ufficiali sui social media il suo pieno sostegno alla causa palestinese, affermando che i palestinesi hanno diritto alla libertà e alla dignità.
Sarah Squirm, nota comica e attrice americana, è cresciuta a Long Island, nello stato di New York, ed è specializzata in una comicità surreale ispirata allo stile unico del “body horror”.

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**13. Manifestazioni globali a sostegno della Palestina e del Libano**

Diverse città in tutto il mondo hanno assistito a manifestazioni e marce di solidarietà con la Palestina e di rifiuto dell’aggressione sionista-americana contro l’Iran e Gaza. Migliaia di attivisti sono scesi in strada per denunciare la guerra di sterminio a Gaza e i bombardamenti contro l’Iran e il Libano.
A Leeds, centinaia di manifestanti hanno partecipato a una marcia con lo slogan di solidarietà con Iran, Palestina e Libano.
A Roma, manifestanti hanno bruciato immagini che ritraevano la presidente del Consiglio italiana Giorgia Meloni e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump.
Anche Hannover ha visto una grande marcia che denunciava la continua aggressione contro Gaza, il Libano e l’Iran, mentre manifestazioni di solidarietà si sono svolte in Svezia e in Corea del Sud contro l’escalation militare nella regione.
A Montreal, migliaia di manifestanti hanno partecipato a una marcia per commemorare la Giornata mondiale di Al-Quds, affermando che Gerusalemme rimarrà la capitale eterna della Palestina.
La Francia ha inoltre visto proteste in 102 città, tra cui Parigi, Lille, Marsiglia e Lione, contro le guerre.

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**14. Amnesty: l’assoluzione dei soldati israeliani che hanno torturato prigionieri palestinesi rafforza l’impunità**

Amnesty International ha dichiarato che la decisione del procuratore militare israeliano di ritirare le accuse contro cinque soldati israeliani accusati di maltrattamenti e aggressioni sessuali contro prigionieri e detenuti palestinesi nel centro di detenzione militare di Sde Teiman è vergognosa e rafforza l’impunità.
L’organizzazione ha definito la decisione “un altro capitolo imperdonabile” nel record di impunità delle forze di occupazione per le violazioni commesse contro i palestinesi.
Erika Guevara Rosas, direttrice senior per la ricerca, l’advocacy e le politiche dell’organizzazione, ha affermato che la decisione rientra nella “lunga storia del sistema giudiziario israeliano che concede impunità ai responsabili di gravi crimini contro i palestinesi”.

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