
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2441, Data: giovedì 14 maggio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2441, Data: giovedì 14 maggio 2026
1. Un bambino ucciso dalle forze di occupazione a nord di Ramallah
Un bambino è stato ucciso dalle forze di occupazione israeliane nei pressi della cittadina di Jaljilia, a nord di Ramallah, nel contesto di ampi attacchi e aggressioni da parte dei coloni.
Il Ministero della Salute ha annunciato la morte del giovane Youssef Ali Youssef Kaabneh (16 anni), colpito dai proiettili delle forze di occupazione vicino a Jaljilia, a nord di Ramallah.
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2. Cinque civili, per lo più bambini, feriti in un bombardamento israeliano su Beit Lahia
Cinque civili, la maggior parte dei quali bambini, sono rimasti feriti a seguito di un nuovo bombardamento israeliano che ha colpito l’area di Al-Salatin, a ovest della città di Beit Lahia, nel nord della Striscia di Gaza.
La Mezzaluna Rossa Palestinese ha riferito che le proprie squadre di soccorso sono riuscite a evacuare i feriti dal luogo dell’attacco e a trasferirli immediatamente all’ospedale da campo Al-Saraya.
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3. Il figlio del dottor Abu Safiya: mio padre subisce fame e torture nelle carceri dell’occupazione
La famiglia del medico palestinese Hossam Abu Safiya vive in uno stato di continua preoccupazione per il suo destino, mentre continua la sua detenzione nelle carceri dell’occupazione da quasi 18 mesi, tra testimonianze che parlano di fame sistematica, privazione delle cure mediche e impossibilità di comunicare con la famiglia.
Elias Abu Safiya, figlio del medico detenuto, ha dichiarato che suo padre, di 52 anni, affronta condizioni tragiche in carcere e soffre di un grave deterioramento della salute a causa della negazione delle cure e dei suoi diritti medici fondamentali.
Ha spiegato che le autorità dell’occupazione hanno permesso a suo padre di incontrare il proprio avvocato dopo 90 giorni di divieto di visita, in seguito a pressioni internazionali. Ha aggiunto che la famiglia vive in uno stato di costante paura a causa delle informazioni ricevute sulle sue condizioni di salute e di vita all’interno della detenzione.
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4. Al-Barghouthi: le leggi sull’esecuzione dei prigionieri annunciano una fase più sanguinosa nelle carceri
Il decano dei prigionieri palestinesi liberati, Nayel Al-Barghouthi, ha avvertito che la decisione dell’occupazione israeliana di approvare ulteriori leggi riguardanti l’esecuzione dei prigionieri palestinesi e il processo ai detenuti del 7 ottobre 2023 rappresenta una pericolosa escalation finalizzata a “legalizzare le uccisioni” nelle carceri dell’occupazione, nel contesto della guerra totale condotta contro i palestinesi.
Al-Barghouthi ha dichiarato che le nuove leggi riflettono la natura dell’occupazione come “nemica dell’umanità”, aggiungendo che l’approvazione di leggi che prevedono l’esecuzione dei prigionieri “equivale a una decisione di porre fine all’esistenza stessa dell’occupazione nella regione”, riferendosi alle gravi conseguenze di tali politiche sul futuro del conflitto.
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5. Centro per i diritti umani: la diffusione della malnutrizione acuta tra i bambini di Gaza minaccia migliaia di vite
Il Centro per i Diritti Umani di Gaza ha dichiarato che la Striscia di Gaza sta vivendo una grave diffusione della malnutrizione tra i bambini sotto i cinque anni, segnale di un deterioramento senza precedenti della situazione umanitaria dovuto al continuo blocco dell’ingresso dei beni alimentari essenziali e al collasso dei servizi sanitari, oltre 30 mesi dopo l’inizio dell’offensiva militare israeliana.
Il centro ha indicato che oltre 71.000 bambini sotto i cinque anni rischiano di soffrire di malnutrizione acuta nel corso del 2026, mentre i flussi di aiuti sono diminuiti del 37% tra il primo e il secondo periodo successivi all’accordo di cessate il fuoco dell’ottobre 2025, secondo gli ultimi rapporti dell’Ufficio delle Nazioni Unite per il Coordinamento degli Affari Umanitari (OCHA).
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6. Migliaia di coloni, tra cui Smotrich, assaltano la Tomba di Giuseppe a est di Nablus
Migliaia di coloni hanno fatto irruzione presso la Tomba di Giuseppe, a est della città di Nablus, sotto la pesante protezione delle forze di occupazione israeliane.
Le forze di occupazione si sono dispiegate in diverse aree per proteggere le incursioni dei coloni, hanno occupato i tetti delle abitazioni e imposto la chiusura della città installando posti di blocco militari.
Fonti locali hanno riferito che oltre 5.000 coloni hanno assaltato la Tomba di Giuseppe, tra cui il ministro delle Finanze israeliano estremista Bezalel Smotrich e membri della Knesset.
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7. L’occupazione trattiene e interroga un funzionario ONU per la sua visita a Gaza
Le autorità di occupazione israeliane hanno trattenuto un funzionario delle Nazioni Unite all’aeroporto Ben Gurion per 45 minuti e lo hanno interrogato riguardo a una visita effettuata a Gaza lo scorso anno.
Il quotidiano ebraico *Yedioth Ahronoth* ha riferito che Israele ha trattenuto Gilles Michaud, vice segretario generale delle Nazioni Unite per la sicurezza e la protezione, al suo arrivo all’aeroporto Ben Gurion.
Ha inoltre aggiunto che Michaud è stato interrogato dallo Shin Bet riguardo a una visita effettuata a Gaza nell’agosto scorso in coordinamento con Israele.
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8. Coloni attaccano veicoli di cittadini a sud-est di Betlemme
Coloni hanno attaccato i veicoli dei cittadini nella zona di Khalayel Al-Louz, a sud-est di Betlemme.
Fonti locali hanno riferito che un gruppo di coloni ha lanciato pietre contro i veicoli dei civili ed effettuato manovre pericolose sulle strade, senza che si registrassero feriti.
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9. L’occupazione rilascia 13 prigionieri della Striscia di Gaza
Le forze di occupazione israeliane hanno rilasciato un gruppo di prigionieri della Striscia di Gaza arrestati dopo il 7 ottobre.
Fonti locali hanno riferito che 13 prigionieri sono stati liberati attraverso il valico di Kerem Shalom e trasferiti all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa a Deir al-Balah per ricevere cure mediche, accompagnati dalle squadre della Croce Rossa.
Da parte sua, la Croce Rossa ha dichiarato di aver facilitato oggi il rilascio di 13 detenuti dalle carceri israeliane, giunti all’ospedale dei Martiri di Al-Aqsa nel centro della Striscia di Gaza.
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10. #Video: agricoltore palestinese sfida i coloni in Cisgiordania
#Guarda: “Le pecore appartengono a noi, loro sono ladri” — un agricoltore affronta coloni che hanno rubato pecore appartenenti ad allevatori palestinesi nel distretto di Ramallah, in Cisgiordania.
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*Europa*
11. “Fermate il genocidio”: slogan contro la partecipazione di Israele alla semifinale dell’Eurovision
La 70ª edizione dell’Eurovision Song Contest, tenutasi nella capitale austriaca Vienna, è stata segnata da ampie proteste contro la partecipazione di Israele, accompagnate da slogan come “Fermate il genocidio” durante l’esibizione del cantante israeliano Noam Bitan nella prima semifinale del concorso.
La prima semifinale si è svolta presso la Wiener Stadthalle, dove il cantante israeliano si è esibito per decimo tra le proteste del pubblico presente in sala.
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12. La Freedom Flotilla Coalition lancia nuove imbarcazioni per una nuova fase della missione “Flottiglia di Gaza”
La Freedom Flotilla Coalition (FFC) ha lanciato cinque imbarcazioni da un’isola greca nell’ambito di un più ampio sforzo internazionale volto a rompere il blocco israeliano illegale sulla Striscia di Gaza e a contrastare l’impunità che permette genocidio, fame e cancellazione sistematica del popolo palestinese.
La coalizione ha dichiarato che queste cinque navi — Adala, Kyriakos X, Lina Al-Nabulsi, Perseverance e Tinaz Love Aqsa Bangladesh — si uniranno ad altre circa 55 imbarcazioni battenti bandiera francese, italiana e polacca, partite da Marmaris, in Turchia, trasportando quantità simboliche di cibo e medicinali.
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13. Attivisti bloccano parti del porto di Rotterdam nei Paesi Bassi per protestare contro il sostegno all’occupazione
Circa 50 attivisti per i diritti umani hanno bloccato martedì aree vitali del porto di Rotterdam, nei Paesi Bassi, per protestare contro il coinvolgimento del porto nel facilitare il supporto logistico e militare all’occupazione israeliana.
I manifestanti hanno cercato di interrompere il traffico marittimo e le reti internazionali di approvvigionamento all’interno del porto, il più grande d’Europa, al fine di interrompere le linee di trasporto militare e di armi destinate alla guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza.
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14. La sicurezza dell’Eurovision trascina fuori un attivista durante l’esibizione israeliana in solidarietà con la Palestina
Gli addetti alla sicurezza dell’Eurovision Song Contest 2026 a Vienna hanno trascinato fuori con la forza un attivista filo-palestinese dopo l’esibizione della rappresentante israeliana.
Questa repressione avviene mentre le fasi ufficiali della competizione organizzata dall’Unione Europea di Radiodiffusione si svolgono sotto rigide misure di sicurezza, nel contesto della crescente rabbia popolare e delle campagne online con l’hashtag #Eurovision.
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15. Attivisti a Vienna chiedono l’esclusione dell’occupazione dall’“Eurovision 2026”
La Piattaforma Austriaca di Solidarietà con la Palestina ha invitato, durante una conferenza stampa, a organizzare proteste artistiche e popolari contro la partecipazione di Israele all’Eurovision Song Contest in concomitanza con l’inizio dell’evento a Vienna.
La piattaforma ha annunciato un evento alternativo intitolato “Song Protest” il 15 maggio, seguito da una marcia di protesta il 16 maggio, per denunciare l’uso dell’arte come strumento per migliorare l’immagine di un sistema coloniale.
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*Internazionale*
16. Tribunale statunitense sospende le sanzioni contro Francesca
Un giudice federale statunitense ha temporaneamente sospeso le sanzioni imposte dagli Stati Uniti a Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani nei territori palestinesi occupati.
Il giudice ha concluso che l’amministrazione Trump avrebbe probabilmente violato il diritto alla libertà di espressione di Albanese imponendo tali misure dopo le sue critiche alla guerra israeliana a Gaza.
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17. “Palantir”: l’azienda americana di intelligenza artificiale al centro della guerra genocida a Gaza
L’azienda americana Palantir continua a espandere la propria influenza nel settore dell’industria militare, mentre aumentano le critiche da parte delle organizzazioni per i diritti umani riguardo al suo ruolo nel sostenere le operazioni militari israeliane, in particolare durante la guerra genocida in corso nella Striscia di Gaza, attraverso tecnologie avanzate per l’analisi dei dati e l’identificazione degli obiettivi mediante intelligenza artificiale.
Palantir è considerata una delle principali società software legate all’apparato di sicurezza e militare degli Stati Uniti. Fondata nel 2003, collabora strettamente con governi, agenzie di intelligence e grandi aziende della difesa, sviluppando sistemi avanzati per l’integrazione e l’analisi di dati militari e operativi.
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18. Rivelata una coordinazione tra Grecia e occupazione per colpire le navi della Freedom Flotilla
Un’inchiesta pubblicata dal quotidiano italiano *Fanpage* ha rivelato l’esistenza di una coordinazione ad alto livello in materia di sicurezza e intelligence tra Atene e Tel Aviv durante l’attacco contro le navi della Freedom Flotilla internazionale dirette a rompere il blocco della Striscia di Gaza.
L’inchiesta ha spiegato che la cooperazione diretta mirava a ostacolare il movimento delle navi di solidarietà, mentre documenti e dati hanno rivelato dettagli sulla complicità del governo greco con l’occupazione attraverso la condivisione di informazioni e il monitoraggio degli attivisti internazionali a bordo delle imbarcazioni.
