
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2437, Data: domenica 10 maggio 2026
Bollettino del Centro Media Palestinese Europeo Epal, Numero 2437, Data: domenica 10 maggio 2026
1. Un martire a Jabalia… vasta distruzione a ovest di Gaza e stallo nei negoziati per la tregua
Le forze di occupazione israeliane continuano a violare l’accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza intensificando i bombardamenti aerei e di artiglieria e prendendo di mira aree abitate da sfollati, oltre a operazioni di demolizione e distruzione all’interno di quella che viene definita la “linea gialla”, mentre continuano le restrizioni imposte alla circolazione di merci, aiuti e spostamenti.
Un palestinese è stato ucciso e un altro ferito dopo che un attacco israeliano ha colpito una motocicletta nell’area di Al-Faluja, a ovest del campo profughi di Jabalia, nel nord della Striscia di Gaza, mentre diverse zone dell’enclave sono state teatro di continui spari e bombardamenti di artiglieria.
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2. L’occupazione istituisce un nuovo avamposto coloniale e conduce incursioni e arresti in Cisgiordania
Diverse aree della Cisgiordania hanno assistito a una nuova escalation da parte delle forze di occupazione israeliane e dei coloni, caratterizzata da incursioni, arresti e aggressioni contro i residenti, oltre alla creazione di un nuovo avamposto coloniale a ovest di Salfit, nel contesto di un aumento degli attacchi organizzati dei coloni contro le terre palestinesi.
Nella città di Beit Ummar, a nord di Hebron, decine di palestinesi hanno sofferto di soffocamento dopo che le forze di occupazione hanno fatto irruzione nella città lanciando granate stordenti e gas tossici contro i residenti e le loro abitazioni.
L’attivista mediatico Mohammad Awad ha dichiarato che le forze di occupazione hanno invaso la città e sparato grandi quantità di gas tossico, causando decine di casi di soffocamento tra i civili.
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3. L’occupazione amplia la rete di annessione e isolamento in Cisgiordania
Il governo israeliano continua ad accelerare i progetti di espansione coloniale nella Cisgiordania occupata ampliando la rete di strade di bypass che collegano gli insediamenti tra loro e con Israele. I palestinesi ritengono che questa mossa approfondisca le politiche di annessione e isolamento geografico, ridisegnando la mappa demografica e geografica della Cisgiordania a discapito delle comunità palestinesi.
In questo contesto, l’Ufficio nazionale per la difesa della terra e la resistenza agli insediamenti ha rivelato che le autorità israeliane hanno stanziato oltre un miliardo di shekel aggiuntivi per la costruzione di nuove strade di bypass in Cisgiordania, al fine di sostenere i progetti di espansione coloniale e rafforzare le infrastrutture degli insediamenti.
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4. Coloni profanano una tomba palestinese nel nord della Cisgiordania sotto protezione dell’esercito israeliano
Coloni israeliani, sotto la protezione e il sostegno dei soldati dell’occupazione, hanno costretto una famiglia palestinese a riesumare il corpo di un proprio parente e trasferirlo altrove, in un incidente avvenuto nel villaggio di Al-Asaasa, nel nord della Cisgiordania occupata, secondo quanto riportato dal giornale israeliano “Maariv”.
Il giornale ha affermato che l’esercito israeliano ha aperto un’indagine sull’incidente, mentre un funzionario militare ha chiesto alla polizia israeliana di indagare sui coloni coinvolti.
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5. Centro per i diritti umani: la riduzione dello spazio geografico e l’espansione delle zone proibite aumentano il rischio di sfollamento a Gaza
Il Centro di Gaza per i Diritti Umani ha espresso profonda preoccupazione e condanna riguardo agli ultimi sviluppi sul campo nella Striscia di Gaza, che riflettono una pericolosa escalation delle politiche israeliane volte a imporre fatti compiuti con la forza e a ridurre lo spazio geografico disponibile per i civili, parallelamente al continuo bombardamento quotidiano e alle vittime quasi giornaliere.
Il centro ha dichiarato che il proprio team sul campo ha documentato un nuovo ampliamento della “zona gialla” a est di Khan Younis, attraverso lo spostamento dei segnali gialli di fronte all’ospedale Dar Al Salam fino alla strada Salah Al-Din, costringendo aziende e sfollati a lasciare l’area per timore di essere colpiti.
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6. La Cisgiordania affronta una guerra coloniale e l’estirpazione di migliaia di alberi dall’inizio del 2026
L’ingegnere Mahmoud Al-Seifi, direttore del Centro di Ricerca Fondiaria di Nablus ed esperto di questioni legate agli insediamenti, ha avvertito di una pericolosa escalation della politica di “genocidio agricolo” portata avanti dall’occupazione israeliana contro gli ulivi nella Cisgiordania occupata, sottolineando che il 2026 è iniziato con indicatori allarmanti superiori per gravità agli anni precedenti.
Al-Seifi ha riferito che l’occupazione ha emesso oltre 20 ordini militari dall’inizio del 2026 finalizzati alla rimozione di ulivi su una superficie superiore a 750 dunum adiacenti alle principali strade della Cisgiordania occupata, con il pretesto di “motivi di sicurezza”.
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7. #Video… Un colono ostacola il passaggio di un’ambulanza palestinese a Nablus
#Guarda… Filmati diffusi mostrano un colono israeliano che impedisce deliberatamente a un’ambulanza palestinese di transitare su una strada a sud di Nablus, nella Cisgiordania occupata.
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*Europeo*
8. Migliaia di manifestanti a Berlino chiedono la fine della guerra a Gaza
La capitale tedesca Berlino ha ospitato una manifestazione per esprimere solidarietà alla Palestina, protestare contro l’occupazione israeliana dei territori palestinesi e denunciare il genocidio nella Striscia di Gaza.
Un gran numero di partecipanti si è radunato vicino alla stazione della metropolitana “Wilmersdorfer Straße” prima di marciare verso il centro della città sventolando bandiere palestinesi.
I manifestanti hanno anche esposto cartelli che chiedevano la fine del genocidio, la tutela della dignità umana, la protezione dei palestinesi e la fine dell’uccisione dei bambini.
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9. #Video… Protesta contro un padiglione israeliano alla Biennale di Venezia in Italia
#Guarda… Con bandiere palestinesi e cartelli che chiedevano la fine del genocidio, manifestanti a Venezia sono stati dispersi dalla polizia italiana dopo essersi radunati per protestare contro l’apertura di un padiglione israeliano alla Biennale di Venezia.
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10. Manifestazione in Australia per boicottare “Caltex” a causa del sostegno all’occupazione
Attivisti hanno organizzato una protesta nell’area di Beaudesert sabato mattina denunciando la prosecuzione delle attività della società “Caltex” e il suo coinvolgimento nel sostegno all’economia dell’occupazione.
I partecipanti hanno invitato i consumatori a interrompere completamente i rapporti con le stazioni di servizio e i marchi commerciali dell’azienda.
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11. Protesta a Monaco interrompe Allianz per i suoi 7,3 miliardi in obbligazioni legate al genocidio
Attivisti della campagna “Nessuna alleanza con il genocidio” hanno interrotto l’assemblea generale annuale del gigante assicurativo e degli investimenti Allianz a Monaco di Baviera, denunciando i suoi investimenti di oltre 450 milioni di dollari in almeno 14 grandi aziende di armamenti presenti nelle liste di boicottaggio, come “Elbit” e “Lockheed Martin”.
Contemporaneamente, manifestanti hanno organizzato una grande protesta fuori dalla sede dell’evento, sventolando bandiere palestinesi e cartelli che chiedevano la fine dell’armamento di “Israele”. Alcuni cartelli riportavano slogan come: “Allianz Monaco… Gaza… Libertà per la Palestina” e “Smettete di armare Israele… Boicottate Allianz, Rheinmetall ed Elbit Systems”.
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12. Chiusura di 20 padiglioni alla Biennale di Venezia in rifiuto della partecipazione dell’occupazione
Il padiglione belga ha annunciato ufficialmente la chiusura delle proprie porte al festival artistico della Biennale di Venezia, esprimendo il rifiuto di condividere una piattaforma espositiva con uno Stato accusato di commettere genocidio.
Circa venti altri Paesi si sono uniti alla protesta, tra cui Paesi Bassi, Egitto, Spagna, Turchia e Regno Unito, in risposta alla campagna “Art Not Genocide” (ANGA), firmata da oltre 230 artisti e operatori culturali che chiedono l’esclusione dell’occupazione.
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13. La lobby sionista in Canada spinge per classificare il movimento Palestine Action come organizzazione terroristica
Questa campagna è arrivata dopo che il movimento ha pubblicato una mappa interattiva e una guida sul campo che identificano centinaia di siti appartenenti alla società sionista “Elbit Systems” in Canada e in Europa, con l’obiettivo di interrompere la produzione di armi e smantellare le catene di approvvigionamento che alimentano la guerra genocida.
Nel frattempo, l’organizzazione “B’nai B’rith” e altri gruppi cercano di replicare l’esperienza britannica che ha vietato una sezione del movimento lo scorso luglio, accusando gli attivisti di praticare “caos terroristico” prendendo di mira fabbriche di armamenti.
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14. Gli attivisti della Flottiglia della Resistenza rivelano dettagli scioccanti sugli abusi dell’occupazione
Youssef Ajissa, presidente del Comitato Internazionale per rompere l’assedio, ha rivelato che gli attivisti della Flottiglia Globale della Resistenza sono stati sottoposti a gravi abusi, tra cui violenze sessuali, pestaggi e trascinamenti durante la loro detenzione da parte delle forze di occupazione.
Le testimonianze degli attivisti rilasciati riferiscono di aggressioni e molestie sessuali deliberate e di abusi contro parti sensibili del corpo, in quello che Ajissa ha definito una “palese violazione della dignità umana” che riflette il comportamento criminale dell’occupazione.
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15. Il fondatore di WhatsApp dona 200 milioni di dollari a un ospedale che serve i coloni
“Jan Koum” ha effettuato la donazione a favore dell’ospedale “Shaare Zedek” nella Gerusalemme occupata, in quello che il giornale “Yedioth Ahronoth” ha definito il più grande sostegno mai concesso al sistema sanitario israeliano.
Questo finanziamento, equivalente a 580 milioni di shekel, mira ad ampliare l’ospedale e svilupparne le infrastrutture che servono i coloni e le forze di occupazione nella città occupata.
Il sostegno finanziario contribuirà inoltre a triplicare la capacità dell’ospedale, superando gli attuali 1.000 posti letto e rafforzando l’efficienza delle strutture collegate all’occupazione.
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16. HSBC interrompe i rapporti con “Elbit Systems” per il coinvolgimento nel genocidio
La banca HSBC ha disinvestito completamente tutte le sue azioni nella società “Elbit Systems” dopo un’intensa campagna di pressione popolare.
I rapporti pubblicati il 30 aprile hanno mostrato che la banca si è liberata della sua ultima partecipazione di 651 azioni, ponendo fine a un investimento che in precedenza superava gli 8 milioni di dollari nel sistema di armamenti sionista.
Questo passo indietro è arrivato dopo una serie di azioni portate avanti dall’organizzazione “Peoples Against Genocide”, tra cui atti di vandalismo e distruzione delle vetrine di oltre 10 filiali della banca nel Regno Unito dal dicembre 2025.
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17. #Video… Interruzione dell’assemblea della più grande compagnia assicurativa britannica per la complicità nella guerra a Gaza
Attivisti hanno interrotto l’assemblea generale annuale del gigante assicurativo britannico Aviva, rivelando che Aviva è il maggiore investitore nelle aziende che armano “Israele”, con investimenti totali pari a 2 miliardi di dollari, superando molte altre istituzioni finanziarie per livello di complicità con la macchina da guerra israeliana.
Il ruolo di Aviva non si limita all’armamento dell’occupazione, ma si estende anche alla copertura assicurativa per aziende coinvolte nella detenzione e sorveglianza dei migranti, in particolare Serco e Mits, che gestiscono tutti i centri di detenzione nel Regno Unito, in palese violazione dei diritti umani.
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*Internazionale*
18. Il presidente della Cornell University accusato di aver investito studenti filo-palestinesi con l’auto
L’incidente è avvenuto durante una protesta studentesca in cui gli studenti interrogavano “Michael Kotlikoff” dopo un dibattito sulla Palestina riguardo alle politiche che limitano la libertà di espressione e alle sospensioni inflitte agli attivisti anti-genocidio nel campus.
Alcuni laureati presenti alla protesta hanno riferito di aver riportato ferite fisiche dopo che “Kotlikoff” ha avanzato con la propria auto verso la folla. Nonostante il presidente dell’università abbia sostenuto di aver utilizzato sistemi di frenata automatica, i video mostrano il veicolo avanzare verso gli studenti.
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19. 300 leader cristiani chiedono al Congresso di interrompere l’armamento dell’occupazione
Rappresentanti delle Chiese ortodosse, cattoliche e protestanti si sono riuniti nella capitale statunitense per fare pressione sui legislatori affinché pongano fine alla complicità militare nel genocidio.
Il movimento ha chiesto l’immediata cessazione delle forniture di armi, la revoca del blocco su Gaza e la garanzia di un accesso senza restrizioni agli aiuti umanitari e medici.
I leader hanno inoltre sottolineato la necessità di riprendere i finanziamenti all’UNRWA e sostenere gli ospedali nella Gerusalemme occupata affinché possano accogliere le vittime dell’aggressione.
Suor Agapia Stefanopoulos ha avvertito di una minaccia esistenziale che incombe sui palestinesi e sui cristiani in Terra Santa a causa delle politiche di migrazione forzata e delle crescenti violazioni.
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20. Mobilitazione contro Chevron per la complicità nella guerra genocida e nella distruzione ambientale a Gaza
Il movimento di boicottaggio ha invitato a partecipare alla “Giornata mondiale contro Chevron”, che inizierà il 17 maggio e proseguirà fino all’assemblea annuale degli azionisti della società il 28 maggio 2026.
Chevron possiede quote nei giacimenti di gas “Tamar” e “Leviathan” al largo delle coste della Palestina occupata, considerati tra le principali fonti di gas a sostegno dell’occupazione.
Gli azionisti voteranno durante la prossima riunione una proposta che chiede alla società di valutare se le proprie procedure di “due diligence” siano sufficienti a prevenire il coinvolgimento in violazioni del diritto internazionale, specialmente nelle aree ad alto rischio e nella Palestina occupata.
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21. ONU: 40.000 palestinesi sfollati in Cisgiordania dal 2025
Il viceportavoce del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Farhan Haq, ha confermato che le politiche dell’occupazione hanno portato allo sfollamento di migliaia di cittadini in Cisgiordania.
Il funzionario ONU ha dichiarato durante una conferenza stampa che circa 40.000 palestinesi sono stati costretti a lasciare le proprie case e terre dall’inizio del 2025 a causa delle crescenti pressioni e dell’aumento delle demolizioni.
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22. Le Nazioni Unite cercano di riciclare 60 milioni di tonnellate di macerie di Gaza
Continuano gli sforzi delle Nazioni Unite per rimuovere le tonnellate di macerie lasciate dalla guerra genocida israeliana contro la Striscia di Gaza, nel tentativo di riaprire le strade e facilitare l’accesso agli aiuti umanitari nonostante i continui bombardamenti israeliani e gli ostacoli sul terreno che ostacolano le operazioni di soccorso e riabilitazione.
Alessandro Marakich, direttore dell’ufficio del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo, ha rivelato in dichiarazioni ad Al Jazeera che il programma sta lavorando a un piano per rimuovere circa 60 milioni di tonnellate di macerie lasciate dalla guerra, al fine di ripristinare strade e vie distrutte e migliorare il movimento degli aiuti umanitari all’interno della Striscia.
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23. La campagna dei “Nastri Rossi” avverte contro l’espansione delle esecuzioni dei prigionieri e definisce Ben Gvir il “boia del secolo”
La “Campagna dei Nastri Rossi” ha condannato gli sforzi continui guidati dal ministro israeliano della Sicurezza Nazionale Itamar Ben Gvir per ampliare l’uso della pena di morte, ritenendo tali iniziative una “pericolosa escalation” che potrebbe consolidare politiche discriminatorie contro i palestinesi all’interno del sistema giuridico israeliano.
La campagna ha dichiarato che Ben Gvir continua a promuovere “politiche di apartheid e razzismo contro i palestinesi”, facendo riferimento alle sue dichiarazioni che invocano “l’impiccagione dei prigionieri palestinesi e la loro uccisione con ogni mezzo”, motivo per cui, secondo la campagna, merita il titolo di “boia del secolo” per l’anno 2026.
